<?xml version='1.0' encoding='UTF-8'?><?xml-stylesheet href="http://www.blogger.com/styles/atom.css" type="text/css"?><feed xmlns='http://www.w3.org/2005/Atom' xmlns:openSearch='http://a9.com/-/spec/opensearchrss/1.0/' xmlns:georss='http://www.georss.org/georss' xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'><id>tag:blogger.com,1999:blog-8744820345372214504</id><updated>2012-01-16T13:16:53.022-08:00</updated><category term='lavoro'/><category term='politiche giovanili'/><category term='politica interna; politiche giovanili'/><category term='storia'/><category term='sport'/><category term='politica interna'/><category term='lavoro; politica interna; economia; società'/><category term='politica interna; società'/><category term='U.S.A.'/><category term='religione; società'/><category term='Torino e il Piemonte'/><category term='politica interna; religione'/><category term='marketing'/><category term='religione'/><category term='sanità'/><category term='formazione'/><category term='Il Foglio'/><category term='politica estera'/><category term='società'/><category term='persone'/><category term='economia'/><title type='text'>Giangiacomo's Think Tank</title><subtitle type='html'>Affronta la fatica, per costruire</subtitle><link rel='http://schemas.google.com/g/2005#feed' type='application/atom+xml' href='http://giangiacomosthinktank.blogspot.com/feeds/posts/default'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8744820345372214504/posts/default?max-results=100'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://giangiacomosthinktank.blogspot.com/'/><link rel='hub' href='http://pubsubhubbub.appspot.com/'/><link rel='next' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8744820345372214504/posts/default?start-index=101&amp;max-results=100'/><author><name>G.</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03096557084871773528</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><generator version='7.00' uri='http://www.blogger.com'>Blogger</generator><openSearch:totalResults>453</openSearch:totalResults><openSearch:startIndex>1</openSearch:startIndex><openSearch:itemsPerPage>100</openSearch:itemsPerPage><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8744820345372214504.post-3400163953421829593</id><published>2011-12-18T22:56:00.000-08:00</published><updated>2011-12-18T22:57:39.454-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='persone'/><title type='text'>Buon Natale e input per il 2012!</title><content type='html'>"Nel momento in cui uno si impegna a fondo, anche la Provvidenza allora si muove. Infinte cose accadono per aiutarlo, cose che altrimenti non sarebbero mai avvenute. Qualunque cosa tu possa fare o sognare di fare, incominciala!&lt;br /&gt;L'audacia ha in sè genio, potere e magia".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"Conoscere non è mai abbastanza; bisogna mettere in pratica ciò che sappiamo.&lt;br /&gt;Nemmeno volere è abbastanza; bisogna fare".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;em&gt;Johann Wolfgang Von Goethe&lt;/em&gt;&lt;/span&gt; &lt;br /&gt;AUGURI!!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;see u,&lt;br /&gt;Giangiacomo&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8744820345372214504-3400163953421829593?l=giangiacomosthinktank.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://giangiacomosthinktank.blogspot.com/feeds/3400163953421829593/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8744820345372214504&amp;postID=3400163953421829593' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8744820345372214504/posts/default/3400163953421829593'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8744820345372214504/posts/default/3400163953421829593'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://giangiacomosthinktank.blogspot.com/2011/12/buon-natale-e-input-per-il-2012.html' title='Buon Natale e input per il 2012!'/><author><name>G.</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03096557084871773528</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8744820345372214504.post-4227266474427508105</id><published>2011-11-06T07:31:00.000-08:00</published><updated>2011-11-06T07:34:25.573-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='politica interna'/><title type='text'>Idee interessanti per la crisi italiana</title><content type='html'>Al di là di non essere d'accordo su un nuovo Governo, pubblico le indicazioni di Italia Futura...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;L’Italia è entrata in una fase di emergenza, in cui sono in gioco i risparmi degli italiani, i posti di lavoro, la tenuta del paese e la sua permanenza nella zona Euro. Da maggioranza e opposizione non arrivano però risposte adeguate.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Lunedì Luca di Montezemolo, in una lettera pubblicata su Repubblica, ha elencato cinque punti che “se attuati simultaneamente e accompagnati da un grande piano di rilancio dell’immagine internazionale dell’Italia, rappresenterebbero un valido argine alla speculazione, ridarebbero una prospettiva di crescita al paese e opererebbero nella direzione di una maggiore equità sociale”:&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;1) La patrimoniale sullo Stato: prima di chiedere ulteriori sacrifici ai cittadini, la politica e le istituzioni devono mettere mano ai loro stessi costi.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;2) Tutti uguali davanti al lavoro, non solo libertà di licenziare: vanno aboliti i contratti a termine (mantenendo solo quelli fisiologici e stagionali), sostituendoli con un contratto unico, a tempo indeterminato, che consenta il licenziamento per motivi economici o organizzativi, ma che protegga il lavoratore dalle discriminazioni.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;3) Un nuovo patto fiscale: abbattere le aliquote su lavoratori e imprese. Con l’introduzione di una imposta permanente sulle grandi fortune e l’abolizione degli incentivi alle imprese si potrebbe tagliare in maniera radicale l’Irap. Mentre, vincolando per legge i proventi della lotta all’evasione alla diminuzione dell’Irpef, ad iniziare dai redditi medi e bassi, si creerebbero le condizioni per un positivo conflitto di interessi tra chi paga e chi evade.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;4) Pensioni: abolire quelle di anzianità e passare ad un sistema interamente contributivo. Una parte consistente dei proventi generati andranno utilizzati per investire in un welfare dedicato ai giovani e alle donne.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;5) Liberalizzazioni: la lista dei settori in cui operare è lunghissima. È fondamentale che insieme ai provvedimenti di apertura alla concorrenza si rafforzino i poteri dell’Antitrust per dare agli investitori la garanzia del rispetto delle regole.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Questo Governo non è in grado di mettere in campo simili provvedimenti. L’opposizione ha una linea di politica economica confusa e non può ora garantire quanto richiesto dall’Europa. Le elezioni non rappresenterebbero dunque una soluzione e paralizzerebbero il paese.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;L’urgenza della situazione richiede invece soluzioni immediate: l’unica strada per salvare il paese passa oggi attraverso un governo di salute pubblica, che metta immediatamente in atto le misure necessarie per restituire credibilità internazionale e rimettere in moto l’Italia.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Convinti che la voce della società civile - e di chi la rappresenta - debba oggi farsi sentire in maniera chiara e netta, abbiamo rivolto ieri un appello alle associazioni del mondo produttivo perché anche loro chiedano subito di voltare pagina. Non si tratta di sostituirsi alla politica ma di chiedere, con fermezza e rispetto, alla politica di ritrovare la forza e il coraggio per fare subito ciò che serve all'Italia.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;see u,&lt;br /&gt;Giangiacomo&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8744820345372214504-4227266474427508105?l=giangiacomosthinktank.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://giangiacomosthinktank.blogspot.com/feeds/4227266474427508105/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8744820345372214504&amp;postID=4227266474427508105' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8744820345372214504/posts/default/4227266474427508105'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8744820345372214504/posts/default/4227266474427508105'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://giangiacomosthinktank.blogspot.com/2011/11/idee-interessanti-nel-contesto-di-crisi.html' title='Idee interessanti per la crisi italiana'/><author><name>G.</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03096557084871773528</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8744820345372214504.post-3865064242878192775</id><published>2011-10-16T06:09:00.000-07:00</published><updated>2011-10-16T06:11:59.101-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='persone'/><title type='text'>Stay hungry. Stay foolish!</title><content type='html'>Un omaggio in ritardo e che può sembrare banale.&lt;br /&gt;Ma da 2 anni ho sulla scrivania del mio ufficio l'esortazione di Steve Jobs ben presente sul mio pc!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;"Your work is going to fill a large part of your life, and the only way to be truly satisfied is to do what you believe is great work. And the only way to do great work is to love what you do. If you haven't found it yet, keep looking. Don't settle. As with all matters of the heart, you'll know when you find it. And, like any great relationship, it just gets better and better as the years roll on. So keep looking until you find it. Don't settle".&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.blogmac.eu/2005/10/27/stay-hungry-stay-foolish/"&gt;http://www.blogmac.eu/2005/10/27/stay-hungry-stay-foolish/&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;see u,&lt;br /&gt;Giangiacomo&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8744820345372214504-3865064242878192775?l=giangiacomosthinktank.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://giangiacomosthinktank.blogspot.com/feeds/3865064242878192775/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8744820345372214504&amp;postID=3865064242878192775' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8744820345372214504/posts/default/3865064242878192775'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8744820345372214504/posts/default/3865064242878192775'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://giangiacomosthinktank.blogspot.com/2011/10/stay-hungry-stay-foolish.html' title='Stay hungry. Stay foolish!'/><author><name>G.</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03096557084871773528</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8744820345372214504.post-2044992156192896010</id><published>2011-10-08T08:09:00.000-07:00</published><updated>2011-10-21T13:40:40.729-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='persone'/><title type='text'>Isolabella della Croce - Loazzolo (AT)</title><content type='html'>&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/-wl5_tN3M440/TpBqAvKLy1I/AAAAAAAAAH4/q_cROPkyYRw/s1600/isolabella.jpg"&gt;&lt;img style="TEXT-ALIGN: center; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 190px; DISPLAY: block; HEIGHT: 78px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5661141292496440146" border="0" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/-wl5_tN3M440/TpBqAvKLy1I/AAAAAAAAAH4/q_cROPkyYRw/s320/isolabella.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-family:verdana;font-size:85%;"&gt;Un posto incantevole!&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-family:verdana;font-size:85%;"&gt;Vini superbi!! &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;p&gt;&lt;span style="font-family:verdana;font-size:85%;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;p&gt;&lt;span style="font-family:verdana;font-size:85%;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-family:verdana;font-size:85%;"&gt;E per saperne di più...&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-family:verdana;font-size:85%;"&gt;il sito ufficiale &lt;a href="http://www.isolabelladellacroce.it/"&gt;www.isolabelladellacroce.it&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-family:verdana;font-size:85%;"&gt;e il racconto di chi la vive...&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;a href="http://www.youtube.com/watch?v=qYl_LcZzYbY"&gt;&lt;a href="http://www.youtube.com/watch?v=qYl_LcZzYbY"&gt;&lt;span style="font-family:verdana;font-size:85%;"&gt;http://www.youtube.com/watch?v=qYl_LcZzYbY&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-family:verdana;font-size:85%;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-family:verdana;font-size:85%;"&gt;see u,&lt;br /&gt;Giangiacomo&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8744820345372214504-2044992156192896010?l=giangiacomosthinktank.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://giangiacomosthinktank.blogspot.com/feeds/2044992156192896010/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8744820345372214504&amp;postID=2044992156192896010' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8744820345372214504/posts/default/2044992156192896010'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8744820345372214504/posts/default/2044992156192896010'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://giangiacomosthinktank.blogspot.com/2011/10/isolabella-della-croce-loazzolo-at.html' title='Isolabella della Croce - Loazzolo (AT)'/><author><name>G.</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03096557084871773528</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/-wl5_tN3M440/TpBqAvKLy1I/AAAAAAAAAH4/q_cROPkyYRw/s72-c/isolabella.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8744820345372214504.post-699770493114838853</id><published>2011-08-26T22:52:00.000-07:00</published><updated>2011-08-26T22:55:55.833-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='persone'/><title type='text'>Adele</title><content type='html'>&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-FYvOCCLQUCo/TliG41VpiFI/AAAAAAAAAHo/dqhABlFL1_I/s1600/adele-21.jpg"&gt;&lt;img style="TEXT-ALIGN: center; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 300px; DISPLAY: block; HEIGHT: 300px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5645410443857594450" border="0" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/-FYvOCCLQUCo/TliG41VpiFI/AAAAAAAAAHo/dqhABlFL1_I/s320/adele-21.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;Una collega mi ha fatto scoprire ADELE&lt;br /&gt;Melodia, musica e lyrics apprezzabili!&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;&lt;br /&gt;Sopratutto&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;&lt;em&gt;Rolling in the deep&lt;br /&gt;Don't you remember&lt;br /&gt;Set fire to the rain&lt;br /&gt;&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;see u,&lt;br /&gt;Giangiacomo&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8744820345372214504-699770493114838853?l=giangiacomosthinktank.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://giangiacomosthinktank.blogspot.com/feeds/699770493114838853/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8744820345372214504&amp;postID=699770493114838853' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8744820345372214504/posts/default/699770493114838853'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8744820345372214504/posts/default/699770493114838853'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://giangiacomosthinktank.blogspot.com/2011/08/adele.html' title='Adele'/><author><name>G.</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03096557084871773528</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/-FYvOCCLQUCo/TliG41VpiFI/AAAAAAAAAHo/dqhABlFL1_I/s72-c/adele-21.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8744820345372214504.post-7159281037567582277</id><published>2011-04-17T09:19:00.001-07:00</published><updated>2011-04-17T09:21:14.764-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='società'/><title type='text'>5 per mille</title><content type='html'>Vi segnalo la campagna di farmacovigilanza &lt;strong&gt;Giù le mani dai bambini&lt;/strong&gt; a cui poter donare il Vostro 5 per mille&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;C.F. 97650080019&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;www.giulemanidaibambini.org/5x1000.php&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.facebook.com/group.php?gid=110981145594948"&gt;http://www.facebook.com/group.php?gid=110981145594948&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;see u,&lt;br /&gt;Giangiacomo&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8744820345372214504-7159281037567582277?l=giangiacomosthinktank.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://giangiacomosthinktank.blogspot.com/feeds/7159281037567582277/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8744820345372214504&amp;postID=7159281037567582277' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8744820345372214504/posts/default/7159281037567582277'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8744820345372214504/posts/default/7159281037567582277'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://giangiacomosthinktank.blogspot.com/2011/04/5-per-mille.html' title='5 per mille'/><author><name>G.</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03096557084871773528</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8744820345372214504.post-9170527130121348527</id><published>2011-04-10T11:28:00.002-07:00</published><updated>2011-04-10T12:52:06.861-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='politica estera'/><title type='text'>Tunisia: con chi stiamo trattando?</title><content type='html'>di Massimo Introvigne (La Bussola Quotidiana, 6 aprile 2011) &lt;span style="font-size:85%;"&gt;Chi sono gli interlocutori dell’Italia nel difficile negoziato con la Tunisia sull’immigrazione? E chi saranno domani? Il governo guidato dall’ottantaquattrenne Béji Caïd Essebsi è definito di solito, in Tunisia, «neo-bourguibista». Che cosa significa? Occorre sempre ricordare che nei Paesi a maggioranza islamica il processo di decolonizzazione ha visto contrapporsi due classi dirigenti alternative: una laica e secolarizzatrice, e una espressione dell’islam politico. La prima ha vinto inizialmente quasi ovunque ed è stata sostenuta sia dagli Stati Uniti e dall’Europa Occidentale – che la considerava più affidabile rispetto agli attivisti islamici – sia dall’Unione Sovietica, perché nei partiti laici dei Paesi islamici non mancava mai una componente socialista e un’ammirazione per l’URSS. In Tunisia la prima classe dirigente si è incarnata al momento dell’indipendenza dalla Francia (1956) nell’avvocato e giornalista Habib Bourguiba (1903-2000), primo presidente della Repubblica tunisina, al potere per trent’anni dal 1957 al 1987. L’azione di Bourguiba si caratterizza per posizioni fortemente laiciste, che portano alla spaccatura del partito indipendentista Destour in due fazioni, una legata all’islam politico che mantiene il nome originario Destour e una laica e bourguibista che prende il nome di Néo-Destour. Per dare un’idea del laicismo di Bourguiba sarà sufficiente ricordare che la Tunisia ha introdotto nelle sue leggi l’aborto prima della stessa Francia. Il diritto di famiglia, la scuola, i tribunali sono de-islamizzati secondo il modello della Turchia di Kemal Atatürk (1881-1938). L’unica concessione all’islam politico rimane la clausola costituzionale secondo cui un non musulmano non può diventare presidente della Repubblica. Negli anni 1980 Bourguiba perde il sostegno degli Stati Uniti per le sue posizioni filo-palestinesi e di radicale ostilità a Israele: l’OLP (Organizzazione per la Liberazione della Palestina) giunge perfino a porre la sua sede a Tunisi. Nello stesso tempo si moltiplicano le azioni terroristiche e di guerriglia dell’islam radicale, represse con pugno di ferro dalle forze speciali della Sicurezza Nazionale guidate dal generale Zine El-Abidine Ben Ali. Anche la salute di Bourguiba va declinando, e il 7 novembre 1987 Ben Ali organizza quello che è passato alla storia come il «colpo di Stato medico». Induce i medici di Bourguiba a dichiararlo incapace di governare il Paese, e s’insedia al suo posto senza sparare un colpo. Oggi vi sono elementi sufficienti per concludere che l’intera operazione fu condotta d’intesa con i servizi segreti italiani, molto interessati alla stabilità della Tunisia, e con l’avvallo di quelli francesi. Il governo di Ben Ali sia migliora le relazioni con gli Stati Uniti sia accentua la deriva repressiva, specie nei confronti dell’islam politico, e il regime del Néo-Destour – ribattezzato Raggruppamento Costituzionale Democratico (RCD) – raggiunge vertici di corruzione e potere familiare del clan del presidente inusuali perfino per il Nord Africa. La repressione funziona finché le condizioni economiche del Paese sono, se non brillanti, decorose per il contesto locale. La crisi economica internazionale del 2009 segna l’inizio della fine per il regime di Ben Ali. Il 17 dicembre 2010 un giovane venditore ambulante di frutta e verdura, Mohamed Bouazizi (1984-2011), si dà fuoco nella città di Sidi Bouzid per protestare contro la polizia che gli ha confiscato la merce e contro la politica economica di Ben Ali. È la scintilla per la «rivoluzione dei gelsomini» che si conclude il 14 gennaio 2011 con la fuga di Ben Ali, che va in esilio in Arabia Saudita dopo ventiquattro anni di presidenza della Tunisia.&lt;/span&gt; &lt;span style="font-size:85%;"&gt;Se è certo che Ben Ali ha perso, la domanda è la solita di tutte le rivoluzioni del Medio Oriente: chi ha vinto? Contro ogni ipotesi complottista, la rivolta tunisina è nata dalla crisi economica e non è stata pianificata a tavolino da forze esterne: certamente non dalla Francia o dagli Stati Uniti, che avevano semmai interesse alla permanenza di Ben Ali, per non parlare dell’Italia, che aveva svolto un ruolo nel portare il generale al potere e aveva trovato con lui un modus vivendi in materia di controllo dell’immigrazione. L’islam politico ha certamente visto di buon occhio la caduta del suo arcinemico Ben Ali. Ma – molto indebolito dalla repressione – non avrebbe certo avuto la forza di organizzare la rivoluzione. All’immediato indomani della rivoluzione, la Tunisia vede il tentativo dei quadri superiori dell’esercito e della burocrazia, fino all’ultimo fedeli a Ben Ali, di cambiare tutto perché tutto rimanga come prima. Esponente e simbolo di questo ambiente è il primo ministro Mohammed Ghannouchi, che si dimette precipitosamente dal partito RCD di Ben Ali e costituisce due successivi governi, non rinunciando neppure a far sparare sulla folla che denuncia subito il tradimento della rivoluzione. Il 27 febbraio 2011 deve dimettersi anche lui, aprendo una fase confusa in cui sono dichiarati legali una quarantina di partiti, ma – se si crede a sondaggi che, nell’attuale situazione tunisina, potrebbero anche essere clamorosamente smentiti – due sole forze politiche contano qualcosa. La prima è quella neo-bourguibista che fa capo all’anziano primo ministro Béji Caïd Essebsi, che ha sostituito Mohammed Ghannouchi. Legatissimo a Bourguiba, al momento della sua destituzione nel 1987 Essebsi è stato nominato ambasciatore in Germania, e in seguito ha mantenuto un basso profilo fino a riemergere nel 2011. La sua ascesa al potere – accompagnata dall’annuncio di misure contro i quadri dirigenti del RCD – segnala come nell’establishment laico tunisino, militare e civile, sia in corso una grande operazione di rivalutazione di Bourguiba. Tutti i mali contro cui è insorta la «rivoluzione dei gelsomini» sono imputati a Ben Ali, il quale avrebbe tradito Bourguiba. Una pagina Facebook dedicata a Bourguiba ha radunato 130.000 fan, superando quelle dei partiti politici tunisini, del martire e iniziatore della rivoluzione Mohamed Bouazizi, e perfino delle stelle del calcio, sport popolarissimo in Tunisia. Si tratta di un vero e proprio ritorno al passato, con Essebsi che si circonda di settantenni e ottantenni, ribattezzati dalla stampa tunisina «il clan del 6 novembre», cioè del giorno precedente al 7 novembre 1987 e al «colpo di Stato medico» contro Bourguiba. Dal punto di vista storico, l’opera di ricostruzione del mito di Bourguiba – che molti, nella giovane popolazione tunisina, non hanno mai conosciuto – comporta più di una falsificazione, perché molti mali dell’epoca di Ben Ali risalgono precisamente a Bourguiba. Ideologicamente, dovrebbe trattarsi di una riaffermazione riveduta e corretta del laicismo che ha sempre caratterizzato la Tunisia indipendente. Ma il neo-bourguibismo di Essebsi appare molto pragmatico e poco ideologico. Si tratta principalmente del tentativo di una classe dirigente intermedia di rimanere al potere evitando le purghe che colpiranno fatalmente i vertici troppo legati a Ben Ali. La principale forza di opposizione al neo-bourguibismo – a credere, con le riserve citate, ai sondaggi, molto indietro rispetto a Essebsi in vista delle elezioni che dovrebbero svolgersi il 24 luglio – è costituita dal partito islamico al-Nahda («La Rinascita»), guidato da Rachid Ghannouchi, tornato dopo la rivoluzione da vent’anni di esilio a Londra. Ghannouchi, il cui partito è la versione tunisina dei Fratelli Musulmani egiziani, mantiene con tutto l’islam politico una durissima posizione anti-israeliana, ma è contestato da esponenti più radicali del suo stesso partito per la sua dichiarata simpatia per forme di democrazia aperta alla religione sul modello statunitense e dell’attuale Turchia del primo ministro Erdogan. Nel partito al-Nahda sembra in corso uno scontro fra correnti e generazionale – nel quale non è sempre chiaro da che parte stia Ghannouchi – fra chi s’ispira al modello egiziano dei Fratelli Musulmani e chi privilegia il modello turco dell’AKP di Erdogan. L’esito di questo scontro è importante per il futuro della Tunisia. I neo-bourguibisti sembrano al momento vincenti, ma l’islam politico ha certamente delle potenzialità di crescita. L’incertezza non aiuta l’Italia, perché governi precari e provvisori non possono prendere né rispettare quegli impegni in materia d’immigrazione che sarebbero cruciali per il nostro Paese. E nello stesso tempo l’incertezza spinge molti a tentare l’avventura migratoria salendo sui barconi. È importante per il nostro Paese continuare a seguire con attenzione l’evoluzione della situazione tunisina, senza legarsi a una sola forza politica e trattando con chiunque offra qualche prospettiva di governare in modo minimamente responsabile.&lt;/span&gt; see u, Giangiacomo&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8744820345372214504-9170527130121348527?l=giangiacomosthinktank.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://giangiacomosthinktank.blogspot.com/feeds/9170527130121348527/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8744820345372214504&amp;postID=9170527130121348527' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8744820345372214504/posts/default/9170527130121348527'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8744820345372214504/posts/default/9170527130121348527'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://giangiacomosthinktank.blogspot.com/2011/04/tunisia-con-chi-stiamo-trattando.html' title='Tunisia: con chi stiamo trattando?'/><author><name>G.</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03096557084871773528</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8744820345372214504.post-6543062844715902786</id><published>2011-03-27T08:57:00.000-07:00</published><updated>2011-04-10T11:28:15.731-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='politica estera'/><title type='text'>Ecco il vero progetto della Francia che danneggia l'Italia</title><content type='html'>di Carlo Pelanda, una persona che stimo &lt;span style="font-size:85%;"&gt;L’indecisione dell’America che per quasi 60 anni ha presidiato il Mediterraneo, stabilizzandolo sostanzialmente, sta lasciando spazio alle ambizioni neo-imperiali di Francia e Regno Unito. Questa è la vera ragione dell’attacco franco-inglese alla Libia, con timido e riluttante sostegno tecnico degli Stati Uniti, e non certo il motivo umanitario. L’Italia è in grave imbarazzo morale, politico ed economico. Dobbiamo riflettere su come uscire da questa situazione, intanto cercando di capirla. La vera guerra - indiretta, non spaventatevi - è tra Francia e Italia. Non solo per il controllo delle risorse petrolifere della Libia, ma, soprattutto, per ottenere il mandato proconsolare dagli Stati Uniti, in ritirata, per la gestione del Mediterraneo. Sarkozy ne ha bisogno per: (a) recuperare consenso entro un elettorato nazionalista in vista delle elezioni presidenziali; (b) bilanciare con tale ruolo di potenza lo strapotere tedesco sulle questioni economiche e monetarie nell’Eurozona, cioè per poter finanziare in deficit il consenso in violazione delle euroregole; (c) ergersi a potenza protettrice degli arabi sunniti in alleanza privilegiata con l’Arabia Saudita che si sente sempre meno protetta dall’America. Da tempo la Francia ha creato una base militare negli Emirati a protezione dei regimi arabi sunniti contro l’Iran sciita. Infatti sta collaborando con i sauditi per la repressione delle popolazioni sciite in rivolta negli Emirati stessi. Parigi, inoltre, ha il problema di contenere la crescente influenza geoeconomica della Cina nell’Africa francofona, obiettivo per cui ha bisogno del sostegno dei movimenti islamisti. Esattamente quelli, maggioritari in Cirenaica, che si sono ribellati al dominio delle tribù tripolitane alleate di Gheddafi cogliendo l’occasione dei moti popolari in Egitto e Tunisia. Lo scopo finale è quello di portare il petrolio libico entro l’orbita dell’influenza saudita, con un sostanzioso assegno per Parigi se ci riesce. Conoscendo queste cose, Londra si è ingaggiata con la Francia proprio per non lasciarle campo libero, puntando ad obiettivi simili sia proconsolari sia di protettore degli arabi sunniti, questi rilevanti anche perché i loro capitali tengono in vita la piazza finanziaria di Londra. Lo scenario è molto più articolato, ma quanto detto è sufficiente per almeno far sospettare ai lettori quanto sia ridicolo parlare di primavera araba - pur origine reale dei moti, poi strumentalizzati per giochi di potere - e di interventi umanitari. Prova ne è che la risoluzione Onu, il cui testo prevede azioni limitate, è stata violata da Francia e Regno Unito che stanno portando un attacco militare totale contro le tribù della Tripolitania alleate con Gheddafi a favore di quelle islamiste filo-saudite della Cirenaica, sostenuto dalle televisioni a diffusione panaraba controllate dagli Emirati (Al Jazeera e Al Arabjia). Gli sviluppi della situazione descritta comportano gravi rischi di danni economici per l’Italia. Quello della perdita delle nostre concessioni petrolifere in Libia sarebbe il minore, pur pesante per l’Eni. Danni sistemici verrebbero dall’instabilità areale creata dall’azione francese che, se fuori controllo, ed è probabile, colpirebbe l’Algeria, regime laico che i sauditi vorrebbero rovesciare, e complicherebbe la stabilizzazione dell’Egitto, inducendo crisi dei rifornimenti energetici, del nostro export, problemi di immigrazione, ecc. Al momento l’Italia ha deciso di assecondare Parigi per poterla ingabbiare. Ma sarà difficile e bisogna pensare a qualche azione più forte. www.carlopelanda.com &lt;/span&gt;see u, Giangiacomo&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8744820345372214504-6543062844715902786?l=giangiacomosthinktank.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://giangiacomosthinktank.blogspot.com/feeds/6543062844715902786/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8744820345372214504&amp;postID=6543062844715902786' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8744820345372214504/posts/default/6543062844715902786'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8744820345372214504/posts/default/6543062844715902786'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://giangiacomosthinktank.blogspot.com/2011/03/ecco-il-vero-progetto-della-francia-che.html' title='Ecco il vero progetto della Francia che danneggia l&apos;Italia'/><author><name>G.</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03096557084871773528</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8744820345372214504.post-6718148366243297517</id><published>2011-03-20T11:00:00.000-07:00</published><updated>2011-03-20T11:01:22.148-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='religione; società'/><title type='text'>La lotta al crocefisso, un «Alzheimer storico»</title><content type='html'>di Massimo Introvigne&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La notizia che arriva da Strasburgo, dove la Grande Camera della Corte Europea dei Diritti dell’Uomo ha deciso in sede di ricorso e con sentenza definitiva che l’esposizione del crocefisso nelle aule scolastiche italiane non viola la libertà religiosa dei non cristiani e degli atei, fa del 18 marzo 2011 una bella giornata per la libertà religiosa. È la prima volta che una sentenza di primo grado resa all’unanimità (sette giudici a zero) è rovesciata dalla Grande Camera della Corte Europea in sede di ricorso, il che mostra come la Corte abbia compreso il rischio insito nella precedente decisione del 3 novembre 2009, che rovesciava la precedente giurisprudenza dello stesso tribunale europeo con argomenti ideologici e fumosi. Si deve essere grati all’attuale governo italiano – pubblicamente ringraziato dal Papa in diverse occasioni, tra cui quella dell’importante discorso del 10 gennaio 2011 al Corpo diplomatico – per avere perseguito con ostinazione il ricorso, e ai governi di Armenia, Bulgaria, Cipro, Russia, Grecia, Lituania, Malta, Monaco, Romania e Repubblica di San Marino per avere voluto aggiungere i loro nomi a quello dell’Italia nella procedura di ricorso. Per converso, brillano naturalmente per la loro assenza tutti gli altri Stati europei: non stupisce la Spagna di Zapatero, un po’ di più la Germania e la Francia, pure su altre questioni più sensibili ai diritti dei cristiani. La storia giudiziaria della causa include anche il fatto che alla decisione di primo grado abbia partecipato il giudice italiano Vladimiro Zagrebelsky – noto campione del laicismo più ideologico – il cui mandato alla Corte Europea è terminato, felicemente per i sostenitori del crocefisso, nel gennaio 2010.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Lo studio delle motivazioni della sentenza, già disponibili in lingua inglese ovvero in lingua francese, è molto istruttivo. È vero che la sentenza della Grande Camera è stata raggiunta ad ampia maggioranza – quindici giudici contro due – ma all’interno della maggioranza si sono manifestate opinioni diverse. Vale la pena di leggere anche le motivazioni di chi ha votato contro: il giudice svizzero Giorgio Malinverni e quella bulgara Zdravka Kalaydjieva. Il loro testo, redatto da Malinverni, ribadisce l’argomento laicista secondo cui il crocefisso nelle scuole ha un effetto «incomparabile» sugli studenti e impone con una sorta di violenza la religione a giovani «spiriti che mancano ancora di capacità critica» grazie alla «forza coercitiva dello Stato». Questo laicismo estremo, per fortuna, è rimasto del tutto minoritario nella Grande Camera.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La maggioranza dei giudici ha assunto un atteggiamento di buon senso, ma che per altri versi si potrebbe definire minimalista. Dopo avere ricordato che nell’Europa allargata della Corte di Giustizia – che, va ricordato, non è collegata all’Unione Europea ed è emanazione di tutti i Paesi situati geograficamente in Europa e non solo di quelli UE – solo tre Stati vietano la presenza del crocefisso nelle scuole pubbliche – la Macedonia, la Georgia e la Francia (con l’eccezione dell’Alsazia e della Mosella, cui dopo la Prima guerra mondiale è rimasto uno statuto speciale) –, la Grande Camera non ha coltivato l’argomento «culturale» né, forse giustamente, ha seguito chi affermava che il crocefisso andava mantenuto nelle scuole perché è un simbolo culturale e nazionale piuttosto che religioso. La Grande Camera ha ritenuto il crocefisso un simbolo anzitutto religioso – pure ammettendo che in Italia possa avere assunto anche significati secondari di carattere culturale – ma lo ha definito un «simbolo passivo». Non essendo accompagnato nelle aule scolastiche italiane da un indottrinamento religioso obbligatorio – la Corte ha più volte ritenuto in passato che un insegnamento della religione non obbligatorio non viola la libertà delle minoranze – né da preghiere ugualmente obbligatorie in classe, il crocefisso non ha quegli effetti proselitistici rispetto ai non cattolici denunciati dalla ricorrente nella causa originaria, la signora Soile Lautsi, e dai due giudici della Grande Camera dissenzienti. La sentenza nota anche che il crocefisso è esposto in un contesto come quello italiano dove la libertà religiosa delle minoranze è garantita, e dove – l’esempio è esplicitamente sottolineato – nessuno vieta alle alunne musulmane di presentarsi a scuola con il velo (che copre solo il capo ed è, naturalmente, cosa diversa dal burqa). Nella sostanza si tratta secondo la Grande Camera di materia su cui spetta ai singoli Stati regolarsi come credono.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Probabilmente solo su un’argomentazione come questa – giuridicamente ineccepibile, ma culturalmente debole – si poteva ottenere l’ampia maggioranza che ha portato alla storica vittoria. Tre giudici hanno però voluto aggiungere alla sentenza le loro opinioni personali, favorevoli al dispositivo ma integrative nelle motivazioni. La giudice irlandese Ann Power e quello greco Christos Rozakis hanno introdotto l’elemento culturale del significato identitario del crocefisso nella storia dell’Italia e dell’Europa, sia pure con molta cautela. Esemplare è la motivazione del giudice maltese Giovanni Bonello, il quale definisce l’avversione al crocefisso “una forma di Alzheimer storico”, attacca l’“intolleranza degli agnostici e dei laicisti” e scrive senza infingimenti che “una Corte europea non può mandare alla rovina secoli di tradizione europea”. Bonello ha anche sottolineato come la stessa Corte che aveva vietato il crocefisso aveva non solo consentita, ma dichiarata obbligatoria contro un divieto che il governo turco aveva cercato d’imporre, la diffusione presso i giovani e nelle scuole del romanzo Le undicimila vergini di Guillaume Apollinaire (1880-1918), opera certo di un letterato noto ma che inneggia «al sadismo e alla pedofilia». «Sarebbe stato molto strano, secondo me – conclude Bonello – che la Corte avesse difeso e protetto questo ammasso abbastanza mediocre di oscenità nauseanti, che a lungo ha circolato clandestinamente, fondandosi su una sua vaga appartenenza al ‘patrimonio europeo’ e nello stesso tempo avesse negato il valore di patrimonio europeo a un emblema che milioni di Europei hanno riconosciuto lungo tanti secoli come un simbolo senza tempo di redenzione attraverso l’amore universale». &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;see u,&lt;br /&gt;Giangiacomo&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8744820345372214504-6718148366243297517?l=giangiacomosthinktank.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://giangiacomosthinktank.blogspot.com/feeds/6718148366243297517/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8744820345372214504&amp;postID=6718148366243297517' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8744820345372214504/posts/default/6718148366243297517'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8744820345372214504/posts/default/6718148366243297517'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://giangiacomosthinktank.blogspot.com/2011/03/la-lotta-al-crocefisso-un-alzheimer.html' title='La lotta al crocefisso, un «Alzheimer storico»'/><author><name>G.</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03096557084871773528</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8744820345372214504.post-6853781645094571107</id><published>2011-03-13T01:44:00.000-08:00</published><updated>2011-03-13T01:46:00.371-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='economia'/><title type='text'>Riforma Art. 41</title><content type='html'>Un diritto effettivo a tutela della concorrenza&lt;br /&gt;di Massimiliano Vatiero&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Come molte cose in Italia, certi argomenti tornano regolarmente di moda nel dibattito politico; è questo il caso della riforma dell’art. 41 della Carta Costituzionale. Una riforma che secondo le intenzioni del Governo Berlusconi, dovrebbe togliere regole piuttosto che aggiungerle in ossequio al principio “è lecito tutto ciò che non è vietato”.