un rapido riassunto dell'intervento del Ministro Padoa Schioppa al Senato per la vicenda Visco, il golpe Visco.
Gestione ''opaca'' e ''personalistica'' della Guardia di Finanza, mancanza di lealta' nei riguardi dell'autorita' politica: questo il ''j'accuse'' del ministro del Tesoro Tommaso Padoa-Schioppa in Senato nei riguardi dell'ex generale della Guardia di Finanza Roberto Speciale. Il piglio del titolare di via XX Settembre, che ha giocato in attacco e non in difesa, ha spiazzato la Cdl che ha reagito con una rumorosa contestazione al ministro, il quale non ha mancato di rintuzzare con un paio di brevi ma sferzanti battute.
Padoa Schioppa e' partito con un tono basso dicendosi consapevole del ''grave passo'' compiuto con la sostituzione del comandante delle Fiamme Gialle. E poi e' passato a sottolineare ''la legittimita' sostanziale e formale'' dell'atto del governo. L'obiettivo dell'avvicendamento, ha spiegato, e' quello di ''ridare serenita' e fiducia al corpo della Guardia di Finanza'', elementi che sono venuti a mancare invece proprio per i comportamenti del generale Speciale. E qui e' iniziato l'atto di accusa di Padoa-Schioppa.
La prima ''manchevolezza'' da parte di Speciale e' stata ''l'assenza di una comunicazione serena, di trasparenza, di prudenza e di riservatezza'', fino all'''inammissibile'' decisione di far sentire con il viva-voce le telefonate di Visco ai suoi collaboratori. Insomma da parte dell'alto ufficiale sono ''venute meno le regole etiche e deontologiche''.
Questa ''mancanza di lealta''' verso l'autorita' politica si e' manifestata anche nelle sue affermazioni sulle minacce subite da parte Visco: ''Minacce che - ha detto il ministro - se fossero state vere avrebbero dovuto essere denunciate subito''.
''Il nesso con Unipol e' inesistente - ha insistito Padoa Schioppa - e se ci sono prove in contrario si producano e le prenderemo in considerazione''.La seconda ''manchevolezza'' attribuita all'ex comandante delle Fiamme Gialle e' quella piu' inaspettata alle orecchie dei senatori. Il ministro ha accusato Speciale di una gestione ''opaca e personalistica'' del personale della Gdf, con un uso disinvolto di trasferimenti, premi, encomi. il ministro ha citato il caso dell'aiutante in campo del generale Speciale, che ha al suo attivo ''un numero rilevante di encomi'' nonostante ''penda sul suo capo un procedimento per falso''.
Due volte Padoa Schioppa ha replicato alle contestazioni della Cdl: ''So che gli italiani - ha detto verso la fine - sentono la mia voce e non questi schiamazzi, per questo continuo'': parole che hanno sollevato un vero boato dai banchi del centrodestra. E il ministro ha voluto anche dare una lezione di dottrina politica alle opposizione: ''La' dove sono i generali o i colonnelli a determinare la sorte dei governanti e non viceversa siamo fuori della democrazia e dalla Costituzione''.
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Giangiacomo
mercoledì 6 giugno 2007
martedì 5 giugno 2007
Quelle toghe con la sharia in mano
Ogni tanto la sinistra estrema o l’islam organizzato si lamentano perché in Italia non c’è una delle Intese previste dalla Costituzione con le confessioni religiose che riguardi i musulmani, mentre - oltre al Concordato con la Chiesa cattolica - hanno un’Intesa i valdesi, i luterani e qualcun altro. L’Intesa con l’islam non c’è per la buona ragione che i musulmani italiani non riescono a darsi una rappresentanza unitaria. Ma sembra che - grazie a certi magistrati - i musulmani abbiano già nella pratica tutti i diritti che deriverebbero da un’Intesa senza essersi assunti i relativi doveri.
