lunedì 26 novembre 2007

Risoluzione sui cristiani

Storica risoluzione del Parlamento europeo, che per la prima volta ha votato quasi all'unanimità (un astenuto e due verdi contrari) un documento che condanna fermamente tutti gli atti di violenza contro le comunità cristiane del mondo. Il titolo della risoluzione è "Gravi episodi che mettono a repentaglio l'esistenza delle comunità cristiane e di altre comunità religiose". Il Parlamento «condanna risolutamente tutti gli atti di violenza contro comunità cristiane, ovunque essi si verifichino, ed esorta i governi interessati a tradurre in giudizio gli autori di tali reati», «condanna fermamente tutte le forme di discriminazione e intolleranza basate sulla religione o il credo, come pure gli atti di violenza contro tutte le comunità religiose», «sollecita i governi dei paesi interessati a migliorare la sicurezza delle comunità cristiane e sottolinea che le autorità hanno il dovere di tutelare tutte le comunità religiose», «invita la Commissione e il Consiglio dei ministri a sollevare la questione della situazione delle comunità cristiane nel dialogo politico» con i Paesi terzi, e a «contribuire ulteriormente al rafforzamento dei diritti umani e dello stato di diritto attraverso gli strumenti di politica estera dell'Ue » compresi i «programmi di cooperazione ed aiuto allo sviluppo con quegli stessi Paesi».

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Giangiacomo

lunedì 19 novembre 2007

La Finanziaria passa... con l'aiutino!

Divertente analizzare il testo della Finanziaria che è passato al Senato Giovedì sera e che torna questa settimana alla Camera (attraverso lo strumento del voto di fiducia!!).

Alcuni senatori, i più riottosi, coloro che volevano sembrare essere i più rigidi, i più coerenti...
coloro che avevano degli interessi propri...
coloro che dovevano coltivare il proprio orticello...
sono stai comprati!

Osceni sono gli emendamenti costruiti da cinque senatori eletti all'estero e inutilmente corteggiati da Berlusconi.
Tre emendamenti con cui sono è stata COMPRATA LA FEDELTA' (e il voto) da 18, 14 e 14 milioni di euro!
Una pioggia di quattrini per il "sostegno alla promozione culturale, scientifica e dell'immagine dell'Italia", per le "politiche concernenenti le collettività italiane" e a favore di "enti, fondazioni e altri organismi" all'estero.
Totale di 36 milioni di euro.

In una situazione di economia in crisi, deficit di bilancio pubblico, per un legale atto di corruzioni, andiamo a spendere e scialacquare soldi all'estero con chissà quale ritorno economico e con chissà quale utilizzo reale!

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Giangiacomo

Pillole dalla Russia

In Russia la corte suprema ha negato la riabilitazione giudiziaria dell'ultimo zar Nicola II e della sua famiglia, fucilati dai bolscevichi il 16 luglio del1918 a Ekaterinenburg: non vi sarebbero infatti prove che i Romanov siano rimasti vittime di una repressione politica. E' infatti noto che lo zar Nicola II e la sua famiglia sono morti di freddo. Un gran freddo, in Russia, un freddo che le ha fatto cambiare nome, l'ha fatta diventare Unione Sovietica, un freddo durato settanta durissimi anni...e insieme a Nicola II e alla sua famiglia è morta una qualche decina di milioni di persone...ma la politica non c'entra.
Era solo freddo.

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Giangiacomo

Inaugurazione PD

Ci rifiutiamo di parlare del Partito Democratico, soprattutto dopo aver visto che al TG hanno dato la notizia dell'inaugurazione del famoso "loft", la nuova sede. Ma dico io: che notizia è? Ma di cosa stiamo parlando? Qua il petrolio ha raggiunto 100 dollari al barile, l'Iran si arma e rischiamo un'altra guerra, e questi danno come notizia l'apertura della sede di un partito? Ve l'immaginate se l'avesse fatto Emilio Fede per la sede di Forza Italia?