&lt;br /&gt;Ma all’Italia, a ben vedere, occorrerebbe una riforma della “Costituzione economica”, che comporti un appesantimento della regola costituzionale, innalzando la tutela della concorrenza a rango costituzionale, proprio per salvaguardare in un’ottica fortemente liberale gli individui da interventi discrezionali e distorsivi del potere politico nel mercato e nella sfera economica.&lt;br /&gt;Anche se sia le forze di sinistra sia alcune aree cattoliche manifestarono una certa ostilità al mercato come strumento preminente per allocare beni e per massimizzare il benessere dei cittadini, i Costituenti dovettero obtorto collo riconoscere l’iniziativa dei privati, indispensabile per la ricostruzione del Paese e necessaria per includere l’Italia all’interno di un modello di sviluppo economico diverso da quello dei regimi comunisti. La formulazione dell’art. 41 della Costituzione si dimostra quindi, oggi come ieri, terreno fertile sia per i fautori della libera concorrenza che per i fautori dell’interventismo pubblico nell’economia. Il monopolio (che Einaudi definiva “il male più profondo della società presente”), fu contrastato non tramite politiche della concorrenza bensì con la collettivizzazione (vedasi art. 43 della Costituzione) o con enti appositi, come fu il Comitato Interministeriale Prezzi. Anche se negli anni ’50 si registrano diversi tentativi senza successo per una legge anti-monopolistica, è solo con le pressioni provenienti dalla Comunità Europea che l’Italia si è dotata di un diritto antitrust (legge n. 287 del 10/10/1990) in cui nell’art. 1 si richiamano i valori insiti nell’art. 41 della Costituzione.&lt;br /&gt;D’altro canto questi 20 anni circa di applicazione del diritto antitrust in Italia hanno mostrato quanto sia dannosa la mancanza di un riferimento esplicito nella Costituzione alla tutela della concorrenza nel mercato. Se è vero infatti che l’art. 41 e seguenti non hanno impedito processi di liberalizzazione, è anche vero che non hanno frenato interventi illiberali in economia del potere politico. Una interpretazione del liberalismo europeo (leggasi, Scuola di Friburgo od ordoliberali) può essere utile a questo punto. Il pensiero ordoliberale ritiene che un forte diritto della concorrenza protegga gli individui sia da abusi del potere privato nel mercato sia dalla discrezionalità del potere politico. Un diritto effettivo a tutela della concorrenza, in altri termini, libera l’iniziativa imprenditoriale promuovendo la contendibilità di mercato, salvaguarda ed estende il benessere del consumatore, ma anche argina le politiche industriali attive di una nazione alla sola tutela della concorrenza. In questa prospettiva, tanto più in un paese come l’Italia, il liberale non deve preoccuparsi meramente di tutto ciò che non è vietato, ma anche richiedere vincoli stringenti a iniziative politiche tese a modificare discrezionalmente tali divieti. Solo per citare due esempi recenti: (i) la disciplina eccezionale dettata per il salvataggio di Alitalia, che oltre a gravare sui contribuenti, ha introdotto una serie di restrizioni alla concorrenza che hanno determinato e continuano a generare svantaggi per i consumatori sulle rotte nazionali; (ii) il ritardo nella nomina dei vertici AEEG, che non solo penalizza i consumatori, ma gli stessi operatori. In questo senso un esplicito riferimento alla tutela della concorrenza come valore costituzionale può regolamentare tali intromissioni o inadempienze del potere politico.&lt;br /&gt;Inoltre la tutela della concorrenza, includendo la difesa di mercati contendibili, implica una libertà effettiva di iniziativa privata; per questo, in una riformulazione dell’art. 41 potrebbe essere sufficiente un riferimento alla difesa di mercati concorrenziali per assolvere anche quanto già previsto nel primo comma dell’odierno art. 41. Nel caso in cui invece si ritenesse comunque di mantenere un’affermazione esplicita alla libertà di iniziativa privata, occorrerebbe aggiungere che tale libertà non è appannaggio solo dell’imprenditore ma anche del consumatore. Infatti il consumatore valutando i prezzi relativi dei beni sul mercato, premiando o punendo un produttore, domandando un certo tipo di qualità piuttosto che un’altra, ha un ruolo “di iniziativa economica” non secondario rispetto a quello dell’imprenditore. In questo senso la revisione dell’art. 41 dovrebbe introdurre un riferimento esplicito alla difesa ed estensione del benessere del consumatore come manifestazione della libertà costituzionale di iniziativa privata.&lt;br /&gt;In questa prospettiva l’articolo 41 dovrebbe essere riformulato in maniera tale da comprendervi come comma quanto segue: «La legge tutela e promuove la concorrenza effettiva nei mercati, difendendo la libera iniziativa economica dei privati e garantendo gli interessi del consumatore o utente».&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;see u,&lt;br /&gt;Giangiacomo&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8744820345372214504-6853781645094571107?l=giangiacomosthinktank.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://giangiacomosthinktank.blogspot.com/feeds/6853781645094571107/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8744820345372214504&amp;postID=6853781645094571107' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8744820345372214504/posts/default/6853781645094571107'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8744820345372214504/posts/default/6853781645094571107'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://giangiacomosthinktank.blogspot.com/2011/03/riforma-art-41.html' title='Riforma Art. 41'/><author><name>G.</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03096557084871773528</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8744820345372214504.post-974259192624099908</id><published>2011-03-12T05:28:00.000-08:00</published><updated>2011-03-12T05:29:18.413-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='economia'/><title type='text'>Concorrenza come bene pubblico</title><content type='html'>“L’Italia ha bisogno di più concorrenza a tutti i livelli della&lt;br /&gt;sua vita pubblica – scrive Montezemolo - nelle fasi di espansione&lt;br /&gt;economica, sono stati la concorrenza e il mercato ad aver fatto&lt;br /&gt;crescere il mondo a ritmi sconosciuti. Non possiamo frenare il mondo,&lt;br /&gt;perché noi possiamo farcela”. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt; Continua Montezemolo:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; “Abbiamo un Paese meraviglioso e abbiamo bisogno di mercati liberi&lt;br /&gt;dove le imprese possano crescere e competere. Mercati liberi fanno&lt;br /&gt;imprese libere di crescere e di competere. Sta avvenendo il contrario&lt;br /&gt;di quanto sarebbe necessario: invece di liberalizzare il mercato, si&lt;br /&gt;allarga la concorrenza sleale di chi opera in regimi protetti con i&lt;br /&gt;soldi dei cittadini”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;see u,&lt;br /&gt;Giangiacomo&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8744820345372214504-974259192624099908?l=giangiacomosthinktank.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://giangiacomosthinktank.blogspot.com/feeds/974259192624099908/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8744820345372214504&amp;postID=974259192624099908' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8744820345372214504/posts/default/974259192624099908'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8744820345372214504/posts/default/974259192624099908'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://giangiacomosthinktank.blogspot.com/2011/03/concorrenza-come-bene-pubblico.html' title='Concorrenza come bene pubblico'/><author><name>G.</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03096557084871773528</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8744820345372214504.post-3743231300536915622</id><published>2011-03-05T01:48:00.000-08:00</published><updated>2011-03-05T01:50:45.854-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='economia'/><title type='text'>La Dottrina Sociale della Chiesa è la risposta alla crisi</title><content type='html'>&lt;strong&gt;Lezione di economia di Ettore Gotti Tedeschi, presidente dello IOR&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:verdana;font-size:85%;"&gt;La crisi economica e le sue radici, la legge naturale ignorata, la creazione di un benessere puramente materiale e la delocalizzazione sono alcune delle problematiche collegate all'Enciclica Caritas in Veritate che sono state al centro di una lezione magistrale del presidente dell'Istituto per le Opere di Religione (IOR), Ettore Gotti Tedeschi, al termine del seminario “Economia sociale e di mercato: una nuova visione”, mercoledì nella sede di Via Poli della Camera dei Deputati.&lt;br /&gt;Gotti tedeschi ha ricordato che l'economia di mercato è stata definita dall'economista italiano Luigi Einaudi “una terza via tra capitalismo e socialismo, che assicura la libertà dell'individuo frenando il suo istinto egoistico, attraverso criteri imposti di sussidarietà e di solidarietà. Né statalismo né capitalismo esagerato”.&lt;br /&gt;“Ma perché funzioni – questa è la mia opinione - deve fondarsi sulla Dottrina Sociale della Chiesa, non solo perché ha esperienza, ma perché ha valore”, ha detto.&lt;br /&gt;Il banchiere ha considerato che “la Dottrina Sociale della Chiesa è stata il modo per rendere effettiva la carità, anche se - come dice il Papa nell’Enciclica - la carità svincolata dalla verità non sta in piedi”.&lt;br /&gt;La Dottrina Sociale della Chiesa, per poter funzionare, ha tuttavia bisogno di due grandi pilastri: “insegnare, perché la Chiesa sia maestra, e che lo Stato non sia troppo avido”.&lt;br /&gt;Il presidente dello IOR ha spiegato che “l’economia sociale di mercato, come primo grande obiettivo, deve utilizzare le risorse disponibili nel modo più efficiente e trarre in modo efficace i risultati. Come secondo obiettivo, deve assicurare un progresso integrale, tenendo presente l’unità anima e corpo dell'uomo. Per finire, deve distribuire la ricchezza creata, non tanto per una questione di carità, ma per sostenibilità”. “L’uomo economico sa che non ci può essere un’economia con molti poveri e pochi ricchi”, ha precisato.&lt;br /&gt;“Questi obiettivi che sono stati incorporati dalla Dottrina Sociale della Chiesa sono stati raggiunti?”, si è chiesto. “No – ha risposto –; abbiamo sprecato le risorse, abbiamo fatto uno sviluppo economico soltanto materiale e non abbiamo distribuito la ricchezza. Quindi l’economia è fallita in tutto”.&lt;br /&gt;“Perché negli ultimi trent’anni non si è osservata la Dottrina Sociale della Chiesa”, ha indicato. “In cosa non è stata interpretata? Fondamentalmente in tre aspetti: la legge naturale è stata ignorata totalmente, si è cercato un benessere soltanto materialsitico e invece di distribuzione si è fatta delocalizzazione”.&lt;br /&gt;“Leggete questa Enciclica, la Caritas in Veritate”, ha invitato Gotti Tedeschi. “Molti pensano che sia noiosissima perché hanno letto un riassunto sui giornali. Qui il Santo Padre spiega perché ci troviamo nell’attuale crisi economica. Se venisse letta e discussa, che vantaggio sarebbe per l’umanità!”.&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Crisi di senso&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;“L’Enciclica dice che se la libertà viene prima della verità, l’uomo raramente - l’uomo immaturo - arriva alla verità, e quindi non sa distinguere tra fini e mezzi e confonde l’uso degli strumenti. E gli strumenti sono neutrali. Non c’è la banca etica, non c’è la finanza etica, c’è l’uomo etico che fa la finanza in modo morale ed etico. Il medico e il filosofo lo devono fare in modo etico, cioè dando senso alle sue azioni”.&lt;br /&gt;E ha aggiunto: “Se la vita non ha senso, è inutile chiedere al banchiere il senso della banca. Ma perché ve la prendete con i banchieri se la vita non ha senso, se siamo animali che ci limitiamo a mangiare e altre cose? Come si può pensare che un uomo che fa il banchiere, il finanziere, il medico, il politico, dia un senso? Se la vita non ha senso, godiamoci la vita”.&lt;br /&gt;“Nell’introduzione dell’Enciclica, il Papa dice che se l’uomo non inizia a ragionare e a dar senso alla sua vita, gli strumenti, la politica, la medicina, prendono il sopravvento e autonomia morale. Lo strumento non può avere autonomia morale, è l’uomo che dà senso all'uso degli strumenti”.&lt;br /&gt;Si è quindi riferito all’importanza di questo testo dal punto di vista economico. “Doveva uscire nel 2007 ed è stata rimandata al 2009, perché la crisi stava modificando tutti gli scenari. L’Enciclica è un richiamo pastorale e dottrinale fuori dal tempo, ma nel tempo deve prende in considerazione i problemi specifici”.&lt;br /&gt;“E Benedetto XVI nella Caritas in Veritate ricorda cosa ha detto Paolo VI nella Populorun progressio e nella Humanae Vitae: che non si può prescindere dalle azioni umane e dal rispetto totale della vita, e che non si può fare un piano di sviluppo economico se il progresso è soltanto materiale, perché l’uomo non è soltanto un animale materiale”.&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Eutanasia e bilancio&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;Gotti Tedeschi ha quindi ricordato che “abbiamo negato la dignità della vita e realizzato un progresso soltanto materialistico. E oggi è in discussione la legge sul fine vita. Provocatoriamente dirò: no, è economia, perché non si possono mantenere i vecchi, che costano troppo, se non nascono i bambini, è una questione di bilancio”.&lt;br /&gt;“Quando le persone escono dal ciclo produttivo costano in sanità e pensione. Che succede nella struttura di una società che non ha ricambio generazionale con due figli a coppia? Se la struttura rimane uguale, come fa ad aumentare il PIL?”.&lt;br /&gt;Il relatore a questo punto ha spiegato che “se il numero di popolazione resta inalterato, il PIL aumenta soltanto se aumentano i consumi pro capite; anche i bambini devono consumare, e ci vogliono tante vacanze per i vecchietti. Ma la popolazione che numericamente resta uguale produce l’aumento dei costi fissi da supportare, perché aumenta più la popolazione che costa rispetto a quella che produce, e il sistema sociale deve assorbire la crescita dei costi fissi”.&lt;br /&gt;Come si copre questa spesa? In Italia, ha detto, “con le tasse. Nel 1975, con una crescita del 4 per cento l’anno le tasse erano il 25 per cento del PIL, oggi sono il 50 per cento. Quindi i consumatori hanno meno potere d’acquisto e le aziende meno possibilità di investire. Vale a dire, c’è meno risparmio. Il denaro costa di più e si devono aumentare i derivati”.&lt;br /&gt;“Questo è contenuto nell’Enciclica – ha ribadito Gotti Tedeschi –. E nei principi dice che abbiamo negato: la vita e uno sviluppo integrale”.&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Falsa crescita&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;Per di più, “in un mondo occidentale a tasso di crescita zero abbiamo fatto consumare di più la persona per aumentare il PIL. Come la si fa spendere di più? Facendola guadagnare di più. Ma se il ciclo economico e piatto? Intanto non si fa più risparmio. Negli ultimi 25 anni il tasso di risparmio è sceso dal 25 per cento al 6 per cento”.&lt;br /&gt;Quindi, “per aumentare la produttività si impiegano più macchine e alti volumi di produzione. E fin qui questo fenomeno è accettabile. Ma abbiamo fatto la delocalizzazione. Una serie di beni che in Europa avevano un prezzo, fatti in Asia costano la metà. Quindi è un modo per aumentare il potere d’acquisto”. Il paradosso è che bisogna “consumare sempre di più in Occidente e produrre sempre di meno, mentre in Asia aumentano la produzione e non consumano”.&lt;br /&gt;Quale l’eccesso di questo sistema? “Quando si è passati da un consumo alto al consumo a debito. Guadagno 100, spendo 100, il mio PIL è 100. E per aumentare il proprio PIL si chiede un prestito in banca. Un anno di stipendio futuro lo spendo oggi, e il mio PIL è aumentato del 100 per cento, ma anche il debito delle famiglie”.&lt;br /&gt;Il relatore ha presentato alcuni dati: “Dal 1990 al 2008 , dato certo, la spesa delle famiglie americane è passata dal 68 per cento al 98 per cento grazie all’indebitamento. Ma se la famiglia non paga, la banca fallisce. E quindi negli Stati Uniti hanno nazionalizzato il debito dei privati. Il sistema passa così da un debito del 200 per cento del 1998 al 300 per cento nel 2008”.&lt;br /&gt;Ma è possibile ridurre il debito? Gotti Tedeschi ha ricordato che i tre sistemi sono un default come quello argentino, l’inflazione - una nuova bolla - e quello che insegna il Papa: l’austerità.&lt;br /&gt;“Si ritorni a risparmiare per formare la base monetaria, e a costruire - ha detto -. In più, il 60 per cento delle cose che si consumano non crea mano d’opera”.&lt;br /&gt;E ha ricordato il caso italiano di alcune imprese nelle quali l’amministratore delegato ha detto “O mi permettete di lavorare in questo modo o delocalizzo”.&lt;br /&gt;Dal punto di vista economico, “l’uomo ha tre dimensioni: produttore, consumatore, risparmiatore. Fino a 20 anni fa le dimensioni erano coerenti. Ora lavoro e produco un prodotto, ma ne compro uno simile in Asia, migliore e che costa di meno. Dopo tre anni la mia azienda che produceva quel prodotto fallisce, e quindi non risparmio più e non spendo più”.&lt;br /&gt;“Questo è il paradosso della globalizzazione consumistica. E' quello che il Papa chiama sviluppo economico non integrato. Perché l’uomo ha pensato di non avere un'anima, soltanto un corpo ed ecco l’influenza del nichilismo e del relativismo”.&lt;br /&gt;“Come diceva l’ex Ministro Umberto Veronesi, 'è inutile pensare che l’uomo abbia una scintilla di divino, quando l’uomo solamente è un animale intelligente’. Mangiate e divertitevi, e poi si lamentano se qualcuno lo fa un po’ troppo”.&lt;br /&gt;L'Italia è stata sussidiaria?, si è chiesto il presidente dello IOR. “Fino al 1995, quasi il 65 per cento del PIL era in mano allo Stato: Eni, Iri ecc. Le banche erano pubbliche tranne due banchette. E la più grande impressa privata è stata definita così: quando guadagna è privata, quando perde è pubblica”.&lt;br /&gt;Gotti Tedeschi ha ricordato che “per entrare nell’euro dovevamo privatizzare. Ma abbiamo privatizzato? Per privatizzare c’è uno che vende e uno che compra e paga. Che si vendeva? imprese molto grandi e inefficienti, e chi è che le compra? Gli stranieri no. E come fanno gli italiani? Ci siamo inventati di far finanziare l’acquisto dalle banche. Se le avessimo regalate non avremmo assorbito quella massa di soldi, che avrebbero potuto andare alle vere imprese trainanti, le Pmi”.&lt;br /&gt;“Un esempio soltanto: non dico che sia la verità. Alla fine della guerra fredda, Washington spendeva un 4,5 per cento del PIL in armamenti, e dopo l’11 settembre questa spesa è salita all’11 per cento. Come si fa ad assorbire questa spesa se non si inventano i subprime? Bush nell’ultimo G8 lo ha riconosciuto: si è speso di più di quanto si poteva”. &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;see u,&lt;br /&gt;Giangiacomo&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8744820345372214504-3743231300536915622?l=giangiacomosthinktank.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://giangiacomosthinktank.blogspot.com/feeds/3743231300536915622/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8744820345372214504&amp;postID=3743231300536915622' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8744820345372214504/posts/default/3743231300536915622'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8744820345372214504/posts/default/3743231300536915622'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://giangiacomosthinktank.blogspot.com/2011/03/la-dottrina-sociale-della-chiesa-e-la.html' title='La Dottrina Sociale della Chiesa è la risposta alla crisi'/><author><name>G.</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03096557084871773528</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8744820345372214504.post-4074239267714985750</id><published>2011-01-29T11:39:00.000-08:00</published><updated>2011-01-29T11:42:59.842-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='politica interna'/><title type='text'>Caso Ruby - Lettera aperta da parlamentari Pdl ai cattolici italiani</title><content type='html'>No alle strumentalizzazioni, ai processi sommari, alla gogna mediatica, ad una nuova tangentopoli. Alcuni parlamentari del Pdl hanno pubblicato una lettera aperta ai cattolici italiani sul caso Ruby, un appello a «sospendere il giudizio» per non cadere nella «trappola del processo mediatico e sommario» a Silvio Berlusconi.&lt;br /&gt;Parlano di una «marea nera» di pettegolezzi che rischia di oscurare «il nostro lavoro quotidiano per il bene comune». E chiedono di non confondere il «moralismo interessato e intermittente» di questi giorni con l'«imitatio Christi» di cui parla la Chiesa.&lt;br /&gt;I parlamentari pidiellini insistono sul parallelo con Tangentopoli: allora la «carcerazione preventiva», oggi la «gogna preventiva». In entrambi i casi «il tentativo di una piccola ma agguerrita minoranza di magistrati di interferire pesantemente negli assetti politici, per determinare nuovi equilibri che prescindano dal consenso popolare». Sono indagini che «hanno azzerato il ceto politico moderato».&lt;br /&gt;Per questo bisogna «sospendere il giudizio» sul caso Ruby. «Noi conosciamo un altro Berlusconi», garantiscono i firmatari, «certi che il tempo ci darà ragione».&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;la lettera&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;«Cari amici,&lt;br /&gt;in un momento tanto confuso e delicato per il nostro paese vorremmo evitare che la marea dei pettegolezzi che invade ogni giorno le pagine dei giornali finisca per oscurare il senso del nostro lavoro quotidiano per il bene comune. C’è il rischio di farsi tutti confondere o trascinare dall’onda nera, lasciandosi strumentalizzare da un moralismo interessato e intermittente, che emerge solo quando c’è di mezzo il presidente Berlusconi. Un moralismo che nulla ha a che fare con quella “imitatio Christi” a cui la Chiesa ci invita, e che anzi non si fa scrupoli a brandire per fini politici, e in senso opposto a seconda delle convenienze di parte, l'idea della morale cristiana.&lt;br /&gt;L’enorme scossone mediatico e politico di questi ultimi giorni non si comprende appieno se non come l’ultimo atto di un’offensiva giudiziaria iniziata con Tangentopoli: il tentativo di una piccola ma agguerrita minoranza di magistrati di interferire pesantemente negli assetti politici, per determinare nuovi equilibri che prescindano dal consenso popolare.&lt;br /&gt;Diciassette anni fa c’erano gli arresti spettacolari: politici e personaggi pubblici sfilavano in manette sotto telecamere impietose, e la carcerazione preventiva era lo strumento privilegiato di alcune procure. Ma quante di quelle accuse, urlate da certi magistrati con tanta sicurezza da sembrare indubitabili, si sono rivelate poi vere? Certamente sono stati riconosciuti dei colpevoli, anche se altri pur imputabili delle stesse responsabilità sono stati risparmiati e in alcuni casi nemmeno sfiorati dall'ombra del sospetto. Quel che è più grave, però, in numerose occasioni processi condotti nelle aule dei tribunali sono giunti a ben altre conclusioni rispetto alle accuse iniziali. Le tante assoluzioni che pure ne sono seguite, però, non potranno mai ripagare l’ingiustizia subita da chi vi si è trovato coinvolto, soprattutto da chi non ce l’ha fatta e si è&lt;br /&gt;tolto la vita».&lt;br /&gt;«E intanto, il paese ha pagato e paga ancora oggi le conseguenze di indagini a senso unico che hanno azzerato il ceto politico moderato, rallentato e inibito la capacità decisionale delle pubbliche amministrazioni, indebolito la grande impresa italiana. Adesso la carcerazione preventiva è stata sostituita dalla gogna preventiva. Si butta nella pubblica piazza con una violenza inusitata la presunta vita privata delle persone (presunta perché contenuti frammentari di intercettazioni e commenti di persone terze non offrono alcuna garanzia di veridicità), e la si chiama trasparenza”.&lt;br /&gt;Abbiamo bisogno di giustizia, una giustizia che sia però veramente giusta, che segua regole certe, assicuri l'inviolabilità dei diritti di tutti i cittadini compreso chi si trova ad essere oggetto di accuse, e offra le garanzie necessarie, a partire dall’imparzialità del giudice e dal rispetto del segreto istruttorio. Una giustizia nella quale i magistrati formulino ipotesi di reato e non si occupino di costruire operazioni finalizzate ad emettere sentenze di ordine morale.&lt;br /&gt;Chiediamo a tutti di aspettare, di sospendere il giudizio, di non farsi trascinare nella facile trappola del processo mediatico e sommario al Presidente del Consiglio, e chiediamo che si rispetti una vera presunzione di innocenza nei suoi confronti, finché il percorso di accertamento dei fatti sarà completato. Ve lo chiediamo non solo perchè è un elementare principio di civiltà giuridica, ma anche perché noi all’immagine abietta del Presidente Berlusconi così come dipinta da tanti giornali non crediamo».  «Noi conosciamo un altro Berlusconi, conosciamo il Presidente con cui abbiamo lavorato in questi anni, e che ci ha dato la possibilità di portare avanti battaglie difficili e controcorrente, condividendole con noi. Siamo certi che il tempo ci darà ragione: ma è di quel tempo che adesso c’è bisogno. Sarebbe assurdo e deleterio per il futuro dell’Italia consentire che, nell’attesa di un esito incerto della vicenda giudiziaria si producesse il danno certo di un cambiamento politico nel segno della conservazione sociale, della recessione economica e del relativismo etico come conseguenza di indagini asimmetriche che colpiscono alcuni risparmiando altri. Ciò che non intendiamo invece tenere in sospeso è la responsabilità di noi, credenti e non credenti, impegnati convintamente nel Popolo della Libertà. Non abbiamo alcuna intenzione di interrompere il lavoro politico e legislativo che ci vede dediti alla costruzione del bene comune, dalla difesa della famiglia alla libertà di educazione, dalle leggi in difesa della vita alla attuazione concreta del principio di sussidiarietà.&lt;br /&gt;Aspettiamo che la polvere e il fango si depositino, diamo tempo alla verità e alla giustizia».&lt;br /&gt;Raffaele Calabrò&lt;br /&gt;Roberto Formigoni&lt;br /&gt;Maurizio Gasparri&lt;br /&gt;Maurizio Lupi&lt;br /&gt;Alfredo Mantovano&lt;br /&gt;Mario Mauro&lt;br /&gt;Gaetano Quagliariello&lt;br /&gt;Eugenia Roccella&lt;br /&gt;Maurizio Sacconi&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;see u,&lt;br /&gt;Giangiacomo&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8744820345372214504-4074239267714985750?l=giangiacomosthinktank.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://giangiacomosthinktank.blogspot.com/feeds/4074239267714985750/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8744820345372214504&amp;postID=4074239267714985750' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8744820345372214504/posts/default/4074239267714985750'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8744820345372214504/posts/default/4074239267714985750'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://giangiacomosthinktank.blogspot.com/2011/01/caso-ruby-lettera-aperta-da.html' title='Caso Ruby - Lettera aperta da parlamentari Pdl ai cattolici italiani'/><author><name>G.</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03096557084871773528</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8744820345372214504.post-2633967998500989892</id><published>2011-01-23T09:47:00.001-08:00</published><updated>2011-01-23T09:50:05.312-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='persone'/><title type='text'>21 Gennaio 1921 - Eugenio Corti</title><content type='html'>21 gennaio 1921, a Besana, in Brianza, nasceva Eugenio Corti&lt;br /&gt;uno dei grandi testimoni del secolo del male&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;(leggi ... http://giangiacomosthinktank.blogspot.com/2009/10/italia-old-style.html)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;see u,&lt;br /&gt;Giangiacomo&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8744820345372214504-2633967998500989892?l=giangiacomosthinktank.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://giangiacomosthinktank.blogspot.com/feeds/2633967998500989892/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8744820345372214504&amp;postID=2633967998500989892' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8744820345372214504/posts/default/2633967998500989892'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8744820345372214504/posts/default/2633967998500989892'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://giangiacomosthinktank.blogspot.com/2011/01/21-gennaio-1921-eugenio-corti.html' title='21 Gennaio 1921 - Eugenio Corti'/><author><name>G.</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03096557084871773528</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8744820345372214504.post-8356390565272111700</id><published>2011-01-22T10:41:00.000-08:00</published><updated>2011-01-22T10:45:48.670-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='persone'/><title type='text'>Olio... romano</title><content type='html'>&lt;div&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_RfUnh50Bh-U/TTslcETHi4I/AAAAAAAAAHQ/3aZi5PGWp0Q/s1600/Olio%2Bmulino.jpg"&gt;&lt;img style="MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 222px; FLOAT: left; HEIGHT: 320px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5565082928666872706" border="0" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_RfUnh50Bh-U/TTslcETHi4I/AAAAAAAAAHQ/3aZi5PGWp0Q/s320/Olio%2Bmulino.jpg" /&gt;&lt;/a&gt; Vi segnalo un ottimo olio provato nelle recenti festività...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L’olio proviene da una coltivazione biologica di olivi che crescono al Mulino Rosso, vedi sito: www.ilmulinorosso.it e la molitura è effettuata al Frantoio di Bomarzo entro le 24 ore dalla raccolta, garantendo così acidità max tra 0,1 e 0,2.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sono possibili sconti per grandi quantitativi .&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sono a disposizione per ulteriori info.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt; &lt;/div&gt;&lt;div&gt; &lt;/div&gt;&lt;div&gt; &lt;/div&gt;&lt;div&gt; &lt;/div&gt;&lt;div&gt; &lt;/div&gt;&lt;div&gt; &lt;/div&gt;&lt;p align="left"&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_RfUnh50Bh-U/TTsljZYFy-I/AAAAAAAAAHY/mQo8r6vC7WQ/s1600/Olio%2Bmulino%2B2.jpg"&gt;&lt;img style="MARGIN: 0px 0px 10px 10px; 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politica interna; economia; società'/><title type='text'>Referendum Fiat...</title><content type='html'>Ha vinto il "Sì" fortunatamente&lt;br /&gt;Con solo il 54% a favore&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Al 46% dedico un pensiero... IGNORANTI!!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;see u,&lt;br /&gt;Giangiacomo&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8744820345372214504-886044466211961894?l=giangiacomosthinktank.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://giangiacomosthinktank.blogspot.com/feeds/886044466211961894/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8744820345372214504&amp;postID=886044466211961894' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8744820345372214504/posts/default/886044466211961894'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8744820345372214504/posts/default/886044466211961894'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://giangiacomosthinktank.blogspot.com/2011/01/referendum-fiat.html' title='Referendum Fiat...'/><author><name>G.</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03096557084871773528</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8744820345372214504.post-4751128606196651524</id><published>2010-11-21T12:40:00.000-08:00</published><updated>2010-11-21T12:42:04.965-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='politica interna; società'/><title type='text'>Fini nel Paese delle meraviglie. Vera e falsa destra</title><content type='html'>Il giornalista Massimo Gramellini non è certo un uomo di destra. Ma è difficile dargli torto quando, sulla prima pagina de La Stampa del 17 novembre, scrive che quelli proposti da Gianfranco Fini come elenchi dei valori della destra «non erano elenchi, ma frasi fatte». La questione può apparire priva di senso in un’epoca di «dittatura del relativismo» – l’espressione, com’è noto, ricorre spesso nel Magistero di Benedetto XVI – in cui ognuno dà alle parole il significato che più gli aggrada. Il dittatore segreto del mondo che ci circonda è il malvagio Humpty Dumpty di Attraverso lo specchio (1872), il fortunato seguito che Lewis Carroll (1832-1898) diede al suo Alice nel Paese delle meraviglie (1865). Nel sesto capitolo di Attraverso lo specchio troviamo questo dialogo fra Alice e Humpty Dumpty:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;«Quando io uso una parola, – disse Humpty Dumpty in tono d'alterigia, – essa significa ciò che appunto voglio che significhi: né più né meno.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;- Si tratta di sapere, – disse Alice, – se voi potete dare alle parole tanti diversi significati.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;- Si tratta di sapere, – disse Humpty Dumpty, – chi ha da essere il padrone. Questo è tutto».&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In questa pagina di grande letteratura troviamo un tema sviluppato da Benedetto XVI nel discorso di Ratisbona del 2006 e nelle encicliche Spe salvi del 2007 e Caritas in veritate del 2009: o la ragione accetta di farsi misurare dalla verità oppure sarà misurata soltanto dal potere. Che cosa sia la verità o che cosa significa una parola sarà deciso dal «padrone», da chi controlla la comunicazione e i media. Se tutte le parole hanno un padrone, che opera contro la verità, siamo di fronte allo scenario apocalittico evocato da un altro geniale scrittore inglese, don Robert Hugh Benson (1871-1914) nel suo Il Padrone del mondo (1907).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L’Apocalisse e la sacra Scrittura non ci portano lontano dal nostro tema. È qui infatti che troviamo l’origine delle espressioni «destra» e «sinistra». Un commentario alle lettere di san Pietro e alla lettera di san Giuda spiega che dopo l’Ascensione «Cristo è ormai “alla destra” di Dio. Per comprendere tale posizione bisogna ricordare la valenza positiva della “destra” nella Scrittura e nella civiltà antica e il significato negativo della sinistra. […] [Nella Scrittura] la destra assume il significato di lato positivo, fortunato, salvifico, divino, mentre la sinistra assume significato negativo, maledetto e satanico; così i salvati-benedetti saranno collocati da Gesù alla destra e i maledetti alla sinistra (cfr. Mt 25, 31-46)» (Michele Mazzeo, Lettere di Pietro, Lettera di Giuda, Paoline, Milano 2002, p. 141).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non è dunque un caso se dopo la Rivoluzione francese, restaurata la monarchia, coloro che si opponevano ai principi rivoluzionari andarono a occupare la parte destra dei banchi del Parlamento e coloro che accettavano tali principi o almeno non li condannavano radicalmente la parte sinistra, così dando origine ai moderni concetti politici di «destra» e «sinistra». Agli inizi del secolo XIX che cosa queste parole volessero significare era dunque chiaro. Era di destra chi si opponeva ai principi della Rivoluzione francese. Era di sinistra chi non vi si opponeva.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma è necessario un rapido approfondimento. La destra non era costituita da semplici nostalgici della monarchia così com’era esistita prima del 1789. Secondo l’osservazione di un pensatore cattolico della generazione successiva, René de La Tour du Pin (1834-1924), chi avversa la Rivoluzione francese non è interessato a tornare al 1788, perché sa che un anno dopo verrà il 1789. La monarchia del 1788 soffriva già dei morbi dell’assolutismo e del centralismo, che la Rivoluzione non avrebbe curato ma esasperato. L’ordine cristiano della monarchia tradizionale – che è cosa ben diversa dalla monarchia assoluta – riconosceva che sopra al sovrano c’è un limite costituito dalla legge di Dio e dalla legge naturale. Il sovrano non può emanare norme che contraddicano la legge iscritta da Dio nella natura: se lo fa, non si tratta di vere leggi né si è tenuti a rispettarle. Se rispetta questo limite in alto, il sovrano rispetterà anche un limite in basso, costituito dai diritti non del «cittadino» astratto, invenzione dell’Illuminismo, ma delle persone concrete riunite in comunità e corpi intermedi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La scienza politica formulerà poi questo rispetto del limite in basso come principio di sussidiarietà e come federalismo. Ma non c’è rispetto del limite in basso senza rispetto del limite in alto. La destra si oppone quindi a ogni potere assoluto, solutus ab, sciolto dal limite della legge naturale in alto e quindi sciolta dal limite del rispetto dei diritti delle persone e delle comunità in basso. Come scrive un pensatore cattolico del secolo XX, il brasiliano Plinio Corrêa de Oliveira, «l’atteggiamento della “destra” concorda maggiormente con i princìpi di ordine, di gerarchia, di autorità e di disciplina, che contraddistinguono l’ordine medioevale. “Sinistra” significa poi l’allontanarsi da questi princìpi e perciò, ipso facto, l’esser legati ai princìpi opposti» (Prefazione per un’edizione tedesca, in Rivoluzione e Contro-Rivoluzione. Edizione del cinquantenario (1959-2009) con materiali della «fabbrica» del testo e documenti integrativi, a cura di Giovanni Cantoni. Sugarco, Milano 2010, p. 336).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L’«ordine medioevale» però non ha nulla a che fare con la monarchia assoluta, proprio perché non è «assoluto» ma riconosce i limiti in alto e in basso. E la destra non si caratterizza solo per un momento negativo – il rifiuto della Rivoluzione francese, e del processo di allontanamento dalla verità naturale e cristiana che l’ha preceduta e seguita – ma anche per un momento positivo che fa riferimento in alto alla legge naturale, il cui autore è Dio, e in basso ai diritti della persona, dei corpi intermedi e delle comunità locali – di qui il principio di sussidiarietà e la preferenza federalista – garantiti appunto dal rispetto della legge naturale. Le forme di Stato e di governo sono secondarie rispetto a questa definizione di destra, che è primaria. La democrazia, per esempio, può rispettare la legge naturale e il principio di sussidiarietà, ma – come insegna la dottrina sociale della Chiesa, fino a Benedetto XVI – non garantisce affatto in modo automatico tale rispetto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Se per «Rivoluzione» intendiamo non solo la Rivoluzione francese, ma un processo più ampio che nega la legge naturale iniziato ben prima del 1789 e che continua fino ai nostri giorni, la geografia della politica – continua Corrêa de Oliveira nel brano citato – diventa più chiara. «Vi è stata una Rivoluzione. Anche gli uomini si lasciano classificare secondo tre tendenze: quelli che riconoscono la Rivoluzione – almeno confusamente – e vi si contrappongono: la destra; quelli che sono al corrente della Rivoluzione e la portano a termine rapidamente o lentamente: la sinistra; quelli che non sanno della Rivoluzione in quanto tale, ne percepiscono solo aspetti superficiali e si sforzano, mediante la conservazione dello status quo, di trovare una pacificazione con la Rivoluzione: il centro» (ibid., pp. 336-337). Capita che le necessità della politica impongano alleanze di centro-destra o di centro-sinistra. In tal caso, almeno in tesi, «centro e destra si sforzano di lottare contro la Rivoluzione. Centro e sinistra si sforzano di far progredire la Rivoluzione senza però cadere nell’estremo» (ibid., p. 337).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma ben presto arriva Humpty Dumpty, il quale è precisamente qualcuno che pensa di avere un potere «assoluto», sciolto da ogni limite morale, anche sulle parole. Dal momento che la parola «destra», per ragioni che come si è visto sono antiche addirittura quanto la Bibbia, evoca valori che suscitano un certo consenso anche elettorale, a mano a mano che il processo rivoluzionario avanza nascono quelle che Corrêa de Oliveira chiama «false destre». In particolare, nel corso del secolo XIX emerge una prima «falsa destra», costituita da coloro che accettano i principi liberali nella loro versione del 1789 ma rifiutano il socialismo. E con l’affermazione del marxismo-leninismo nel secolo XX nasce anche una seconda «falsa destra», costituita da quei socialisti che rifiutano il comunismo, pur mantenendo fermi numerosi elementi del pensiero socialista. E così via. Le «false destre» sono innumerevoli, perché il loro orizzonte si sposta continuamente. Rifiutano l’ultima fase, la più estrema, del processo rivoluzionario, ma accettano le fasi precedenti. E queste «destre» sono chiamate a buon diritto «false» perché, a ogni generazione, accettano porzioni sempre più grandi dei principi della sinistra.