Soltanto l’ultima settimana le «toghe verdi», cioè i giudici che ritengono loro dovere proteggere gli imam contro la presunta minaccia dell’«islamofobia», sono state al centro di controversie a Milano e a Bari. A Milano la materia del contendere era l’imam Zergout, che officiava a Varese prima di essere arrestato per fiancheggiamento del terrorismo. Il pubblico ministero ne aveva chiesto e ottenuto l’assoluzione, ma non perché fosse innocente: al contrario, si era dichiarato «convinto di avere in mano elementi di prova della sua colpevolezza» ma aveva fatto rilevare un vizio di forma del processo. Il ministro Amato, per una volta coraggioso, dopo l’assoluzione «tecnica» aveva espulso Zergout: ma la Corte europea dei Diritti dell’uomo, ben nota per il suo buonismo nei confronti dell’ultra-fondamentalismo islamico, aveva bloccato l’espulsione. Il ministro dell’Interno, per evitare di lasciare a spasso nelle nostre strade un estremista della cui colpevolezza per reati connessi al terrorismo la stessa procura di Milano dichiara di «avere in mano elementi di prova», aveva disposto che l’imam fosse condotto in un Cpt, uno di quei Centri di permanenza temporanea che per la sinistra radicale - e per certi giudici - sono lager, ma che con il governo Prodi stanno diventando più o meno delle pensioni dove la sorveglianza si fa sempre più blanda. Ma anche questo è stato considerato eccessivo da un giudice di pace di Milano, che ha annullato il provvedimento che obbligava l’imam a risiedere nel Cpt di Via Corelli. Non c’è scampo: i giudici europei e quelli italiani vogliono che Zergout circoli liberamente in Italia. Forse hanno dimenticato che il leader degli attentatori di Madrid era stato a suo tempo fermato in Spagna, ma il fermo non era stato convalidato per ragioni procedurali.
A Bari è stato rinviato a giudizio Renzo Guolo, stimato sociologo delle religioni, che certamente non è un islamofobo arrabbiato. Il sociologo è incappato nelle ire di Adel Smith, noto protagonista di teatrini televisivi autonominatosi imam (o qualche cosa di simile, perché la confusione è grande) di un gruppo che si chiama Unione musulmani d’Italia. Nonostante il nome magniloquente, si tratta di un’associazione di quattro gatti, considerata non rappresentativa da tutte le altre realtà del variopinto islam italiano.
Ma se uno dice a Smith, appunto, che non rappresenta nessuno, Smith si arrabbia molto, e ritiene che nella sua sacra persona sia stato offeso addirittura l’islam in genere. A Bari Guolo si è così ritrovato accusato di «vilipendio della religione islamica». Ci si chiede quali criteri adotteranno i giudici al processo - applicheranno la sharia? - ma soprattutto perché, mentre si possono far vedere in televisione documentari dove si insulta il Papa affermando falsamente che protegge i preti pedofili, se si critica più o meno blandamente un imam si viene incriminati. Dov’è l’errore?
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Giangiacomo
Soltanto l’ultima settimana le «toghe verdi», cioè i giudici che ritengono loro dovere proteggere gli imam contro la presunta minaccia dell’«islamofobia», sono state al centro di controversie a Milano e a Bari. A Milano la materia del contendere era l’imam Zergout, che officiava a Varese prima di essere arrestato per fiancheggiamento del terrorismo. Il pubblico ministero ne aveva chiesto e ottenuto l’assoluzione, ma non perché fosse innocente: al contrario, si era dichiarato «convinto di avere in mano elementi di prova della sua colpevolezza» ma aveva fatto rilevare un vizio di forma del processo. Il ministro Amato, per una volta coraggioso, dopo l’assoluzione «tecnica» aveva espulso Zergout: ma la Corte europea dei Diritti dell’uomo, ben nota per il suo buonismo nei confronti dell’ultra-fondamentalismo islamico, aveva bloccato l’espulsione. Il ministro dell’Interno, per evitare di lasciare a spasso nelle nostre strade un estremista della cui colpevolezza per reati connessi al terrorismo la stessa procura di Milano dichiara di «avere in mano elementi di prova», aveva disposto che l’imam fosse condotto in un Cpt, uno di quei Centri di permanenza temporanea che per la sinistra radicale - e per certi giudici - sono lager, ma che con il governo Prodi stanno diventando più o meno delle pensioni dove la sorveglianza si fa sempre più blanda. Ma anche questo è stato considerato eccessivo da un giudice di pace di Milano, che ha annullato il provvedimento che obbligava l’imam a risiedere nel Cpt di Via Corelli. Non c’è scampo: i giudici europei e quelli italiani vogliono che Zergout circoli liberamente in Italia. Forse hanno dimenticato che il leader degli attentatori di Madrid era stato a suo tempo fermato in Spagna, ma il fermo non era stato convalidato per ragioni procedurali.
