lunedì 18 giugno 2007

Orrore a Bologna! Santoro ha divelto i muri della buona condotta e ora...

Rischia di passare alla storia come di uno degli eventi di cui si è più parlato, anche se nessuno lo ha visto. Ma sullo spettacolo «La Madonna piange sperma», che doveva andare in scena il prossimo 29 giugno negli spazi di Vicolo Bolognetti, sede del quartiere San Vitale di Bologna, è già calato il sipario. La decisione è stata presa sulla scia delle furiose polemiche scatenate dalla programmazione della rappresentazione, per molti (spero tutti!!) considerata blasfema.
Dopo le critiche della Curia, della Cdl e persino dell'assessore alla Cultura, Angelo Guglielmi, anche il sindaco di Bologna, Sergio Cofferati, ha bocciato l'evento, promosso dall'associazione gay «Carni scelte». Cofferati ha parlato di «inaccettabile volgarità che offende credenti e non credenti». (dobbiamo pensare che Cofferati si sia convertito sulla via di Damasco o si sia soltanto reso conto di un nuovo rispetto verso il prossimo??).
Alla fine è arrivato anche la «revoca del patrocinio» - all’intera manifestazione - da parte del ministero delle Politiche giovanili e dello Sport, guidato da Giovanna Melandri (bella, ma stupida!). Non era previsto, come ha spiegato il ministero, «l'erogazione di alcun contributo». Il patrocinio era stato concesso, recita la nota ufficiale, «sulla base di un programma che non conteneva alcun riferimento all'iniziativa che ha innescato le proteste e le discussioni delle ultime ore».


Ora cari amici,
- potremmo forse procedere in sede legale e, impugnando il codice penale art. 403, così come l'On. Gargagnani vorrebbe procedere, potremmo accusarli di vilipendio;
- potremmo chiedere le dimissioni del Ministro Melandri (bella, ma stupida!), come consiglia Roberto Calderoli: «Anche solo a leggere la frase la Madonna piange sperma ti viene subito la pelle d’oca e ti si stringe lo stomaco. Ma adesso tutti coloro che si sono macchiati di una simile vergogna, compresi coloro che hanno dato il patrocinio, dimostrino un minimo di dignità e coraggio e, dal ministro Melandri fino agli assessori regionali e comunali competenti, si dimettano subito. Io mi sono dimesso per una maglietta, che tra l’altro nessuno ha visto, riportante Maometto sorridente seduto su una nuvoletta. Chi ha ideato o ha dato il patrocinio ad uno spettacolo del genere non può non fare altrettanto e forse - conclude Calderoli - dovrebbe dire anche qualche preghiera per salvarsi l’anima...»;
- potremmo chiedere le dimissioni dello staff della Melandri: un patrocinio per una manifestazione del genere sarebbe stato consono chiederlo al Ministero per i Beni culturali (Rutelli! la Melandri era il ministro della cultura nel primo governo Prodi!!), ma un patrocinio richiesto e accordato dal Ministero dello Sport e Politiche Giovanili... non si capisce proprio! magari il primo Ministero l'aveva negato e hanno chiesto al secondo per affinità?!? e certo che se non accontenti gli omosessuali, di questi tempi, è facile beccarsi immediatamente denunce di razzismo, ecc
- potremmo raccoglierci in preghiera come la comunità diocesana bolognese ha deciso, celebrando una Santa Messa, alle 18,30, nel Santuario della Madonna di San Luca;
- potremmo organizzare e pensare ad altri milioni di strumenti e azioni, ma la questione è sempre la solita:

EDUCAZIONE EDUCAZIONE EDUCAZIONE

ogni giorno che passa non posso che pensare, così come già aveva indicato un sacerdote di Milano, mancato 2 anni fa, che la battaglia principale a cui mi sento chiamare è quella dell'educazione.
Non vorrei sembrare troppo saccente o primo della classe, ma mi sento chiamato ad un'educazione a partire dai miei familiari, amici, rapporti, colleghi di lavoro.
O qui si cambia o qui si cambia!

see u,
Giangiacomo

3 commenti:

Igor ha detto...

L'istintività nel reagire ci sta, anzi ci deve stare perchè siamo uomini e ci scorre sangue, ma quello che scrivi è un passo un più per noi...l'essere educati a guardare la realtà con un criterio più umano che grazie a Don Giussani tentiamo ogni giorno di imparare....non da soli, siamo in compagnia per questo. almeno io ci tento e guardo chi giudica così le cose.poi non manca l'ironia che posso aggiungere io ma questo è questione di carattere.

Rodrigo ha detto...