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La questione si complica con il «fusionismo». Spesso si pensa che questa espressione sia nata negli Stati Uniti per designare l’idea di mettere insieme tutte le possibili «destre» per sconfiggere la sinistra. In realtà nacque già tra i monarchici francesi alla fine del secolo XIX, dalla proposta della famiglia Orléans di riunire tutti i monarchici – che fossero cattolici ostili al 1789, liberali disposti a difendere almeno alcuni aspetti della Rivoluzione francese e anche massoni e anticlericali – intorno al comune progetto di restaurare la monarchia in Francia. I fascismi sono, a loro modo, «fusionismi» che cercano di mettere insieme destre diverse: quella vera e quelle false. I cartelli elettorali «fusionisti» spesso funzionano, tanto più nel sistema elettorale degli Stati Uniti. Ma dottrinalmente il «fusionismo» implica un certo relativismo, un certo atteggiamento che fa prevalere l’interesse elettorale sulle idee. E in un clima relativista la falsa destra più omogenea al relativismo fatalmente prevale sulle altre destre e dà il tono a tutto l’insieme. Né va sottovalutata la forza di corruzione del relativismo, nel mettere al suo servizio parole d’ordine apparentemente «di destra», il cui senso è poi sovvertito fino a significare il contrario. «Quando a una parola faccio far tanto lavoro, – disse Humpty Dumpty, – la pago di più» (Attraverso lo specchio, cap. 6).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Che c’entra tutto questo con Gianfranco Fini? C’entra molto, perché chi mi ha seguito fin qui dovrebbe avere ricavato almeno il criterio per distinguere la destra autentica dalle false destre. È vera destra quella che chiede al potere di rispettare un limite in alto costituito dalla legge naturale, quindi – come logica conseguenza – un limite in basso, definito dal principio di sussidiarietà come rispetto da parte dello Stato dei diritti delle persone, dei corpi intermedi e delle autonomie locali. La posizione di Fini è molto confusa quanto al limite in basso. Se talora afferma di non opporsi al federalismo, più spesso difende il centralismo e lo statalismo insieme al pilastro economico che li sorregge, il sistema «tassa e spendi» che caratterizza l’assistenzialismo di Stato.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Come si è visto, c’è un criterio sicuro per prevedere se una certa politica rispetterà il limite in basso. Occorre chiedersi se comincia con il rispettare il limite in alto costituito dal riconoscimento teorico e pratico dell’esistenza di una legge naturale. Nel libro da lui firmato – non importa qui se davvero scritto da lui - Il futuro della libertà. Consigli non richiesti ai nati nel 1989 (Rizzoli, Milano 2009) Fini afferma di rifiutare il «dogmatismo […] di tipo religioso» (ibid., 118). Da questo rifiuto fa subito discendere l’affermazione del diritto degli uomini e delle donne all’autodeterminazione in campo bioetico e la forte rivendicazione della posizione a suo tempo assunta in tema di procreazione assistita (ibid., 119), ma anche – perché non si tratta solo di bioetica – un’idea di nazione, quindi di cittadinanza – con riflessi sulla questione degli immigrati – come una realtà dinamica, plastica, plasmabile che continuamente muta e si ridefinisce nel tempo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A proposito di Eluana Englaro (1970-2009), Fini plaude alla sua soppressione in nome di una presunta «sovranità del singolo […] su se stesso, sulla propria vita e sul proprio lasciare la vita» (ibid., 103). Gli esempi potrebbero continuare – in ogni occasione, Fini insiste sull’urgenza di un riconoscimento giuridico delle unioni di fatto, anche omosessuali – ma forse non occorre insistere troppo per convincersi che Fini non riconosce nella legge naturale un limite per l’azione dello Stato e delle sue leggi a proposito della vita e della famiglia. Non occorre, come si dice, bere il mare per concludere che è salato.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non si tratta di problemi secondari: anzi, come ricorda Benedetto XVI nell’enciclica Caritas in veritate sono questi oggi i problemi cruciali della vita sociale e il terreno dove si gioca la battaglia per la definizione della vera libertà e del vero futuro dell’uomo. «Campo primario e cruciale della lotta culturale tra l’assolutismo della tecnicità e la responsabilità morale dell’uomo è oggi – spiega l’enciclica – quello della bioetica, in cui si gioca radicalmente la possibilità stessa di uno sviluppo umano integrale. Si tratta di un ambito delicatissimo e decisivo, in cui emerge con drammatica forza la questione fondamentale: se l’uomo si sia prodotto da se stesso o se egli dipenda da Dio» (n. 74); «la questione sociale è diventata radicalmente questione antropologica» (n. 75). Nel momento in cui Fini ribadisce la sua posizione, antitetica a quella cattolica, sulla fecondazione assistita, sul caso Englaro e sulle unioni omosessuali non sta parlando di questioni marginali, ma del «campo primario e cruciale» della politica.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non si tratta, naturalmente, di affermare che solo un cattolico o un credente può essere «di destra», né di arruolare la dottrina sociale della Chiesa al servizio delle scelte tecniche di una parte politica, il che sarebbe sbagliato e arbitrario. Certo è un fatto storico che la destra nasce cattolica, ma la legge naturale è accessibile alla ragione umana anche a prescindere dalla fede e quindi s’impone a ogni uomo dotato di retta ragione: che sia credente o non credente, che sia cattolico, ebreo o buddhista. Non si tratta dunque d’indebita ingerenza della Chiesa o del «dogmatismo» religioso – una vecchia espressione massonica, che è significativo vedere ripresa da Fini – ma di riconoscere o meno la legge naturale. Se le parole hanno un senso, e non siamo nel regno di Humty Dumpty, chi riconosce la legge naturale è di destra e chi non la riconosce è di sinistra.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Proprio in tema di fine vita, Fini accusa i sostenitori del mantenimento in vita di Eluana Englaro di essersi mostrati prigionieri di vecchie «linee […] dell’“essere”, vale a dire le linee, in definitiva rassicuranti ma immobili, dell’“identità”» (ibid., 103), mentre si tratta di passare alle «linee contemporanee del “fare”» (ibid.), a una politica giudicata «per ciò che realizza» e non «per ciò che rappresenta» (ibid.). «In principio era l’azione», per dirla con il Faust di Johann Wolfgang von Goethe (1749-1832) e con i futuristi tanto cari a Fini. Ma per la vera destra in principio era il Verbo, cioè la verità, e Faust non è un modello ma una semplice vittima del Diavolo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Né si tratta solo di bioetica, perché quelle di Fini sulla vita e sulla famiglia sono applicazioni di principi generali sull’autodeterminazione, e su una libertà svincolata da una legge morale naturale e non negoziabile, che emergono anche in altri campi. L’evocazione della libertà e del futuro non è specificamente «di destra». Né lo è quella della legalità come obbedienza formale alla legge, a meno che sia accompagnata dalla chiara affermazione secondo cui le leggi che non rispettano i principi del diritto naturale non sono vere leggi. Inoltre, il rispetto della legge naturale e del principio di sussidiarietà non può non accompagnarsi a un giudizio storico preciso su chi ha costruito una politica che ha teorizzato la negazione di quella legge e di quel principio, dai padri della Rivoluzione francese a molti di quelli del Risorgimento, ideologia statalista e centralista da tenere distinta dal fatto storico dell’unità politica dell’Italia. I giudizi storici di Fini vanno precisamente in senso contrario.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In un contesto democratico nessuno può naturalmente vietare a Fini di presentare le sue idee e i suoi programmi all’attenzione degli elettori. Si può però contestare la sua pretesa di spacciarli come «di destra». E si può – anzi, si deve – svolgere un’opera pedagogica che richiami le nozioni di vera e di falsa destra. Humpty Dumpty, quando pretende che il significato delle parole sia indipendente dalla realtà e sia diventato una questione di puro potere, non è soltanto grottesco ma è anche pericoloso. Va combattuto seriamente. Alimentando la speranza con la filastrocca che Alice «ripeteva dolcemente a se stessa:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Humpty Dumpty sedeva sul muro,&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Humpty Dumpty cascò sul duro,&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;tutti i fanti che accorsero tosto&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;non seppero alzarlo e rimetterlo a posto» (Attraverso lo specchio, cap. 6).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;(17 novembre 2010)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;see u,&lt;br /&gt;Giangiacomo&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8744820345372214504-4751128606196651524?l=giangiacomosthinktank.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://giangiacomosthinktank.blogspot.com/feeds/4751128606196651524/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8744820345372214504&amp;postID=4751128606196651524' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8744820345372214504/posts/default/4751128606196651524'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8744820345372214504/posts/default/4751128606196651524'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://giangiacomosthinktank.blogspot.com/2010/11/fini-nel-paese-delle-meraviglie-vera-e.html' title='Fini nel Paese delle meraviglie. Vera e falsa destra'/><author><name>G.</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03096557084871773528</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8744820345372214504.post-4879338291673945443</id><published>2010-11-14T13:34:00.001-08:00</published><updated>2010-11-14T13:34:58.177-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='politica interna'/><title type='text'>che sta succedendo?</title><content type='html'>Copio spudoratamente da http://www.stranocristiano.it/2010/11/che-sta-succedendo/&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Che sta succedendo?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Vediamo di semplificare.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;1.La prossima settimana in parlamento si decideranno le sorti della legislatura: il PD e IdV presenteranno una mozione di sfiducia alla Camera, e pare che il neo-terzo polo, FLI (Fini)  Udc (Casini) e API (Rutelli) ,ne presenterà un’altra, e dovrà comunque decidere come votare su quella della sinistra. Il PdL, da parte sua, presenterà una mozione di fiducia al Senato.  Sarà una gara a chi approva per primo la sua…&lt;br /&gt;2.NON VOGLIONO le elezioni: il grosso del Pd, i finiani, Udc. Questi vorrebbero un governo cosiddetto tecnico, lo chiamano così come se i componenti potessero essere, che so, elettricisti, idraulici, metalmeccanici… tutti rigorosamente apolitici, marziani scesi all’improvviso sul pianeta. In verità questi vogliono un governo fatto da loro stessi, che hanno perso le elezioni, e vogliono che rimanga fuori chi le ha vinte, e cioè Berlusconi. Una grande lezione di democrazia …. ma d’altra parte, che ci si può aspettare da quelli che fino a due mesi fa andavano in gita a Predappio?&lt;br /&gt;3.La scusa della riforma elettorale, che vogliono quelli del cosiddetto “governo tecnico”, è semplice: vogliono fare una riforma che faccia entrare in parlamento i loro partitini, per impedire a Berlusconi di governare. Non è in gioco il bene del paese, ma la loro sopravvivenza politica: una riforma elettorale su misura per Fini&amp;Casini&amp;D’Alema: ancora però non riescono a mettersi d’accordo su quale debba essere, perchè ognuno la vuole adatta al suo partito in particolare. Insomma, vogliono il “governo tecnico” per fare la cosa più politica che c’è: una riforma elettorale.&lt;br /&gt;4.VOGLIONO le elezioni: PdL e Lega, e pure Vendola e Renzi del Pd. Se si andasse adesso al voto, Berlusconi vincerebbe ancora, e Fini andrebbe a fare definitivamente l’uncinetto con la Tulliani e la suocera, magari pure nel tinello della casa di Montecarlo, dove il cognatino lo aspetta fiducioso…..&lt;br /&gt;5.Napolitano difficilmente può fare un  governo “tecnico” tenendo fuori del tutto PdL e Lega: se adesso Berlusconi e Lega fossero sbattuti all’opposizione e Fini &amp; Udc &amp; Pd al governo, alle prime elezioni Berlusconi e Lega prenderebbero almeno il 75% e Fini&amp;Casini&amp;D’Alema sarebbero pronti per l’uncinetto collettivo e perenne…. &lt;br /&gt;Da segnalare, a futura memoria:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;-         Fini e i suoi vogliono sfasciare tutto, e la colpa di questa crisi gravissima è tutta la loro. Ma ve lo immaginate un governo con Bocchino e Granata ministri? E magari Fini premier, e la Tulliani “first lady”? Vediamo chi si imbarazza, poi…..&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;-         Pierferdinando Casini, che governa con il Pd e pure con IdV in giro per l’Italia, dopo essersi alleato pure con la Bresso, adesso è d’amore e d’accordo con Fini, quello che ha promesso di rendere moderna l’Italia con il riconoscimento delle coppie di fatto e con i cosiddetti “diritti civili”. E si aspetta pure i voti cattolici? E Buttiglione, che si è arrampicato sugli specchi per spiegare l’alleanza con la Bresso, che si inventa adesso per giustificare quella con Fini?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;-         La faccenda di Ruby è finita nel niente, come era facile immaginare&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;-         Tutti contro Berlusconi, a cominciare dalla Tv di stato: v.Fazio &amp; Saviano, che adesso ospitano pure Bersani&amp;Fini. Ma d’altra parte, si sa: comunisti e fascisti, due facce della stessa medaglia sono.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E intanto il nostro paese deve andare avanti…&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;see u,&lt;br /&gt;Giangiacomo&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8744820345372214504-4879338291673945443?l=giangiacomosthinktank.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://giangiacomosthinktank.blogspot.com/feeds/4879338291673945443/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8744820345372214504&amp;postID=4879338291673945443' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8744820345372214504/posts/default/4879338291673945443'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8744820345372214504/posts/default/4879338291673945443'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://giangiacomosthinktank.blogspot.com/2010/11/che-sta-succedendo.html' title='che sta succedendo?'/><author><name>G.</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03096557084871773528</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8744820345372214504.post-5033530077274890213</id><published>2010-11-14T13:20:00.000-08:00</published><updated>2010-11-14T13:22:27.484-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='politica interna; società'/><title type='text'>1932, quando Topolino diventò massone</title><content type='html'>&lt;span style="font-size:85%;"&gt;di Massimo Introvigne (Avvenire, 13 novembre 2010)&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Il numero 34 della collezione – preziosa per l’attenta ricostruzione filologica – Gli anni d’oro di Topolino, pubblicata dalla RCS Quotidiani e intesa a ripresentare in italiano tutto il Topolino di Floyd Gottfredson (1905-1986), fa cenno, riproducendone la tavola iniziale, a una serie del tutto ignota in Italia. Si tratta di Mickey Mouse Chapter, realizzata a partire dal dicembre 1932 da un animatore e disegnatore della Walt Disney, Fred Spencer (1904-1938). La peculiarità di questa serie di Topolino è che è apparsa su una pubblicazione massonica, l’International DeMolay Cordon, e che in queste storie a fumetti il topo più famoso del mondo aderisce all’organizzazione giovanile della massoneria, anzi ne fonda una loggia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Che cosa era successo? La massoneria degli Stati Uniti si è preoccupata per tempo del reclutamento delle nuove leve, fondando nel 1919 a Kansas City l’Ordine Internazionale di DeMolay, aperto ai ragazzi dai 12 ai 21 anni, cui sono insegnati i principi massonici e che li prepara a un’eventuale adesione alla massoneria. Se la simbologia è patriottica e vagamente cavalleresca, profondamente massonico è il riferimento ai templari e al loro Gran Maestro Jacques de Molay (ca. 1240-1250-1314). Molti storici pensano che de Molay fosse in realtà un buon cattolico, ingiustamente calunniato e mandato a morire sul rogo dal re di Francia Filippo il Bello (1268-1314), che – forse bello, ma certamente squattrinato – voleva impadronirsi delle favolose ricchezze dei templari. Ma nella simbologia massonica settecentesca e ottocentesca de Molay diventa – in modo piuttosto anacronistico – un campione del libero pensiero, vittima dell’alleanza della monarchia di Francia e della Chiesa Cattolica, e i massoni s’impegnano a vendicarlo combattendo i troni e gli altari. Questi riferimenti mostrano come l’organizzazione giovanile della massoneria – che conta ancora oggi diciottomila membri, in cui si è formato per esempio Bill Clinton, e che ha una sua piccola filiale anche in Italia – non sia completamente innocua.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;È nota l’appartenenza massonica di Walt Disney (1901-1966). Meno noti sono l’entusiasmo con cui egli accompagnò le prime attività dell’Ordine DeMolay, e la sua amicizia con il fondatore di questa massoneria per ragazzi, l’imprenditore Frank Sherman Lang (1890-1959). Fino a quando compì quarant’anni, benché fosse ormai fuori età, Disney continuò a portare con orgoglio al dito l’anello dell’Ordine DeMolay. Assunse pure come animatore un altro ex-membro del DeMolay, appunto Fred Spencer, il quale – con l’approvazione dello stesso Disney – nel dicembre 1932 iniziò a disegnare tavole con Topolino, di specifico orientamento massonico, per l’International DeMolay Cordon il quale, nonostante il nome pomposo, era poco più che un bollettino dell’Ordine.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Qui comincia una sorta di mistero, perché – benché anche produzioni minori siano sempre state archiviate dalla Disney – di questa serie “segreta” non c’è traccia negli archivi della Walt Disney Company, e lo stesso Ordine DeMolay dichiara di non avere conservato la collezione del bollettino. Gli storici disneyani, che non sono pochi, sono stati in grado finora di recuperarne solo tre tavole. Nella prima Topolino con alcuni amici, fra cui Orazio, fonda un chapter (“capitolo”, l’equivalente di quella che per gli adulti è una loggia), del DeMolay. Nella seconda e nella terza Pluto fa irruzione in una riunione di loggia, creando notevole scompiglio. S’ignora perfino quando la serie sia finita, probabilmente già molto prima della tragica morte di Spencer in un incidente stradale nel 1938.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sbaglierebbe chi da questo curioso episodio – e dalla dichiarata passione di Disney per la massoneria – volesse ricavare un giudizio su tutta la produzione disneyana come ispirata ai valori massonici. Da una parte, Disney si è limitato alla supervisione di prodotti confezionati da numerosi artisti, di diversissime sensibilità. Molti dei principali disegnatori e sceneggiatori disneyani non solo non erano massoni ma s’ispiravano a valori piuttosto conservatori e anche esplicitamente cristiani. Dall’altra, nella California dell’epoca in cui Disney diventa massone, negli anni 1920, i membri delle logge sfioravano i centomila. Questo significa che essere massoni – al di fuori dei cattolici, ben consapevoli della condanna della Chiesa – in California non era riservato a un’élite: era del tutto comune per i borghesi, e anche per i piccoli borghesi di successo. Una forma – lo hanno notato storici delle idee come Margaret Jacobs – di “sociabilità diffusa”, pur sempre massonica come dimostrano i simboli scelti ma lontana dalla forte caratterizzazione ideologica delle logge italiane o francesi dell’epoca. Tranne che nella serie “sparita” di Fred Spencer Topolino, dunque, non è massone, e l’affiliazione massonica del suo creatore non è penetrata nelle storie, specie quelle delle origini, scritte da non massoni e ricche di valori morali, oltre che di delicatezza e di poesia. La serie DeMolay resta dunque solo una curiosità.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;see u,&lt;br /&gt;Giangiacomo&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8744820345372214504-5033530077274890213?l=giangiacomosthinktank.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://giangiacomosthinktank.blogspot.com/feeds/5033530077274890213/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8744820345372214504&amp;postID=5033530077274890213' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8744820345372214504/posts/default/5033530077274890213'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8744820345372214504/posts/default/5033530077274890213'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://giangiacomosthinktank.blogspot.com/2010/11/1932-quando-topolino-divento-massone.html' title='1932, quando Topolino diventò massone'/><author><name>G.</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03096557084871773528</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8744820345372214504.post-4813444676156028342</id><published>2010-11-11T14:09:00.000-08:00</published><updated>2010-11-11T14:11:44.568-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='persone'/><title type='text'>Gordon Gekko, Wall Street</title><content type='html'>Una volta vinci e una volta perdi. Ma continui a combattere!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;see u,&lt;br /&gt;Giangiacomo&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8744820345372214504-4813444676156028342?l=giangiacomosthinktank.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://giangiacomosthinktank.blogspot.com/feeds/4813444676156028342/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8744820345372214504&amp;postID=4813444676156028342' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8744820345372214504/posts/default/4813444676156028342'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8744820345372214504/posts/default/4813444676156028342'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://giangiacomosthinktank.blogspot.com/2010/11/gordon-gekko-wall-street.html' title='Gordon Gekko, Wall Street'/><author><name>G.</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03096557084871773528</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8744820345372214504.post-2637878558582458547</id><published>2010-11-07T01:05:00.000-07:00</published><updated>2010-11-07T01:21:13.062-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='politica interna'/><title type='text'>Rom: sono un problema!</title><content type='html'>Colgo l'occasione di uno spunto datomi da una persona che NON stimo, per sottolineare quanta ipocrisia, demagogia e moralismo ci sia nelle persone che tentano di difendere i Rom senza se e senza ma.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I Rom non lavorano.&lt;br /&gt;Quindi per continuare a vivere (e a procrearsi purtroppo) saccheggiano i cassoni dell'immondizia o rubano. La prima modalità è sotto gli occhi di tutti gli abitanti di San Salvario a Torino. Alle 7.30 am arrivano in squadre, aprono i cassoni, squarciano i sacchetti dell'immondizia alla ricerca di qualcosa utile per loro, lasciano aperti i cassettoni così che l'odore possa diffondersi per le strade e passano a quello successivo. La seconda modalità è sotto gli occhi di poliziotti e di alcuni amici politici che recentemente hanno fatto visita ai loro campi nelle periferie delle strade: rame, oro, tv, cellulari... tutti natualmente rubati!!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sarkozy si è mosso in modo corretto: da un punto di vista nazionalistico e di bene comune, per sconfiggere il male (impossibile purtroppo), ha iniziato a combattere piccoli pezzi di quest'ultimo. Prima analizzando le banlieus, poi quest'estate con i Rom.&lt;br /&gt;Quale altro strumento era possibile se continuano a non capire? quale altro strumento era possibile se continuano a voler vivere in un modo primitivo, neanche vicino a quella che è una situazione umana accettabile? Non ditemi che si è contenti in qualche modo a vivere in mezzo ai topi, a vedere i bambini con le orecchie morsicate nella notte da roditori, con bambini che non si lavano se non in fiumi già sporchi e inquinati, che non apprezzano l'educazione e non mandano i propri figli a scuola (gratis grazie al nostro welfare state assistenzialista!!)!!!!!!!!&lt;br /&gt;NON SONO CONVENZIONI DELLA SOCIETA' ATTUALE, ma BUON COSTUME!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;C'è ancora chi parla di popoli che devono andare rispettati, di finezza, profondità e sofferenza. Bene. Sono tutti elementi che hanno anche gli andalusiani, i napoletani, i baschi: qualsiasi popolo del mondo. Ma non mi sembra che questi non si siano integrati o rubino quotidianamente!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I soliti falsi e ipocriti...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;see u,&lt;br /&gt;Giangiacomo&lt;br /&gt;C'è chi&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8744820345372214504-2637878558582458547?l=giangiacomosthinktank.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://giangiacomosthinktank.blogspot.com/feeds/2637878558582458547/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8744820345372214504&amp;postID=2637878558582458547' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8744820345372214504/posts/default/2637878558582458547'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8744820345372214504/posts/default/2637878558582458547'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://giangiacomosthinktank.blogspot.com/2010/11/rom-sono-un-problema.html' title='Rom: sono un problema!'/><author><name>G.</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03096557084871773528</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8744820345372214504.post-3209145043485115645</id><published>2010-11-01T04:16:00.000-07:00</published><updated>2010-11-01T04:17:08.019-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='sport'/><title type='text'>Ti amo campionato...</title><content type='html'>Per chi non se lo ricordasse...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;http://www.youtube.com/watch?v=UIy4PLw3bJw&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;ne vale la pena!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;see u,&lt;br /&gt;Giangiacomo&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8744820345372214504-3209145043485115645?l=giangiacomosthinktank.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://giangiacomosthinktank.blogspot.com/feeds/3209145043485115645/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8744820345372214504&amp;postID=3209145043485115645' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8744820345372214504/posts/default/3209145043485115645'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8744820345372214504/posts/default/3209145043485115645'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://giangiacomosthinktank.blogspot.com/2010/11/ti-amo-campionato.html' title='Ti amo campionato...'/><author><name>G.</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03096557084871773528</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8744820345372214504.post-1969411136171714490</id><published>2010-10-10T06:28:00.000-07:00</published><updated>2010-10-10T06:31:05.287-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='economia'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='politica interna'/><title type='text'>La contraddizione non risolta tra autonomia e “personalismi”</title><content type='html'>&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Il vero nodo resta quello tra economia e politica. La contraddizione non risolta tra autonomia e “personalismi”&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;L’articolo è stato pubblicato sul “Liberal” del 30 settembre 2010&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Le dimissioni al buio di Alessandro Profumo da AD di Unicredit sono oggetto di analisi da parte di economisti e di opinionisti di tutto il mondo. Il casus belli – quanto meno quello esplicito – è noto a tutti: il disaccordo sulla presenza dei libici nel comparto azionario del colosso bancario di Piazza Cordusio. A questo punto, coloro che hanno tentato di ricostruire la vicenda nei minimi particolari avanzano sospetti, individuano collegamenti politico-affaristi, disegnano scenari fantapolitici, fantafinanziari e comunque si adoperano nell’antica arte retroscenista, condita della migliore salsa al sapor di complotto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non che le ricostruzioni non ci interessino e che non presentino forti elementi di plausibilità, ma crediamo che si possa cogliere questa occasione per tentare una riflessione sui limiti e sui presupposti del mercato. In fondo, coloro che difendono la strategia di Profumo argomentano le loro ragioni sostenendo la superiorità del mercato rispetto agli interessi della politica; e, a maggior ragione, degli interessi di alcune roccaforti partitiche locali (vedi F. Giavazzi). D’altra parte, coloro che hanno denunciato i pericoli derivanti dalla strategia accentratrice perseguita da Profumo e dalla crescente presenza di fondi libici, non possono neppure essere liquidati sic et simpliciter come miopi profittatori di clientele locali; a conti fatti, il mercato è un intreccio di istituzioni che nascono dal basso, esso mal tollera soluzioni centralistiche, nonché l’inserimento di elementi che per ragioni di ordine politico e culturale si mostrano inesorabilmente ostili alla libertà e non conformi alla stessa struttura del mercato.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In definitiva, riteniamo che il mercato affinché possa svolgere la sua funzione di sistema ottimale delle risorse è necessario che riconosca alcuni limiti e presupposti. In questo caso, a partire dalla prospettiva dell’economia sociale di mercato che incontra la Dottrina sociale della Chiesa, la domanda che ci poniamo non è tanto se debba essere il mercato ovvero la politica ad orientare le scelte nel campo finanziario, invero – come ci ha ricordato Benedetto XVI – non spetterebbe né all’una né all’altra, in quanto tale compito spetterebbe all’etica. La domanda che ci poniamo è la seguente: quali istituzioni appaiono necessarie affinché il mercato possa continuare a svolgere il suo ruolo?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In altre parole, la presenza di un fondo sovrano (fuori dalla logica del mercato) libico (fuori dalla logica democratica e liberale) è conforme ai principi che stanno alla base del libero mercato ovvero lo minano alle fondamenta? Ed ancora, l’irritazione palese di alcuni ambienti politici del Nord è autenticamente giustificata sulla base del principio che le realtà locali detengono una quota naturale (stakeholder) nel novero degli interessi di un gruppo bancario come Unicredit? Ovvero si tratterebbe di un’indebita ingerenza della politica? In breve, tali domande evidenziano due ordini di problemi. In primo luogo, può il mercato sopravvivere in qualsiasi contesto etico, politico e culturale ovvero è funzione di determinate istituzioni che lo presuppongono e lo pongono in essere? Ed in secondo luogo, è corretto identificare il sistema partitico con la società civile ovvero si tratta di un processo attraverso il quale il centralismo del primo intende fagocitare il pluralismo della seconda? È nostra sommessa opinione che il mercato necessiti di istituzioni economiche, politiche e culturali che lo presuppongano e che la presenza di un fondo sovrano che non risponda alle logiche del mercato, per di più riferibile ad un’autorità politica dispotica come quella libica, rappresenti una grave minaccia al buon funzionamento del mercato. Così come la pretesa di rappresentare gli interessi locali non può essere appaltata in modo esclusivo ad alcun partito politico.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Le dimissioni di Profumo sono la dimostrazione di quanto gli operatori del sistema finanziario e del sistema politico nel nostro Paese siano preda di una pericolosa schizofrenia in forza della quale libertà, democrazia e partecipazione sono rivendicate in nome di un particolarismo settario e clientelare e, nel contempo, da altri, le ragioni del mercato vengono difese come elementi metafisici che si danno da sé e non come il prodotto di una complessa rete istituzionale i cui presupposti sono di ordine etico e cultuale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:78%;"&gt;Flavio Felice – Presidente Centro Studi Tocqueville-Acton e Adjunct Fellow Amercian Enterprise Institute&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;see u,&lt;br /&gt;Giangiacomo&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8744820345372214504-1969411136171714490?l=giangiacomosthinktank.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://giangiacomosthinktank.blogspot.com/feeds/1969411136171714490/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8744820345372214504&amp;postID=1969411136171714490' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8744820345372214504/posts/default/1969411136171714490'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8744820345372214504/posts/default/1969411136171714490'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://giangiacomosthinktank.blogspot.com/2010/10/la-contraddizione-non-risolta-tra.html' title='La contraddizione non risolta tra autonomia e “personalismi”'/><author><name>G.</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03096557084871773528</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8744820345372214504.post-4896316769846191514</id><published>2010-10-10T06:26:00.000-07:00</published><updated>2010-10-10T06:28:01.572-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='politica interna'/><title type='text'>Ripartire da Aldo Moro</title><content type='html'>&lt;em&gt;L’articolo è apparso su “Liberal” del 5 ottobre 2010&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Circa trentacinque anni fa, tra le elezioni amministrative del 1975 e quelle politiche del 1976, Aldo Moro comprese che erano ormai maturate le condizioni per il passaggio alla «terza fase». Essa doveva vedere lo sviluppo di nuove relazioni tanto tra sistema politico e società quanto tra attori politici. In sintesi: meno pervasività della politica nel primo caso, più competizione politica e meno centralismo nel secondo.&lt;br /&gt;Tutto ciò era possibile perché il Paese era cresciuto, del Paese era cresciuta la politica, ma anche l’economia e la cultura. I cattolici erano stati protagonisti tanto della prima dimensione quanto della seconda.&lt;br /&gt;Rispetto a trentacinque anni fa, completare quella transizione ci appare oggi compito non solo politico, ma anche politico, poiché la politica deve ad un tempo ritrarsi e riformarsi.&lt;br /&gt;Ciò che ostacola il formarsi di una nuova generazione di politici cattolici non è la scomparsa delle vecchie forme, ma il tardare dell’affermarsi di nuove forme, di forme nuove nella relazione tra politica e società, di forme nuove nella regolazione di una maggiore competizione politica, di forme nuove di organizzazione della partecipazione politica.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Senza alcuna pretesa di esaustività, da questa ultima affermazione possono essere enucleati quattro punti. Per un verso o per l’altro, mi pare che questi temi siano stati toccati in modo molto coraggioso da alcuni recenti interventi su questo giornale di Rocco Buttiglione, e che abbiano ricevuto attenzione da parte di De Rita, di Pezzotta, di Antiseri e del rettore Ornaghi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;1. In questi trentacinque anni le resistenze alla transizione hanno spesso avuto successo. Il debito pubblico sta lì a misurare (per difetto) il costo imposto al paese da chi ha ostacolato la transizione da una società “meno aperta” ad una società “più aperta”. Così ci troviamo oggi alle prese con la necessità di chiudere la transizione in pessime condizioni economiche e sociali, globali ma più e prima ancora locali.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;2. Per giocare davvero la partita politica della transizione occorre liberarsi non già della polarità destra/sinistra ma da una sua visione assiomatica. Né destra né sinistra sono bene o male in sé. Sturzo ebbe a destra il suo principale avversario (il fascismo), De Gasperi a sinistra (il comunismo): possiamo da ciò forse dedurre che Sturzo era di sinistra e De Gasperi di destra? Essi con coraggio e libertà ingaggiarono la battaglia che c’era da combattere e la combatterono. È così sempre, ovunque, per tutti i veri riformisti, per chi intende il centro non come il luogo delle rendite politiche pronte per qualsiasi trasformismo, ma come il luogo da cui gli elettori decidono di una competizione democratica.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;3. Dopo la fine della Dc il mondo cattolico italiano ha spesso confuso pluralismo politico e disattenzione alla insopprimibile dimensione organizzata della partecipazione politica. Che poi questo sia avvenuto nella forma della mera irrilevanza od in quella scaltra degli «indipendenti di …» è del tutto irrilevante. Non si fa politica se non attraverso organizzazioni politiche, se non attraverso partiti. La stagione del pluralismo ha semplicemente reso pubblico che mai la fede e la Chiesa possono essere racchiusi in un partito, anche se sarebbe utile ricordare sempre che la storia del pluralismo politico dei cattolici non nasce dopo la Dc, ma con la Dc e prima ancora con il Partito popolare che fecero della azione politica di cattolici qualcosa di diverso dalla per altro pienamente legittima politica estera vaticana: non c’è rilevanza politica senza organizzazione politica.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;4. Per comprendere la portata della dimensione politica della sfida in atto, completare la transizione, per i cattolici è fondamentale distinguere due istanze, entrambe legittime, ma diverse: la rappresentanza degli interessi ecclesiastici ed il raggio completo della sfida politica. Almeno da Sturzo, sappiamo che la seconda è cosa diversa e più ampia della prima. Con altrettanta chiarezza sappiamo che i cattolici hanno non la facoltà, ma il dovere di battersi perché anche dalla politica non manchi il contributo al bene comune. Un approccio identitario e rivendicazionista risulta del tutto inadeguato alla azione politica, tanto perché tende a minacciare il respiro e la libertà dell’azione della Chiesa quanto perché impedisce di cogliere tutta la legittima complessità del dovere politico rispetto al bene comune. Potremmo ben dire che, ai cattolici che accettano la sfida politica, la responsabilità per il bene comune impone davvero una vocazione maggioritaria. Essi non possono e non debbono limitare la loro azione a pochi temi, né la propria attenzione a pochi individui od a poche formazioni sociali. Questo si esprime anche in una visione dei rapporti politica/società (sussidiarietà verticale ed orizzontale), in una visione delle regole politiche (poteri limitati, responsabili, contendibili), in una giusta tensione a correre per vincere (agonismo della libertà). Nella paura per il bipolarismo, per tanti politici cattolici di lungo o breve corso si mescola la nostalgia per rendite indiviuali con un senso ingiustificato di insuperabile marginalità. Al contrario, in un paese ormai fatto solo di infinite minoranze quasi nessuno si candida a correre per la sfida politica vera, quella grande. In questo paese di frammenti forse dalla tradizione del cattolicesimo può nascere chi raccolga la sfida grande.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-size:78%;"&gt;Luca Diotallevi – Membro del Comitato scientifico del Centro Studi Tocqueville-Acton. Vice Presidente Comitato Scientifico delle Settimane Sociali&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;see u,&lt;br /&gt;Giangiacomo&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8744820345372214504-4896316769846191514?l=giangiacomosthinktank.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://giangiacomosthinktank.blogspot.com/feeds/4896316769846191514/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8744820345372214504&amp;postID=4896316769846191514' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8744820345372214504/posts/default/4896316769846191514'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8744820345372214504/posts/default/4896316769846191514'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://giangiacomosthinktank.blogspot.com/2010/10/ripartire-da-aldo-moro.html' title='Ripartire da Aldo Moro'/><author><name>G.