A Bari è stato rinviato a giudizio Renzo Guolo, stimato sociologo delle religioni, che certamente non è un islamofobo arrabbiato. Il sociologo è incappato nelle ire di Adel Smith, noto protagonista di teatrini televisivi autonominatosi imam (o qualche cosa di simile, perché la confusione è grande) di un gruppo che si chiama Unione musulmani d’Italia. Nonostante il nome magniloquente, si tratta di un’associazione di quattro gatti, considerata non rappresentativa da tutte le altre realtà del variopinto islam italiano.
Ma se uno dice a Smith, appunto, che non rappresenta nessuno, Smith si arrabbia molto, e ritiene che nella sua sacra persona sia stato offeso addirittura l’islam in genere. A Bari Guolo si è così ritrovato accusato di «vilipendio della religione islamica». Ci si chiede quali criteri adotteranno i giudici al processo - applicheranno la sharia? - ma soprattutto perché, mentre si possono far vedere in televisione documentari dove si insulta il Papa affermando falsamente che protegge i preti pedofili, se si critica più o meno blandamente un imam si viene incriminati. Dov’è l’errore?
di Massimo Introvigne (il Giornale, 5 giugno 2007)
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Giangiacomo
lunedì 4 giugno 2007
Petizione: Reintegrate Speciale

CLICCA QUI E FIRMA LA PETIZIONE PER REINTEGRARE IL GENERALE SPECIALE
La rimozione del Generale della guardia di Finanza Roberto Speciale, costituisce una grave atto di prevaricazione del Governo di Romano Prodi.
Un generale che tutti considerano degno della piu' alta fiducia per la sua onorabilita' di servitore della patria, viene rimosso dopo che e' emerso che non aveva accettato di sottoporsi a un ordine che tendeva a impedire ai vertici della guardia di finanza di indagare senza condizionamenti su loschi intrallazzi bancari.
Chiediamo il ritiro immediato dell'ordine di avvicendamento del Comandante della Guardia di Finanza e il reintegro del Generale Roberto Speciale
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Giangiacomo
domenica 3 giugno 2007
Every Breath You Take
non conoscevo questa canzone prima che Tu la indicasti sul Tuo nick di MSN
o meglio, la conoscevo e la cantavo, ma senza rendermi conto del significato totale...
ebbene, il testo descrive ciò che provo in questo ultimo periodo:
ogni passo che affronto, ogni azione, ogni idea è indirizzata al mio pensiero su di Te e a noi due
...
Every Breath You Take - Police (Sting) - 1983
Every breath you take
Every move you make
Every bond you break
very step you take
I'll be watching you.
Every single day
Every word you say
Every game you play
Every night you stay
I'll be watching you.
Oh can't you see
You belong to me?
How my poor heart aches
with every step you take.
Every move you make
Every vow you break
Every smile you fake
Every claim you stake
I'll be watching you.
Since you've gone
I've been lost without a trace.
I dream at night,
I can only see your face.
I look around but it's you I can't replace.
I keep crying baby, baby please...
Every move you make
Every vow you break
Every smile you fake
Every claim you stake
I'll be watching you.
Every move you make
Every vow you break
Every smile you fake
Every claim you stake
I'll be watching you...
see u,
Giangiacomo
o meglio, la conoscevo e la cantavo, ma senza rendermi conto del significato totale...
ebbene, il testo descrive ciò che provo in questo ultimo periodo:
ogni passo che affronto, ogni azione, ogni idea è indirizzata al mio pensiero su di Te e a noi due
...
Every Breath You Take - Police (Sting) - 1983
Every breath you take
Every move you make
Every bond you break
very step you take
I'll be watching you.
Every single day
Every word you say
Every game you play
Every night you stay
I'll be watching you.
Oh can't you see
You belong to me?
How my poor heart aches
with every step you take.
Every move you make
Every vow you break
Every smile you fake
Every claim you stake
I'll be watching you.
Since you've gone
I've been lost without a trace.
I dream at night,
I can only see your face.
I look around but it's you I can't replace.
I keep crying baby, baby please...
Every move you make
Every vow you break
Every smile you fake
Every claim you stake
I'll be watching you.
Every move you make
Every vow you break
Every smile you fake
Every claim you stake
I'll be watching you...
