mercoledì 6 giugno 2007

Il j'accuse di Padoa Schioppa

un rapido riassunto dell'intervento del Ministro Padoa Schioppa al Senato per la vicenda Visco, il golpe Visco.

Gestione ''opaca'' e ''personalistica'' della Guardia di Finanza, mancanza di lealta' nei riguardi dell'autorita' politica: questo il ''j'accuse'' del ministro del Tesoro Tommaso Padoa-Schioppa in Senato nei riguardi dell'ex generale della Guardia di Finanza Roberto Speciale. Il piglio del titolare di via XX Settembre, che ha giocato in attacco e non in difesa, ha spiazzato la Cdl che ha reagito con una rumorosa contestazione al ministro, il quale non ha mancato di rintuzzare con un paio di brevi ma sferzanti battute.
Padoa Schioppa e' partito con un tono basso dicendosi consapevole del ''grave passo'' compiuto con la sostituzione del comandante delle Fiamme Gialle. E poi e' passato a sottolineare ''la legittimita' sostanziale e formale'' dell'atto del governo. L'obiettivo dell'avvicendamento, ha spiegato, e' quello di ''ridare serenita' e fiducia al corpo della Guardia di Finanza'', elementi che sono venuti a mancare invece proprio per i comportamenti del generale Speciale. E qui e' iniziato l'atto di accusa di Padoa-Schioppa.
La prima ''manchevolezza'' da parte di Speciale e' stata ''l'assenza di una comunicazione serena, di trasparenza, di prudenza e di riservatezza'', fino all'''inammissibile'' decisione di far sentire con il viva-voce le telefonate di Visco ai suoi collaboratori. Insomma da parte dell'alto ufficiale sono ''venute meno le regole etiche e deontologiche''.
Questa ''mancanza di lealta''' verso l'autorita' politica si e' manifestata anche nelle sue affermazioni sulle minacce subite da parte Visco: ''Minacce che - ha detto il ministro - se fossero state vere avrebbero dovuto essere denunciate subito''.
''Il nesso con Unipol e' inesistente - ha insistito Padoa Schioppa - e se ci sono prove in contrario si producano e le prenderemo in considerazione''.La seconda ''manchevolezza'' attribuita all'ex comandante delle Fiamme Gialle e' quella piu' inaspettata alle orecchie dei senatori. Il ministro ha accusato Speciale di una gestione ''opaca e personalistica'' del personale della Gdf, con un uso disinvolto di trasferimenti, premi, encomi. il ministro ha citato il caso dell'aiutante in campo del generale Speciale, che ha al suo attivo ''un numero rilevante di encomi'' nonostante ''penda sul suo capo un procedimento per falso''.
Due volte Padoa Schioppa ha replicato alle contestazioni della Cdl: ''So che gli italiani - ha detto verso la fine - sentono la mia voce e non questi schiamazzi, per questo continuo'': parole che hanno sollevato un vero boato dai banchi del centrodestra. E il ministro ha voluto anche dare una lezione di dottrina politica alle opposizione: ''La' dove sono i generali o i colonnelli a determinare la sorte dei governanti e non viceversa siamo fuori della democrazia e dalla Costituzione''.

see u,
Giangiacomo

7 commenti:

Anonimo ha detto...

se il generale era colpevole di qualcosa, perche' dargli una promozione e mandarlo alla Corte dei Conti?

E ancora, se Visco aveva agito con correttezza e limpidezza come continua a dire Fassino, perche' allora rinunciare alle deleghe sulla Guardia di Finanza?

Ma soprattutto quali sono i motivi che hanno spinto Visco a chiedere la rimozione dei 4 funzionari della GDF?

see u

ephrem ha detto...

Vedere TPS preso a ceffoni da D'Onofrio é stato uno spettacolo, per me, sorprendente. Questa maggioranza vota ed approva unicamente per salvare se stessa dall'abisso poiché oggettivamente nessun uomo politico ragionevole può accettare che un militare, servitore dello stato, venga trattato in questo modo da un ministro pro tempore. Una pagina vergognosa per la repubblica ed il senato...

nicknamemadero ha detto...

Grazie Padoa-Schioppa! Finalmente abbiamo capito che il governo con la sua azione meritoria ha disinnescato un grave pericolo per la Democrazia, costituito dalla guida della GdF da parte di un generale opaco, sleale e pericoloso, che agiva in maniera "separata" (e forse deviata?) rispetto a quel galantuomo di Visco. Ancora grazie!

Igor ha detto...

Che Berlusconi sia diventato un difensore della GdF è la vera notizia secondo me. Come cambiano i tempi!

adestra ha detto...

Se un generale Gdf è come lo descrivono come mi lo propongono alla Corte dei Conti? per dare ulterori garanzie al popolo italiano di vera democrazia ...

Anonimo ha detto...

a proposito di gravi misfatti commessi ......Il Tribunale amministrativo del Lazio ha espresso parere negativo all'allontanamento del consigliere Rai (in quota Cdl) che era stato proposto dal ministro dell'Economia (leggi padoa schioppa .. almeno spero!!!), appoggiando il suo ricorso. "Ragioni extragiuridiche" avrebbero infatti determinato la decisione di allontanarlo dal Cda..... Questa sinistra deve occupare qualsiasi orifizio di questo stato ... e dei suoi cittadini. Occhio!! chiappe strette.....se si avvicina quel galantuomo di visco & c.

michel ha detto...

19 settembre 2007
ma dai...
condotta illegittima ma non illecita e... non si fa nulla? nessun provvedimento? nessuna dimissione??

VISCO: IL PM CHIEDE L'ARCHIVIAZIONE
ROMA - Visco era indagato per il reato di minacce e tentato abuso d'ufficio nell'ambito dell'inchiesta aperta sulle presunte pressioni esercitate sull'ex comandante generale della guardia di Finanza Roberto Speciale, finalizzate all'avvicendamento di alcuni ufficiali della guardia di finanza di Milano nella estate del 2006. "Ho avuto notizia della decisione della richiesta di archiviazione per il viceministro Visco, decisione dei magistrati della procura di Roma che è saggia ed equilibrata e frutto del loro rigore professionale". Così l'avvocato Guido Calvi, difensore di Visco.

Quella del viceministro è stato "un comportamento illegittimo ma non illecito", scrive il pm della procura di Roma Angelantonio Racanelli. Nel provvedimento c'é una forte censura per il comportamento assunto da Visco e finalizzato alla rimozione degli ufficiali della guardia di finanza di Milano, una apparente contraddizione con la richiesta di archiviazione. Ma per i magistrati romani, secondo quanto si è appreso, la condotta del viceministro Vincenzo Visco nel caso Speciale, sarebbe stata caratterizzata da illegittimità ma senza profili penali in quanto, dopo gli accertamenti, sarebbe venuto meno il cosiddetto "dolo di dannò, nei confronti degli ufficiali delle fiamme gialle, dolo di danno necessario per sostenere la ipotesi di abuso d'ufficio. I fatti che avevano determinato l'iscrizione di Visco nel registro degli indagati, le presunte pressioni finalizzate al trasferimento di alcuni ufficiali delle fiamme gialle, risalgono all'estate del 2006. La richiesta della procura ora dovrà essere vagliata dal gip.

see u