</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03096557084871773528</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8744820345372214504.post-1185347258433214700</id><published>2010-08-25T08:05:00.000-07:00</published><updated>2010-08-25T08:09:24.623-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='persone'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='storia'/><title type='text'>Libro dell'estate</title><content type='html'>&lt;div align="left"&gt;&lt;strong&gt;Lettere a un amico ebreo&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Sergio Romano&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Edizioni Longanesi &amp;amp; C.&lt;br /&gt;&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="left"&gt;&lt;br /&gt;Un diplomatico di alta capacità, un uomo sempre poco schierato, che, dopo dialoghi con amici ebrei, delinea storicamente sionismo e il genocidio degli ebrei.&lt;br /&gt;E' un fatto storico, non una questione religiosa. E come tale deve essere ricordato, ma non può essere un masso enorme contro l'umanità e gli ebrei buoni dall'altra parte.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;see u,&lt;br /&gt;Giangiacomo&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8744820345372214504-1185347258433214700?l=giangiacomosthinktank.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://giangiacomosthinktank.blogspot.com/feeds/1185347258433214700/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8744820345372214504&amp;postID=1185347258433214700' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8744820345372214504/posts/default/1185347258433214700'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8744820345372214504/posts/default/1185347258433214700'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://giangiacomosthinktank.blogspot.com/2010/08/libro-dellestate.html' title='Libro dell&apos;estate'/><author><name>G.</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03096557084871773528</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8744820345372214504.post-946515270576961264</id><published>2010-06-16T13:41:00.001-07:00</published><updated>2010-06-16T13:41:54.861-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='lavoro; politica interna; economia; società'/><title type='text'>Donne vanno in pensione più tardi: è meglio per tutti (soprattutto per loro)</title><content type='html'>Tanto tuonò che piovve. Giovedì, la Commissione Ue ha trasmesso al Governo una nuova lettera di messa in mora sull’antica e sempre attuale questione delle pensioni di vecchiaia nel pubblico impiego (quelle pagate dall’Inpdap).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La riforma 2009 sull’età pensionabile delle donne del pubblico impiego – ammonisce l’Ue – non costituisce «esecuzione completa e adeguata della sentenza della corte di giustizia europea» (causa C-46/07), perché durante il periodo di transizione, da 60 (2009) a 65 anni (dal 2018) per equipararla a quella degli uomini, persiste il trattamento discriminatorio (penalizzati gli uomini). Cosa succederà adesso? La via obbligata sembra quella dell’accelerazione del processo d’innalzamento del requisito d’età di pensionamento alle donne (informalmente, pare che la Commissione sia d’accordo ad aspettare al massimo il 2012).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Un punto sul quale ha messo le mani avanti il ministro del lavoro, Maurizio Sacconi, spiegando che prima intende «discutere, perché è giusto dare alle donne il tempo di organizzare il proprio percorso di vita». Qualcosa di più si saprà lunedì prossimo, quando incontrerà il commissario Vivian Reding a cui chiederà «una preventiva consultazione di tutte le parti sociali».&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il ministro della funzione pubblica, Renato Brunetta, ha evidenziato come «si sapesse già che la nostra risposta non era stata considerata sufficiente» e non ha escluso, invece, interventi rapidi: «abbiamo il veicolo della manovra e vedremo come rispondere alla commissione e alla corte di giustizia Ue». Ha rassicurato tuttavia che «il governo risponderà in maniera collegiale» riservandosi prima di leggere le motivazioni.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Se è vero che l’esperienza insegna, questa lunga storia sul pensionamento delle donne del pubblico impiego è una lezione spicciola ma efficace: le “iniziative” di riforma non portano da nessuna parte. Cinque anni di discussioni tra Ue e Governi italiani per risvegliarci stamattina di nuovo al punto di partenza. Anzi, in una situazione peggiore perché la Commissione adesso ha fatto la voce grossa e, senza mezzi termini, ha chiesto l’eliminazione della differenza di trattamento. Ciò che occorre(va) è un “progetto” di riforma, non interventi “spot” come è stato l’anno scorso e come in un primo momento era previsto anche nella manovra correttiva appena entrata in vigore. Perché è soltanto con un “progetto” di riforma che si può evitare «di concedere alle persone della categoria sfavorita (gli uomini, ndr) gli stessi vantaggi di cui fruiscono le persone della categoria privilegiata (le donne, ndr)» – cioè abbassare l’età di pensionamento agli uomini o calcolare le pensioni agli uomini in considerazione della stessa età pensionabile delle donne (gli anni in più saranno risarciti?), come è sottolineato nella nuova lettera di contestazione della Commissione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La questione è relativa alla pensione di vecchiaia del solo settore pubblico, nonostante lo stesso regime pensionistico viga pure nel settore privato ritenuto però legittimo. Ma perché la differenza? Perché c’è una differenza nella “natura” delle due pensioni: quella pubblica è “retributiva”; quella privata “assicurativa” (tipica cioè del sistema previdenziale). Con quella natura, la pensione erogata dall’Inpdap rientra pienamente nel campo di applicazione dell’articolo 141 del trattato Ue, in base al quale ciascuno Stato membro è tenuto ad assicurare la parità di retribuzione, tra lavoratori di sesso maschile e quelli di sesso femminile, per uno stesso lavoro o per lavori di pari valore.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nel 2005, la Commissione rileva che in Italia tale parità non è garantita nel settore pubblico (Inpdap) dalla presenza di diverse età di accesso alla pensione nel settore pubblico (60 anni le donne e 65 gli uomini). Per questo il 13 novembre 2008 arriva la condanna ufficiale della corte di giustizia. La Commissione chiede chiarimenti il 23 dicembre dello stesso anno e il 26 giugno 2009 invia la prima lettera di costituzione in mora. Il Governo risponde il 7 luglio 2009 spiegando di avere elevato l’età di pensione alle donne con una legge che introduce gradualmente, fino al 2018, l’innalzamento a 65 anni come prevista per gli uomini.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per la Commissione la soluzione è inadeguata: durante il periodo transitorio continua a persistere il trattamento discriminatorio. Il Governo già sapeva. Sarà forse anche per questo se, nella manovra correttiva di questi giorni, ha fatto capolino una norma di accelerazione (un anno ogni 18 mesi, in luogo di due anni come previsto oggi) dell’equiparazione a 65 anni (dal 2018 al 2016), che poi però non è entrata nel testo finale di legge. A marzo scorso, infatti, il Governo viene informato che l’Ue è orientata a non archiviare la procedura d’infrazione, sulla base del fatto che l’intervento legislativo del 2009, pur se apprezzato perché avente effetti migliori rispetto a quelli delle misure prese da altri paesi coinvolti nello stesso contenzioso (Francia e Grecia), lascia tuttavia persistere la disparità di trattamento. E viene avvertito che, per questa ragione, l’Ue invierà una nuova lettera di messa in mora complementare (quella arrivata giovedì), ultimo stadio della procedura d’infrazione prima del deferimento alla corte di giustizia per la richiesta di sanzioni pecuniarie. Adesso che la lettera è arrivata, rincuora sapere che la Commissione nulla ha contestato sulla rimozione retroattiva della discriminazione, aspetto che in un primo momento pure era stato preso in considerazione. Rincuora perché, se fosse stato contestato, adesso c’era da ragionare sugli effetti retroattivi a risalire dal mese di maggio del 1990.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La nuova contestazione non riguarda il principio di gradualità, o per lo meno non esso in via esclusiva. La questione è una: la discriminazione deve essere eliminata. Ed eccoci di nuovo al punto di partenza.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E qui, cinque anni (il tempo in cui la querelle va avanti), è un periodo sufficientemente lungo per permettersi di ipotizzare e mettere in atto un “progetto” di riforma, cosa che adesso il Governo dovrà mettere giù in un paio di mesi (guarda caso, è lo stesso tempo a disposizione per la conversione in legge della manovra correttiva).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La Commissione Ue ha fornito all’Italia l’indirizzo giurisprudenziale esistente in materia, quasi ad avvertire sul come muoversi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La Corte Ue ha già detto, per esempio, che «(…) una volta che una discriminazione in materia di retribuzione sia stata accertata dalla Corte, e fintantoché non siano state adottate dal regime misure che ripristinano la parità di trattamento, l'osservanza dell'art. 119 può essere garantita solo concedendo alle persone della categoria sfavorita gli stessi vantaggi di cui fruiscono le persone della categoria privilegiata». E anche che «(…) qualora, dopo aver constatato una discriminazione, un datore di lavoro ripristini la parità per il futuro, riducendo i vantaggi della categoria privilegiata, la parità da conseguire non può essere soggetta a condizioni di gradualità, che si risolverebbero, anche se solo temporaneamente, in una conservazione della discriminazione». Ed infine che «(…) l'elevazione dell'età pensionabile delle donne al livello di quella degli uomini, decisa da un datore di lavoro per eliminare una discriminazione in materia di pensioni aziendali, per quel che riguarda le prestazioni dovute per periodi lavorativi futuri, non può essere accompagnata da provvedimenti, sia pure transitori, destinati a limitare le conseguenze sfavorevoli che tale elevazione può avere per le donne».&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Come dire: a buon intenditore poche parole. Con questi avvertimenti, in conclusione, è il caso di correre ai ripari della rapida equiparazione dell’età pensionabile: 65 anni, alle donne, già dal prossimo anno. Le donne capiranno; e poi, è risaputo, il settore del lavoro pubblico è un ottimo ammortizzatore sociale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;see u,&lt;br /&gt;Giangiacomo&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8744820345372214504-946515270576961264?l=giangiacomosthinktank.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://giangiacomosthinktank.blogspot.com/feeds/946515270576961264/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8744820345372214504&amp;postID=946515270576961264' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8744820345372214504/posts/default/946515270576961264'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8744820345372214504/posts/default/946515270576961264'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://giangiacomosthinktank.blogspot.com/2010/06/donne-vanno-in-pensione-piu-tardi-e.html' title='Donne vanno in pensione più tardi: è meglio per tutti (soprattutto per loro)'/><author><name>G.</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03096557084871773528</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8744820345372214504.post-1605883608474197457</id><published>2010-06-16T13:36:00.000-07:00</published><updated>2010-06-16T13:37:02.991-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='religione; società'/><title type='text'>Stato e mercato, tandem virtuoso</title><content type='html'>(L’articolo è stato pubblicato dal quotidiano “Avvenire”  del 16 giugno 2010)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dario Antiseri&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;«Come è possibile che un ignorante come Hitler possa governare la Germania?», chiedeva esterrefatto Karl Jaspers a Martin Heidegger nel corso del loro ultimo incontro nel giugno del 1933. E Heidegger rispose: «La cultura è del tutto indifferente […] Basta guardare le sue meravigliose mani!». Qualche mese dopo, il 3 novembre dello stesso anno, in occasione del referendum popolare per l’uscita della Germania dalla Società delle Nazioni, Heidegger – rettore dell’Università di Friburgo – concludeva il suo Appello agli studenti tedeschi con queste parole: «Non teoremi e 'idee' siano le regole del vostro essere. Il Führer stesso, e solo lui, è la realtà tedesca dell’oggi e del domani, e la sua legge». Tredici anni più tardi, il 23 luglio del 1945, nella Friburgo occupata, Heidegger è chiamato a rispondere per la prima volta davanti alla Commissione di epurazione istituita dall’Autorità militare francese. E in questa Commissione l’impegno maggiore nell’accusa contro Heidegger venne sostenuto da pensatori come Constantin von Dietze, Walter Eucken, Adolf Lampe e Franz Böhm – rappresentanti di quell’economia sociale di mercato, che è stata a fondamento della rinascita della Germania e di cui oggi, da più parti, sempre più si scorge la portata etica, la validità teorica e la praticabilità politica. E proprio sulla genesi, sui principi e sull’eredità dell’economia sociale di mercato verte la serie di saggi inclusi nel volume Il liberalismo delle regole, appena edito da Rubbettino e arricchito da due preziose introduzioni dei due curatori, Francesco Forte e Flavio Felice. Delineano l’opera dei fondatori e gli sviluppi della tradizione friburghese dagli anni Trenta ai nostri giorni le istruttive pagine di Nils Goldschmidt e Michael Wohlgemuth. E ben scelti sono gli scritti teorici di Walter Eucken, Adolf Lampe, Constantin von Dietze e Wilhelm Röpke, come anche il saggio di Alfred Müller-Armack sulla politica economica realizzata, in base ai principi dell’economia sociale di mercato, da Ludwig Erhard. Il volume, che si chiude con una lunga recensione di Luigi Einaudi sul libro Civitas humana di Röpke, si apre con l’importante Manifesto dell’ordoliberalismo (1936) dal titolo Il nostro compito – scritto in collaborazione da Böhm, Eucken e Grossmann-Dörth. L’idea centrale sostenuta dai friburghesi è che il sistema economico deve funzionare in conformità con una 'costituzione economica' posta in essere dallo Stato. Scrive Eucken: «Il problema dell’economia non si risolve da se stesso, semplicemente lasciando che il sistema economico si sviluppi spontaneamente […]. Il sistema economico deve essere pensato e deliberatamente costruito». Pensato e costruito nel senso di uno 'Stato forte' in grado di contrastare l’assalto contro il funzionamento del mercato da parte dei monopoli e dei cacciatori di rendite. Lo Stato, pertanto, viene ad assumere il compito di 'guardiano' dell’ordine concorrenziale che è un ordine costituzionale, «frutto di scelte tese a garantire al medesimo tempo il buon funzionamento del mercato e condizioni di vita decenti e umane». Dunque: uno 'Stato forte' che si situa all’opposto dello 'Stato totale'; un ordine economico costituzionale che è agli antipodi dell’ordine economico programmatico, cioè collettivistico.&lt;br /&gt;La realtà è che statizzare l’uomo credendo di umanizzare lo Stato è un errore fatale. E se Viktor Vanberg – l’attuale direttore dell’Istituto Eucken – avvicina la tradizione di ricerca della Scuola di Friburgo al programma della Public Choice di James Buchanan, Flavio Felice fa notare come i tratti di fondo dell’economia sociale di mercato – soprattutto, ma non solo, con l’insistenza sul principio di sussidiarietà – rispondono alle istanze più classiche della Dottrina sociale della Chiesa. In effetti, «il liberalismo non è nella sua essenza un abbandono del Cristianesimo, bensì è il suo legittimo figlio spirituale». E ciò per la ragione che, «contrariamente alla concezione sociale dell’antichità pagana, il Cristianesimo pone al centro il singolo individuo […] Davanti allo Stato c’è ora la persona umana e sopra lo Stato il Dio universale, il suo amore e la sua giustizia».&lt;br /&gt;Questo scrive Röpke, che, conseguentemente, si trova d’accordo con Guglielmo Ferrero allorché costui afferma che «l’azione rivoluzionaria del Cristianesimo fu di frantumare l’'esprit pharaonique de l’État'». Röpke, annota Francesco Forte, «aveva ricavato il principio di sussidiarietà dalla dottrina cattolica»; e aggiunge che questo principio, «che sfocia nell’intervento conforme al mercato», lega in modo strettissimo la teoria di Röpke a quella di Eucken, il quale nei suoi Grundsätze der irtschaftspolitik (Principi di politica economica) fa pure lui esplicito riferimento alla Rerum novarum di Leone XIII e alla Quadragesimo anno di Pio XI.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;see u,&lt;br /&gt;Giangiacomo&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8744820345372214504-1605883608474197457?l=giangiacomosthinktank.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://giangiacomosthinktank.blogspot.com/feeds/1605883608474197457/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8744820345372214504&amp;postID=1605883608474197457' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8744820345372214504/posts/default/1605883608474197457'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8744820345372214504/posts/default/1605883608474197457'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://giangiacomosthinktank.blogspot.com/2010/06/stato-e-mercato-tandem-virtuoso.html' title='Stato e mercato, tandem virtuoso'/><author><name>G.</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03096557084871773528</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8744820345372214504.post-4672997376401659511</id><published>2010-05-28T22:57:00.000-07:00</published><updated>2010-05-28T22:58:17.092-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='politica estera'/><title type='text'>Libero mercato: Crisi Grecia 2010</title><content type='html'>Sprechi pubblici, assunzioni di Stato, conti in dissesto: questo è il welfare state che la Grecia ha realizzato con la demagogia del Partito Socialista al governo. Ovviamente si dà la colpa al libero mercato e si pretende che l’Unione Europea intervenga con gli aiuti (di chi, invece, lavora). Negare questi sussidi è insensibilità al bene comune, come in troppi ripetono, o evitare di far pagare a tutti le colpe dei responsabili?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;see u,&lt;br /&gt;Giangiacomo&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8744820345372214504-4672997376401659511?l=giangiacomosthinktank.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://giangiacomosthinktank.blogspot.com/feeds/4672997376401659511/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8744820345372214504&amp;postID=4672997376401659511' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8744820345372214504/posts/default/4672997376401659511'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8744820345372214504/posts/default/4672997376401659511'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://giangiacomosthinktank.blogspot.com/2010/05/libero-mercato-crisi-grecia-2010.html' title='Libero mercato: Crisi Grecia 2010'/><author><name>G.</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03096557084871773528</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8744820345372214504.post-2079271593066133921</id><published>2010-05-16T06:05:00.000-07:00</published><updated>2010-05-16T06:06:42.050-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='religione'/><title type='text'>Modernità e tradizione</title><content type='html'>Modernità e tradizione. Una grande lezione di Benedetto XVI dal Portogallo&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;di Massimo Introvigne&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Mentre – in modo peraltro comprensibile – l’attenzione sul viaggio del Papa in Portogallo si concentra sull’interpretazione del messaggio di Fatima e sulle sue relazioni con la crisi nella Chiesa che nasce dagli episodi dei preti pedofili, per molti rischia di andare perduta la straordinaria lezione della modernità impartita da Benedetto XVI nel Paese iberico, che ci riporta al cuore stesso del magistero di Papa Ratzinger. Nel discorso del 2006 a Ratisbona e nell’enciclica Spe salvi del 2007 il Pontefice aveva già proposto un giudizio sui momenti centrali della modernità: Lutero, l’illuminismo, le ideologie del XX secolo. In ciascuno di questi momenti aveva distinto un aspetto esigenziale dove c’è qualche cosa di condivisibile – la reazione al razionalismo rinascimentale per Lutero, la critica del fideismo e la rivalutazione della ragione nell’illuminismo, il desiderio di affrontare i problemi e le ingiustizie causate dalle trascrizioni sociali e politiche dell’illuminismo per le ideologie novecentesche – e un esito finale catastrofico dove, ogni volta, si butta via il bambino con l’acqua sporca e si propongono rimedi peggiori dei mali che si dichiara di voler curare. Così Lutero insieme al razionalismo butta via la ragione, smantellando la sintesi di fede e di ragione che aveva dato vita alla cristianità medievale; l’illuminismo per rivalutare la ragione la separa radicalmente dalla fede, diventa laicismo e finisce per compromettere l’integrità stessa di quella ragione che voleva salvare; le ideologie del Novecento criticando l’idea astratta di libertà dell’illuminismo finisco per mettere in discussione l’essenza stessa della libertà, trasformandosi in macchine sanguinarie di tirannia e di oppressione. Nella modernità dunque a esigenze o istanze dove non tutto è sbagliato corrispondono esiti o risposte che partono da gravi errori e si risolvono in drammatici orrori.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il tema ha anche una sua attualità all’interno della Chiesa, dove il magistero di Benedetto XVI si è concentrato sulla corretta interpretazione del Concilio Ecumenico Vaticano II. Si dice, senza sbagliare, che il Concilio si fece carico della modernità. Ma questo significa che il Concilio accolse le istanze del moderno oppure che condivise anche le risposte dell’ideologia della modernità a queste istanze? Nel primo caso il Concilio può essere letto alla luce della Tradizione della Chiesa, che – dal Concilio di Trento, il quale si confrontò con le domande poste da Lutero dando però risposte totalmente diverse, fino a Leone XIII, di cui ricorre quest’anno il secondo centenario della nascita, di fronte alle ideologie nascenti – ha sempre accolto le istanze proposte dalla storia trovando nel suo patrimonio gli elementi per farvi fronte. Nel secondo caso il Vaticano II sarebbe invece un’innovazione radicale, un cedimento della Chiesa all’ideologia della modernità, una rivolta contro la Tradizione da leggere secondo quella che Benedetto XVI chiama “ermeneutica della discontinuità e della rottura” rispetto a tutto quanto è venuto prima.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In Portogallo il Papa torna su questi temi: e il discorso del 12 maggio a Lisbona rivolto al mondo della cultura è destinato a prendere posto fra i discorsi principali del suo pontificato. Qui, come di consueto, il punto di partenza è il Vaticano II, “nel quale la Chiesa, partendo da una rinnovata consapevolezza della tradizione cattolica, prende sul serio e discerne, trasfigura e supera le critiche che sono alla base delle forze che hanno caratterizzato la modernità, ossia la Riforma e l’Illuminismo. Così da sé stessa la Chiesa accoglieva e ricreava il meglio delle istanze della modernità, da un lato superandole e, dall’altro evitando i suoi errori e vicoli senza uscita”. Benedetto XVI invita dunque a distinguere nella modernità le domande in parte giuste e le risposte sbagliate, i veri problemi e le false soluzioni, le “istanze”, di cui la Chiesa si è fatta carico nella loro parte migliore – ma “superandole” –, e gli “errori e vicoli senza uscita” in cui la linea prevalente della modernità ha fatto precipitare queste istanze, ultimamente travolgendo e negando quanto nel loro originario momento esigenziale potevano avere di ragionevole e di condivisibile.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per il Papa la modernità come plesso di esigenze può e deve essere presa sul serio e diventare oggetto di discernimento. La modernità come ideologia dev’essere invece oggetto di una rigorosa critica. Questa ideologia comporta il rifiuto della tradizione – quella con la “t” minuscola, come patrimonio culturale trasmesso dalle generazioni passate, e quella con la “T” maiuscola come verità conservata e veicolata dalla Chiesa – e l’idolatria del presente. In Portogallo il Papa denuncia un’ideologia che “assolutizza il presente, staccandolo dal patrimonio culturale del passato” e quindi fatalmente finisce per presentarsi “senza l’intenzione di delineare un futuro”. Considerare il presente la sola “fonte ispiratrice del senso della vita” porta a svalutare e attaccare la tradizione, che in Portogallo – e non solo – “ha dato origine a ciò che possiamo chiamare una ‘sapienza’, cioè, un senso della vita e della storia di cui facevano parte un universo etico e un ‘ideale’ da adempiere”, strettamente legati all’idea di verità e all’identificazione di questa verità con Gesù Cristo. Dunque “si rivela drammatico il tentativo di trovare la verità al di fuori di Gesù Cristo”. Il “‘conflitto’ fra la tradizione e il presente si esprime nella crisi della verità, ma unicamente questa può orientare e tracciare il sentiero di una esistenza riuscita”. In questo conflitto la Chiesa non ha dubbi su da che parte stare. “La Chiesa appare come la grande paladina di una sana ed alta tradizione”: parole di Benedetto XVI che richiamano – certo con uno stile e un linguaggio diverso – quelle del suo predecessore san Pio X nella lettera apostolica del 1910 Notre charge apostolique secondo cui “i veri operai della restaurazione sociale, i veri amici del popolo non sono né rivoluzionari, né innovatori, ma tradizionalisti”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La difesa della verità contro il culto relativistico e anti-tradizionale del presente è una missione “per la Chiesa irrinunciabile”, ripete Benedetto XVI. “Infatti il popolo, che smette di sapere quale sia la propria verità, finisce perduto nei labirinti del tempo e della storia”. Chi rinuncia alla tradizione e taglia il suo legame con il passato in nome di un culto modernistico del presente si priva al tempo stesso di ogni vera possibilità di “delineare un futuro”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;see u,&lt;br /&gt;Giangiacomo&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8744820345372214504-2079271593066133921?l=giangiacomosthinktank.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://giangiacomosthinktank.blogspot.com/feeds/2079271593066133921/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8744820345372214504&amp;postID=2079271593066133921' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8744820345372214504/posts/default/2079271593066133921'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8744820345372214504/posts/default/2079271593066133921'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://giangiacomosthinktank.blogspot.com/2010/05/modernita-e-tradizione.html' title='Modernità e tradizione'/><author><name>G.</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03096557084871773528</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8744820345372214504.post-334103582021695842</id><published>2010-04-24T12:49:00.000-07:00</published><updated>2010-04-24T12:50:25.681-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='lavoro'/><title type='text'>Bonus, e il merito è premiato</title><content type='html'>Legare la retribuzione ai risultati aumenta la soddisfazione nei dipendenti&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Produttività e meritocrazia sono facce della stessa medaglia. I manager del settore privato lo hanno capito molto tempo prima di politici e amministratori pubblici. Il dipendente aziendale che rende più del suo vicino di scrivania deve essere premiato. Oramai appare fin troppo chiaro che il livellamento generale tra tutti i collaboratori non porta da nessuna parte: non dà alcun valore aggiunto al sistema-impresa, non sprona al miglioramento perché non tende verso traguardi ambiziosi, e soprattutto è causa principale della grave stagnazione sui luoghi di lavoro.&lt;br /&gt;Prima di ogni cosa, comunque, andrebbe precisato che cosa deve intendersi per premio di produttività e quando è opportuno che tale ‘riconoscimento’ venga corrisposto, almeno in via astratta. Non va dimenticato, infatti, che ogni caso è a sé e che le aziende, in fondo, sono un po’ come dei microcosmi, ciascuna dotata di sue particolari regole. Una definizione da manuale inizierebbe col dire che si tratta per lo più di benefits monetari, intascati dal dipendente al momento del raggiungimento di un certo obiettivo economico (fermo restando che ne esistono anche di non monetari). La cosa può sollevare alcune obiezioni. Va infatti detto che non si può giustificare il riconoscimento economico secondo l’assunto che il lavoratore ha svolto bene il proprio lavoro. Si dà per scontato che una persona assunta da un’azienda debba essere in grado di svolgere al meglio il compito che le è stato affidato, altrimenti perché tenerla? E’ evidente, allora, che l’assegnazione del bonus va a premiare dei risultati che, in qualche modo, sono andati oltre le normali aspettative. Tali riconoscimenti sono senz’altro motivo di orgoglio per chi li riceve.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I risvolti negativi&lt;br /&gt;Ma cosa succede a chi ne è rimasto escluso? Quali le dinamiche all’interno del gruppo di lavoro? Se l’incremento reddituale è poca cosa, allora si può immaginare che quello stesso lavoratore possa non sentirsi affatto incoraggiato dall’assegnazione del premio. Se invece il premio è consistente, sono ipotizzabili forme di attrito tra i membri di uno stesso team di lavoro. Lo stato psicologico con cui un lavoratore affronta questo genere di situazioni è molto importante. Quando lo strumento del bonus, infatti, viene percepito dal lavoratore come una minaccia, o nel minore dei casi semplicemente come un esame, è evidente che l’obiettivo della sana competizione viene vanificato, col risultato di provocare delle vere e proprie ansie da prestazione. Il senso di frustrazione è destinato ad aumentare nel caso in cui si decida di stilare addirittura una classifica per rendere visibile il posizionamento di ciascun dipendente sulla base delle sue performance. La sensibilità di chi guida il team, in questi momenti, è fondamentale. Il pericolo può essere quello di far perdere affiatamento alla squadra. Il clima sereno, cordiale, collaborativo che sempre deve essere presente in azienda, potrebbe lasciare il posto ad invidia, pessimismo e scarsa autostima.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In generale, comunque, gli effetti positivi derivanti dall’assegnazione dei bonus superano di gran lunga gli “effetti collaterali”. Si pensi soltanto a quanti talenti potranno emergere, a quante preziose risorse si potranno incanalare nelle attività di ogni giorno. E ancora a quanti sforzi, attitudini, originalità vedranno finalmente la luce. E questo solo perché al dipendente è stata data certezza che il suo impegno non sarà vano ma riconosciuto e gratificato, non solo a parole.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I premi di produttività&lt;br /&gt;Appurato dunque che il meccanismo incentivante delle imprese (oltre che di riconoscimento del merito) si fonda sull’assegnazione dei cosiddetti premi di produttività, occorre precisare che gli specialisti di settore (economisti ma anche gestori e valutatori delle risorse umane) sono soliti fare delle distinzioni. Ci si imbatte così in tutta una terminologia di difficile comprensione per i non addetti ai lavori: Profit Sharing, Gain Sharing, cottimo, una tantum, ecc. L’obiettivo, in questi casi, è duplice: si punta ad ottimizzare i livelli di prestazione e ad assicurarsi contemporaneamente la fidelizzazione del dipendente all’azienda. Va considerato, tuttavia, che rispetto ai bonus individuali, il rischio qui è di premiare anche chi all’interno del team di lavoro si è reso meno efficiente rispetto al collega. Nel gruppo è più facile ‘nascondersi’.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;see u,&lt;br /&gt;Giangiacomo&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8744820345372214504-334103582021695842?l=giangiacomosthinktank.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://giangiacomosthinktank.blogspot.com/feeds/334103582021695842/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8744820345372214504&amp;postID=334103582021695842' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8744820345372214504/posts/default/334103582021695842'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8744820345372214504/posts/default/334103582021695842'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://giangiacomosthinktank.blogspot.com/2010/04/bonus-e-il-merito-e-premiato.html' title='Bonus, e il merito è premiato'/><author><name>G.</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03096557084871773528</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8744820345372214504.post-9197822474459227798</id><published>2010-04-03T08:45:00.000-07:00</published><updated>2010-04-12T13:16:39.030-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='formazione'/><title type='text'>Programmi estivi Phoenix Institute</title><content type='html'>carissimi lettori,&lt;br /&gt;Vi prego di dedicare 2 minuti a questa mia comunicazione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Vi segnalo i corsi estivi che si svolgeranno a Notre Dame e a Vienna, organizzati dal Phoenix Institute.&lt;br /&gt;Il Phoenix Institute è un'accademia internazionale che intende formare giovani da tutte le parti del mondo sulla base dei principi di leadership, education, friendship.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ho amici che hanno fatto questa esperienza per diverse estati e mi assicurano che è una esperienza autentica, sotto molti punti di vista.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nel link che vi riporto la brochure completa di tutte le informazioni e la descrizione dei corsi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.thephoenixinstitute.org/seminars/reports/Phoenix_Institute_2010.pdf"&gt;http://www.thephoenixinstitute.org/seminars/reports/Phoenix_Institute_2010.pdf&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Rimango a disposizione per ulteriori informazioni.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;see u,&lt;br /&gt;Giangiacomo&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8744820345372214504-9197822474459227798?l=giangiacomosthinktank.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://giangiacomosthinktank.blogspot.com/feeds/9197822474459227798/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8744820345372214504&amp;postID=9197822474459227798' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8744820345372214504/posts/default/9197822474459227798'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8744820345372214504/posts/default/9197822474459227798'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://giangiacomosthinktank.blogspot.com/2010/04/programmi-estivi-phoenix-institute.html' title='Programmi estivi Phoenix Institute'/><author><name>G.</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03096557084871773528</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8744820345372214504.post-3926160698627927524</id><published>2010-03-27T11:40:00.000-07:00</published><updated>2010-03-27T11:42:57.315-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='politica interna'/><title type='text'>Mi fido di Cota, non della Bresso nè dell'Udc!</title><content type='html'>CI FIDIAMO DI COTA, NON DELL’UDC&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Rafforzati da un contatto quotidiano con i candidati e con i piemontesi che hanno seguito con passione la campagna “Alleanza per Cota” di Alleanza Cattolica, ribadiamo con ancora maggiore convinzione l’invito ai cattolici a votare Roberto Cota:&lt;br /&gt;– perché sui valori non negoziabili della vita, della famiglia, della scuola il suo programma è in sintonia con quanto ci sta a cuore come cattolici, mentre la Bresso è per la banalizzazione dell'aborto, per il matrimonio omosessuale, per tagliare i sostegni alle scuole non statali;&lt;br /&gt;– perché il programma di Cota sull'immigrazione è moderato e ragionevole, mentre il Piano Bresso sugli immigrati non protegge dai clandestini, non tutela i piemontesi e prende dalle tasche dei contribuenti quattro milioni di euro all’anno per ambigui carrozzoni regionali;&lt;br /&gt;– perché Cota ha costantemente dimostrato il suo sostegno ai valori non negoziabili in Regione, in Parlamento e in campagna elettorale, mentre la Bresso ancora nelle ultime settimane ha firmato per la vendita in farmacia della pillola del giorno dopo senza ricetta e si è dichiarata “assolutamente d’accordo” con il matrimonio fra due lesbiche “celebrato” a Torino dal sindaco Chiamparino.&lt;br /&gt;Alcuni ci chiedono che cosa pensiamo della posizione dell’UDC.&lt;br /&gt;Per quanto nell'UDC ci siano certamente brave persone, pensiamo come cattolici di non potere in alcun modo sostenere l’UDC:&lt;br /&gt;– perché chi fa la croce sull’UDC vota automaticamente il listino della Bresso, che comprende personaggi come Vincenzo Chieppa, segretario dei Comunisti Italiani che inneggia a Cuba e alla Corea del Nord, offre assistenza a chi stacca i crocefissi dalle aule scolastiche e sul suo sito offende il Papa e la Chiesa;&lt;br /&gt;– perché chi fa la croce sull’UDC vota automaticamente la Bresso, le cui posizioni in materia di aborto, eutanasia, unioni omosessuali sono inaccettabili e sono al centro del suo programma;&lt;br /&gt;– perché chi fa la croce sull’UDC sostiene una dirigenza dell’UDC che in Piemonte diffama il cattolico Cota accusandolo in modo assurdo di essere un adepto di “riti celtici del dio Po” e presentando in modo distorto le posizioni di Cota sull’immigrazione, che sono invece rispettose sia dei veri diritti degli immigrati regolari sia dell’identità cristiana delle nostre terre.&lt;br /&gt;Questa dirigenza afferma che la Bresso ha sottoscritto con l’UDC un impegno a difendere “la vita e la salute”, ma non spiega che per la Bresso quella dell’embrione o dei disabili come Eluana Englaro non è vita, e che la salute per lei comprende l’aborto. Racconta pure che grazie all’UDC la Bresso ha escluso dalla sua coalizione Rifondazione Comunista e Comunisti Italiani, che invece gli elettori troveranno regolarmente sulla scheda tra le liste coalizzate con la Bresso con tanto di falce e martello, in strana compagnia con lo scudo crociato dell’UDC, e del resto insieme anche alla lista Bonino-Pannella. L’invito dunque non cambia: resistendo alle sirene dell’astensione, del voto alle “brave persone” che ignora i principi e i programmi, e ai falsi “patti” con la Bresso che hanno il solo scopo di creare confusione, per la vita, per la famiglia, per la libertà di educazione, per una politica realistica dell’immigrazione votiamo Roberto Cota.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Torino, 18 marzo 2009&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Alleanza Cattolica&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8744820345372214504-3926160698627927524?l=giangiacomosthinktank.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://giangiacomosthinktank.blogspot.com/feeds/3926160698627927524/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8744820345372214504&amp;postID=3926160698627927524' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8744820345372214504/posts/default/3926160698627927524'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8744820345372214504/posts/default/3926160698627927524'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://giangiacomosthinktank.blogspot.com/2010/03/mi-fido-di-cota-non-della-bresso-ne.html' title='Mi fido di Cota, non della Bresso nè dell&apos;Udc!'/><author><name>G.</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03096557084871773528</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8744820345372214504.post-6072846667528415838</id><published>2010-03-10T14:32:00.000-08:00</published><updated>2010-03-10T14:33:53.747-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='politica interna'/><title type='text'>Voto (vota!) Gianluca Vignale</title><content type='html'>Io voto Gianluca Vignale&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.vignale.net/"&gt;www.vignale.net&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;see u,&lt;br /&gt;Giangiacomo&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8744820345372214504-6072846667528415838?l=giangiacomosthinktank.