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Giangiacomo
sabato 2 giugno 2007
Santoro e gli ebrei - I divorzi in Italia
Dopo la puntata di Anno Zero del coraggioso Michele Santoro su pedofilia e Chiesa, assisteremo ad una nuova sconvolgente inchiesta che dimostrerà come Santoro sia solo interessato a fatti e notizie, e che lui non nutre alcun preconcetto.
Ci sarà una puntata dedicata al libro "Pasque di sangue, ebrei d'Europa e omicidi rituali" della casa editrice il Mulino, che affronta l'accusa rivolta agli ebrei di rapire e uccidere bambini cristiani per utilizzarne il sangue nei riti di Pasqua. Qua una breve recensione del libro, che non è più disponibile: www.mulino.it/edizioni/volumi/scheda_volume.php?vista=scheda&ISBNART=11516
Come scritto sulla recensione: "Rileggendo senza pregiudizi la documentazione antica di quel processo e di vari altri alla luce della più vasta situazione europea e anche di una puntuale conoscenza dei testi ebraici, l'autore mette in luce i significati rituali e terapeutici che il sangue aveva nella cultura ebraica, giungendo alla conclusione che, in particolare per l'ebraismo askhenazita, l'"accusa del sangue" non era sempre un'invenzione".
Santoro ha assicurato la massima obiettività nell'affrontare lo spinoso problema. In studio saranno presenti tutte le parti, compresi i discendenti della famiglia di Simonino, il piccolo ucciso a Trento per cui furono condannati gli ebrei di quella comunità, ed esponenti dell'organizzazione Hamas.
In appendice alla puntata, la discussione di una revisione critica del diario di Anna Frank: www.radioislam.org/islam/italiano/ann-frank1.htm
Non se ne dolgano gli amici ebrei: fortunatamente per loro, quanto sopra è uno scherzo, e non andrà mai in onda. E' scritto solamente per far intuire cosa succederebbe se, con gli stessi criteri di scandalismo e di falsità, l'obiettivo della prossima trasmissione non fosse la Chiesa Cattolica, ma la comunità ebraica. Immaginate cosa succederebbe se con i soldi dei contribuenti la Rai comprasse un filmato su questi argomenti orientato in chiave antisemita. Giustamente, la comunità ebraica internazionale protesterebbe con tutte le sue forze (come è successo per l'uscita del libro di cui sopra).
Nessuno di noi chiede la censura sui crimini di pedofilia, da chiunque vengano commessi. Ma questa è un'operazione vergognosa, perchè quel video è monnezza, dice il falso, ed è costruito ad arte per screditare la Chiesa, trattandola come un covo di pedofili, pure coperto dall'attuale Papa. Leggiamo insieme quanto scrive Introvigne sull'argomento, per capire di cosa si tratta, e per poter spiegare a tutti perchè questa è monnezza, che neanche nei cumuli di Napoli se ne trova tanta tutta insieme: www.cesnur.org/2007/mi_05_22a.htm
Belle notizie.
L'Economist ci spiega - e Il Foglio riferisce - che in America calano i divorzi fra le persone più istruite, che il matrimonio crea benessere, e i figli crescono meglio....ma chi l'avrebbe mai detto?www.stranau.it/news/news_0705/economist.htm
In Italia invece i divorzi stanno aumentando anche se ancora non stiamo ai livelli del Nord Europa. Ne scrive Eugenia Roccella: www.db.avvenire.it/pls/avvenire/ne_cn_avvenire.c_leggi_articolo?id=758624
see u,
Giangiacomo
Ci sarà una puntata dedicata al libro "Pasque di sangue, ebrei d'Europa e omicidi rituali" della casa editrice il Mulino, che affronta l'accusa rivolta agli ebrei di rapire e uccidere bambini cristiani per utilizzarne il sangue nei riti di Pasqua. Qua una breve recensione del libro, che non è più disponibile: www.mulino.it/edizioni/volumi/scheda_volume.php?vista=scheda&ISBNART=11516
Come scritto sulla recensione: "Rileggendo senza pregiudizi la documentazione antica di quel processo e di vari altri alla luce della più vasta situazione europea e anche di una puntuale conoscenza dei testi ebraici, l'autore mette in luce i significati rituali e terapeutici che il sangue aveva nella cultura ebraica, giungendo alla conclusione che, in particolare per l'ebraismo askhenazita, l'"accusa del sangue" non era sempre un'invenzione".
