sabato 9 maggio 2009

Dell'Utri: Mussolini era troppo buono

sono d'accordo con lui! leggete...

Da La Stampa, 4 Maggio 2009
Benito Mussolini visto con gli occhi di Marcello Dell’Utri. Il senatore del Pdl, tra i fondatori di Forza Italia, ne parla a lungo in una intervista alla trasmissione web-tv Klauscondicio. «Mussolini - sostiene Dell’Utri - ha perso la guerra perché era troppo buono. Non era affatto un dittatore spietato e sanguinario come poteva essere Stalin. Leggendo i diari, giorno per giorno, per 5 anni dal ’35 al ’39, cioè alla vigilia della decisione di entrare in un conflitto mondiale già iniziato, le posso assicurare - spiega - che trovo Mussolini un uomo straordinario e di grande cultura. Un grande scrittore, alla Montanelli, i suoi diari sembrano cronache di un inviato speciale, con frasi brevi e aggettivazioni efficaci come raramente ho letto».«Non è colpa di Mussolini - aggiunge l’esponente azzurro - se il fascismo diventò un orrendo regime. Ci sono testimonianze autografe del duce in cui critica i suoi uomini che hanno falsato il fascismo, costruendosene uno a proprio modo, basato sul ricatto e sulla violenza. Il suo fascismo era di natura socialista».Secondo Dell’Utri «sono state le sanzioni a costringere Mussolini a trovare un accordo con la Germania di Hitler. Se non ci fossero state le sanzioni, probabilmente non si sarebbe mai alleato con Hitler che non stimava per niente, anzi temeva. Ci sono pagine inedite, scritte da Mussolini su questi anni, che faranno discutere molto e che dimostrano la disaffezione del duce nei confronti del Furher, tanto che definisce il suo Mein Kampf un rigurgitevole testo». Quanto alle leggi razziali, «nei suoi diari - afferma il parlamentare del centrodestra - Mussolini scrive che le leggi razziali devono essere blande. Tra gli Ebrei, il duce, spiega di avere i suoi più cari amici e si chiede perché seguire Hitler con le sue idee sulle razze ariane, razze pure che non esistono» «Non ho paura - dice ancora Dell’Utri - di diventare impopolare con queste rivelazioni, perseguo solo la ricerca della verità. Io non ho alcuna intenzione di fare apologia né del fascismo né di Mussolini. Ho scoperto nei diari di Mussolini la figura di un grande uomo. Ha commesso errori ed è già stato condannato dalla storia. Ma da questi scritti viene fuori una figura diversa da quella che ci è stata propinata dagli storici dei vincitori, non era un buffone, non era un ignorante e tantomeno un sanguinario. Era un uomo buono. Mussolini era solo una brava persona che ha fatto degli errori».

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Giangiacomo

domenica 29 marzo 2009

Benito

Un "mio fratello" mi scrive

il grande capo suggerisce riflessioni interessanti:

http://www.youtube.com/watch?v=wVRKDNAI-fA

a Voi riflessioni e spunti. difficile fare qualche critica...

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Giangiacomo

sabato 28 marzo 2009

"Noi tireremo diritto" M.

Solidarietà al mio amico Maurizio, all'amica Augusta e agli amici del Fuan che la scorsa settimana non hanno potuto esercitare il diritto di parola e di espressione nel luogo "libero" del sapere, l'Università.

Rettore falso e ipocrita
anarchici e comunisti che restano intoccabili

che schifo!

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Giangiacomo

giovedì 19 marzo 2009

Onda, ti ODIO!

Dallo Tsunami ad oggi...
mi trovo sempre ad odiare l'ONDA!
è sempre anomala...

Brunetta vai avanti... ferma questi terroristi di casa nostra!!

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Giangiacomo

domenica 8 marzo 2009

Lost!

Venerdì la mia Office Manager, Zoe, mi ha indicato la nuova canzone, stupenda, dei Coldplay, come massima del mio stato d'animo e di agire di questo periodo...
cosa ve ne sembra?