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://giangiacomosthinktank.blogspot.com/feeds/6072846667528415838/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8744820345372214504&amp;postID=6072846667528415838' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8744820345372214504/posts/default/6072846667528415838'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8744820345372214504/posts/default/6072846667528415838'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://giangiacomosthinktank.blogspot.com/2010/03/voto-vota-gianluca-vignale.html' title='Voto (vota!) Gianluca Vignale'/><author><name>G.</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03096557084871773528</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8744820345372214504.post-4605786423166035940</id><published>2010-01-09T05:27:00.000-08:00</published><updated>2010-01-09T05:30:59.687-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='politica interna; religione'/><title type='text'>Piemonte: i cattolici non salgono in Mercedes</title><content type='html'>&lt;div align="left"&gt;&lt;em&gt;Piemonte: i cattolici non salgono in Mercedes&lt;br /&gt;La Bresso: una vita per la Rivoluzione&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;di Massimo Introvigne&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Nota: Una versione lievemente diversa di questo articolo appare su "Libero" del l'8 gennaio. Raccomando la lettura anche per chi non è piemontese: l'attuale presidentessa della Regione Piemonte, candidata alla riconferma, offre il raro esempio di una vita tutta consacrata al servizio di quel processo di negazione teorica e pratica delle verità naturali e cristiane che la scuola cattolica contro-rivoluzionaria chiama Rivoluzione. Da questo punto di vista, l'esempio è da manuale e il rilievo del personaggio è nazionale. &lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="left"&gt;&lt;br /&gt;“Non sono interessata a partecipare a questa corsa per accreditarsi verso il mondo cattolico. Non sono credente e non ho cambiato idea. Se mai decidessi di convertirmi, ma lo escludo, non abbraccerei certo la religione cattolica. Diventerei valdese, Perché i Valdesi hanno il senso della differenza tra fede e morale religiosa e il ruolo dello Stato. Fede e morale religiosa sono un fatto privato”. Sono affermazioni di Mercedes Bresso, candidata alla riconferma alla presidenza della Regione Piemonte, in una famosa intervista a La Stampa del 30 settembre 2005. “Ero seria, non era una provocazione”, ha confermato la Bresso – con riferimento alla battuta sui Valdesi – confessandosi al Corriere della Sera del 24 febbraio 2009.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L’anticlericalismo della “zarina”, come la chiamano a Torino per il piglio autoritario, viene da lontano. Da un’antica militanza radicale e dalla collaborazione con Emma Bonino quando quest’ultima – racconta la Bresso – “era vicepresidente del CISA, l’associazione che assicurava alle donne diritto all’aborto”: “con Franca Rame facemmo una dichiarazione di aborto. Fummo incriminate per autocalunnia” (intervista a Gay TV, 5.6.2009). Scelte confermate da una vita privata francamente rivelata nelle interviste: “Mi sono sposata due volte. Entrambe con rito civile” (ibid.). “Non ho figli perché non ne ho voluti. Sensi di colpa? Pas du tout” (Corriere della Sera, 16.4.2008).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nonostante gli sforzi dell’UDC, il prodotto Bresso risulta invendibile a una Chiesa piemontese che non sembra davvero intenzionata a salire sulla Mercedes. Su tutti i temi che il Papa indica come “non negoziabili” – e che invita a far prevalere nelle scelte politiche su ogni altro argomento – le posizioni della Bresso sono antitetiche a quelle cattoliche. Radici cristiane, identità? No: “Stato laico come garanzia di una società sempre più multiculturale e multireligiosa. Su questo non sono disposta a transigere” (La Stampa, 30.9.2005). Come logica conseguenza, abolizione del Concordato: “I Patti Lateranensi?... Sì, sarebbe il momento di abolirli” (Corriere della Sera, 24.2.2009).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Aborto? Dalla vecchia militanza con Emma Bonino e Franca Rame, la Bresso è passata alla battaglia per la RU486. “La scelta della pillola abortiva rientra fra le opzioni previste da una legge dello Stato, la 194. Una soluzione dal punto di vista medico che permette alle donne di soffrire di meno” (La Stampa, 30.9.2005), dichiara la zarina, benché giuristi e medici smentiscano tutte e due queste affermazioni. E la Bresso non bada a spese (dei contribuenti) pur di promuovere la pillola che uccide, senza ricovero ospedaliero: “Sono contraria all’obbligo di ospedalizzazione, una volta assunta la pillola abortiva Ru486, per le donne che decidono di interrompere la gravidanza. Sono convinta che, sotto il profilo etico, non ci siano differenze tra l’interruzione di gravidanza terapeutica e quella farmacologica. Da questo punto di vista, un eventuale aggravio di costi per la Regione è del tutto indifferente” (dichiarazione del 6.8.2009, sul suo sito).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Caso Eluana? A suo tempo la Bresso si è offerta per farle sospendere l’alimentazione e l’idratazione in Piemonte: “Ovviamente saranno utilizzate strutture pubbliche perché quelle private sono sotto scacco del ministro [Sacconi]” (La Stampa, 20.1.2009). “Tutti sappiamo che la vita di Eluana è artificiale. Si sostiene che alimentazione e idratazione non sono trattamenti medici e questo è un falso” (L’Unità, 23.1.2009). E alle critiche del cardinale arcivescovo di Torino Severino Poletto ha risposto: “A Poletto, che richiama i medici cattolici alla obiezione di coscienza, chiedo: quale è la differenza tra l'Italia di oggi e gli stati clericali, come quello degli Ayatollah?” (Repubblica, 22.1.2009).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Il disporre della propria vita e della propria morte rappresenta un diritto di libertà assoluto per l’individuo” (appello della sorella della zarina, Paola Bresso, condiviso e diffuso sul proprio sito dalla presidente il 4.3.2009). Le posizioni del centro-destra e della Chiesa sono liquidate come “assurdità e “sciocchezze” perché Eluana fa parte di una “coorte crescente di persone che non sono più né vive né morte e che in qualche modo trascinano i vivi con sé verso la morte, verso la disperazione” (video diffuso sul sito, 22.4.2009).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Famiglia? “Era seria quando ha detto che il gay pride vale una processione religiosa?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;«Possono essere entrambe manifestazioni di orgoglio identitario»” (Corriere della Sera, 24.2.2009). A La Stampa la Bresso dichiara che per le coppie omosessuali “per quanto riguarda la Regione ci muoveremo per garantire pari opportunità a tutti i cittadini e per combattere ogni discriminazione” (30.9.2005). Che cosa questo significhi davvero lo rivela al canale omosessuale Gay TV: “Per il momento [corsivo mio] credo si debba introdurre un provvedimento simile al Pacs che garantisca diritti veri. In prospettiva, compatibilmente con il necessario cambiamento culturale, credo che si debba pensare ad un riconoscimento vero e proprio come il matrimonio” (5.6.2009).&lt;br /&gt;No, la Chiesa non salirà sulla Mercedes. Del resto, la Mercedes non la vuole. La Chiesa – si legge nell’appello redatto dalla sorellina Paola, sottoscritto e diffuso dalla Bresso il 4 marzo 2009 – è un’istituzione che vuole “imporre agli altri il proprio punto di vista, chiamato anche «verità»”. La zarina lancia il suo appello contro la presunta “trasformazione del ruolo pubblico della religione in offensiva politica da parte delle gerarchie ecclesiastiche” (ibid.). Cattolici: comprereste una Mercedes usata da questa signora?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Postilla: Qualche amico politicamente perplesso cui ho anticipato il testo mi ha risposto: “D'accordo. Ma il centro-destra non candida forse in Piemonte un esponente della Lega? E la Lega non è in contrasto con la Chiesa sull'immigrazione?”. A questa domanda sul piano dei principi per fortuna non devo rispondere io. Ha già risposto la Congregazione per la Dottrina della Fede, allora presieduta dal cardinale Joseph Ratzinger, in una lettera ai vescovi degli Stati Uniti in occasione della campagna elettorale del 2004 (http://www.cesnur.org/2004/04_ratzinger.htm). Qui si contrapponevano democratici – quasi tutti abortisti, molti favorevoli all'eutanasia e molti contrari alla guerra in Iraq e alla pena di morte – e repubblicani, il cui partito era a maggioranza contro l'aborto e l'eutanasia ed era anche tutto favorevole alla guerra in Iraq e alla pena di morte. Superficialmente si sarebbero potute considerare le due posizioni dal punto di vista dei cattolici sullo stesso piano: il Papa (allora Giovanni Paolo II) era naturalmente contrario all'aborto e all'eutanasia ma era contrario anche alla guerra in Iraq e alla pena di morte. Ma sarebbe stato un errore, spiegava la Congregazione per la Dottrina della Fede, senza fare nomi di partiti ma enunciando i principi. Infatti “ci può essere una legittima diversità di opinione anche tra i cattolici sul fare la guerra e sull’applicare la pena di morte, non però in alcun modo riguardo all’aborto e all’eutanasia”. Quelli in materia di vita e di famiglia sono “principi non negoziabili” e obbligatori in modo assoluto per tutti i cattolici. Il resto – che comprende questioni gravissime come la guerra e la pena di morte e dunque senz’altro l'atteggiamento sull'immigrazione – è materia “negoziabile” su cui “ci può essere una legittima diversità di opinione anche tra i cattolici”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Questo per quanto riguarda il principio. Quanto al fatto, occorrerebbe studiare meglio il complessivo magistero della Chiesa in tema d’immigrazione, che non coincide con le dichiarazioni del tale o talaltro monsignore. Si dirà che il centro-destra avanza talora tesi scandalose come quella secondo cui sarebbe meglio aiutare gli immigrati a casa loro anziché farli venire in così gran numero da noi. Tesi come questa, forse? “La soluzione fondamentale [al problema dell'immigrazione] è che non ci sia più bisogno di emigrare, perché ci sono in Patria posti di lavoro sufficienti, un tessuto sociale sufficiente, così che nessuno abbia più bisogno di emigrare. Quindi, dobbiamo lavorare tutti per questo obiettivo, per uno sviluppo sociale che consenta di offrire ai cittadini lavoro ed un futuro nella terra d’origine”, anziché nella terra d’immigrazione. Solo che queste parole non sono di un esponente del centro-destra italiano. Sono di Benedetto XVI, 15 aprile 2008, sull'aereo che lo portava negli Stati Uniti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;see u,&lt;br /&gt;Giangiacomo &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8744820345372214504-4605786423166035940?l=giangiacomosthinktank.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://giangiacomosthinktank.blogspot.com/feeds/4605786423166035940/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8744820345372214504&amp;postID=4605786423166035940' title='3 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8744820345372214504/posts/default/4605786423166035940'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8744820345372214504/posts/default/4605786423166035940'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://giangiacomosthinktank.blogspot.com/2010/01/piemonte-i-cattolici-non-salgono-in.html' title='Piemonte: i cattolici non salgono in Mercedes'/><author><name>G.</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03096557084871773528</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8744820345372214504.post-5071860207773499272</id><published>2010-01-03T22:32:00.000-08:00</published><updated>2010-01-03T22:33:33.079-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='religione'/><title type='text'>Macché ecologista, Ratzinger rifugge dalle tesi sullo sviluppo sostenibile</title><content type='html'>“…la salvaguardia del creato e la realizzazione della pace sono realtà tra loro intimamente connesse! […] Se vuoi coltivare la pace, custodisci il creato”. In molti hanno commentato il XLIII Messaggio per la giornata mondiale della pace di Benedetto XVI come una svolta ecologista del Magistero pontificio. Si tratta di una evidente forzatura, sebbene comprensibile, in quanto è innegabile che l’attuale Pontefice abbia offerto una coerente riflessione sociale nella quale in modo opportuno le questioni ambientali rivestono un ruolo di primissimo piano.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dovendo selezionare alcuni elementi tra una miriade di sollecitazioni che suscita la lettura del Messaggio, riteniamo che un aspetto meriti di essere particolarmente sottolineato. Si tratta del nesso che Benedetto XVI stabilisce tra le questioni ecologiche, propriamente dette, e la cosiddetta “ecologia umana”: “I doveri verso l’ambiente derivano da quelli verso la persona considerata in se stessa e in relazione agli altri”. Ne consegue che Benedetto XVI acutamente incoraggia l’educazione ad una peculiare responsabilità ecologica, che, tuttavia, non cede mai alla retorica dello “sviluppo sostenibile” (dove la denatalità è la cifra della sostenibilità), ma che di contro si ponga come obiettivo principale la salvaguardia di un’autentica “ecologia umana”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il nesso di Benedetto XVI rinvia alla questione antropologica e non ad una, pur nobile, per quanto ancora cristianamente inadeguata, sociologia dell’“egualitarismo” di tutti gli esseri viventi. Con tale nesso, Benedetto XVI rinnova l’appello centrale della Dottrina sociale della Chiesa in ordine “all’inviolabilità della vita umana in ogni sua fase e in ogni sua condizione”, oltre alla rivendicazione della “dignità della persona e l’insostituibile missione della famiglia, nella quale si educa all’amore per il prossimo e al rispetto della natura”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Gli argomenti del Pontefice sono quelli tradizionali della “teologia della Creazione”, argomenti che hanno contraddistinto in modo peculiare il Magistero sociale di Giovanni Paolo II: si considerino i temi del lavoro, del capitale, dell’impresa e del profitto analizzati nelle encicliche Laborem exercens (1981); Sollicitudo rei socialis (1987); Centesimus annus (1991). Benedetto XVI evidenzia la cifra autenticamente umana dello sviluppo, riprendendo quanto sostenuto nella recente enciclica Caritas in veritate (2009), nella quale scrive: “Dio è il garante del vero sviluppo dell'uomo, in quanto, avendolo creato a sua immagine, ne fonda altresì la trascendente dignità e ne alimenta il costitutivo anelito ad ‘essere di più’. L'uomo non è un atomo sperduto in un universo casuale, ma è una creatura di Dio, a cui Egli ha voluto donare un'anima immortale e che ha da sempre amato”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il Messaggio di Benedetto XVI fa propria la cifra autenticamente umana dello sviluppo, una cifra che appare in stretta relazione con la dimensione antropologica dell’uomo, del suo essere creato ad immagine e somiglianza di Dio e di partecipare con il Creatore dell’Amore del Padre, un amore che, rendendoci figli, ci rivela la fratellanza con tutti gli uomini della terra e la vocazione ad amare il prossimo come Dio ci ama. La cifra è evidentemente rintracciabile nel mistero-scandalo della Croce, è quella la misura con la quale Dio ci ha amati e ci ama.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tale prospettiva antropologica appare ancora più evidente quando il Pontefice afferma che “Se il Magistero della Chiesa esprime perplessità dinanzi ad una concezione dell’ambiente ispirata all’ecocentrismo e al biocentrismo, lo fa perché tale concezione elimina la differenza ontologica e assiologica tra la persona umana e gli altri esseri viventi. In tal modo, si viene di fatto ad eliminare l’identità e il ruolo superiore dell’uomo, favorendo una visione egualitaristica della ‘dignità’ di tutti gli esseri viventi. Si dà adito, così, ad un nuovo panteismo con accenti neopagani che fanno derivare dalla sola natura, intesa in senso puramente naturalistico, la salvezza per l’uomo”. Al contrario, ci dice il Papa che la Chiesa invita ad aggredire le questioni ecologiche “in modo equilibrato”, rispettando in primis la “‘grammatica’ che il Creatore ha inscritto nella sua opera”. Tale grammatica affida all’uomo un ruolo di custode attivo e non di sciocco guardiano che abdica al suo ruolo di co-creatore; un ruolo che gli deriva dall’essere stato creato ad immagine e somiglianza del Creatore.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il rispetto, la salvaguardia del mondo, non sono che il versante minimale di uno spazio di attivazione che è aperto all’uomo perché egli vi esplichi la propria creatività. La creazione non è solo ex nihilo, dal nulla, ma anche contra nihilum, cioè contro il nulla e l’inconsistenza delle cose. Benedetto XVI ci dice che la negazione ecologica non è soltanto un deturpare antiestetico le bellezze del creato, un rendere meno ridente o attraente il cosmo: è anche sottrarre all’uomo la possibilità di un incontro sereno e comunicativo con il reale; è sottrarre al reale stesso la propria possibilità di continuo perfezionamento.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;di Flavio Felice (www.tocqueville-acton.org)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;see u,&lt;br /&gt;Giangiacomo&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8744820345372214504-5071860207773499272?l=giangiacomosthinktank.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://giangiacomosthinktank.blogspot.com/feeds/5071860207773499272/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8744820345372214504&amp;postID=5071860207773499272' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8744820345372214504/posts/default/5071860207773499272'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8744820345372214504/posts/default/5071860207773499272'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://giangiacomosthinktank.blogspot.com/2010/01/macche-ecologista-ratzinger-rifugge.html' title='Macché ecologista, Ratzinger rifugge dalle tesi sullo sviluppo sostenibile'/><author><name>G.</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03096557084871773528</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8744820345372214504.post-1041008756202601508</id><published>2009-12-30T12:49:00.000-08:00</published><updated>2009-12-30T12:51:48.303-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='marketing'/><title type='text'>Curiosità su Kubrick</title><content type='html'>Girovagando sul web ho incrociato un articolo molto curioso, stimolante e scorrevole&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il &lt;a href="http://www.lucapoma.info/archive/Kubrick%20il%20genio%20della%20propaganda.pdf"&gt;divertente racconto delle eccentricità di Stanley Kubrick&lt;/a&gt;, genio del cinema, ma con qualcosa da insegnarci anche nelle strategie di propaganda.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;see u,&lt;br /&gt;Giangiacomo&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8744820345372214504-1041008756202601508?l=giangiacomosthinktank.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://giangiacomosthinktank.blogspot.com/feeds/1041008756202601508/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8744820345372214504&amp;postID=1041008756202601508' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8744820345372214504/posts/default/1041008756202601508'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8744820345372214504/posts/default/1041008756202601508'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://giangiacomosthinktank.blogspot.com/2009/12/curiosita-su-kubrick.html' title='Curiosità su Kubrick'/><author><name>G.</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03096557084871773528</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8744820345372214504.post-6936594173592468443</id><published>2009-12-29T13:28:00.000-08:00</published><updated>2009-12-29T13:31:11.026-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='politica interna'/><title type='text'>Caro Bambino Gesù...</title><content type='html'>Caro Bambino Gesù,&lt;br /&gt;quest'anno ti sei portato via il mio cantante preferito, Michael Jackson,&lt;br /&gt;il mio attore preferito, Patrick Swayze,&lt;br /&gt;la mia attrice preferita, Farrah Fawcett,&lt;br /&gt;il mio presentatore preferito, Mike Bongiorno,&lt;br /&gt;la mia poetessa preferita, Alda Merini!!!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Volevo dirti che il mio politico preferito è Antonio Di Pietro...&lt;br /&gt;e che l'anno non è ancora finito!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;see u,&lt;br /&gt;Giangiacomo&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8744820345372214504-6936594173592468443?l=giangiacomosthinktank.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://giangiacomosthinktank.blogspot.com/feeds/6936594173592468443/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8744820345372214504&amp;postID=6936594173592468443' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8744820345372214504/posts/default/6936594173592468443'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8744820345372214504/posts/default/6936594173592468443'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://giangiacomosthinktank.blogspot.com/2009/12/caro-bambino-gesu.html' title='Caro Bambino Gesù...'/><author><name>G.</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03096557084871773528</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8744820345372214504.post-4009424657384634344</id><published>2009-12-10T14:03:00.000-08:00</published><updated>2009-12-10T14:07:46.182-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='persone'/><title type='text'>I want, I fight</title><content type='html'>&lt;a href="http://www.youtube.com/emacalusochannel"&gt;Lo spot ufficiale&lt;/a&gt; della Campagna di Sensibilizzazione Sociale "I WANT / I FIGHT"©.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per maggiori informazioni visita: &lt;a href="http://www.emacaluso.com/"&gt;www.emacaluso.com&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non servono parole per descrivere oltre&lt;br /&gt;Vi prego di diffondere il video&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;see u,&lt;br /&gt;Giangiacomo&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8744820345372214504-4009424657384634344?l=giangiacomosthinktank.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://giangiacomosthinktank.blogspot.com/feeds/4009424657384634344/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8744820345372214504&amp;postID=4009424657384634344' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8744820345372214504/posts/default/4009424657384634344'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8744820345372214504/posts/default/4009424657384634344'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://giangiacomosthinktank.blogspot.com/2009/12/i-want-i-fight.html' title='I want, I fight'/><author><name>G.</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03096557084871773528</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8744820345372214504.post-1096149511823361390</id><published>2009-12-06T13:13:00.000-08:00</published><updated>2009-12-06T13:14:45.708-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='politica interna; religione'/><title type='text'>Il partito dei minareti</title><content type='html'>di Massimo Introvigne (Libero, 3 dicembre 2009)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;È ufficiale: in Europa c’è un partito dei minareti. Parte dai neo-fondamentalisti islamici alla Tariq Ramadan – lupi travestiti da agnelli, meno solerti quando si tratta di chiedere libertà di culto per i cristiani in Arabia Saudita o in Pakistan –, passa per gli eurocrati di Bruxelles e di Strasburgo – quelli del no al crocifisso e del sì invece al minareto – e arriva fino all’immancabile Gianfranco Fini. Ma frequentando, come mi capita in questi giorni, qualche dibattito e talk show assisto pure a una strana rinascita di affetto e stima per la Chiesa cattolica da parte della sinistra nostrana. Zitti – ci intimano –: “il Vaticano” ha parlato e tutti i buoni cattolici devono stringersi intorno alla difesa dei minareti. L’antico motto “Roma locuta, quaestio soluta”, “Quando Roma ha parlato la questione è risolta” è invocato da comunisti, dipietristi e persino musulmani. Fateci caso: quando la Congregazione per la Dottrina della Fede – che, lei sì, esprime la posizione ufficiale della Chiesa – afferma che sospendere l’alimentazione e l’idratazione dei malati in coma è omicidio per molti media italiani si tratta dell’“opinione del cardinal Levada”, subito contraddetta nella colonna accanto dello stesso giornale da un altro cardinale, magari in pensione, anziano e milanese. Se invece un vescovo o un collaboratore dell’“Osservatore Romano” attacca gli elettori svizzeri sui minareti ecco che “il Vaticano” ha parlato e i cattolici devono stare zitti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non ignoro l’opinione dei vescovi della Svizzera. Ma il loro presidente eletto si è dichiarato anche contrario al celibato dei sacerdoti, ed è difficile presentare pure questa come opinione “del Vaticano”. Se poi dai titoli passiamo alla sostanza, vediamo che si fa una gran confusione tra tre questioni diverse. La prima riguarda la libertà di culto. Questa deve essere garantita anche ai musulmani, i quali hanno diritto di radunarsi in sale di preghiera – beninteso per pregare, non per reclutare (è successo) terroristi da inviare in Afghanistan – pulite, igieniche e note alle forze dell’ordine come tali. L’Occidente, che ha una cultura giuridica diversa, garantisce la libertà religiosa anche a chi non la offre in patria ai cristiani: anche se fa bene quando gli fa notare l’esigenza di reciprocità, come il Papa stesso ha fatto parlando agli ambasciatori dei Paesi islamici a Castel Gandolfo il 25 settembre 2006.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La seconda questione riguarda i minareti. Non sta scritto da nessuna parte che per esercitare la libertà di culto ci sia bisogno del minareto. La sua funzione propria è quella di chiamare i fedeli alla preghiera – oggi in genere tramite un altoparlante – ma questo di norma non avviene in Europa dove non ci sono muezzin, neppure elettronici. Pertanto il minareto è nel migliore dei casi un ornamento estetico, nel peggiore un’affermazione identitaria, volta a segnare la conquista di un territorio: di qui la corsa a minareti più alti dei campanili cristiani. Nel secondo caso quella che si risolve in una provocazione può essere vietata dallo Stato in nome del bene comune; nel primo, se del caso, in nome della tutela dell’identità architettonica e paesaggistica delle nostre città.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma c’è una terza questione, che viene prima del minareto: la moschea. Purtroppo si continuano a confondere moschee e sale di culto. A differenza della sala di culto, la moschea è un’istituzione globale dove la comunità musulmana si trova per affrontare questioni non solo religiose ma giuridiche, sociali e politiche. “È dunque scorretto – ha scritto l’islamologo gesuita padre Samir Khalil Samir su “Avvenire”, un quotidiano talora presentato anch’esso (erroneamente) come “il Vaticano” – parlando della moschea, parlare unicamente di ‘luogo di culto’. Com’è scorretto, parlando della libertà di costruire moschee, farlo in nome della libertà religiosa, visto che non è semplicemente un luogo religioso, ma una realtà multivalente (religiosa, culturale, sociale, politica, eccetera)”. Non si può escludere che ci siano in Europa situazioni locali in cui – dopo avere considerato con grande prudenza chi è che la propone, la finanzia e la gestirà – le dimensioni, la rilevanza e il contesto in cui si muove una comunità musulmana rendano accettabile che si prenda in esame l’idea della moschea. Ma non sempre e non dovunque. Non abbiamo bisogno di lezioni sulla libertà religiosa né da Fini né da Rosy Bindi. Si può essere a favore della libertà religiosa ma contro le autorizzazioni indiscriminate a costruire moschee. E minareti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;see u,&lt;br /&gt;Giangiacomo&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8744820345372214504-1096149511823361390?l=giangiacomosthinktank.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://giangiacomosthinktank.blogspot.com/feeds/1096149511823361390/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8744820345372214504&amp;postID=1096149511823361390' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8744820345372214504/posts/default/1096149511823361390'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8744820345372214504/posts/default/1096149511823361390'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://giangiacomosthinktank.blogspot.com/2009/12/il-partito-dei-minareti.html' title='Il partito dei minareti'/><author><name>G.</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03096557084871773528</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8744820345372214504.post-1808931691856793489</id><published>2009-11-07T03:40:00.000-08:00</published><updated>2009-11-07T03:42:12.019-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='politica interna; religione'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='politica estera'/><title type='text'>L'Europa e il crocifisso</title><content type='html'>L’Europa e il crocefisso, la cristianofobia al potere&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;di Massimo Introvigne&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ci siamo. Da diverso tempo si accumulavano i segnali di un prossimo colpo delle istituzioni europee contro il cristianesimo e la Chiesa Cattolica. Qualche mese fa, il 4 marzo 2009, avevo avuto occasione di partecipare come esperto a Vienna a una conferenza dell’OSCE (Organizzazione per la Sicurezza e la Cooperazione in Europa) dove era stato lanciato l’allarme su una montante «cristianofobia», che in diversi Paesi non si limitava più alla propaganda ma si esprimeva in leggi e sentenze contro la libertà religiosa e di predicazione dei cristiani e contro i loro simboli. L’attacco anticristiano si era finora svolto in modo prevalentemente indiretto, attraverso la proclamazione di presunti «nuovi diritti»: anzitutto, quello degli omosessuali a non essere oggetto di giudizi critici o tali da mettere in dubbio che le unioni fra persone dello stesso sesso debbano godere degli stessi riconoscimenti di quelle fra un uomo e una donna. Tutelando gli omosessuali non solo – il che sarebbe ovvio e condivisibile – da violenze fisiche, ma da qualunque giudizio ritenuto discriminante ed etichettato come «omofobia», le istituzioni europee violavano fatalmente la libertà di predicazione di tutte quelle comunità religiose, Chiesa Cattolica in testa, le quali hanno come parte normale del loro insegnamento morale la tesi secondo cui la pratica omosessuale è un disordine oggettivo e uno Stato bene ordinato non può mettere sullo stesso piano le unioni omosessuali e il matrimonio eterosessuale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La sentenza Lautsi c. Italie del 3 novembre 2009 della Corte Europea dei Diritti dell’Uomo segna il passaggio della cristianofobia dalla fase indiretta a una diretta. Non ci si limita più a colpire il cristianesimo attraverso l’invenzione di «nuovi diritti» che, proclamando il loro normale insegnamento morale, le Chiese e comunità cristiane non potranno non violare, ma si attacca la fede cristiana al suo cuore, la croce. I giudici di Strasburgo – dando ragione a una cittadina italiana di origine finlandese – hanno affermato che l’esposizione del crocefisso nelle aule scolastiche italiane viola i diritti dei due figli, di undici e tredici anni, della signora Lautsi, li «perturba emozionalmente» e nega la natura stessa della scuola pubblica che dovrebbe «inculcare agli allievi un pensiero critico». Ove tornasse in Finlandia, la signora Lautsi dovrebbe chiedere al suo Paese natale di cambiare la bandiera nazionale, dove come è noto figura una croce, con quale perturbazione emozionale dei suoi figlioli è facile immaginare. Basta questa considerazione paradossale per capire come, per qualunque persona di buon senso, la croce a scuola o sulla bandiera non è uno strumento di proselitismo religioso ma il simbolo di una storia plurisecolare che, piaccia o no, non avrebbe alcun senso senza il cristianesimo. In Italia la signora Lautsi intascherà cinquemila euro dai contribuenti – un piccolo omaggio della Corte di Strasburgo – e avrà diritto di far togliere i crocefissi dalle aule dove studiano i figli. Certo, ci sarà l’appello, e giustamente il nostro governo rifiuterà di applicare questa sentenza ridicola e folle. Ma le «toghe rosse» italiane si sentiranno incoraggiate dai colleghi europei. Che non sono tutti «stranieri» dal momento che uno dei firmatari della sentenza è il giudice italiano a Strasburgo, il dottor Vladimiro Zagrebelsky, campione – insieme al fratello minore Gustavo – del laicismo giuridico nostrano.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;see u,&lt;br /&gt;Giangiacomo&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8744820345372214504-1808931691856793489?l=giangiacomosthinktank.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://giangiacomosthinktank.blogspot.com/feeds/1808931691856793489/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8744820345372214504&amp;postID=1808931691856793489' title='5 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8744820345372214504/posts/default/1808931691856793489'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8744820345372214504/posts/default/1808931691856793489'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://giangiacomosthinktank.blogspot.com/2009/11/leuropa-e-il-crocifisso.html' title='L&apos;Europa e il crocifisso'/><author><name>G.</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03096557084871773528</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>5</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8744820345372214504.post-4373758182105396483</id><published>2009-10-31T06:54:00.000-07:00</published><updated>2009-10-31T06:57:02.554-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='persone'/><title type='text'>Gigi D'Agostino: grazie</title><content type='html'>&lt;div align="left"&gt;Gigi d'Agostino...&lt;br /&gt;grazie perchè mi fai vibrare&lt;br /&gt;grazie perchè mi fai muovere&lt;br /&gt;grazie perchè mi dai un'energia senza paragoni&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;e grazie per il nuovo programma "Quello che mi piace"&lt;br /&gt;ogni Sabato dalle 14 alle 16 su &lt;a href="http://www.m2o.it/"&gt;http://www.m2o.it/&lt;/a&gt;!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Emozione allo stato puro… ma ogni presentazione sarebbe superflua: bisogna solo ascoltarlo!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;see u,&lt;br /&gt;Giangiacomo &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8744820345372214504-4373758182105396483?l=giangiacomosthinktank.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://giangiacomosthinktank.blogspot.com/feeds/4373758182105396483/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8744820345372214504&amp;postID=4373758182105396483' title='3 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8744820345372214504/posts/default/4373758182105396483'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8744820345372214504/posts/default/4373758182105396483'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://giangiacomosthinktank.blogspot.com/2009/10/gigi-dagostino-grazie.html' title='Gigi D&apos;Agostino: grazie'/><author><name>G.</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03096557084871773528</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8744820345372214504.post-3660096762493379026</id><published>2009-10-24T06:44:00.000-07:00</published><updated>2009-10-24T06:46:01.244-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='storia'/><title type='text'>Libri faziosi</title><content type='html'>Ecco alcune prove concrete della faziosità (di sinistra) dei libri di testo scolastici.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;C.Salinari, VOCABOLARIO DELLA LINGUA ITALIANA&lt;br /&gt;Alla voce FOIBE si legge:"Dolina con sottosuolo cavernoso e indica particolarmente le grotte del carso nelle quali, durante la guerra '40-45, furono gettati i corpi delle vittime della rappresaglia nazista" &lt;span style="color:#ff0000;"&gt;X FALSO!! le vittime delle FOIBE furono uccise dai comunisti di Tito.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;P.Ortoleva,M.Revelli, L'ETA' CONTEMPORANEA, IL NOVECENTO E IL MONDO ATTUALE, Edizioni Mondadori (pag.310)&lt;br /&gt;Nell'esaltazione del culto della personalità di STALIN "si trovava anche la risposta a un bisogno di stabilità e di certezza". Per cui la figura "appariva rassicurante nella sua immensa autorità" e "il timore da essa ispirata poteva essere sentito quasi positivamente come il rispetto di una autorità giusta ma dura". Inoltre "abbattere ceti, come i Kulaki, e altre figure, poteva anche essere interpretato come la prova di una grande volomtà di uguaglianza.....Stalin diveniva, in tal senso, l'incarnazione di una rivoluzione giusta e livellatrice" Inoltre"bisogna tener conto che, nella lista dei popoli perseguitati dal regime (comunista!) compaiono solo etnie nettamente minoritarie". &lt;span style="color:#ff0000;"&gt;X VERGOGNA!! come se il genocidio fosse infame solo se ai danni di etnie maggioritarie. E inoltre non si dice che il comunismo è stato una dittatura che ha prodotto 100 milioni di morti!!&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A.Camera e R.Fabietti, ELEMENTI DI STORIA-XX SECOLO, edizione Zanichelli (pag 1663 e 1683)&lt;br /&gt;"l'uso sistematicamente aggressivo dei media, i ripetuti attacchi alla magistratura, alla direzione generale anti-mafia, alla banca d'Italia, alla corte costituzionale e soprattutto al presidente della Repubblica (Scalfaro!), condotti da Berlusconi o dai suoi portavoce, esasperano le tensioni politiche nel paese". D'altronde "Berlusconi aveva urgente bisogno di recuperare il potere e varare quella riforma della giustizia...che pensava l'avrebbe messo al riparo dagli avvisi di garanzia e da eventuali condanne". &lt;span style="color:#ff0000;"&gt;X VERGOGNA!! questa è solo faziosità!!&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A.Camera e R.Fabietti, ELEMENTI DI STORIA-XX SECOLO, edizione Zanichelli (pag 1575)&lt;br /&gt;Non si possono paragonare i lager nazisti ai gulag comunisti "perché i lager erano la conseguenza estrema di un regime che si fondava sulla disuguaglianza degli uomini....mentre in linea di principio il comunismo esprimeva l'esigenza di eguaglianza come premessa di libertà"X altro che libertà! 100 milioni di morti ha fatto il comunismo!!&lt;br /&gt;E ancora:"i partigiani esercitarono le rappresaglie sempre e soltanto sui nemici nazisti e fascisti". &lt;span style="color:#ff0000;"&gt;FALSO!! si ricordi ad es. la strage di Porzus contro i partigiani non comunisti!!&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;[b]F.de franchis, DIZIONARIO GIURIDICO ITALIANO-INGLESE (pag.173)&lt;br /&gt;Il governo Berlusconi evidenziava "l'assoluta impresentabilità della coalizione", e "si è presentato come una compagine all'altezza dei propositi: dal decreto salva ladri, al condono edilizio....". &lt;span style="color:#ff0000;"&gt;VERGOGNA!! questa è solo faziosità!!&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;see u,&lt;br /&gt;Giangiacomo&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8744820345372214504-3660096762493379026?l=giangiacomosthinktank.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://giangiacomosthinktank.blogspot.com/feeds/3660096762493379026/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8744820345372214504&amp;postID=3660096762493379026' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8744820345372214504/posts/default/3660096762493379026'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8744820345372214504/posts/default/3660096762493379026'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://giangiacomosthinktank.blogspot.com/2009/10/libri-faziosi.html' title='Libri faziosi'/><author><name>G.