Santoro ha assicurato la massima obiettività nell'affrontare lo spinoso problema. In studio saranno presenti tutte le parti, compresi i discendenti della famiglia di Simonino, il piccolo ucciso a Trento per cui furono condannati gli ebrei di quella comunità, ed esponenti dell'organizzazione Hamas.
In appendice alla puntata, la discussione di una revisione critica del diario di Anna Frank: www.radioislam.org/islam/italiano/ann-frank1.htm
Non se ne dolgano gli amici ebrei: fortunatamente per loro, quanto sopra è uno scherzo, e non andrà mai in onda. E' scritto solamente per far intuire cosa succederebbe se, con gli stessi criteri di scandalismo e di falsità, l'obiettivo della prossima trasmissione non fosse la Chiesa Cattolica, ma la comunità ebraica. Immaginate cosa succederebbe se con i soldi dei contribuenti la Rai comprasse un filmato su questi argomenti orientato in chiave antisemita. Giustamente, la comunità ebraica internazionale protesterebbe con tutte le sue forze (come è successo per l'uscita del libro di cui sopra).
Nessuno di noi chiede la censura sui crimini di pedofilia, da chiunque vengano commessi. Ma questa è un'operazione vergognosa, perchè quel video è monnezza, dice il falso, ed è costruito ad arte per screditare la Chiesa, trattandola come un covo di pedofili, pure coperto dall'attuale Papa. Leggiamo insieme quanto scrive Introvigne sull'argomento, per capire di cosa si tratta, e per poter spiegare a tutti perchè questa è monnezza, che neanche nei cumuli di Napoli se ne trova tanta tutta insieme: www.cesnur.org/2007/mi_05_22a.htm
Belle notizie.
L'Economist ci spiega - e Il Foglio riferisce - che in America calano i divorzi fra le persone più istruite, che il matrimonio crea benessere, e i figli crescono meglio....ma chi l'avrebbe mai detto?www.stranau.it/news/news_0705/economist.htm
In Italia invece i divorzi stanno aumentando anche se ancora non stiamo ai livelli del Nord Europa. Ne scrive Eugenia Roccella: www.db.avvenire.it/pls/avvenire/ne_cn_avvenire.c_leggi_articolo?id=758624
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Giangiacomo
Montezemolo ai giovani
"Il debito pubblico è la priorità numero uno", per avere "meno spese, più investimenti, meno tasse". Lo ha detto il presidente di Confindustria Luca Cordero di Montezemolo al convegno dei Giovani. Sul fronte delle entrate - ha aggiunto - "la situazione è migliorata, ma qualunque budget di grande azienda si fa sulle entrate e sulle uscite. E ora bisogna tagliare le spese improduttive".
L'ITALIA HA BISOGNO DI UNA POLITICA FORTE "L'Italia ha bisogno di una politica forte", che sappia coniugare "il Palazzo con i cittadini, con le imprese" e che non "si autoproclami forte", ma "che venga riconosciuta tale dai cittadini come autorevole in termini di idee e progetti". "Abbiamo - ha aggiunto Montezemolo riferendosi alla politica - diritto e dovere di pretendere delle risposte", perché oggi nel Paese ci sono "persone che sempre più condividono idee e progetti". Senza una politica forte - ha concluso - "c'é il rischio di uno Stato invadente", con "una politica che entra sul territorio senza controllo".
AUTOCRITICA? PER NOI LA FA IL MERCATO "Autocritica? E' un termine che non ci piace molto, ricorda tempi passati. Ma credo che per tutti noi la critica giornaliera avviene dal mercato". Così il presidente di Confindustria risponde a chi lo a criticato, dopo l'assemblea annuale, di scarsa capacità del mondo imprese di fare autocritica .
CUNEO FISCALE: NON LO INTASCHEREMO, INVESTIREMO "Per le nostre aziende l'anno prossimo sarà importante, ne diamo atto. Ma chi dice che ora le imprese hanno la pancia piena e bisogna risarcire altri, dice una cosa che non sta né in cielo né in terra. Un imprenditore non se lo mette in tasca altrimenti non é un imprenditore: lo investe", afferma Montezemolo sul cuneo fiscale.