Just because I'm losin'Doesn't mean I'm lostDoesn't mean I'll stopDoesn't mean I will crossJust because I'm hurtingDoesn't mean I'm hurtDoesn't mean I didn't getWhat I deserveNo better and no worseI just got lostEvery river that i tried to crossEvery door I ever tried was lockedOooh and I'm just waiting 'till the shine wears offYou might be a big a big fishIn a little pondDoesn't mean you wonCause along will come a bigger oneYou'll be lostEvery river that you try to crossEvery gun you ever held went offOooh and I'm just waiting 'till the fires startOooh and I'm just waiting 'till the shine wears offOooh and I'm just waiting 'till the shine wears offOooh and I'm just waiting 'till the shine wears off

Artista: Coldplay
Titolo Originale: Lost!
Titolo Tradotto: Perso
Solo perchè sto perdendo non significa che sono perso non significa che mi fermerò non significa che mi opporrò solo perchè sto ferendo non significa che io sia ferito non significa che non otterrò quello che merito niente di meglio e niente di peggio mi sono appena perso ogni fiume che ho provato ad attraversare ogni porta che abbia mai provato ad aprire era chiusa a chiave e sto solo aspettando che svanisca la luce potresti essere un pesce molto grande in un piccolo laghetto questo non significa che hai vinto perchè col tempo ne verrà uno più grande e sarai perso ogni fiume che proverai ad attraversare ogni pistola che hai tenuto in mano sparerà e sto solo aspettando che inizi il fuoco e sto solo aspettando che svanisca la luce e sto solo aspettando che svanisca la luce e sto solo aspettando che svanisca la luce

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Giangiacomo

domenica 1 marzo 2009

Una settima di riforme

Anche questa settimana il governo ha portato a compimento numerose iniziative utili per l’immediato e per il futuro.
Il via libera definitivo ai cosiddetti "Tremonti bond" è un ulteriore tassello delle misure anticrisi messe in atto dal nostro governo a partire dallo scorso ottobre. Quest’ultima misura conferma il sostegno dato alle banche ma lo vincola al fatto che esse continuino a fare il loro mestiere: finanziare le famiglie e le imprese, specie le piccole e medie. Lo conferma anche la norma contenuta nel patto con le banche: chi perde il posto di lavoro o va in cassa integrazione si vedrà sospeso per 12 mesi il rateo del mutuo da pagare.

Mercoledì il Senato ha approvato definitivamente la riforma Brunetta della pubblica amministrazione. Dopo il successo della lotta ai fannulloni, questo provvedimento mette le basi per far fare un ulteriore salto di qualità a tutto il sistema del pubblico impiego. E’ una riforma giusta, come lo è quella delle norme per gli scioperi nel settore dei trasporti, approvate oggi dal Consiglio dei Ministri.


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Giangiacomo

domenica 15 febbraio 2009

La Chiesa dopo Eluana: una risposta a Giuliano Ferrara

La Chiesa dopo Eluana: una risposta a Giuliano Ferrara. "La domanda di Eliot"
di Massimo Introvigne (il Foglio, 12 febbraio 2009)

