sabato 8 marzo 2008

Il partito cattolico? In Italia non serve

Continua il dibattito con i miei amici sulla scelta dello schieramento per le elezioni politiche di Aprile 2008.

Desidero farVi leggere il punto di vista di Roberto Formigoni, pubblicato il 18 Febbraio scorso, su il Corriere della Sera

Caro direttore, oggi qualcuno si chiede se i cattolici italiani hanno di nuovo bisogno di un partito dichiaratamente cattolico o — che non è esattamente la stessa cosa ma è collegata — gli elettori di centro sentono l'esigenza di un terzo polo di centro-centro oltre al centrodestra e al centrosinistra. A queste domande (intorno alle quali ha ieri scritto sulCorriere Angelo Panebianco) ha già dato una drastica risposta la storia politica del nostro Paese, con la distruzione della Dc nel '93 e il varo di un sistema bipolare che oggi si avvia rapidamente a diventare bipartitico. E io non penso affatto che le vicende di questi giorni rallenteranno né tanto meno invertiranno questo trend, anzi gli elettori cattolici e di centro saranno portati a scegliere e a schierarsi ancora più di ieri, e scegliendo peseranno e saranno determinanti per la vittoria. D'altra parte — come ogni gruppo sociale — i cittadini cattolici o di centro chiedono alla politica due cose: rappresentanza e risposte di governo. Vincerà chi saprà indicare gli esempi ed assumersi gli impegni più convincenti. L'esperienza di Regione Lombardia in questi tredici anni dimostra come proprio Forza Italia ha saputo garantire ai cattolici ampia rappresentanza nelle compagini di governo e risposte efficaci. Forse mai come in Lombardia politici ispirati dalla dottrina sociale cristiana in dialogo con esponenti del mondo laico e riformista hanno contribuito a trasformare, modernizzare e umanizzare le più importanti strutture della società, dalla sanità alla scuola, alle reti della produzione, dell'internazionalizzazione e dell'innovazione, intervenendo con leggi in favore della famiglia e della maternità, rendendo la pubblica amministrazione più efficiente e meno costosa, gettando le basi per una nuova statualità fondata sulla sussidiarietà, il riconoscimento dei meriti e l'allargamento delle opportunità. E la grande maggioranza degli elettori cattolici di centro si è riconosciuta in questo cammino, sostenendolo con un crescente consenso. Così sarà domani a livello nazionale, soprattutto se il Popolo della Libertà, come credo, darà significativo spazio a riconoscibili candidature di cattolici e se, come sono convinto, evidenzierà nei suoi programmi la capacità di incrociare nel dettaglio l'attenzione alle persone e ai corpi sociali con il bisogno di modernizzazioni, liberalizzazioni e riforme di cui il nostro Paese ha assoluto bisogno. Ecco perché non c'è bisogno in Italia né di un piccolo partito dichiaratamente cattolico né del tentativo di un terzo polo centrista, tanto più che il Pdl appartiene già al Partito Popolare Europeo, come ha ricordato il segretario Wilfried Martens, la grande famiglia nella quale sono presenti sullo scenario europeo i partiti di tradizione popolare, moderata e cristiana. La campagna elettorale che sta per iniziare avrà su questi temi i confronti più interessanti e decisivi.

see u,
Giangiacomo

2 commenti:

Anonimo ha detto...

Ai veri cattolici non serve il bollino

Scritto da Gianni Baget Bozzo
Giovedì 06 marzo 2008

http://www.legnostorto.com/index.php?option=com_content&task=view&id=21084

Marco Margrita ha detto...

Beh forse don Tantardini non sbaglia troppo sul "Celeste"... ma... al bando le cattiverie (sono anche appena guarito dal morbillo). Un abbraccio!