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Giangiacomo

Le toghe rosse ci fanno importare più criminalità

La sociologia dell’emigrazione ha fissato da decenni tre principi fondamentali. Primo: l’emigrazione per povertà va dove pensa di trovare migliori possibilità di lavoro. Secondo: l’emigrazione per povertà è sempre seguita da un’emigrazione criminale, perché la criminalità organizzata sa che potrà reclutare “soldati” fra gli emigrati poveri che “non ce la faranno”. Terzo: quando può scegliere, l’emigrazione criminale va dove pensa di correre meno rischi grazie a leggi e giudici più permissivi o meno efficienti. Questo modello è stato elaborato e testato anzitutto con riferimento all’emigrazione italiana verso gli Stati Uniti. Fin dall’Ottocento la mafia scoprì, con entusiasmo, che molti giudici in America non erano nominati ma eletti, e cercò d’impiantarsi nelle città dove pensava di poterne manipolare le elezioni. Qualche volta andò male – come a New Orleans, dove il giudice fatto eleggere dalla mafia fu addirittura linciato –, altre volte benissimo. I risultati di quelle scelte della mafia di oltre cento anni fa condizionano la geografia criminale degli Stati Uniti ancora oggi.
Le scene di abietta miseria che i telegiornali ci mostrano per spiegarci dove vivono i rom che hanno commesso gravi reati in Italia suscitano la domanda: perché tanti rom della Romania scelgono di venire a vivere in questo modo degradato da noi, mentre potrebbero o restare a casa loro (dove vivono male, ma – posso dirlo per testimonianza personale, fondata su numerosi viaggi in Romania – non peggio che nelle luride baraccopoli in Italia) oppure andare in Spagna, dove la numerosa comunità rom vive meglio?
In proporzione al numero di rom con passaporto romeno presenti in ciascun Paese, la percentuale di rom accusati di reati in Italia è decisamente superiore rispetto alla Spagna e addirittura doppia se paragonata alla Romania.
La conclusione è ovvia: mentre chi cerca un lavoro onesto segue le normali regole che governano il mercato dell’immigrazione, chi intende delinquere sceglie di preferenza l’Italia. Lo fa per tre ragioni. Perché – pur sottoposto ai vincoli dell’Unione Europea – Prodi non si è avvalso di tutte le possibili restrizioni all’immigrazione romena (e bulgara) cui invece ha fatto ricorso il suo amico Zapatero. Perché – come ha ricordato il presidente romeno Basescu a Veltroni – chi vuole delinquere lo fa più facilmente nelle grandi città, e in Romania è vietato installare campi nomadi nei pressi di Bucarest mentre in Italia li si lascia costruire a Roma. Ma soprattutto perché si è diffusa fra i rom l’idea che in Italia, benché la polizia sia efficiente, i giudici condannino a pene molto miti e applichino poi tutti i benefici possibili perché queste non siano scontate o lo siano in minima parte.
Non è un’idea infondata, se si pensa all’atteggiamento permissivo sulle espulsioni di molti giudici – bacchettati dalla Cassazione sul punto in una sentenza del 2 novembre –, che si è tradotto in un autentico sabotaggio della legge Bossi-Fini. Non a caso la sinistra radicale ha imposto a Prodi di lasciare le competenza sulle espulsioni ai giudici ordinari, anziché trasferirla ai giudici di pace, non solo meno oberati di lavoro ma spesso anche meno ideologizzati. In epoca comunista qualche giudice romeno si rifiutava di punire i furti dei rom considerandoli manifestazione, sia pure primitiva, di una protesta di classe. Solzenycin ricordava del resto come nei GULag chi aveva rubato fosse trattato meglio dei dissidenti, in quanto Stalin insegnava che i ladri sono “socialmente vicini” ai comunisti: entrambi, sia pure con mezzi diversi, lottano contro la proprietà privata. Certo senza arrivare a questi eccessi, qualche “toga rossa” che l’ideologia rende buonista nei confronti dei rom che delinquono c’è anche da noi. Ed è perché pensano che il nostro è il paese dove le pene non s’infliggono e non si scontano che tanti aspiranti delinquenti vengono in Italia.


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Giangiacomo

mercoledì 14 novembre 2007

Pubbico impiego: un' assicurazione garantita sulla vita!

Indegno. Increscioso. Incredibile. In... si potrebbe continuare all'infinito, tanti sono l'indignazione e lo stupore.

La manovra Finanziaria 2007 vieta l'utilizzo di forme di lavoro temporaneo nella pubblica amministrazione.

Ed è così che... l'impiegato pubblico italiano sarà l'ultima figura professionale su tutto il globo a poter godere di assoluta inamovibilità (non potrà essere licenziato, mai!), di cassa integrazione e mobilità, della pensione (pagata da noi contribuenti), di soli contratti a tempo indeterminato - che invidia! -.
L'impiegato pubblico italiano non dovrà fare mai i conti con la concorrenza estera, nè interna, non avrà problemi di produttività!
Sarà sempre tutelato da qualsiasi ammortizzatore fiscale.
Insomma, l'impiego sicuro e stabile a vita!


Il povero tapino che si trova a lavorare per una società di 400 dipendenti, ma - terribile colpa - privata (magari con contratto nazionale Terziario e commercio, il più utilizzato in Italia)
potrà essere licenziato con giusta causa e facilmente;
potrà essere assunto a tempo determinato, con contratto a progetto, in somministrazione;
dovrà rispettare degli obiettivi (produttività del dipendente);non avrà mai diritto alla cassa integrazione e quindi all'indennità di mobilità;la sua pensione non è nè sarà sicura;
dovrà fare i conti con la concorrenza estera (multinazionale, mercato cinese)
dovrà fare i conti con la concorrenza nazionale.

ora... ragioniamo...


La sinistra massimalista è riuscita addirittura a stroncare un emendamento del "compagno" (ma non abbastanza) Treu, illustre inventore del lavoro ex "interinale", e, a prescindere da ogni logica, a vincere ancora!
E così la flessibilità (badate, parlo di flessibilità e non di precariato), la modalità con cui per picchi di lavoro o significativi progetti stagionali il piccolo Comune o la grande Regione potevano ricorrere a contratti atipici, ora è completamente sradicata, dimenticata, cancellata, allontanata dal vocabolario della Pubblica Amministrazione.
Ora voglio proprio vedere come gli enti pubblici riusciranno ad erogare i servizi, stare vicino al territorio, espletare il loro determinato lavoro con il personale che hanno attualmente e senza la possibilità di assumere ulteriori risorse...
Come faranno a rispettare il Patto di Stabilità, il blocco delle assunzioni nella PA e il tetto per le spese del personale imposto dalla stessa Finanziaria!

Ridiamo... o meglio, iniziamo a piangere... mentre, grazie all'attuale governo, l'Italia va sempre di più non solo nella direzione opposta al futuro, ma anche al presente.


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Giangiacomo

lunedì 12 novembre 2007

Fiducia assoluta nella Polizia!

Fiducia assoluta nella Polizia e... a tutte le forze di pubblica sicurezza!

Solidarietà in toto visto le accuse vergognose di queste ore.

Sottolineo che per UNO SBAGLIO non si può mettere sotto giudizio tutto il corpo di polizia e sopratutto, guardando dall'altra parte, non si è mai messo sotto VERO e CONCRETO giudizio dopo non UNO, ma MIRIADI SBAGLI da parte di altre forze (non istituzionali come ultras, extraparlamentari, noglobal).
Loro non sono lo Stato. E anche loro devono rispettare lo Stato.

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Giangiacomo