</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03096557084871773528</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8744820345372214504.post-2512119606254907231</id><published>2009-10-24T05:25:00.000-07:00</published><updated>2009-10-24T05:26:11.388-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='storia'/><title type='text'>Ottobre 1492. La scoperta dell’America</title><content type='html'>Scoperta dell'America&lt;br /&gt;A fronte di ricorrenti polemiche sulla scoperta e sull'evangelizzazione dell'America, occorre contrapporre seri contenuti storici. Di queste polemiche, che hanno come principale obiettivo la Chiesa cattolica, sono protagonisti ambienti protestanti, movimenti marxisteggianti, terzomondialismi antioccidentali, nostalgici inguaribili del catto-comunismo alla patologica ricerca di nuovi complessi di colpa.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Discovery of America&lt;br /&gt;We need to counter serious historical contents against the periodic controversies about the discovery and evangelization of America. The protagonists of these controversies, that mainly have as their objective the Catholic Church, are the Protestant environments, movements of Marxist area, pro-Third World and anti-occidental, incurable nostalgic of "catto-communismo" pathologically seeking new guilt-feelings.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;see u,&lt;br /&gt;Giangiacomo&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8744820345372214504-2512119606254907231?l=giangiacomosthinktank.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://giangiacomosthinktank.blogspot.com/feeds/2512119606254907231/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8744820345372214504&amp;postID=2512119606254907231' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8744820345372214504/posts/default/2512119606254907231'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8744820345372214504/posts/default/2512119606254907231'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://giangiacomosthinktank.blogspot.com/2009/10/ottobre-1492-la-scoperta-dellamerica.html' title='Ottobre 1492. La scoperta dell’America'/><author><name>G.</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03096557084871773528</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8744820345372214504.post-7171228832451285098</id><published>2009-10-10T10:41:00.000-07:00</published><updated>2009-10-10T10:58:33.989-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='persone'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='storia'/><title type='text'>Italia Old Style</title><content type='html'>Ho finito di leggere "Il cavallo rosso" di Eugenio Corti.&lt;br /&gt;Un capolavoro, un sincero grazie all'Autore.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Descrive la seconda guerra mondiale, il fascismo, il comunismo, l'animo imprenditoriale lombardo e l'incancrimento e degradazione dell'Italia negli anni '60 e '70.&lt;br /&gt;Quanto abbiamo perso di quell'animo umano e solidale dei nostri nonni.&lt;br /&gt;Un vero imbarbarimento.&lt;br /&gt;Sia perchè abbiamo perso le nostre radici cristiane sia perchè, come già anticipai in un mio &lt;a href="http://giangiacomosthinktank.blogspot.com/2007/11/se-ci-fosse-una-educazione-del-popolo.html"&gt;vecchio post&lt;/a&gt;, la questione principale è l'educazione. L'Italia è piena di ignoranti (e falsi ipocriti opportunisti!).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sottolineo soltanto un pezzo di memorie di Togliatti riprese nelle ultime pagine del libro...&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:times new roman;font-size:85%;"&gt;"Un'infinità di cose, malgrado tanti anni di sforzi, non erano affatto socialiste in U.R.S.S. &lt;em&gt;(&lt;span style="font-size:78%;"&gt;quanti infatti sanno che il cognato di Togliatti è stato seviziato e pestato dai suoi stessi compagni russi?!?!?, n.d.r.)&lt;/span&gt;&lt;/em&gt; Certo a considerare questo, non ci si meraigliava più che il compagno Stalin se la prendesse con ogni gruppo, anzi con ogni indiiduo componente una società come quella sovietica, che ancora non si decideva a trasformarsi in socialista... Però, come ogi cosa era lontana dalle attese della sua giovinezza, quando lui e i suoi compagni di studi, in particolare Gramsci... Già, Gramsci, il gobbetto. Quello mentr'era in carcere aveva elaborato un complesso di teorie che avrebbero frose potuto evitare i massacri: secondo lui il potere andava preso non già con la violenza e le sparatorie, bensì mediante la conquista sistematica dei gangli della cmunicazione sociale e della cultur. Sì, ma anche supponendo d'arrivarci (gli intellettualli sono obiettivamente i piò riducibili a gregge fra tutti gli essere umani) come si sarebbe potuto conservarlo poi, il potere, senza ricorrere alla violenza? In Italia ci avrebbero pensato i cattolici modernisti, aveva lasciato scritto Gramsci, a cambiare la mentalità delle masse avversarie, rendendole anzitutto sanamente atee"&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dovete leggerlo tutto!!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;see u,&lt;br /&gt;Giangiacomo&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8744820345372214504-7171228832451285098?l=giangiacomosthinktank.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://giangiacomosthinktank.blogspot.com/feeds/7171228832451285098/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8744820345372214504&amp;postID=7171228832451285098' title='4 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8744820345372214504/posts/default/7171228832451285098'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8744820345372214504/posts/default/7171228832451285098'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://giangiacomosthinktank.blogspot.com/2009/10/italia-old-style.html' title='Italia Old Style'/><author><name>G.</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03096557084871773528</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>4</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8744820345372214504.post-7573131599513767844</id><published>2009-09-20T07:45:00.000-07:00</published><updated>2009-09-20T07:47:29.815-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='politica estera'/><title type='text'>La strana sfida di Chavez</title><content type='html'>La strana sfida di Chavez: convertire gli indigeni venezuelani all’islam&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:78%;"&gt;di Massimo Introvigne (Libero, 9 settembre 2009)&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;«Passerella trionfale, applausi scroscianti e standing ovation»: tutta la sinistra italiana (e non solo) si è commossa per il presidente venezuelano Hugo Chavez di passaggio alla Mostra del Cinema di Venezia. Mentre sventolano le bandiere rosse, sarà bene ricordare che Chavez non è un simpatico capo di Stato esotico, ma ha una posizione e un ruolo per lo meno ambigui sul tema delicatissimo del terrorismo internazionale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Prima di Osama bin Laden, il peggiore terrorista della storia recente è stato il venezuelano Ilich (così battezzato dal papà comunista in onore di Lenin) Ramirez Sanchez, meglio conosciuto come Carlos. Negli anni 1970 la sua organizzazione fa almeno 1.500 morti. Condannato nel 1997 a un ergastolo che sta tuttora scontando in Francia, Carlos si converte all’islam in prigione e propone l’alleanza mondiale del terrore fra comunisti puri e duri e ultra-fondamentalisti islamici. Ma già negli anni d’oro Carlos riusciva a mettere insieme il KGB e Khomeini, le Brigate Rosse e Arafat, i teologi della liberazione catto-comunisti e i primi fondamentalisti islamici in armi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Chavez intrattiene una corrispondenza con il terrorista e lo definisce «un grande amico e un grande venezuelano». In una lettera a Carlos, Chavez scrive che «nelle profondità della nostra solidarietà sento pulsare la nostra intuizione condivisa che ogni cosa ha il suo tempo: il tempo di accumulare le pietre e il tempo di lanciarle», «un tempo in cui si combatte apertamente e un tempo in cui si resta nascosti ad aspettare in fervida attesa il momento della verità, così come Arianna lasciava dietro di sé i fili che l'avrebbero condotta fuori del labirinto».&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Arianna oggi però per Chavez si chiama Ahmadinejad. In America Latina, grazie al patrocinio di Chavez, l’Iran è sempre più presente. Con forniture di armi ai governi più ostili agli Stati Uniti, con accordi economici e ora anche con la propaganda religiosa. Lontano dai riflettori, Chavez ha chiuso una vasta area tribale del Venezuela abitata da indiani goajiros ai cattolici e ai protestanti e ci ha fatto entrare solo missionari musulmani sciiti addestrati dall’Iran. Le missioni, ben finanziate, funzionano – un’intera tribù, i Wayuu, si sarebbe convertita – e l’Iran può sventolare le prime fotografie di donne indios venezuelane velate come fossero a Teheran. I maschietti, invece, si fanno chiamare “Hezbollah Venezuela” e insieme al Corano mostrano il kalashnikov. Israele sospetta che alcuni di questi neo-convertiti siano dietro a un tentato attentato alla sua ambasciata a Caracas.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Uno che lo conosceva bene, il cardinale venezuelano Castillo Lara (1922-2007), aveva definito Chavez «un dittatore paranoico», che «parla del socialismo del XXI secolo ma nella sua testa ha una specie di comunismo nella fase peggiore, concentrato di populismo e autoritarismo». È questo l’eroe, amico del terrorista Carlos e di Ahmadinejad, che la sinistra italiana applaude a Venezia.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;see u,&lt;br /&gt;Giangiacomo&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8744820345372214504-7573131599513767844?l=giangiacomosthinktank.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://giangiacomosthinktank.blogspot.com/feeds/7573131599513767844/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8744820345372214504&amp;postID=7573131599513767844' title='3 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8744820345372214504/posts/default/7573131599513767844'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8744820345372214504/posts/default/7573131599513767844'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://giangiacomosthinktank.blogspot.com/2009/09/la-strana-sfida-di-chavez.html' title='La strana sfida di Chavez'/><author><name>G.</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03096557084871773528</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8744820345372214504.post-641949354252251112</id><published>2009-09-20T05:50:00.000-07:00</published><updated>2009-09-20T05:51:12.290-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='politica interna; religione'/><title type='text'>L’Honduras, i cattolici e il finto golpe</title><content type='html'>di Massimo Introvigne (Articolo pubblicato su Libero del 17 settembre 2009, p. 25, con il titolo “I cattolici italiani si sono divisi pure sulla presidenza dell’Honduras”)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Per capire dove si situano le linee di faglia che dividono i cattolici italiani ogni tanto, oltre che a Fini e a Casini, sarebbe bene dare uno sguardo alla politica estera. In particolare a un Paese piccolo, bellissimo (provare per credere: io ci sono stato) e dimenticato, l’Honduras. Qui nel giugno scorso è venuto al pettine il nodo di uno scontro che da mesi vedeva contrapposti da una parte il presidente, Manuel Zelaya, dall’altra la maggioranza del Parlamento, la magistratura, l’Esercito e la Chiesa Cattolica. La materia del contendere era una modifica costituzionale che avrebbe permesso a Zelaya di farsi rieleggere presidente, cosa che la Costituzione gli vietava. Zelaya voleva imporre la modifica per decreto e farla ratificare da un referendum. Ma in realtà in Honduras il presidente non può modificare la Costituzione: può farlo solo il Parlamento. La Corte Suprema ha dichiarato illegale il decreto di Zelaya, e l’Esercito lo ha deposto e mandato in esilio, nominando capo dello Stato provvisorio il presidente del Parlamento. Si tratta dell’imprenditore di origini bergamasche Roberto Micheletti – peraltro dello stesso partito di Zelaya –, il quale ha subito indetto nuove elezioni per novembre, assicurando che abbandonerà la carica non appena sarà stato eletto un nuovo presidente.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Una virulenta campagna di stampa internazionale ha presentato il civile Micheletti come l’ennesimo militare golpista latino-americano. Dietro questa campagna c’è il presidente venezuelano Hugo Chavez, che ha perso un pezzo – l’Honduras – della sua alleanza anti-americana e filo-castrista ALBA (Alleanza Bolivariana delle Americhe), di cui con Venezuela e Cuba rimangono parte Bolivia, Ecuador, Nicaragua e le isole caraibiche di Antigua e Dominica. Zelaya, in effetti, voleva seguire Chavez sulla strada che porta a diventare presidenti a vita. Il vero golpista era lui. L’arcivescovo della capitale dell’Honduras, Tegucigalpa, cardinale Óscar Rodríguez Maradiaga e i vescovi del Paese hanno giustificato la deposizione di Zelaya. Ma la propaganda di Chavez e Castro urla così forte che nessuno dà loro retta. Anche gli Stati Uniti e l’Europa esitano a riconoscere il governo provvisorio di Micheletti. E pure un certo numero di cattolici e di ecclesiastici europei critica il presunto golpe.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In Italia, mentre un bel pezzo della sinistra cattolica ha aderito a un “Comitato pro Zelaya”, altri scendono in campo contro l’ex-presidente, dalla rivista “Tempi”, vicina a Comunione e Liberazione, al blog “Comunità Ambrosiana”, la voce milanese di Alleanza Cattolica, che riprendono le posizioni dei vescovi honduregni e condannano Zelaya. Caduti altri miti rossi, come si è visto nella sua passeggiata trionfale a Venezia, quello del Sudamerica di Chavez – e dei suoi alleati – è l’ultimo sogno che scalda i cuori comunisti: e anche quelli catto-comunisti. Passa per il giudizio sull’Honduras, e su Chavez, la linea di discrimine fra i cattolici che amano la libertà e i nostalgici di Che Guevara e di Castro.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;see u,&lt;br /&gt;Giangiacomo&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8744820345372214504-641949354252251112?l=giangiacomosthinktank.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://giangiacomosthinktank.blogspot.com/feeds/641949354252251112/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8744820345372214504&amp;postID=641949354252251112' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8744820345372214504/posts/default/641949354252251112'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8744820345372214504/posts/default/641949354252251112'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://giangiacomosthinktank.blogspot.com/2009/09/lhonduras-i-cattolici-e-il-finto-golpe.html' title='L’Honduras, i cattolici e il finto golpe'/><author><name>G.</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03096557084871773528</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8744820345372214504.post-6834652243507453760</id><published>2009-09-20T05:47:00.000-07:00</published><updated>2009-09-20T05:48:32.973-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='società'/><title type='text'>Discorso di Obama ai suoi studenti</title><content type='html'>Ragazzi, volete il successo?&lt;br /&gt;Dovete studiare!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;http://www.cidi.it/edicola/Obama_08set09.pdf&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;see u,&lt;br /&gt;Giangiacomo&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8744820345372214504-6834652243507453760?l=giangiacomosthinktank.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://giangiacomosthinktank.blogspot.com/feeds/6834652243507453760/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8744820345372214504&amp;postID=6834652243507453760' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8744820345372214504/posts/default/6834652243507453760'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8744820345372214504/posts/default/6834652243507453760'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://giangiacomosthinktank.blogspot.com/2009/09/discorso-di-obama-ai-suoi-studenti.html' title='Discorso di Obama ai suoi studenti'/><author><name>G.</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03096557084871773528</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8744820345372214504.post-4473796720670221130</id><published>2009-09-20T05:37:00.000-07:00</published><updated>2009-09-20T05:46:40.442-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='politica estera'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='società'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='politica interna'/><title type='text'>"Berlusconi e Sarkozy, la democrazia del leader"</title><content type='html'>&lt;em&gt;Il politologo francese Marc Lazar: «Il sistema è in mutazione, ma non siamo agli Anni Venti, il fascismo non è alle porte»&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;E’ un momento duro, difficile, «l’immagine dell’Italia è indebolita, ma non siamo negli Anni Venti, il fascismo non è alle porte, la società italiana è vitale e democratica». Marc Lazar è ottimista. Politologo, professore a Sciences-Po, uno dei santuari dell’intellighenzia parigina, Lazar è tornato in Francia dopo due anni vissuti in Italia dov’è tuttora docente alla Luiss. In quest’intervista riflette sulla situazione politica del nostro paese a partire dall’editoriale di Gian Enrico Rusconi sulla Stampa di martedì «Anche questa è democrazia».&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Professor Lazar, pure lei pensa che la democrazia italiana sia in mutazione, come ha scritto Rusconi?&lt;br /&gt;«Sì, in mutazione, come molte altre democrazie. L’Italia non è un caso anomalo. Si è verificata l’ascesa di quella che noi politologi chiamiamo la democrazia dell’opinione o del leader. Più di prima sono importanti i personaggi. I partiti non sono scomparsi, ma appaiono molto indeboliti come le tradizionali culture politiche. Gli elettori sono volatili, incerti. La televisione e Internet forniscono un’informazione continua che tiene i politici sotto pressione, ogni decisione viene presa nell’emergenza».&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Chi è un leader?&lt;br /&gt;«Qualcuno che sa farsi vedere, riconoscere, è uno che sa parlare direttamente al popolo. Ha una democrazia semplice, con una componente populistica. Prendiamo due campioni di questa stagione, Berlusconi e Sarkozy, hanno molti tratti comuni, entrambi hanno fondato il loro discorso sulla critica delle tradizionali élite politiche e sulla trasformazione del sistema».&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Una tendenza che contagiato anche le sinistre europee che appaiono tutte in crisi?&lt;br /&gt;«Hanno anche loro un problema comune: adattarsi a questo modello di democrazia, trovare il leader giusto. E sono in difficoltà perché è un modello che più si adatta alla destra perché si fonda sul principio di autorità».&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quali sono le altre caratteristiche della democrazia italiana?&lt;br /&gt;«C’è un diffuso sentimento di anti-politica, una caduta di fiducia nei confronti degli uomini politici: si usa dire che sono tutti uguali, tutti corrotti. In Italia questo sentimento è più forte che altrove».&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Si direbbe che la democrazia classica non funzioni più. È così?&lt;br /&gt;«Io credo che la democrazia della rappresentanza sia in difficoltà, ma non sia morta. In ogni paese si cercano soluzioni. Per esempio le primarie italiane del Partito democratico sono state un modello molto studiato. E poi cresce la voglia di controllare i politici. Ci sono state grandi mobilitazioni contro la guerra, c’è un grande fermento associativo e di volontariato, lo si è visto in occasione del terremoto».&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Però la democrazia italiana appare debole e secondo molti totalmente condizionata dalla televisione. Lei che ne pensa?&lt;br /&gt;«Io non credo che l’Italia sia anestetizzata dalla tv e non penso che la democrazia italiana sia in pericolo. Ci sono delle ragioni storiche di debolezza, diciamo che in Italia la democrazia è più recente che in Francia o Gran Bretagna. È un dato che pesa nella coscienza collettiva, ma ultimamente si sono fatti enormi progressi».&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Scendiamo al concreto del confronto di attualità: ci sono punti comuni tra il premier italiano e il presidente francese?&lt;br /&gt;«L’uomo Berlusconi ha molti punti in comune con Sarkozy, ma anche alcune specificità come il conflitto di interessi. Un’anomalia pericolosa che non significa fascismo, ma provoca tensione».&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma sul piano dell’informazione vede molte differenze?&lt;br /&gt;«Sarkozy non è il proprietario ma ha tendenza a controllare le televisioni, da questo punto di vista la Francia non può certo dare lezioni all’Italia. E non dimentichiamo che un direttore di giornale è stato licenziato su richiesta del presidente, ci sono state denunce e scontri tra lui e i giornali. Il modello in questo campo semmai è l’Inghilterra. In questo momento in Italia c’è però una tensione sull’informazione che non si verifica in altri paesi. Il premier è proprietario editoriale e di televisioni. In questo il caso italiano è unico».&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Lei vede un’evoluzione nelle relazioni tra i due paesi?&lt;br /&gt;«Il rapporto tra Italia e Francia è solido sul piano economico e nella tradizione delle relazioni tra le due amministrazioni. Per il resto l’immagine dell’Italia è indebolita, non c’è dubbio. Pesano la questione Berlusconi, le polemiche, l’incertezza sul futuro. Come professore di Sciences-Po posso dirle che fino a due anni fa molti nostri studenti chiedevano di venire in Italia a fare l’anno obbligatorio all’estero. Ora molti meno».&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A causa di un giudizio negativo su Berlusconi?&lt;br /&gt;«Con significative eccezioni. Per esempio il lavoro fatto dal governo al G8 dell’Aquila è stato riconosciuto e apprezzato. Tuttavia in Francia pesa il modo schematico in cui i media riportano le polemiche politiche italiane. C’è interesse, ma l’informazione è un po’ banalizzata. La domanda che mi sento rivolgere più spesso è: come possono gli italiani votare per Berlusconi?».&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E lei come risponde?&lt;br /&gt;«Che in un paese in preda a una crisi fortissima, dove erano crollati i riferimenti classici, Berlusconi ha saputo affermare la sua forza di leader, anche come uomo di Stato per quanto diverso dagli altri. Ha espresso un’egemonia culturale e io considero questa una grande lezione del berlusconismo. Ha saputo tenere insieme coppie di valori che sembrano opposti: liberismo-protezionismo, conservazione-innovazione ecc. Approfittando dell’incapacità del centrosinistra, ha saputo essere il cemento di un blocco sociale in cui ci sono i forti e i deboli, gli integrati e gli esclusi: imprenditori, commercianti, gli impauriti da immigrazione, globalizzazione, Europa. Lui ha saputo incarnare tutto questo persino nell’aspetto fisico».&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Gli ultimi mesi sono stati segnati dalle rivelazioni sulla sua vita privata. Quanto hanno pesato sulla sua immagine pubblica?&lt;br /&gt;«Lo hanno messo in difficoltà e sono state la prima vera frattura. L’ha pagata nell’elettorato cattolico e si è visto molto nettamente nelle elezioni di primavera. Ma lui ha saputo giocare la sua carta preferita, quella del rovesciamento. Ha detto: non sono un santo. I molti italiani che peccano come lui possono averlo capito».&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Lei crede che queste rivelazioni possano condizionare il suo futuro di leader?&lt;br /&gt;«Sappiamo che l’uomo, quando sembra in difficoltà, sa risalire. La battaglia gli piace, è il suo vero terreno. Ha ancora tre anni di legislatura, non vedo proprio chi possa metterlo in difficoltà. Come si dice in francese, dalla foresta non è uscito nessuno in grado di contestare la sua leadership. Gianfranco Fini sta prendendo un appuntamento con il futuro. Ma per il momento non vedo alternative a Berlusconi».&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Lei crede che la democrazia italiana saprà sopravvivere a questa crisi?&lt;br /&gt;«Sì, non siamo sull’orlo del fascismo, non siamo negli anni Venti. Una svolta autoritaria come allora sarebbe insopportabile. Non siete minacciati, la società ha una grande vitalità, avete superato tante crisi, è un momento duro, intenso, ma io sono ottimista, anche perché, come diceva Brecht, il popolo non si può sciogliere».&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;see u,&lt;br /&gt;Giangiacomo&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8744820345372214504-4473796720670221130?l=giangiacomosthinktank.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://giangiacomosthinktank.blogspot.com/feeds/4473796720670221130/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8744820345372214504&amp;postID=4473796720670221130' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8744820345372214504/posts/default/4473796720670221130'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8744820345372214504/posts/default/4473796720670221130'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://giangiacomosthinktank.blogspot.com/2009/09/berlusconi-e-sarkozy-la-democrazia-del.html' title='&quot;Berlusconi e Sarkozy, la democrazia del leader&quot;'/><author><name>G.</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03096557084871773528</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8744820345372214504.post-7533816864254542835</id><published>2009-09-06T09:04:00.000-07:00</published><updated>2009-09-06T09:05:34.152-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='religione; società'/><title type='text'>La Chiesa sull'immigrazione</title><content type='html'>&lt;span style="font-family:verdana;font-size:85%;"&gt;La recente polemica sulle politiche in materia di immigrazione&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:verdana;font-size:85%;"&gt;Quando da esponenti della Chiesa vengono parole poco sensate ...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Qual è il vero pericolo della società “multiculturale” a cui l’Europa sembra condannata.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Attualità: Islam e immigrazione&lt;br /&gt;L'immigrazione massiccia verso i Paesi europei, specie verso l'Italia, fa parte di un disegno di costruire una grande comunità islamica anche in Occidente e fare progressivamente dell'Europa una terra islamica. Non bisognerà attendere molto: la sottomissione degli occidentali alla sacralità coranica è già avviata grazie ad un errata concezione di tolleranza.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Actuality: Islam and immigration&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;The massive immigration to European Countries, especially to Italy, is a part of a plan to build a great Islamic community in Occident too and make of Europe an Islamic land.We don't need to wait too long: the Occidental submission to the sacrality of Koran is already started thanks to a wrong conception of tolerance.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;see u,&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;Giangiacomo&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8744820345372214504-7533816864254542835?l=giangiacomosthinktank.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://giangiacomosthinktank.blogspot.com/feeds/7533816864254542835/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8744820345372214504&amp;postID=7533816864254542835' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8744820345372214504/posts/default/7533816864254542835'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8744820345372214504/posts/default/7533816864254542835'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://giangiacomosthinktank.blogspot.com/2009/09/la-chiesa-sullimmigrazione.html' title='La Chiesa sull&apos;immigrazione'/><author><name>G.</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03096557084871773528</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8744820345372214504.post-1615973600364031423</id><published>2009-09-03T11:00:00.000-07:00</published><updated>2009-09-03T11:01:53.663-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='politica interna; società'/><title type='text'>Io sto con Feltri!</title><content type='html'>&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;Con la posizione e visione di Feltri tutta la vita!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Moralisti...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;see u,&lt;br /&gt;Giangiacomo&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8744820345372214504-1615973600364031423?l=giangiacomosthinktank.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://giangiacomosthinktank.blogspot.com/feeds/1615973600364031423/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8744820345372214504&amp;postID=1615973600364031423' title='3 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8744820345372214504/posts/default/1615973600364031423'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8744820345372214504/posts/default/1615973600364031423'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://giangiacomosthinktank.blogspot.com/2009/09/io-sto-con-feltri.html' title='Io sto con Feltri!'/><author><name>G.</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03096557084871773528</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8744820345372214504.post-4101542821309405610</id><published>2009-08-29T09:50:00.000-07:00</published><updated>2009-08-29T10:01:00.652-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='politica interna'/><title type='text'>Perchè D'Alema è di casa in procura</title><content type='html'>&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;Leggo da Panorama del 25 Giugno 2009&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:times new roman;"&gt;Quel contributo di 20 milioni in Puglia&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;span style="font-family:times new roman;"&gt;Uno dei possibili "legami" tra Massimo D'Alema (che aveva previsto questa Primavera uno scossone per il Governo) e la procura di Bari (che ha aperto l'inchiesta relativa agli incontri tra Berlusconi e la D'Addario) passa attraverso Alberto Maritati, l'ex magistrato barese che fu eletto nelle file dei Ds il 27 Giugno 1999 e che dopo un mese, il 4 Agosto, venne (con un record mai eguagliato nella storia repubblicana) promosso sottoseretario all'Interno proprio nel primo governo presieduto da D0Alema. Pochi, però, ricordano un retroscena di quella candidatura, peraltro riveltato nova anni fa da Panorama (numero 23 del 2000). Nel Giugno 1995, infatti, era stato proprio Maritati a chiedere e ottenere il proscioglimento di D'Alema in un'indagine per finanziamento illecito. Ad accusare D'Alema era stato, alla metà del 1994, il "re delle case di cura baresi" Francesco Cavallari. Costui aveva dichiarato a verbale che nel 1987, da segretario regionale del Pci pugliese, D'Alema gli aveva chiesto un "contributo di 20 ilioni di lire" e Cavallari aveva aggiungo di averlo accontentato con una busta contentente quella cifra. Secondo i giudici baresi, D'Alema, che era stato interrogato tra la fine del 1994 e la primavera del 1995, aveva "lealmente" ammesso il finanziamento illecito, non escludendo "che la somma versata dal Cavaliari fosse stata proprio dell'importo da quest'ultimo indicato". I giudici avevano poi deciso di proscioglierlo per prescrizione. Quattro anni più tardi Maritati era stato eletto nelle elezioni suppletive a Bari. Era stato votato dal 53,7 per cento degli elettori. E aveva cominciato allora una brillante carriera politica. &lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;E bravo il moralista D'Alema...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;see u,&lt;br /&gt;Giangiacomo&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8744820345372214504-4101542821309405610?l=giangiacomosthinktank.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://giangiacomosthinktank.blogspot.com/feeds/4101542821309405610/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8744820345372214504&amp;postID=4101542821309405610' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8744820345372214504/posts/default/4101542821309405610'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8744820345372214504/posts/default/4101542821309405610'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://giangiacomosthinktank.blogspot.com/2009/08/perche-dalema-e-di-casa-in-procura.html' title='Perchè D&apos;Alema è di casa in procura'/><author><name>G.</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03096557084871773528</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8744820345372214504.post-1002101764516490517</id><published>2009-08-22T06:41:00.000-07:00</published><updated>2009-08-22T06:42:32.151-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='storia'/><title type='text'>14 Agosto 1480</title><content type='html'>&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;14 agosto 1480: i turchi massacrano Otranto&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Gli uomini superstiti furono messi dinanzi alla scelta: rinnegare Cristo o morire. In 800 furono martirizzati&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;1480: the Turks besieged Otranto. The inhabitants were obliged to deny Christ. Those men chose the death &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;see u,&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;Giangiacomo&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8744820345372214504-1002101764516490517?l=giangiacomosthinktank.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://giangiacomosthinktank.blogspot.com/feeds/1002101764516490517/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8744820345372214504&amp;postID=1002101764516490517' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8744820345372214504/posts/default/1002101764516490517'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8744820345372214504/posts/default/1002101764516490517'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://giangiacomosthinktank.blogspot.com/2009/08/14-agosto-1480.html' title='14 Agosto 1480'/><author><name>G.</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03096557084871773528</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8744820345372214504.post-434964476773169567</id><published>2009-08-22T05:57:00.000-07:00</published><updated>2009-08-22T05:58:45.626-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='persone'/><title type='text'>Proud to be... different</title><content type='html'>&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;Proud to be different!&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;Proud to be me!!&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;see u,&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;Giangiacomo&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8744820345372214504-434964476773169567?l=giangiacomosthinktank.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://giangiacomosthinktank.blogspot.com/feeds/434964476773169567/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8744820345372214504&amp;postID=434964476773169567' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8744820345372214504/posts/default/434964476773169567'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8744820345372214504/posts/default/434964476773169567'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://giangiacomosthinktank.blogspot.com/2009/08/proud-to-be-different.html' title='Proud to be... different'/><author><name>G.</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03096557084871773528</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8744820345372214504.post-4128186393912169393</id><published>2009-07-12T11:23:00.000-07:00</published><updated>2009-07-12T11:33:00.690-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='lavoro; politica interna; economia; società'/><title type='text'>Ho conosciuto l'ideologia in persona!</title><content type='html'>&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Grazie alla mia manager, ho avuto modo di partecipare Lunedì scorso, 6 Luglio 2009, all'Assemblea dei Soci dell'Unione Industriale di Torino.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Curiosa, interessante, stimolante; è stato possibile ascoltare interventi che miravano a qualcosa di concreto... in particolare soluzioni concrete alla crisi economica e finanziaria nel territorio sabaudo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sedevo nell'ultima fila della Sala dei Duecento e davanti a me... Giorgio Airaudo, segretario provinciale della Fiom (Cgil). Prendeva appunti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nel corso del suo intervento, Giorgio Carbonato, Presidente dell'Unione Industriale di Torino, ha toccato il tema delle relazioni sindacali, tendendo le mani alle rappresentanze sindacali (rsu), chiedendo una collaborazione, una responsabilità attraversando insieme le difficoltà aziendali, chi in qualità di imprenditori, chi come lavoratori.&lt;br /&gt;Ultimo passaggio, chiedeva di ipotizzare modalità simili a quanto avviene già negli USA (esempio noto quello di Chrysler): associazioni di lavoratori e sindacali all'interno dei cda, board, consigli di gestione e sorveglianza delle aziende allo scopo di prendere insieme determinate decisioni sulla vita societaria.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ho provato tristezza e una tremenda arrabbiatura vedere che questo uomo (il termine "uomo" è un complimento perchè personaggi di tale rango non arriverebbero alla più bassa casta del mondo induista indiano e non sarebbero quindi considerati persone) ostentava il suo disappunto, bofonchiando qualcosa, scuotendo con forza la testa e in ultimo alzandosi, uscendo e gesticolando nei corridoi con un altro giovane sindacalista (giovane, quasi 70 anni...) facendosi notare dal pubblico, hostess e sicurezza.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Perchè tristezza e arrabbiatura?&lt;br /&gt;Perchè quella rappresentava e rappresente l'ideologia, il pregiudizio, il preconcetto, modalità umana più lontana dal mio cuore e dal mio pensiero. il falso, il male, l'errore...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quell'essere lì dovrebbe rappresentare migliaia di lavoratori e perseguire il loro bene? partecipare a discussioni (per lui, lotte) in un periodo di mercato così nero e dove uomini (veri) e famiglie rischiano il proprio lavoro?!?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Assurdo&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma perchè "caro" airaudo (caro perchè costi ai tesserati cigiellini...) non pensi prima alla proposta che viene elaborata da una Emma Marcegaglia (una tigre straordinaria, il suo intervento è stato straordinario duro e chiaro) e da un Giorgio Carbonato? perchè non valuti? non comprendi meglio quale può essere la trattativa più corretta, più diplomatica?&lt;br /&gt;Esiste la mediazione... mediazione mirata alla ricerca del effettivo bene comune (che potrebbe non coincidere con la miglior posizione per la Fiom...)&lt;br /&gt;No, non riesci proprio... l'ideologia in persona, che in te si incarna, non riesce a farti abbattere il muro mentale e a farti fare un passo in avanti...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;peccato... un'ulteriore occasione mancata!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;a questo punto, mi chiedo come mai non sei rimasto a dormire lo scorso lunedì mattina o non l'hai impiegata ad urlare alle masse...&lt;br /&gt;tanto sei solo venuto a scaldare la sedia (già calda considerata la temperatura torinese di luglio) e con i tappi nelle orecchie...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;see u,&lt;br /&gt;Giangiacomo&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8744820345372214504-4128186393912169393?l=giangiacomosthinktank.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://giangiacomosthinktank.blogspot.com/feeds/4128186393912169393/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8744820345372214504&amp;postID=4128186393912169393' title='6 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8744820345372214504/posts/default/4128186393912169393'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8744820345372214504/posts/default/4128186393912169393'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://giangiacomosthinktank.blogspot.com/2009/07/ho-conosciuto-lideologia-in-persona.html' title='Ho conosciuto l&apos;ideologia in persona!'/><author><name>G.