Caro Direttore, La ringrazio per avere posto con l'abituale lucidità sul Foglio dell'11 febbraio quella che è forse - dopo Eluana - l'unica domanda veramente importante: se con Eluana siano morti in Italia i valori di fede e di ragione che hanno dato all'Europa le sue radici e la sua anima, e se la Chiesa, non avendo potuto impedire questa morte, abbia imboccato la strada che porta all'irrilevanza. La domanda è ancora quella di Eliot: "è la Chiesa che ha abbandonato l'umanità o è l'umanità che ha abbandonato la Chiesa?".
Giacché però non sono un poeta ma un sociologo, sono abituato a considerare i processi sociali complessi come sempre aperti a diverse interpretazioni. Lei propone un impressionante inventario delle ragioni per cui il bicchiere della Chiesa - quando non si è più potuto dare da bere a Eluana - si è rivelato mezzo vuoto. Preti (come quelli del Friuli di cui parla lo stesso numero del Foglio), laici e anche qualche vescovo dissenzienti o colpevolmente silenziosi evidenziano un problema, le cui radici stanno nel pontificato di Giovanni Paolo II. Nessuno come il Pontefice polacco ha avuto la consapevolezza che l'Europa e l'Italia sono ormai terra di missione, bisognosa di "nuova evangelizzazione". Per questa missione Giovanni Paolo II ha privilegiato l'appello diretto ai fedeli, soprattutto ai giovani, rispetto agli atti di governo relativi all'amministrazione della Chiesa. Da un certo punto di vista la strategia ha avuto uno straordinario successo, sollevando un entusiasmo imprevedibile e diffuso, che non ho avuto bisogno di verificare con strumenti sociologici perché l'ho constatato giorno per giorno nei miei figli e nel loro amore affettuoso e contagioso per Papa Wojtyla. D'altro canto, anche gli intellettuali più vicini a Giovanni Paolo II - come George Weigel, il compianto Richard John Neuhaus o Ralph McInerny - hanno fatto notare i pericoli insiti nella scarsa attenzione rivolta al governo della Chiesa e alle nomine episcopali, alcune delle quali non sono state particolarmente felici. Non si tratta, naturalmente, di criticare Papa Wojtyla - anche perché, per molti versi, la sua strategia di contatto diretto con il popolo dei fedeli era, in una situazione di grave e diffusa scristianizzazione, l'unica possibile - ma di rilevare un problema. Nessuno ne è più consapevole di Benedetto XVI, che ha scelto di dedicare all'azione di governo della Chiesa la parte maggiore del suo tempo e delle sue energie. Ma il caso Eluana può forse suggerire, per quanto riguarda l'Italia, un'ulteriore accelerazione. Può darsi - senza pretendere, naturalmente, di voler dare suggerimenti al Papa - che non sia più sufficiente attendere che vescovi inadeguati vadano in pensione e che occorra sostituirli prima, e che su alcune situazioni particolarmente imbarazzanti la severità debba sostituire la paziente attesa di improbabili ravvedimenti.
E tuttavia, per altro verso, il bicchiere è mezzo pieno. Le statistiche ci dicono che la rilevanza della Chiesa nella società italiana - misurata dal consenso dei cittadini e anche dalla frequenza alla Messa -, per quanto certo non corrispondente a quanto il Papa o i vescovi potrebbero auspicare, è comunque assai maggiore rispetto alle vicine Francia, Germania o Spagna. Il referendum sulla legge 40 ha mostrato che la sconfitta non è l'unico esito possibile della sua azione di testimonianza ai valori non negoziabili. Il caso Eluana smentisce tutto questo? Non completamente. L'azione della Chiesa - e dei laici di buona volontà, naturalmente - ha persuaso la maggioranza degli italiani che l'alimentazione e l'idratazione non sono cure mediche, e che far morire una disabile di fame e di sete è profondamente ingiusto. Lo rivelano i sondaggi, che sono cambiati di segno rispetto agli inizi della vicenda di Eluana, e anche le reazioni di tanti politici, a cominciare da quello straordinario interprete della sensibilità comune degli italiani che è il presidente Berlusconi. Magra consolazione, si dirà, perché Eluana è morta. Certo: e tuttavia se nella maggioranza di governo la chiarezza prevarrà sulla tentazione del compromesso e del pasticcio (un rischio che come Lei ha spesso sottolineato non è mai assente, neppure all'interno del centro-destra) può darsi che questo maggioritario consenso trovi qualche eco in Parlamento e contribuisca ad allontanare l'abominio dell'eutanasia dalle nostre leggi.
Le settimane e i mesi che vengono ci diranno se il bicchiere è mezzo pieno o piuttosto, in effetti, mezzo vuoto. I bicchieri, però, non si riempiono né si svuotano da soli. Chi ha a cuore i valori della fede e della ragione che hanno fatto dell'Europa quello che è non può solo lamentarsi del fatto che i vescovi o i sacerdoti non agiscano: deve agire lui. Questo - non un presunto diritto al dissenso morale e teologico - è il vero significato dell'autonomia dei laici cattolici nell'instaurazione dell'ordine temporale di cui parla il Concilio Vaticano II. Il Papa fa, in modo ammirevole, la sua parte. A noi - senza pensare di delegare ad altri - fare la nostra. Io rappresento una piccola - ma non piccolissima - associazione come Alleanza Cattolica che da decenni giorno per giorno, settimana dopo settimana, diffonde i valori non negoziabili della vita, della famiglia, delle radici cristiane dell'Europa attraverso centinaia di riunioni, incontri, conferenze, seminari. Non ci dà certo fastidio, anzi ci fa molto piacere, che altri operino nella stessa direzione. Perché, rovesciando il proclama blasfemo di Osama bin Laden, siamo orgogliosi di amare la vita quanto gli avversari della fede e della ragione amano la morte.

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Giangiacomo