MONTEZEMOLO,SERVE SINDACATO CON CUI DIALOGARE "Abbiamo bisogno di un sindacato con cui dialogare, che guardi avanti, che sposi la produttività", afferma il presidente di Confindustria. Parlando al Convegno dei Giovani Montezemolo ha insistito su "un forte coinvolgimento dei nostri collaboratori, degli operai nei risultati, della detassazione degli straordinari, di portare i contratti al secondo livello, di modernizzare le relazioni sindacali".
see u,
Giangiacomo
L'ITALIA HA BISOGNO DI UNA POLITICA FORTE "L'Italia ha bisogno di una politica forte", che sappia coniugare "il Palazzo con i cittadini, con le imprese" e che non "si autoproclami forte", ma "che venga riconosciuta tale dai cittadini come autorevole in termini di idee e progetti". "Abbiamo - ha aggiunto Montezemolo riferendosi alla politica - diritto e dovere di pretendere delle risposte", perché oggi nel Paese ci sono "persone che sempre più condividono idee e progetti". Senza una politica forte - ha concluso - "c'é il rischio di uno Stato invadente", con "una politica che entra sul territorio senza controllo".
AUTOCRITICA? PER NOI LA FA IL MERCATO "Autocritica? E' un termine che non ci piace molto, ricorda tempi passati. Ma credo che per tutti noi la critica giornaliera avviene dal mercato". Così il presidente di Confindustria risponde a chi lo a criticato, dopo l'assemblea annuale, di scarsa capacità del mondo imprese di fare autocritica .
CUNEO FISCALE: NON LO INTASCHEREMO, INVESTIREMO "Per le nostre aziende l'anno prossimo sarà importante, ne diamo atto. Ma chi dice che ora le imprese hanno la pancia piena e bisogna risarcire altri, dice una cosa che non sta né in cielo né in terra. Un imprenditore non se lo mette in tasca altrimenti non é un imprenditore: lo investe", afferma Montezemolo sul cuneo fiscale.
MONTEZEMOLO,SERVE SINDACATO CON CUI DIALOGARE "Abbiamo bisogno di un sindacato con cui dialogare, che guardi avanti, che sposi la produttività", afferma il presidente di Confindustria. Parlando al Convegno dei Giovani Montezemolo ha insistito su "un forte coinvolgimento dei nostri collaboratori, degli operai nei risultati, della detassazione degli straordinari, di portare i contratti al secondo livello, di modernizzare le relazioni sindacali".
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Giangiacomo
Annozero su sacerdoti e pedofilia: le pagelle di Massimo Introvigne
Michele Santoro. Voto: 5. Inizia in tono minore un dibattito che a lungo non riesce a far decollare. Ossessionato dal fantasma di Giuliano Ferrara, che cita quattro volte, dimostra che in una settimana di lavoro non è riuscito a imparare a non confondere segreto del processo e segreto del delitto, processo canonico e processo civile. Lo staff non lo aiuta: traducendo, parla dell’ex-sacerdote Oliver O’Grady come di un “imputato in una causa civile”. Non è così, stava collaborando con gli avvocati che cercavano di spillare risarcimenti miliardari alla Chiesa: ma chi ha mai visto “imputati” in un processo civile? Per provare che Panorama della BBC è un programma serio (davvero lo è ancora?) chiede referenze a un collaboratore che gli cita il vaticanista “inglese” John Allen, che in realtà è americano e quando ha visto il documentario ha parlato della “prestigiosa serie televisiva Panorama” (forse con riferimento alle glorie passate) solo per rilevare che la specifica puntata “Sex Crimes and the Vatican” presenta una “preoccupante disinvoltura quando si tratta dei fatti”. Si fa confondere da don Di Noto e pasticcia sulle statistiche. Dopo una vita da giustizialista, vorrebbe mettere in discussione perfino l’esistenza della prescrizione. Giacobino.
Monsignor Rino Fisichella. Voto: 8. È un vescovo, e forse per questo Santoro lo lascia parlare. Non perde la calma, ma non si fa neppure mettere i piedi in testa. Spiega con chiarezza il significato canonico dei documenti e l’azione di Joseph Ratzinger, da cardinale prima e da Papa poi, per reprimere la piaga della pedofilia (altro che tolleranza). Santoro e la Borromeo non lo capiscono, i telespettatori probabilmente sì. Efficace.