</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03096557084871773528</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>6</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8744820345372214504.post-6870492628590643988</id><published>2009-06-24T03:54:00.000-07:00</published><updated>2009-06-24T03:55:40.659-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='politica interna; società'/><title type='text'>Lezione di moralità</title><content type='html'>&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Augusto Minzolini ci piace. E’ il nuovo direttore del TG1, e ieri ha spiegato a tutti perché il suo TG non si occupa delle cene a casa di Berlusconi. Sostanzialmente, perché non ci sono notizie, solo chiacchiere. &lt;a href="http://video.excite.it/video/21882/Minzolini-al-Tg1-su-Berlusconi-Solo-allusioni"&gt;Se cliccate qua potete vedervi il video&lt;/a&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per quel che mi riguarda, non prendo lezioni di moralità da Repubblica, nel senso del giornale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I loro articoli sono patetici: oggi, per esempio, Edmondo Berselli parla di “amnesia etica”, e punta l’indice, orrore orrore, verso “il mondo di Noemi, il mondo di Casoria e delle feste notturne a strascico, il mondo notturno e terminale di Berlusconi e del Berlusconismo”. E quale sarebbe, l’abisso immondo di Casoria? In che consiste? Che è?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Invece, come sappiamo, il mondo di Repubblica, quello sì, tutta virtù!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Notoriamente, Repubblica è la bandiera della morale cattolica ed indica a tutti castità, sobrietà e fedeltà coniugale. Il suo padrone, DeBenedetti, è un noto benefattore dell’umanità, lui sicuramente non ha mai fatto una festa in vita sua, tutto casa e bottega, per non parlare di Eugenio Scalfari, che quandoc’eraLui, andava in Via Veneto, e con i suoi amichetti, evidentemente, ci andava a recitare il rosario.. Le pagine di Repubblica e dei suoi inserti trasudano purezza morale, evocano valori etici ora sottoposti ad amnesia (almeno a Casoria), il paradiso dell’anima, insomma.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ad oggi i fatti sono questi: qualcuno ha portato una prostituta (che a Repubblica chiamano escort perché sono rispettosi delle donne e poi sono tanto educati e certe brutte parole non le dicono per rispetto dei lettori) a casa di Berlusconi, le ha fatto registrare tutto il registrabile – sei nastri almeno - per poi montare una incredibile campagna di delegittimazione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E che forse questo qualcuno ha qualcosa a che fare con chi in quindici anni ha fatto di tutto per far fuori Berlusconi, usando pure mezza magistratura italiana, e non ci è riuscito? La domanda sorge spontanea.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Certo che quei nastri dovrebbero essere abbastanza noiosi. A quanto pare Berlusconi ha fatto vedere ai suoi ospiti tutti il filmato con Bush (quindi tutto in inglese), e poi le foto con i nipotini, ha fatto cantare Apicella, ha raccontato barzellette, insomma: che eccitazione. Che eros.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E pure Famiglia Cristiana che ci va dietro. Che fantasia. Rosi Bindi e Ignazio Marino e le loro proposte di legge su famiglia e testamento biologico: Famiglia Cristiana giusto quelli si merita.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;see u,&lt;br /&gt;Giangiacomo&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8744820345372214504-6870492628590643988?l=giangiacomosthinktank.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://giangiacomosthinktank.blogspot.com/feeds/6870492628590643988/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8744820345372214504&amp;postID=6870492628590643988' title='4 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8744820345372214504/posts/default/6870492628590643988'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8744820345372214504/posts/default/6870492628590643988'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://giangiacomosthinktank.blogspot.com/2009/06/lezione-di-moralita.html' title='Lezione di moralità'/><author><name>G.</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03096557084871773528</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>4</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8744820345372214504.post-5211176109002331778</id><published>2009-06-21T02:01:00.000-07:00</published><updated>2009-06-21T02:02:14.006-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='persone'/><title type='text'>Una lezione da non dimenticare</title><content type='html'>&lt;span style="font-size:85%;"&gt;"La società non è un'entità o un organismo al di fuori e al di sopra dell'individuo"&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"Non è lo stato che rende vitali i suoi organi; è l'uomo che li vivifica, l'uomo che li mortifica, l'uomo singolo e organizzato, la persona reale effettiva, non l'ente astratto che si usa chiamare stato"&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"La libertà non è divisibile; buona nella politica o nella religione e non buona nell'economia o nell'insegnamento: tutto è solidale. Vedo che certi cattolici sociali ora sarebbero disposti ad abbandonare la libertà economica e non comprendono che essi così abbandonano la libertà in tutti i campi, anche quello religioso"&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"Lo stato italiano è largo e generoso: crea nuovi enti. Dal giorno che ha preso la malattia dell'entite, non si ferma più"&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"Il privato impiega il denaro assai meglio dello stato; la produttività dell'impresa privata è superiore a quella dell'impresa pubblica. Per una politica di maggior impiego di mano d'opera è obbligo dello stato non solo non ostacolare l'investimento privato, ma anche favorirlo".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"Non si possono attuare grandi riforme sociali se non in clima di libertà, con reale senso di moralità pubblica, in un'economia che si risana e in una struttura statale ferma, agile e responsabile"&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"Fra coloro che amano la libertà per convinzione e coloro che amano la libertà a parole vi è una divergenza sostanziale: i primi sono convinti che la libertà rimedia ai mali che può produrre, perché al tempo stesso eccita energie nuove, spinge alla formazione di libere associazioni, sviluppa contrasti politici e sociali dai quali derivano i necessari assestamenti; gli altri, invece, hanno paura della libertà e cercano sempre il modo di imbrigliarla con una continua e crescente legislazione e con un'azione politica vincolatrice, che finiscono per soffocarla"&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"I popoli sotto dittatura anelano alla libertà; se manca tale anelito, cessa il senso della personalità, il desiderio del progresso, il valore dell'iniziativa. I popoli che tendono a progredire, si affermano nella libertà e per la libertà"&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"Nella politica, come in tutte le sfere dell'attività umana, occorre il tempo, la pazienza, l'attesa del sole e della pioggia, il lungo preparare, il persistente lavorio, per poi, infine, arrivare a raccoglierne i frutti"&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"Soprattutto, non agire da ignoranti, né da presuntuosi. Quando non si sa, occorre informarsi, studiare, discutere serenamente, obiettivamente, e senza mai credere di essere infallibili"&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"La libertà è come l'aria: si vive nell'aria; se l'aria è viziata, si soffre; se l'aria è insufficiente, si soffoca; se l'aria manca si muore"&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"Due cose mancano alla scuola in Italia: libertà e mezzi; ma i mezzi senza libertà sarebbero sciupati; mentre con la libertà si riuscirebbe anche a trovare i mezzi"&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"Spero che l'aria di libertà che viene dall'America penetri nel nostro paese, dove la libertà scolastica non esiste affatto"&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Don Luigi Sturzo&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.formazionepolitica.eu/"&gt;www.formazionepolitica.eu&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;see u,&lt;br /&gt;Giangiacomo&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8744820345372214504-5211176109002331778?l=giangiacomosthinktank.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://giangiacomosthinktank.blogspot.com/feeds/5211176109002331778/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8744820345372214504&amp;postID=5211176109002331778' title='5 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8744820345372214504/posts/default/5211176109002331778'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8744820345372214504/posts/default/5211176109002331778'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://giangiacomosthinktank.blogspot.com/2009/06/una-lezione-da-non-dimenticare.html' title='Una lezione da non dimenticare'/><author><name>G.</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03096557084871773528</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>5</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8744820345372214504.post-5150307095607681491</id><published>2009-06-21T01:13:00.000-07:00</published><updated>2009-06-21T01:14:51.050-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='politica interna; religione'/><title type='text'>Ma non c'era il silenzio elettorale?!?</title><content type='html'>&lt;span style="font-family:verdana;font-size:85%;"&gt;Ieri sera, sabato 20 giugno 2009, ho partecipato alla processione della Madonna della Consolata, patrona della Diocesi di Torino.&lt;br /&gt;Alcune ore di preghiera per migliaia di persone, di devoti, da ogni dove, stretti stretti in Chiesa con un caldo umido soffocante.&lt;br /&gt;Al termine il Cardinale S. E. Severino Poletto prende la parola allo scopo di sottolineare alcune nostre povertà per cui pregare e chiedere aiuto alla Madonna.&lt;br /&gt;La prima riguarda la povertà materiale di molti di noi, considerato la crisi economica che ha colpito aziende e famiglie in particolar modo della provincia torinese, legato all'indotto dell'automotive.&lt;br /&gt;La seconda qual'era? Esattamente uguale alla prima, ma espressamente dedicata agli immigrati dove il Cardinale ci chiedeva un dialogo, un rispetto, un adeguamento, ecc ecc.&lt;br /&gt;E' chiaro, ed è sembrato a molti con cui mi sono paragonato, un forte monito anti Lega Nord (e anti PdL) nel giorno precedente il ballottaggio tra Antonio Saitta e Claudia Porchietto per la poltrona di Presidente della Provincia di Torino.&lt;br /&gt;Due considerazioni finali.&lt;br /&gt;Mi viene da sperare che il Cardinale Poletto abbia confuso Antonio Saitta con Sant'Antonio e per questo lo abbia supportato in veste ufficiale ad una cerimonia religiosa. Anche perchè, presumo che Poletto lo sappia, il primo e i suoi compagni dietro sono figli del cattocomunismo e non sono certo fedeli ai principi del cristianesimo, ai valori non negoziabili della vita, della famiglia, della proprietà e della libertà economica che la Chiesa (quella non legata a logiche di potere torinese) sostiene a spada tratta...&lt;br /&gt;La seconda: ora capisco il "provvidenziale" diluvio universale di ieri sera, che ha costretto le parole di Poletto a rimanere sotto il tetto del Santuario della Consolata e non arrivare per le strade del centro torinese.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;see u,&lt;br /&gt;Giangiacomo&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8744820345372214504-5150307095607681491?l=giangiacomosthinktank.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://giangiacomosthinktank.blogspot.com/feeds/5150307095607681491/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8744820345372214504&amp;postID=5150307095607681491' title='6 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8744820345372214504/posts/default/5150307095607681491'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8744820345372214504/posts/default/5150307095607681491'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://giangiacomosthinktank.blogspot.com/2009/06/ma-non-cera-il-silenzio-elettorale.html' title='Ma non c&apos;era il silenzio elettorale?!?'/><author><name>G.</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03096557084871773528</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>6</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8744820345372214504.post-7610017670691330325</id><published>2009-06-20T06:55:00.000-07:00</published><updated>2009-06-20T06:57:18.644-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='sanità'/><title type='text'>MORTI IMPROVVISE DI BAMBINI IN USA PER PSICOFARMACI: C'E' CORRELAZIONE</title><content type='html'>Cari lettori,&lt;br /&gt;in virtù dell'alto interesse di questa notizia per la salute pubblica anche in Italia, vi prego di dare la massima visibilità possibile&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Pubblicati i risultati di un nuovo studio in USA finanziato dalla FDA: c’è correlazione tra l’uso di psicofarmaci per i bambini iperattivi (usati anche in Italia) e morti “improvvise ed inspiegabili”. Poma (Giù le Mani dai Bambini): “Nulla di inspiegabile, questi psicofarmaci sono metanfetamine, ovvero droghe: quindi in caso di assunzione prolungata uccidono”. Bianchi di Castelbianco (psicoterapeuta dell’età evolutiva): “Questi bambini sono esposti a rischi di morte per curare una sindrome fantasma che probabilmente neppure esiste. Effetti avversi rari, solo 1 bimbo su 10.000? Non sono loro figli, perché allora ragionerebbero diversamente”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;TORINO - La Food and Drug Administration (FDA) ed il National Institute of Mental Health hanno finanziato un nuovo studio sugli effetti avversi derivanti dalla somministrazione ai bambini degli psicofarmaci utilizzati per sedare l'iperattività. I risultati sono stati resi noti in questi giorni in America: la ricerca, coordinata da Madelyn Gould, Professore di epidemiologia e Psichiatria pediatrica alla Columbia University, ha analizzato 564 casi di decessi di minori trattati per l'ADHD nel decennio tra il 1985 e il 1996, e l'esito è quello di un possibile legame esistente tra l'assunzione di medicinali contro la Sindrome da Deficit dell'Attenzione e Iperattività (ADHD, ovvero bambini troppo agitati e distratti) ed il rischio di "morte improvvisa". “Gli eventi rilevati sono ancora da approfondire e comunque rari”, ha dichiarato il coordinatore della ricerca, “meno di un bambino ogni 10.000”, e peraltro attualmente la Food and Drug Administration (l’FDA, il massimo organismo di controllo sanitario in USA) non prevede di modificare le linee guida sull'impiego di questi prodotti, autorizzati all’uso anche in Italia. “Questo studio rileva una significativa associazione, o un segnale di correlazione, tra decessi improvvisi ed inspiegabili e l’assunzione di farmaci per l’ADHD - sottolineano gli autori della ricerca - in particolare per quanto riguarda la terapia a base di metilfenidato” (Ritalin® e prodotti simili). Ed aggiungono: “I risultati di questa ricerca invitano a puntare l'attenzione sui possibili rischi per bambini e adolescenti derivanti dall’assunzione di medicinali stimolanti”. L'invito degli specialisti ai genitori preoccupati è di discutere delle eventuali perplessità con il medico, evitando di sospendere di propria iniziativa la terapia ai loro figli, anche per evitare gli effetti avversi tipici della repentina interruzione dell'assunzione di queste droghe. Luca Poma - giornalista e portavoce di Giù le Mani dai Bambini®, il più rappresentativo comitato italiano per la farmacovigilanza pediatrica - ha dichiarato: “è l'ennesimo campanello d'allarme sui pericoli derivanti dall'assunzione di questi psicofarmaci in tenera età. È sconcertante poi l'ipocrisia: qui di ‘inspiegabile’ non c'è proprio nulla, questi bambini muoiono in diretta relazione con l'assunzione di queste metanfetamine, ma i poteri forti influenzano l'FDA in USA, che trae sostentamento finanziario dalle multinazionali farmaceutiche che dovrebbe controllare, ed anche l'Agenzia del Farmaco e l'Istituto Superiore di Sanità, che seguono le ‘mode’ prescrittive americane: questi enti che dovrebbero vegliare sulla sicurezza dei nostri figli fanno come gli struzzi e nascondono la testa sotto la sabbia. D'altra parte, se ci sono gravi complicazioni solo per 1 bambino ogni 10.000 non c'è mica da preoccuparsi, dicono loro, perchè mai applicare restrizioni più prudenti?" Federico Bianchi di Castelbianco, psicoterapeuta dell’età evolutiva, ha dichiarato al riguardo: “Il problema è che gli psicofarmaci hanno pregi e difetti, ma perché esporre a pericolo di morte dei bambini che non avrebbero alcun bisogno di esporsi a questo rischio? Questi farmaci sono proprio necessari, dato che molti mettono addirittura in dubbio l’esistenza stessa della sindrome ‘ADHD’, che è considerata sempre più una ‘sindrome fantasma’, una moda prescrittiva del XX° secolo com’era all’epoca l’isteria femminile?”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.giulemanidaibambini.org/"&gt;www.giulemanidaibambini.org&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;see u,&lt;br /&gt;Giangiacomo&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8744820345372214504-7610017670691330325?l=giangiacomosthinktank.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://giangiacomosthinktank.blogspot.com/feeds/7610017670691330325/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8744820345372214504&amp;postID=7610017670691330325' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8744820345372214504/posts/default/7610017670691330325'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8744820345372214504/posts/default/7610017670691330325'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://giangiacomosthinktank.blogspot.com/2009/06/morti-improvvise-di-bambini-in-usa-per.html' title='MORTI IMPROVVISE DI BAMBINI IN USA PER PSICOFARMACI: C&apos;E&apos; CORRELAZIONE'/><author><name>G.</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03096557084871773528</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8744820345372214504.post-1598052315698435219</id><published>2009-06-14T05:01:00.000-07:00</published><updated>2009-06-14T05:03:09.004-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='politica estera'/><title type='text'>Ronald Reagan</title><content type='html'>considerato che in settimana qualche dittatore libico ne ha parlato male...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ronald Reagan (1911-2004)&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.storialibera.it/epoca_contemporanea/comunismo_nel_mondo/guerra_fredda/ronald_reagan/"&gt;Il grande Reagan&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;A cinque anni dalla morte (5 giugno 2004)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"Guerra fredda": Ronald Reagan (1911-2004)&lt;br /&gt;"Nei 2.765 giorni della nostra amministrazione, non un solo centimetro di terra è caduto sotto il comunismo" (Republican National Convention - 15 agosto 1988)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"Cold war": Ronald Reagan (1911-2004) "In the 2,765 days of our administration, not 1 inch of ground has fallen to the Communists" (Republican National Convention - August 15, 1988)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.storialibera.it/epoca_contemporanea/comunismo_nel_mondo/guerra_fredda/ronald_reagan/"&gt;http://www.storialibera.it/epoca_contemporanea/comunismo_nel_mondo/guerra_fredda/ronald_reagan/&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;see u,&lt;br /&gt;Giangiacomo&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8744820345372214504-1598052315698435219?l=giangiacomosthinktank.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://giangiacomosthinktank.blogspot.com/feeds/1598052315698435219/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8744820345372214504&amp;postID=1598052315698435219' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8744820345372214504/posts/default/1598052315698435219'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8744820345372214504/posts/default/1598052315698435219'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://giangiacomosthinktank.blogspot.com/2009/06/ronald-reagan.html' title='Ronald Reagan'/><author><name>G.</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03096557084871773528</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8744820345372214504.post-9079779386052613</id><published>2009-06-07T12:16:00.000-07:00</published><updated>2009-06-07T13:23:39.398-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='politica estera'/><title type='text'>No all'Eurabia</title><content type='html'>&lt;span style="font-family:verdana;font-size:85%;"&gt;Islam ed Europa: l'islamizzazione dell'Europa&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:verdana;font-size:85%;"&gt;Il continente da cui è nata la civiltà è in agonia. Le vestigia che ricoprono il Vecchio Continente, e che costituiscono la dimostrazione delle sue radici, sembrano oggi le lapidi della sua decadenza.L'Europa è moribonda in una drammatica combinazione di suicidio e di omicidio: pregiudizio e allergia a tutto ciò che è cristiano e tolleranza e simpatia verso tutto ciò che è islamico.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:verdana;font-size:85%;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:verdana;font-size:85%;"&gt;Islam and Europe: the Islamization of Europe&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;The continent where civilization is born is in agony. Today the vestigia that cover the old continent, and that are the demonstration of its roots, appear as the headstones of its decline.Europe is dying in a dramatic combination of suicide and murder: prejudice and allergy to everything that is Christian and tolerance and sympathy towards everything that is Islamic&lt;/span&gt;.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.storialibera.it/attualita/islam_ed_europa/"&gt;www.storialibera.it/attualita/islam_ed_europa/&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;see u,&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;Giangiacomo&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8744820345372214504-9079779386052613?l=giangiacomosthinktank.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://giangiacomosthinktank.blogspot.com/feeds/9079779386052613/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8744820345372214504&amp;postID=9079779386052613' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8744820345372214504/posts/default/9079779386052613'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8744820345372214504/posts/default/9079779386052613'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://giangiacomosthinktank.blogspot.com/2009/06/no-alleurabia.html' title='No all&apos;Eurabia'/><author><name>G.</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03096557084871773528</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8744820345372214504.post-7111053751402553344</id><published>2009-06-07T05:48:00.000-07:00</published><updated>2009-06-07T05:49:42.092-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='politica estera'/><title type='text'>La debolezza della Ragione</title><content type='html'>Il discorso del presidente Obama al Cairo&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il discorso del presidente degli Stati Uniti Barack Hussein Obama pronunciato all’Università del Cairo il 4 giugno 2009 (che cito dal testo ufficiale diffuso dal sito della Casa Bianca: &lt;a href="http://www.whitehouse.gov/the_press_office/Remarks-by-the-President-at-Cairo-University-6-04-09/"&gt;http://www.whitehouse.gov/the_press_office/Remarks-by-the-President-at-Cairo-University-6-04-09/&lt;/a&gt; ) dimostra, anzitutto, che a differenza di buona parte della stampa europea gli speechwriter del presidente americano sono attenti lettori dei discorsi di Benedetto XVI. Senza mai citare il Pontefice, alcuni passaggi sono ripresi quasi letteralmente. E tuttavia, mentre ripete la lettera di Benedetto XVI, Obama si allontana dallo spirito dei testi pontifici: e sta qui la debolezza di fondo del suo discorso.&lt;br /&gt;Per un confronto, sarà sufficiente riassumere l’essenziale del magistero di Benedetto XVI in tema di rapporti con l’islam. Il Papa riconosce che è difficile che cristiani e musulmani (e anche, naturalmente, cristiani e buddhisti, induisti o atei) raggiungano un consenso sulla base dei rispettivi testi sacri o credenze in materia di religione. Il confronto interreligioso di natura teologica offre materia per interessanti congressi internazionali, ma di rado porta a un vero consenso con serie conseguenze pratiche. Questo va cercato invece argomentando non dal Corano o dalla Bibbia ma dalla ragione, che è comune a tutti gli uomini e che di per sé non è né cristiana né musulmana, né buddhista né atea. Attraverso la ragione è possibile scoprire quella legge naturale che costituisce, secondo l’espressione di Benedetto XVI, “la grammatica della vita sociale” e che consente di fissare verità condivise e regole del gioco valide per tutti. Argomentando, appunto, anzitutto dalla ragione il Pontefice – parlando ai musulmani a Castel Gandolfo dopo il discorso di Ratisbona nel 2006, in Turchia nello stesso 2006 e in Terra Santa nel 2009 – non si limita a principi generali ma mostra in concreto su che cosa, sulla base della legge naturale, cristiani e musulmani possono convenire. Si tratta anzitutto dei principi non negoziabili in materia d’inizio e fine della vita (con il no all’aborto e all’eutanasia) – su cui un certo consenso già esiste –, quindi di temi delicati, che il Papa invita l’islam ad approfondire proprio sulla base della ragione, riassunti nei tre elementi del ripudio della violenza e del terrorismo, dei diritti fondamentali garantiti agli uomini così come alle donne e della libertà religiosa. Benedetto XVI non si nasconde che il filo del dialogo fra fede e ragione – che storicamente è dialogo fra cultura religiosa ed eredità della filosofia greca – nell’islam, come aveva rilevato a Ratisbona, a un certo punto si è interrotto, perché la linea maggioritaria del pensiero islamico si è ritratta di fronte al rischio che l’uso della ragione e della filosofia portasse da una parte all’ateismo e dall’altra al panteismo. Ma auspica che questo filo possa essere riannodato, e in ogni caso il comune riferimento alla ragione è l’unica via per evitare lo scontro e il conflitto permanenti.&lt;br /&gt;Al Cairo Obama riprende l’idea di una “verità che trascende nazioni e popoli – è una verità che non è nuova, che non è né nera né bianca né marrone, che non è né cristiana né musulmana né ebrea”. Declinando le conseguenze di questa verità “che trascende nazioni e popoli”, Obama segue lo stesso schema di Benedetto XVI: condanna senza appello della violenza e del terrorismo, diritti delle donne, libertà di religione. Il tono è diverso – con qualche concessione retorica all’audience musulmana che diventa errore sociologico e storico, come quando i fondamentalisti sono definiti una minoranza “piccola ma potente” (potente certo, ma non poi tanto piccola: si tratta di almeno cento milioni di persone) o s’idealizza la tolleranza dei musulmani in Andalusia e a Cordoba, confrontandola con “l’Inquisizione” cattolica – ma l’architettura rimane molto simile a quella reiteratamente proposta dal Pontefice.&lt;br /&gt;E tuttavia manca qualcosa che non è secondario ma essenziale. Quando Benedetto XVI fa appello alla verità, il fondamento filosofico proposto – che è al cuore della nozione stessa di Occidente, ma nello stesso tempo è universale – è che vi siano principi e leggi iscritte nella natura stessa delle cose, che la ragione (una ragione, dunque, “forte”) è in grado di conoscere. Nel discorso di Obama non c’è nessun riferimento a una legge naturale che la ragione può discernere. Né ci potrebbe essere: perché ogni teoria della legge naturale sarebbe in aperto contrasto – meglio, in clamorosa contraddizione – con tutto quanto Obama pensa e fa in materia, per esempio, di aborto e con un atteggiamento generale che privilegia i cosiddetti “nuovi diritti” rispetto a principi morali universali e non negoziabili, di cui anzi si nega l’esistenza, che è tipico del presidente americano e del suo partito e che determina i noti contrasti con i vescovi cattolici degli Stati Uniti e con altri ambienti religiosi.&lt;br /&gt;Su che cosa dunque Obama pretende di fondare una verità capace di “trascendere nazioni e popoli”? In verità tertium non datur: le due ali con cui l’uomo cerca di volare, come insegna Giovanni Paolo II più volte citato da Benedetto XVI, sono la ragione e la fede. Se non ci si vuole fondare su una nozione forte di ragione, una ragione debole finirà per fare appello alla fede, che però rischierà di essere assunta in modo confuso o di diventare fideismo. Al Cairo Obama invoca la “visione di Dio”: una visione, sembra di capire, che “conosciamo” attraverso un’analisi di quanto le scritture sacre delle grandi religioni hanno in comune. Da questo punto di vista, paradossalmente, Obama appare molto più fideista del Papa. Citando il Corano, il Talmud e la Bibbia Obama pensa di avere trovato “la singola regola che sta al cuore di ogni religione – facciamo agli altri quello che vorremmo che gli altri facessero a noi”. Questa credenza, dice Obama, “non è nuova”. In effetti non lo è. La cosiddetta “regola aurea” – non fare agli altri quello che non vorresti che gli altri facessero a te – è certamente, per alcuni versi, un antico principio di buon senso, che i cristiani condividono. Tuttavia – dal filosofo tedesco Immanuel Kant in poi – molti hanno messo in luce come si tratti di uno schema formale che dev’essere riempito: chi sono gli altri? Come facciamo a conoscerne la volontà? Questa volontà che attribuiamo agli altri è necessariamente conforme alla ragione e al bene? Se rimane uno schema vuoto, la “regola aurea” non ha conseguenze pratiche e resta solo una pia aspirazione, più o meno sentimentale, al buonismo universale.&lt;br /&gt;Non potendo, per non smentire il suo relativismo in campo morale, fare appello alla legge naturale e a una ragione forte e fiduciosa di potere giungere a verità universali, Obama si trova costretto a proporre o una ragione debole – qualche cosa che ricorda i tentativi di costruire  a tavolino etiche universali alla Hans Küng – o il faticoso e ultimamente sterile tentativo di partire dalle scritture sacre delle religioni per discernerne il presunto spirito comune che ci permetterebbe di conoscere la stessa “visione di Dio” per l’umanità (una prospettiva che, appunto, Benedetto XVI ha ampiamente abbandonato, sostituendola con l’appello alla ragione).&lt;br /&gt;In questo fondamento debole della ricerca di consenso con l’islam – un fondamento che non persuaderà i musulmani che vogliono rimanere musulmani – sta il limite essenziale del discorso di Obama al Cairo. L’attenzione di molti si concentra, a proposito di questo discorso, su aspetti strettamente politici: la dichiarazione secondo cui l’Iran ha diritto a un “programma nucleare pacifico” (il cui trasferimento sul piano militare – che Obama condanna – potrebbe poi peraltro avvenire rapidamente e al di fuori di ogni possibile controllo, ammesso e non concesso che non sia già avvenuta), e l’appello alla soluzione dei due Stati per risolvere il conflitto israeliano-palestinese. Anche Benedetto XVI in Terra Santa ha ricordato la storica preferenza della Santa Sede per la “two-state solution” (forse anche perché opzioni diverse, al momento, appaiono politicamente ancora meno praticabili), ma non si è nascosto il rischio che, nell’attuale temperie medio-orientale, questa soluzione resti “un sogno”. Nel discorso di Obama, retorica a parte, non c’è molto di più perché, se è vero che si chiede a Israele un passo indietro sugl’insediamenti di coloni nei territori palestinesi, si esige pure da Hamas di “riconoscere il diritto d’Israele a esistere”. Dal momento che questo riconoscimento è vietato a Hamas dal suo stesso statuto, per passare dal sogno alla realtà c’è ancora molta strada da fare.&lt;br /&gt;Su Afghanistan (dove dichiara di voler intensificare l’impegno) e Iraq (dove promette un cauto disimpegno, dicendosi comunque “convinto che gl’iracheni stiano meglio oggi che sotto la tirannia di Saddam Hussein”) Obama ribadisce posizioni note. La novità, semmai, sta nell’apertura di credito in bianco all’Iran e a Hamas, ingrediente obbligatorio di un messaggio che si vuole a tutti i costi nuovo, ma che non sembra per ora accompagnata da alcuna concessione da parte dei destinatari.&lt;br /&gt;Tuttavia, non è per i riferimenti ai coloni israeliani e neppure al nucleare iraniano che Obama presenta il suo discorso come “storico” e occupa le prime pagine dei giornali di tutto il mondo. È per la pretesa di fondare una nuova ricerca di consenso tra l’Occidente e l’islam sull’appello a verità comuni. Questo consenso – come insegna Benedetto XVI – è difficile ma non è impossibile, purché si tratti delle verità di una ragione forte che si oppone a ogni relativismo. Se la ragione è debole, o cerca precari appoggi in una pretesa e sincretistica “visione comune” delle religioni, tutto l’edificio, per quanto sembri svettare orgogliosamente verso il cielo, è in realtà costruito sulla sabbia. E non potrà che cadere.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;see u,&lt;br /&gt;Giangiacomo&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8744820345372214504-7111053751402553344?l=giangiacomosthinktank.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://giangiacomosthinktank.blogspot.com/feeds/7111053751402553344/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8744820345372214504&amp;postID=7111053751402553344' title='4 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8744820345372214504/posts/default/7111053751402553344'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8744820345372214504/posts/default/7111053751402553344'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://giangiacomosthinktank.blogspot.com/2009/06/la-debolezza-della-ragione.html' title='La debolezza della Ragione'/><author><name>G.</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03096557084871773528</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>4</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8744820345372214504.post-2063961868028784077</id><published>2009-06-07T05:46:00.001-07:00</published><updated>2009-06-07T05:47:32.389-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='politica interna'/><title type='text'>SILVIO BERLUSCONI: Lettera aperta agli italiani</title><content type='html'>"Avrei voluto usare la campagna elettorale per spiegare l’importanza dell’Unione Europea e confrontarmi sul ruolo dell’Italia in Europa. Invece in queste ultime settimane l’opposizione, spalleggiata dai suoi giornali e dai suoi programmi televisivi, ha fatto una campagna basata soltanto su ignobili e scandalosi attacchi personali.&lt;br /&gt;Non credevo davvero si potesse arrivare a tanto.&lt;br /&gt;Mi conforta tuttavia l’affetto di tanti italiani, anche non miei elettori, che hanno capito come questa opposizione senza ideali e senza programmi, abbia tentato la carta della disperazione.&lt;br /&gt;Mentre loro rimestano nel torbido, il mio governo ha continuato a lavorare per dare più sicurezza ai cittadini: dai primi di maggio abbiamo dato il via ai respingimenti delle imbarcazioni degli immigrati clandestini. Lo abbiamo potuto fare grazie allo storico accordo firmato il 31 agosto 2008 con il leader libico Gheddafi.&lt;br /&gt;Questo accordo è uno dei frutti dell’autorevolezza che ci deriva dagli ottimi rapporti internazionali che abbiamo costruito in questi anni e che abbiamo messo a disposizione dell’Europa per risolvere numerose delicate situazioni: il conflitto tra Russia e Georgia, quello tra Israele e i palestinesi, la “crisi del gas” tra Ucraina e Federazione russa, lo sblocco del veto della Turchia alla scelta del nuovo segretario generale della Nato.&lt;br /&gt;Sembrano fatti “lontani” ma sono invece importanti, perché la politica estera è oramai diventata politica “interna”, per le ricadute che essa ha sui destini di tutti gli italiani. Per questo motivo abbiamo dedicato un mare di tempo e di lavoro alla politica estera, in Europa e nel mondo. In questo modo siamo riusciti a difendere gli interessi italiani in Europa: il nostro governo ha rinegoziato con successo il pacchetto clima (che penalizzava fortemente le nostre aziende senza difendere l’ambiente), abbiamo ottenuto il raddoppio (da 200 a 420 milioni) dei fondi a nostra disposizione per importanti opere energetiche, abbiamo sbloccato i fondi europei per i lavori del MOSE, la barriera mobile che difenderà Venezia dal fenomeno ormai ricorrente dell’“acqua alta”.&lt;br /&gt;Non appena si è profilata la crisi finanziaria globale, abbiamo convinto Europa e Stati Uniti ad affrontarla con interventi coordinati, basati su questi punti fermi: non consentire il fallimento di nessuna banca, proteggere i risparmi dei cittadini, garantire le fasce più deboli, sostenere le imprese e i lavoratori. Il nostro Governo ha dato l’esempio a tutta Europa: abbiamo messo al sicuro i conti pubblici con una legge finanziaria valida per la prima volta non per uno ma per tre anni; siamo stati i primi, il 10 ottobre 2008, a garantire che nessuna banca italiana sarebbe fallita e a proteggere i risparmi depositati nelle nostre banche.&lt;br /&gt;Siamo quelli che in Europa hanno stanziato più fondi a favore delle famiglie, dei lavoratori, delle imprese e dell’economia reale, per un totale di 55,8 miliardi di euro: 17,8 miliardi per rimettere in moto le grandi opere bloccate dalla sinistra, 9 miliardi di misure a protezione dei più deboli, 2 miliardi per le imprese dei settori più colpiti, 9 miliardi nel fondo a disposizione della Presidenza del Consiglio per rilanciare le imprese in crisi, 9 miliardi per gli ammortizzatori sociali cosiddetti “in deroga”, perché estesi, per la prima volta, al di fuori della Cassa Integrazione ordinaria e straordinaria, ai lavoratori delle piccole imprese, a quelli interinali, agli apprendisti, ai collaboratori a progetto. Per la ricostruzione dell’Abruzzo, superata la fase dell’emergenza, abbiamo avviato interventi per 8 miliardi di euro e coinvolto l’Europa attraverso il Fondo di solidarietà per le calamità naturali. Abbiamo lanciato ai leader internazionali la proposta di “adottare” un’opera d’arte, un monumento storico, una chiesa da ricostruire com’era e dov’era. Abbiamo deciso di tenere la riunione del G8 a L’Aquila, per avvicinare la capitale dell’economia alla capitale del dolore.&lt;br /&gt;E dalla prossima settimana iniziano i lavori per la realizzazione di abitazioni per 15 mila persone.&lt;br /&gt;Questi sono fatti, non parole.&lt;br /&gt;Forte di questi fatti, anche stavolta mi espongo direttamente al giudizio dei cittadini, impegnandomi come capolista in tutto il Paese, così da rappresentare l’Italia in Europa con una investitura popolare diretta che nessun altro leader europeo potrà vantare.&lt;br /&gt;Per questo motivo sabato 6 e domenica 7 giugno invito gli italiani a votare per il Popolo della Libertà e a scrivere il mio cognome accanto al simbolo. Per metterci in grado di lavorare con maggior forza per il bene di tutti: più forti dell’invidia, più forti della calunnia, più forti dell’odio".&lt;br /&gt;Silvio Berlusconi&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;see u,&lt;br /&gt;Giangiacomo&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8744820345372214504-2063961868028784077?l=giangiacomosthinktank.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://giangiacomosthinktank.blogspot.com/feeds/2063961868028784077/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8744820345372214504&amp;postID=2063961868028784077' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8744820345372214504/posts/default/2063961868028784077'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8744820345372214504/posts/default/2063961868028784077'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://giangiacomosthinktank.blogspot.com/2009/06/silvio-berlusconi-lettera-aperta-agli.html' title='SILVIO BERLUSCONI: Lettera aperta agli italiani'/><author><name>G.</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03096557084871773528</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8744820345372214504.post-1681908806143832582</id><published>2009-06-07T05:42:00.000-07:00</published><updated>2009-06-07T05:44:32.495-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='politica interna'/><title type='text'>Basta all'elemonisa!</title><content type='html'>Basta al buonismo e continuare a dare l'elemosina per le strade!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;facciamoli morire di fame questi questuanti così almeno non ci saranno più scocciatori agli incroci o durante le nostre passeggiate in centro...&lt;br /&gt;rom, arabi, negri, non avevano che da non venire qui!!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;see u,&lt;br /&gt;Giangiacomo&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8744820345372214504-1681908806143832582?l=giangiacomosthinktank.