Oi, achei teu blog pelo google tá bem interessante gostei desse post. Quando der dá uma passada pelo meu blog, é sobre camisetas personalizadas, mostra passo a passo como criar uma camiseta personalizada bem maneira. Até mais.

G. ha detto...

Mons. Caffarra


> http://www.bologna.chiesacattolica.it/arcivescovi/caffarra/omelie/2007/2007_
>> 06_19.php
>
>
>> Preghiera di riparazione
>> per gli oltraggi di cui è stata recentemente oggetto
>> la
>> Vergine Maria Madre di Dio
>>
>> 1. «Conoscete S la grazia del Signore nostro Gesù
>> Cristo: da ricco che era
>> si è fatto povero per noi, perché voi diventaste
>> ricchi per mezzo della sua
>> povertà». Miei cari fedeli, le parole dell¹apostolo
>> narrano l¹avvenimento
>> della nostra salvezza come discesa di Dio nella
>> condizione della nostra
>> povertà ed elevazione dell¹uomo alla condizione
>> della divina ricchezza. È
>> uno scambio mirabile che l¹apostolo descrive: l¹uomo
>> ha dato al Signore la
>> sua povertà e riceve in cambio la ricchezza
>> dell¹Essere divino. Ed il
>> ³punto² in cui è avvenuto questo incontro fra
>> povertà umana e ricchezza
>> divina è stato l¹umanità del Verbo fattosi carne. In
>> essa lo splendore
>> divino si è velato e la gloria dell¹uomo si è
>> manifestata: nella luce del
>> Volto divino l¹uomo ha potuto vedere anche il suo
>> volto.
>> Miei cari fedeli, ciò che stupisce e
>> riempie di commozione, ciò
>> che ha profondamente commosso ogni cuore umano, è
>> che l¹evento narrato
>> dall¹Apostolo è accaduto nel grembo di una donna. Il
>> luogo del ³mirabile
>> scambio² è stato il corpo di Maria. È per questo che
>> ella è chiamata Madre
>> di Dio e lo è veramente; che ella è venerata come
>> tempio vero del Signore,
>> arca dell¹alleanza, ³dimora di Colui che non ha
>> confini².
>>
>> 2. Miei cari fedeli, siamo venuti questa sera al
>> santuario mariano ­ al
>> nostro santuario ­ non principalmente per
>> commuoverci di fronte alla
>> bellezza della nostra Madre celeste, ma piuttosto
>> portando nel cuore il peso
>> di un insulto grave e pubblico fattole in questa
>> città. Siamo venuti per
>> chiedere perdono e per riparare una bestemmia che
>> ha rivestito la
>> particolare gravità dell¹avvallo oggettivo [la
>> responsabilità e le
>> intenzioni le giudichi il Signore] anche di
>> istituzioni pubbliche.
>> Ho parlato di ³riparazione², e noi siamo qui per
>> ³riparare² un¹offesa fatta
>> alla Madre di Dio.
>> Per questo è un atto che richiede prima di tutto il
>> riconoscimento
>> dell¹ingiustizia insita nel gesto che vogliamo
>> riparare.
>> È stata un¹ingiustizia commessa nei confronti della
>> Madre di Dio, e quindi
>> nei confronti di ogni credente, poiché la maternità
>> di Maria si estende ad
>> ogni discepolo del Signore: ogni insulto fatto alla
>> Madre è fatto al figlio.
>> Ma è stata anche un¹ingiustizia commessa nei
>> confronti della nostra città.
>> Fino a quando si continuerà a degradarne la
>> bellezza? fino a quando si
>> continuerà a sfregiarne la grandezza? fino a quanto
>> si continuerà ad
>> umiliarne l¹onore? Il nostro trovarci nel luogo più
>> caro ai fedeli bolognesi
>> in un¹occasione tanto triste, risvegli in tutti ed
>> in ciascuno quell¹energia
>> morale che nei momenti di maggior travaglio della
>> sua storia ha fatto grande
>> la nostra città.
>> In questo vespro di così suggestiva intimità dei
>> figli colla Madre, non
>> posso non elevare la mia voce perché nessuno più
>> eviti di porre alla propria
>> coscienza grandi domande: quale città vogliamo
>> lasciare in eredità alle
>> giovani generazioni? quale immagine di uomo vogliamo
>> lasciare come loro
>> ideale? quale misura di libertà vogliamo loro
>> trasmettere? Riparare
>> significa anche riedificare: su quali fondamenta? si
>> può forse edificare sul
>> nulla?
>>
>> Miei cari fedeli, facciamo nostra la preghiera del
>> Salmo: Signore, libera i
>> prigionieri; Signore ridona la vista ai ciechi;
>> Signore, rialza chi è caduto