Colm O’Gorman. Voto: 4. A differenza di monsignor Fisichella, non mantiene la calma, anzi interpreta alla perfezione la macchietta dell’irlandese rissoso appena uscito dal pub. Si contraddice ripetutamente (prima sostiene che la Chiesa non ha agenzie che si occupino dei bambini vittime di episodi di pedofilia che coinvolgono preti, poi ammette che esistono ma sostiene che non funzionano abbastanza bene). Urla e sbraita (una specialità della casa della trasmissione Panorama della BBC, vedi per esempio il siparietto dell’autore di un’inchiesta su Scientology). Involontariamente rende un grande servizio ai telespettatori: nessuno potrà più pensare che una “inchiesta” realizzata da un simile energumeno sia pacata e obiettiva. Esagitato.
Don Fortunato Di Noto. Voto: 7. Ha l’intelligenza di lasciare le questioni tecniche sul documentario a monsignor Fisichella. Quando Santoro la butta sui casi umani (“tutto vero”, come direbbe la Gazzetta dello Sport, ma l’errore è generalizzare, dimenticando che i casi umani ci sono anche fra chi è stato vittima di abusi nelle scuole coraniche o negli asili laici), fa valere la sua esperienza di persona che lotta contro i pedofili a colpi di fatti e non di documentari. Solido.
Beatrice Borromeo. Voto: 5. Poche battute e poche idee, ma confuse. Come da copione e da preview di Annozero diffusa via Internet afferma di avere letto le obiezioni di chi non voleva che si proiettasse il documentario ma ne ha capito poco o nulla, dal momento che continua a chiedere dove siano le falsità del documentario dopo oltre un’ora che se ne parla. Giuliva.
Marco Travaglio. Voto: 4. Apre il programma con una prevedibile tirata su Montanelli e Berlusconi. Il laicismo un po’ frusto alla Piazza Navona non riesce a farlo entrare nel tema della puntata. Scontato.
Piergiorgio Odifreddi. Voto: 5. Un punto in più per avere limitato gli interventi su un tema di cui, come si è bene inteso, non sa nulla. Quando parla, però, lo fa a vanvera, cominciando a citare a vanvera documenti mal tradotti, facendo insorgere in monsignor Fisichella il dubbio che non sappia il latino. Non basta avere venduto molte copie di un libro che paragona i cristiani ai cretini per essere, come vorrebbe Santoro, “un grande intellettuale”. Inconsistente.
Bruno Vespa. Voto: 9. Spiazza completamente Santoro e gli ruba la scena allestendo per la stessa serata una trasmissione dove addirittura il cardinale segretario di Stato per la prima volta fa vedere le buste che contengono il terzo segreto di Fatima, e dove si mostra che cos’è l’informazione religiosa seria. Santoro non se l’aspettava, ma mai sottovalutare i vecchi democristiani. Volpone.
Joseph Goebbels. Voto: 0 per le idee, 9 per le tecniche di propaganda. Dal 1933 al 1937 scatena la maggiore campagna di propaganda contro la Chiesa cattolica sul tema dei “preti pedofili”, denunciandone oltre settemila (ma siccome anche sotto il nazismo c’era il famoso giudice a Berlino, otterrà solo 170 condanne, molte per abusi commessi da ex-preti dopo avere lasciato la Chiesa o per episodi di omosessualità, allora puniti dalle leggi, non collegati alla pedofilia; e alcune certamente di innocenti che finiranno a Dachau). I cinegiornali nazisti mostrano bambini flagellati - come oggi si sa, non da preti ma dai produttori dei cinegiornali -, gemiti e catene come in un film di Murnau. E, alla fine, mostrano Pio XI, colpevole di avere condannato il nazismo, accusando il Papa di proteggere i preti pedofili. Come si vede, nulla di nuovo sotto il sole. Ma i documentari di Goebbels avevano una loro sinistra e malefica efficacia cui non può aspirare un qualunque O’Gorman: che non è un nazista, ma solo un documentarista di serie B. Pericoloso: ma la Chiesa è sopravvissuta a Goebbels, sopravvivrà anche ad Annozero.
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Giangiacomo
Monsignor Rino Fisichella. Voto: 8. È un vescovo, e forse per questo Santoro lo lascia parlare. Non perde la calma, ma non si fa neppure mettere i piedi in testa. Spiega con chiarezza il significato canonico dei documenti e l’azione di Joseph Ratzinger, da cardinale prima e da Papa poi, per reprimere la piaga della pedofilia (altro che tolleranza). Santoro e la Borromeo non lo capiscono, i telespettatori probabilmente sì. Efficace.
Colm O’Gorman. Voto: 4. A differenza di monsignor Fisichella, non mantiene la calma, anzi interpreta alla perfezione la macchietta dell’irlandese rissoso appena uscito dal pub. Si contraddice ripetutamente (prima sostiene che la Chiesa non ha agenzie che si occupino dei bambini vittime di episodi di pedofilia che coinvolgono preti, poi ammette che esistono ma sostiene che non funzionano abbastanza bene). Urla e sbraita (una specialità della casa della trasmissione Panorama della BBC, vedi per esempio il siparietto dell’autore di un’inchiesta su Scientology). Involontariamente rende un grande servizio ai telespettatori: nessuno potrà più pensare che una “inchiesta” realizzata da un simile energumeno sia pacata e obiettiva. Esagitato.
Don Fortunato Di Noto. Voto: 7. Ha l’intelligenza di lasciare le questioni tecniche sul documentario a monsignor Fisichella. Quando Santoro la butta sui casi umani (“tutto vero”, come direbbe la Gazzetta dello Sport, ma l’errore è generalizzare, dimenticando che i casi umani ci sono anche fra chi è stato vittima di abusi nelle scuole coraniche o negli asili laici), fa valere la sua esperienza di persona che lotta contro i pedofili a colpi di fatti e non di documentari. Solido.
Beatrice Borromeo. Voto: 5. Poche battute e poche idee, ma confuse. Come da copione e da preview di Annozero diffusa via Internet afferma di avere letto le obiezioni di chi non voleva che si proiettasse il documentario ma ne ha capito poco o nulla, dal momento che continua a chiedere dove siano le falsità del documentario dopo oltre un’ora che se ne parla. Giuliva.
Marco Travaglio. Voto: 4. Apre il programma con una prevedibile tirata su Montanelli e Berlusconi. Il laicismo un po’ frusto alla Piazza Navona non riesce a farlo entrare nel tema della puntata. Scontato.
Piergiorgio Odifreddi. Voto: 5. Un punto in più per avere limitato gli interventi su un tema di cui, come si è bene inteso, non sa nulla. Quando parla, però, lo fa a vanvera, cominciando a citare a vanvera documenti mal tradotti, facendo insorgere in monsignor Fisichella il dubbio che non sappia il latino. Non basta avere venduto molte copie di un libro che paragona i cristiani ai cretini per essere, come vorrebbe Santoro, “un grande intellettuale”. Inconsistente.
Bruno Vespa. Voto: 9. Spiazza completamente Santoro e gli ruba la scena allestendo per la stessa serata una trasmissione dove addirittura il cardinale segretario di Stato per la prima volta fa vedere le buste che contengono il terzo segreto di Fatima, e dove si mostra che cos’è l’informazione religiosa seria. Santoro non se l’aspettava, ma mai sottovalutare i vecchi democristiani. Volpone.
Joseph Goebbels. Voto: 0 per le idee, 9 per le tecniche di propaganda. Dal 1933 al 1937 scatena la maggiore campagna di propaganda contro la Chiesa cattolica sul tema dei “preti pedofili”, denunciandone oltre settemila (ma siccome anche sotto il nazismo c’era il famoso giudice a Berlino, otterrà solo 170 condanne, molte per abusi commessi da ex-preti dopo avere lasciato la Chiesa o per episodi di omosessualità, allora puniti dalle leggi, non collegati alla pedofilia; e alcune certamente di innocenti che finiranno a Dachau). I cinegiornali nazisti mostrano bambini flagellati - come oggi si sa, non da preti ma dai produttori dei cinegiornali -, gemiti e catene come in un film di Murnau. E, alla fine, mostrano Pio XI, colpevole di avere condannato il nazismo, accusando il Papa di proteggere i preti pedofili. Come si vede, nulla di nuovo sotto il sole. Ma i documentari di Goebbels avevano una loro sinistra e malefica efficacia cui non può aspirare un qualunque O’Gorman: che non è un nazista, ma solo un documentarista di serie B. Pericoloso: ma la Chiesa è sopravvissuta a Goebbels, sopravvivrà anche ad Annozero.
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Giangiacomo
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