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://giangiacomosthinktank.blogspot.com/feeds/1681908806143832582/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8744820345372214504&amp;postID=1681908806143832582' title='6 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8744820345372214504/posts/default/1681908806143832582'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8744820345372214504/posts/default/1681908806143832582'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://giangiacomosthinktank.blogspot.com/2009/06/basta-allelemonisa.html' title='Basta all&apos;elemonisa!'/><author><name>G.</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03096557084871773528</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>6</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8744820345372214504.post-5887193690510720686</id><published>2009-06-02T11:34:00.001-07:00</published><updated>2009-06-02T11:35:55.053-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='politica interna'/><title type='text'>Insinuano? Facciamoli pagare...</title><content type='html'>Mercoledì 5 Maggio a Ballarò Franceschini ha perentoriamente richiesto “coerenza” tra comportamenti privati e pubblici degli uomini politici. E’ la “nuova frontiera” di una campagna elettorale che loro stanno davvero americanizzando, usando pesantemente, per la prima volta in Italia, uno degli aspetti più deleteri delle campagne “all'americana”: fomentare pesanti insinuazioni sulla moralità personale dell’avversario e buttargli fango addosso, cercando di screditarlo agli occhi dei cittadini.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Hanno fatto i conti senza l’oste. Andando in televisione ieri sera Berlusconi ha come al solito capovolto la situazione comunicativa a suo favore, esponendo la verità direttamente ai cittadini.  A proposito di correttezza. Se digiti in Google il nome dei nostri candidati alle elezioni europee (io ho provato con Lara Comi, La Russa, Paniz, Gardini, Aprea, ecc.) appare un link sponsorizzato che porta alla pagina del sito nazionale del partito democratico, alla lista dei loro candidati e ad altre informazioni sulla campagna.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E' un trucco poco corretto, antiquato (fu usato nel 2000 negli USA), che non porta niente in termini di voti. E' un trucco da due soldi, che merita di essere ripagato con la giusta moneta, la loro. Dunque digita il nome di qualcuno dei candidati del PdL e poi clicca sul link sponsorizzato. Così noi ridiamo e loro... pagano!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;see u,&lt;br /&gt;Giangiacomo&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8744820345372214504-5887193690510720686?l=giangiacomosthinktank.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://giangiacomosthinktank.blogspot.com/feeds/5887193690510720686/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8744820345372214504&amp;postID=5887193690510720686' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8744820345372214504/posts/default/5887193690510720686'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8744820345372214504/posts/default/5887193690510720686'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://giangiacomosthinktank.blogspot.com/2009/06/insinuano-facciamoli-pagare.html' title='Insinuano? Facciamoli pagare...'/><author><name>G.</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03096557084871773528</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8744820345372214504.post-7224841458873448424</id><published>2009-05-23T09:31:00.001-07:00</published><updated>2009-05-23T09:31:38.968-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='politica interna'/><title type='text'>Il terrorismo comunista in Italia</title><content type='html'>Le vittime del &lt;a href="http://www.storialibera.it/epoca_contemporanea/comunismo_italiano/terrorismo/"&gt;terrorismo comunista in Italia&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per molto tempo in Italia non si volle riconoscere la natura del fenomeno terroristico: a chi raccontava le cronache e agli uomini di cultura risultava fastidioso unire i concetti di terrorismo e comunismo. Non si comprese o, per meglio dire, non si volle vedere che il terrorismo nasceva dalla miscela del mito della «resistenza tradita» e della nuova cultura dei «cattivi maestri».&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;see u,&lt;br /&gt;Giangiacomo&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8744820345372214504-7224841458873448424?l=giangiacomosthinktank.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://giangiacomosthinktank.blogspot.com/feeds/7224841458873448424/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8744820345372214504&amp;postID=7224841458873448424' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8744820345372214504/posts/default/7224841458873448424'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8744820345372214504/posts/default/7224841458873448424'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://giangiacomosthinktank.blogspot.com/2009/05/il-terrorismo-comunista-in-italia.html' title='Il terrorismo comunista in Italia'/><author><name>G.</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03096557084871773528</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8744820345372214504.post-540187335940015410</id><published>2009-05-17T13:43:00.000-07:00</published><updated>2009-05-23T09:31:01.877-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='politica interna; religione'/><title type='text'>Perchè la Chiesa ha condannato il comunismo</title><content type='html'>1989-2009. Perché la Chiesa ha condannato il comunismo&lt;br /&gt;di Massimo Introvigne&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.cesnur.org/2009/mi_1989.htm"&gt;http://www.cesnur.org/2009/mi_1989.htm&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;see u,&lt;br /&gt;Giangiacomo&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8744820345372214504-540187335940015410?l=giangiacomosthinktank.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://giangiacomosthinktank.blogspot.com/feeds/540187335940015410/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8744820345372214504&amp;postID=540187335940015410' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8744820345372214504/posts/default/540187335940015410'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8744820345372214504/posts/default/540187335940015410'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://giangiacomosthinktank.blogspot.com/2009/05/perche-la-chiesa-ha-condannato-il.html' title='Perchè la Chiesa ha condannato il comunismo'/><author><name>G.</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03096557084871773528</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8744820345372214504.post-5891619846737277688</id><published>2009-05-09T06:52:00.000-07:00</published><updated>2009-05-09T06:53:50.900-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='storia'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='politica interna'/><title type='text'>Dell'Utri: Mussolini era troppo buono</title><content type='html'>sono d'accordo con lui! leggete...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Da La Stampa, 4 Maggio 2009&lt;br /&gt;Benito Mussolini visto con gli occhi di Marcello Dell’Utri. Il senatore del Pdl, tra i fondatori di Forza Italia, ne parla a lungo in una intervista alla trasmissione web-tv Klauscondicio. «Mussolini - sostiene Dell’Utri - ha perso la guerra perché era troppo buono. Non era affatto un dittatore spietato e sanguinario come poteva essere Stalin. Leggendo i diari, giorno per giorno, per 5 anni dal ’35 al ’39, cioè alla vigilia della decisione di entrare in un conflitto mondiale già iniziato, le posso assicurare - spiega - che trovo Mussolini un uomo straordinario e di grande cultura. Un grande scrittore, alla Montanelli, i suoi diari sembrano cronache di un inviato speciale, con frasi brevi e aggettivazioni efficaci come raramente ho letto».«Non è colpa di Mussolini - aggiunge l’esponente azzurro - se il fascismo diventò un orrendo regime. Ci sono testimonianze autografe del duce in cui critica i suoi uomini che hanno falsato il fascismo, costruendosene uno a proprio modo, basato sul ricatto e sulla violenza. Il suo fascismo era di natura socialista».Secondo Dell’Utri «sono state le sanzioni a costringere Mussolini a trovare un accordo con la Germania di Hitler. Se non ci fossero state le sanzioni, probabilmente non si sarebbe mai alleato con Hitler che non stimava per niente, anzi temeva. Ci sono pagine inedite, scritte da Mussolini su questi anni, che faranno discutere molto e che dimostrano la disaffezione del duce nei confronti del Furher, tanto che definisce il suo Mein Kampf un rigurgitevole testo». Quanto alle leggi razziali, «nei suoi diari - afferma il parlamentare del centrodestra - Mussolini scrive che le leggi razziali devono essere blande. Tra gli Ebrei, il duce, spiega di avere i suoi più cari amici e si chiede perché seguire Hitler con le sue idee sulle razze ariane, razze pure che non esistono» «Non ho paura - dice ancora Dell’Utri - di diventare impopolare con queste rivelazioni, perseguo solo la ricerca della verità. Io non ho alcuna intenzione di fare apologia né del fascismo né di Mussolini. Ho scoperto nei diari di Mussolini la figura di un grande uomo. Ha commesso errori ed è già stato condannato dalla storia. Ma da questi scritti viene fuori una figura diversa da quella che ci è stata propinata dagli storici dei vincitori, non era un buffone, non era un ignorante e tantomeno un sanguinario. Era un uomo buono. Mussolini era solo una brava persona che ha fatto degli errori».&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;see u,&lt;br /&gt;Giangiacomo&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8744820345372214504-5891619846737277688?l=giangiacomosthinktank.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://giangiacomosthinktank.blogspot.com/feeds/5891619846737277688/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8744820345372214504&amp;postID=5891619846737277688' title='4 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8744820345372214504/posts/default/5891619846737277688'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8744820345372214504/posts/default/5891619846737277688'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://giangiacomosthinktank.blogspot.com/2009/05/dellutri-mussolini-era-troppo-buono.html' title='Dell&apos;Utri: Mussolini era troppo buono'/><author><name>G.</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03096557084871773528</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>4</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8744820345372214504.post-3090772642794442716</id><published>2009-03-29T14:53:00.000-07:00</published><updated>2009-03-29T14:58:05.018-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='persone'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='politica interna'/><title type='text'>Benito</title><content type='html'>Un "mio fratello" mi scrive&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;il grande capo suggerisce riflessioni interessanti:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.youtube.com/watch?v=wVRKDNAI-fA"&gt;http://www.youtube.com/watch?v=wVRKDNAI-fA&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;a Voi riflessioni e spunti. difficile fare qualche critica...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;see u,&lt;br /&gt;Giangiacomo&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8744820345372214504-3090772642794442716?l=giangiacomosthinktank.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://giangiacomosthinktank.blogspot.com/feeds/3090772642794442716/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8744820345372214504&amp;postID=3090772642794442716' title='13 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8744820345372214504/posts/default/3090772642794442716'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8744820345372214504/posts/default/3090772642794442716'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://giangiacomosthinktank.blogspot.com/2009/03/benito.html' title='Benito'/><author><name>G.</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03096557084871773528</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>13</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8744820345372214504.post-2394917060779470872</id><published>2009-03-28T07:26:00.000-07:00</published><updated>2009-03-28T07:28:21.389-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='politica interna'/><title type='text'>"Noi tireremo diritto" M.</title><content type='html'>Solidarietà al mio amico Maurizio, all'amica Augusta e agli amici del Fuan che la scorsa settimana non hanno potuto esercitare il diritto di parola e di espressione nel luogo "libero" del sapere, l'Università.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Rettore falso e ipocrita&lt;br /&gt;anarchici e comunisti che restano intoccabili&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;che schifo!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;see u,&lt;br /&gt;Giangiacomo&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8744820345372214504-2394917060779470872?l=giangiacomosthinktank.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://giangiacomosthinktank.blogspot.com/feeds/2394917060779470872/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8744820345372214504&amp;postID=2394917060779470872' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8744820345372214504/posts/default/2394917060779470872'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8744820345372214504/posts/default/2394917060779470872'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://giangiacomosthinktank.blogspot.com/2009/03/noi-tireremo-diritto-m.html' title='&quot;Noi tireremo diritto&quot; M.'/><author><name>G.</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03096557084871773528</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8744820345372214504.post-4958327107814161467</id><published>2009-03-19T15:18:00.000-07:00</published><updated>2009-03-19T15:19:11.743-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='politica interna'/><title type='text'>Onda, ti ODIO!</title><content type='html'>Dallo Tsunami ad oggi...&lt;br /&gt;mi trovo sempre ad odiare l'ONDA!&lt;br /&gt;è sempre anomala...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Brunetta vai avanti... ferma questi terroristi di casa nostra!!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;see u,&lt;br /&gt;Giangiacomo&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8744820345372214504-4958327107814161467?l=giangiacomosthinktank.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://giangiacomosthinktank.blogspot.com/feeds/4958327107814161467/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8744820345372214504&amp;postID=4958327107814161467' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8744820345372214504/posts/default/4958327107814161467'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8744820345372214504/posts/default/4958327107814161467'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://giangiacomosthinktank.blogspot.com/2009/03/onda-ti-odio.html' title='Onda, ti ODIO!'/><author><name>G.</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03096557084871773528</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8744820345372214504.post-2452656340255249254</id><published>2009-03-08T12:17:00.000-07:00</published><updated>2009-03-08T12:19:56.167-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='persone'/><title type='text'>Lost!</title><content type='html'>Venerdì la mia Office Manager, Zoe, mi ha indicato la nuova canzone, stupenda, dei Coldplay, come massima del mio stato d'animo e di agire di questo periodo...&lt;br /&gt;cosa ve ne sembra?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Just because I'm losin'Doesn't mean I'm lostDoesn't mean I'll stopDoesn't mean I will crossJust because I'm hurtingDoesn't mean I'm hurtDoesn't mean I didn't getWhat I deserveNo better and no worseI just got lostEvery river that i tried to crossEvery door I ever tried was lockedOooh and I'm just waiting 'till the shine wears offYou might be a big a big fishIn a little pondDoesn't mean you wonCause along will come a bigger oneYou'll be lostEvery river that you try to crossEvery gun you ever held went offOooh and I'm just waiting 'till the fires startOooh and I'm just waiting 'till the shine wears offOooh and I'm just waiting 'till the shine wears offOooh and I'm just waiting 'till the shine wears off&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Artista: Coldplay&lt;br /&gt;Titolo Originale: Lost!&lt;br /&gt;Titolo Tradotto: Perso&lt;br /&gt;Solo perchè sto perdendo non significa che sono perso non significa che mi fermerò non significa che mi opporrò solo perchè sto ferendo non significa che io sia ferito non significa che non otterrò quello che merito niente di meglio e niente di peggio mi sono appena perso ogni fiume che ho provato ad attraversare ogni porta che abbia mai provato ad aprire era chiusa a chiave e sto solo aspettando che svanisca la luce potresti essere un pesce molto grande in un piccolo laghetto questo non significa che hai vinto perchè col tempo ne verrà uno più grande e sarai perso ogni fiume che proverai ad attraversare ogni pistola che hai tenuto in mano sparerà e sto solo aspettando che inizi il fuoco e sto solo aspettando che svanisca la luce e sto solo aspettando che svanisca la luce e sto solo aspettando che svanisca la luce&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;see u,&lt;br /&gt;Giangiacomo&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8744820345372214504-2452656340255249254?l=giangiacomosthinktank.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://giangiacomosthinktank.blogspot.com/feeds/2452656340255249254/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8744820345372214504&amp;postID=2452656340255249254' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8744820345372214504/posts/default/2452656340255249254'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8744820345372214504/posts/default/2452656340255249254'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://giangiacomosthinktank.blogspot.com/2009/03/lost.html' title='Lost!'/><author><name>G.</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03096557084871773528</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8744820345372214504.post-8535413028605014989</id><published>2009-03-01T03:09:00.000-08:00</published><updated>2009-03-08T12:21:03.133-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='politica interna'/><title type='text'>Una settima di riforme</title><content type='html'>&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;Anche questa settimana il governo ha portato a compimento numerose iniziative utili per l’immediato e per il futuro.&lt;br /&gt;Il via libera definitivo ai cosiddetti "Tremonti bond" è un ulteriore tassello delle misure anticrisi messe in atto dal nostro governo a partire dallo scorso ottobre. Quest’ultima misura conferma il sostegno dato alle banche ma lo vincola al fatto che esse continuino a fare il loro mestiere: finanziare le famiglie e le imprese, specie le piccole e medie. Lo conferma anche la norma contenuta nel patto con le banche: chi perde il posto di lavoro o va in cassa integrazione si vedrà sospeso per 12 mesi il rateo del mutuo da pagare.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Mercoledì il Senato ha approvato definitivamente la riforma Brunetta della pubblica amministrazione. Dopo il successo della lotta ai fannulloni, questo provvedimento mette le basi per far fare un ulteriore salto di qualità a tutto il sistema del pubblico impiego. E’ una riforma giusta, come lo è quella delle norme per gli scioperi nel settore dei trasporti, approvate oggi dal Consiglio dei Ministri.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;see u,&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;Giangiacomo&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8744820345372214504-8535413028605014989?l=giangiacomosthinktank.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://giangiacomosthinktank.blogspot.com/feeds/8535413028605014989/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8744820345372214504&amp;postID=8535413028605014989' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8744820345372214504/posts/default/8535413028605014989'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8744820345372214504/posts/default/8535413028605014989'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://giangiacomosthinktank.blogspot.com/2009/03/una-settima-di-riforme.html' title='Una settima di riforme'/><author><name>G.</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03096557084871773528</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8744820345372214504.post-8692727137030836450</id><published>2009-02-15T09:12:00.000-08:00</published><updated>2009-02-15T09:13:16.274-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='politica interna; religione'/><title type='text'>La Chiesa dopo Eluana: una risposta a Giuliano Ferrara</title><content type='html'>La Chiesa dopo Eluana: una risposta a Giuliano Ferrara. "La domanda di Eliot" &lt;br /&gt;di Massimo Introvigne (il Foglio, 12 febbraio 2009)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Caro Direttore, La ringrazio per avere posto con l'abituale lucidità sul Foglio dell'11 febbraio quella che è forse - dopo Eluana - l'unica domanda veramente importante: se con Eluana siano morti in Italia i valori di fede e di ragione che hanno dato all'Europa le sue radici e la sua anima, e se la Chiesa, non avendo potuto impedire questa morte, abbia imboccato la strada che porta all'irrilevanza. La domanda è ancora quella di Eliot: "è la Chiesa che ha abbandonato l'umanità o è l'umanità che ha abbandonato la Chiesa?".&lt;br /&gt;Giacché però non sono un poeta ma un sociologo, sono abituato a considerare i processi sociali complessi come sempre aperti a diverse interpretazioni. Lei propone un impressionante inventario delle ragioni per cui il bicchiere della Chiesa - quando non si è più potuto dare da bere a Eluana - si è rivelato mezzo vuoto. Preti (come quelli del Friuli di cui parla lo stesso numero del Foglio), laici e anche qualche vescovo dissenzienti o colpevolmente silenziosi evidenziano un problema, le cui radici stanno nel pontificato di Giovanni Paolo II. Nessuno come il Pontefice polacco ha avuto la consapevolezza che l'Europa e l'Italia sono ormai terra di missione, bisognosa di "nuova evangelizzazione". Per questa missione Giovanni Paolo II ha privilegiato l'appello diretto ai fedeli, soprattutto ai giovani, rispetto agli atti di governo relativi all'amministrazione della Chiesa. Da un certo punto di vista la strategia ha avuto uno straordinario successo, sollevando un entusiasmo imprevedibile e diffuso, che non ho avuto bisogno di verificare con strumenti sociologici perché l'ho constatato giorno per giorno nei miei figli e nel loro amore affettuoso e contagioso per Papa Wojtyla. D'altro canto, anche gli intellettuali più vicini a Giovanni Paolo II - come George Weigel, il compianto Richard John Neuhaus o Ralph McInerny - hanno fatto notare i pericoli insiti nella scarsa attenzione rivolta al governo della Chiesa e alle nomine episcopali, alcune delle quali non sono state particolarmente felici. Non si tratta, naturalmente, di criticare Papa Wojtyla - anche perché, per molti versi, la sua strategia di contatto diretto con il popolo dei fedeli era, in una situazione di grave e diffusa scristianizzazione, l'unica possibile - ma di rilevare un problema. Nessuno ne è più consapevole di Benedetto XVI, che ha scelto di dedicare all'azione di governo della Chiesa la parte maggiore del suo tempo e delle sue energie. Ma il caso Eluana può forse suggerire, per quanto riguarda l'Italia, un'ulteriore accelerazione. Può darsi - senza pretendere, naturalmente, di voler dare suggerimenti al Papa - che non sia più sufficiente attendere che vescovi inadeguati vadano in pensione e che occorra sostituirli prima, e che su alcune situazioni particolarmente imbarazzanti la severità debba sostituire la paziente attesa di improbabili ravvedimenti.&lt;br /&gt;E tuttavia, per altro verso, il bicchiere è mezzo pieno. Le statistiche ci dicono che la rilevanza della Chiesa nella società italiana - misurata dal consenso dei cittadini e anche dalla frequenza alla Messa -, per quanto certo non corrispondente a quanto il Papa o i vescovi potrebbero auspicare, è comunque assai maggiore rispetto alle vicine Francia, Germania o Spagna. Il referendum sulla legge 40 ha mostrato che la sconfitta non è l'unico esito possibile della sua azione di testimonianza ai valori non negoziabili. Il caso Eluana smentisce tutto questo? Non completamente. L'azione della Chiesa - e dei laici di buona volontà, naturalmente - ha persuaso la maggioranza degli italiani che l'alimentazione e l'idratazione non sono cure mediche, e che far morire una disabile di fame e di sete è profondamente ingiusto. Lo rivelano i sondaggi, che sono cambiati di segno rispetto agli inizi della vicenda di Eluana, e anche le reazioni di tanti politici, a cominciare da quello straordinario interprete della sensibilità comune degli italiani che è il presidente Berlusconi. Magra consolazione, si dirà, perché Eluana è morta. Certo: e tuttavia se nella maggioranza di governo la chiarezza prevarrà sulla tentazione del compromesso e del pasticcio (un rischio che come Lei ha spesso sottolineato non è mai assente, neppure all'interno del centro-destra) può darsi che questo maggioritario consenso trovi qualche eco in Parlamento e contribuisca ad allontanare l'abominio dell'eutanasia dalle nostre leggi.&lt;br /&gt;Le settimane e i mesi che vengono ci diranno se il bicchiere è mezzo pieno o piuttosto, in effetti, mezzo vuoto. I bicchieri, però, non si riempiono né si svuotano da soli. Chi ha a cuore i valori della fede e della ragione che hanno fatto dell'Europa quello che  è non può solo lamentarsi del fatto che i vescovi o i sacerdoti non agiscano: deve agire lui. Questo - non un presunto diritto al dissenso morale e teologico - è il vero significato dell'autonomia dei laici cattolici nell'instaurazione dell'ordine temporale di cui parla il Concilio Vaticano II. Il Papa fa, in modo ammirevole, la sua parte. A noi - senza pensare di delegare ad altri - fare la nostra. Io rappresento una piccola - ma non piccolissima - associazione come Alleanza Cattolica che da decenni giorno per giorno, settimana dopo settimana, diffonde i valori non negoziabili della vita, della famiglia, delle radici cristiane dell'Europa attraverso centinaia di riunioni, incontri, conferenze, seminari. Non ci dà certo fastidio, anzi ci fa molto piacere, che altri operino nella stessa direzione. Perché, rovesciando il proclama blasfemo di Osama bin Laden, siamo orgogliosi di amare la vita quanto gli avversari della fede e della ragione amano la morte.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;see u,&lt;br /&gt;Giangiacomo&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8744820345372214504-8692727137030836450?l=giangiacomosthinktank.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://giangiacomosthinktank.blogspot.com/feeds/8692727137030836450/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8744820345372214504&amp;postID=8692727137030836450' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8744820345372214504/posts/default/8692727137030836450'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8744820345372214504/posts/default/8692727137030836450'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://giangiacomosthinktank.blogspot.com/2009/02/la-chiesa-dopo-eluana-una-risposta.html' title='La Chiesa dopo Eluana: una risposta a Giuliano Ferrara'/><author><name>G.</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03096557084871773528</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8744820345372214504.post-6001341040611778960</id><published>2009-01-18T02:53:00.001-08:00</published><updated>2009-01-18T02:57:25.173-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='politica interna; religione'/><title type='text'>Gli extracomunitari paghino le tasse!</title><content type='html'>Non mi sembra che l'Italia sia Babbo Natale e debba fare caritativa...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non male l'idea della Lega Nord di far pagare le tasse anche agli extracomunitari&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Un oscuro ufficio della Cei (tale "Fondazione Migrantes") vuole parlare a nome di tutta la Chiesa?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Da cattolici rispondiamo: bene la proposta del ministro Maroni!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Perchè le tasse devono essere sempre considerate doverose quando a pagarle sono gli italiani, mentre poi a diventano "inaccettabili" quando vengono (una tantum) proposte anche agli stranieri che lavorano nel nostro Paese?&lt;br /&gt;Ma ecco la "risposta teologica": esse sarebbero una penalizzazione del processo di integrazione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Attualità: Islam e immigrazione&lt;br /&gt;L'immigrazione massiccia verso i Paesi europei, specie verso l'Italia, fa parte di un disegno di costruire una grande comunità islamica anche in Occidente e fare progressivamente dell'Europa una terra islamica. Non bisognerà attendere molto: la sottomissione degli occidentali alla sacralità coranica è già avviata grazie ad un errata concezione di tolleranza.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Actuality: Islam and immigration&lt;br /&gt;The massive immigration to European Countries, especially to Italy, is a part of a plan to build a great Islamic community in Occident too and make of Europe an Islamic land.We don't need to wait too long: the Occidental submission to the sacrality of Koran is already started thanks to a wrong conception of tolerance.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;see u,&lt;br /&gt;Giangiacomo&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8744820345372214504-6001341040611778960?l=giangiacomosthinktank.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://giangiacomosthinktank.blogspot.com/feeds/6001341040611778960/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8744820345372214504&amp;postID=6001341040611778960' title='3 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8744820345372214504/posts/default/6001341040611778960'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8744820345372214504/posts/default/6001341040611778960'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://giangiacomosthinktank.blogspot.com/2009/01/gli-extracomunitari-paghino-le-tasse.html' title='Gli extracomunitari paghino le tasse!'/><author><name>G.</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03096557084871773528</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8744820345372214504.post-3842945408409273250</id><published>2008-12-31T05:45:00.000-08:00</published><updated>2008-12-31T05:47:08.652-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='politica interna'/><title type='text'>Decreto Bersani farmaci alla coop? chiede a sua moglie...</title><content type='html'>La moglie di Bersani riveste un interessante ruolo in Coop...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;see u,&lt;br /&gt;Giangiacomo&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8744820345372214504-3842945408409273250?l=giangiacomosthinktank.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://giangiacomosthinktank.blogspot.com/feeds/3842945408409273250/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8744820345372214504&amp;postID=3842945408409273250' title='7 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8744820345372214504/posts/default/3842945408409273250'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8744820345372214504/posts/default/3842945408409273250'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://giangiacomosthinktank.blogspot.com/2008/12/decreto-bersani-farmaci-alla-coop.html' title='Decreto Bersani farmaci alla coop? chiede a sua moglie...'/><author><name>G.</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03096557084871773528</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>7</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8744820345372214504.post-8650706082902966235</id><published>2008-12-28T10:34:00.000-08:00</published><updated>2008-12-28T10:35:40.591-08:00</updated><title type='text'>Il consumo non ci salverà</title><content type='html'>&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;un amico mi consiglia il suo articolo e io Ve lo inoltro pari pari...&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:times new roman;font-size:85%;"&gt;A proposito di crisi, ciclo, consumo, risparmio e indebitamento, segnalo il mio articolo: "Il consumo non ci salverà", «Rinascita», 16 dicembre 2008, p. 9.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:times new roman;font-size:85%;"&gt;Esso è consultabile anche al seguente link:&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;a href="http://www.carmeloferlito.it/vedi_articolo.php?id=260" target="_blank"&gt;&lt;span style="font-family:times new roman;font-size:85%;"&gt;http://www.carmeloferlito.it/vedi_articolo.php?id=260&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:times new roman;font-size:85%;"&gt;Carmelo Ferlito, Ph.D. &lt;/span&gt;&lt;a href="http://www.carmeloferlito.it/" target="_blank"&gt;&lt;span style="font-family:times new roman;font-size:85%;"&gt;www.carmeloferlito.it&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;see u,&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;Giangiacomo&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8744820345372214504-8650706082902966235?l=giangiacomosthinktank.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://giangiacomosthinktank.blogspot.com/feeds/8650706082902966235/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8744820345372214504&amp;postID=8650706082902966235' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8744820345372214504/posts/default/8650706082902966235'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8744820345372214504/posts/default/8650706082902966235'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://giangiacomosthinktank.blogspot.com/2008/12/il-consumo-non-ci-salver.html' title='Il consumo non ci salverà'/><author><name>G.</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03096557084871773528</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8744820345372214504.post-2185329758414345185</id><published>2008-12-28T02:49:00.001-08:00</published><updated>2008-12-28T02:55:39.662-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='economia'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='politica interna'/><title type='text'>Impiegati del Ministero del Tesoro... siamo in Italia!</title><content type='html'>Ieri ho trascorso una stupenda serata. Ho invitato a cena un amico che lavora in Lussemburgo. Nonostante la giovane età, è affascinante restare ad ascoltarlo per ore del suo lavoro, quasi tenesse una lectio magistralis in economia e storia&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tre le varie questioni che mi ha raccontato, DEVO sottolinerne una per Voi...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Lo sapevate che...&lt;br /&gt;alla fine di ogni anno, ogni (TUTTI!) dipendente del Ministero del Tesoro in Italia percepisce un premio netto a discapito di qualsiasi merito e/o criterio?&lt;br /&gt;esatto!&lt;br /&gt;alla fine di ogni (TUTTI) anno, i premi delle varie lotterie, concorsi a premi, ecc, non ritirati o non erogati, vengono divisi tra Ministro, sottosegretari, dirigenti e impiegati del Ministero in tutta Italia (ovviamente in relazione al proprio stipendio), ovviamente non tassati!&lt;br /&gt;Un impiegato di fascia C, ad esempio, percepisce circa 4.000,00 Euro come premio annuo!&lt;br /&gt;Fate Voi i calcoli in relazione alle migliaia di dipendenti del Ministero...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;see u,&lt;br /&gt;Giangiacomo&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8744820345372214504-2185329758414345185?l=giangiacomosthinktank.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://giangiacomosthinktank.blogspot.com/feeds/2185329758414345185/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8744820345372214504&amp;postID=2185329758414345185' title='5 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8744820345372214504/posts/default/2185329758414345185'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8744820345372214504/posts/default/2185329758414345185'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://giangiacomosthinktank.blogspot.com/2008/12/impiegati-del-ministero-del-tesoro.html' title='Impiegati del Ministero del Tesoro... siamo in Italia!'/><author><name>G.</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03096557084871773528</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>5</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8744820345372214504.post-2824608265029954611</id><published>2008-12-28T02:48:00.000-08:00</published><updated>2008-12-28T02:49:24.842-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='persone'/><title type='text'>Nick...</title><content type='html'>&lt;div align="center"&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;&lt;/span&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;Odio i falsi e gli ipocriti&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;Desidero la loro morte&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;e allora...&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;sarò felice!&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;see u,&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;Giangiacomo&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8744820345372214504-2824608265029954611?l=giangiacomosthinktank.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://giangiacomosthinktank.blogspot.com/feeds/2824608265029954611/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8744820345372214504&amp;postID=2824608265029954611' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8744820345372214504/posts/default/2824608265029954611'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8744820345372214504/posts/default/2824608265029954611'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://giangiacomosthinktank.blogspot.com/2008/12/nick.html' title='Nick...'/><author><name>G.</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03096557084871773528</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8744820345372214504.post-1806238507201128665</id><published>2008-10-27T12:40:00.000-07:00</published><updated>2008-10-27T12:41:27.580-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='politica interna'/><title type='text'>I figli dei vip di sinistra? Tutti alle scuole private</title><content type='html'>Riporto la e-mail di un amico&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:times new roman;"&gt;Tanta preoccupazione per la scuola pubblica si può spiegare solo come un atto estremo di altruismo, visto che quando si tratta di decidere il destino dei figli un bel pezzo di centrosinistra si orienta direttamente verso le scuole private. E magari straniere. Sorprende, insomma, tanta acrimonia nei confronti del ministro Gelmini, visto che non sono pochi gli esponenti della sinistra che di contatti diretti con la riforma della scuola, non ne avranno mai. Lo ha candidamente ammesso Michele Santoro nel corso dell’ultima puntata di AnnoZero, tutta dedicata alla scuola e alla nuova ondata di contestazioni studentesche.&lt;br /&gt;Voleva dimostrare al leghista Roberto Cota quanto fosse sbagliata l’idea di «classi ponte» per insegnare la lingua straniera ai figli di immigrati. In sintesi: l’integrazione è facilissima anche quando un bambino si trova in un’aula dove tutti parlano una lingua che non sa. Per spiegarlo ha riportato, con comprensibile orgoglio paterno, l’esempio della figlia che frequenta una scuola straniera «e già parla un’altra lingua ». Applausi. Non si sa se dedicati alla bravura della bimba poliglotta o all’accostamento tra chi frequenta il costoso istituto francese «Chateaubriand», con l’obiettivo di diventare bilingue ed evitare le storiche carenze della scuola italiana, e i figli degli immigrati alle prese con la durissima battaglia per l’integrazione.&lt;br /&gt;Ospite della trasmissione, il segretario Ds Walter Veltroni. Dei suoi investimenti immobiliari e formativi a New York a favore della figlia si sa già tutto. D’altro canto il Pci non c’è più. E con i comunisti è scomparso anche il divieto non scritto che vigeva per i dirigenti:mai iscrivere i figli alle private. Lo conferma il caso di Giovanna Melandri, la cui prole è stata affidata all’istituto privato «San Giuseppe». Si dice che l’esponente Pd abbia anche cercato di fare entrare la figlia inuna scuola inglese. La stessa - la «Rome  International  School» - scelta dall’ex parlamentare di Rifondazione comunista Franco Russo, ansioso di dare un’educazione un po’ amerikana ai discendenti.&lt;br /&gt;Niente pubbliche o comunali anche per i nipoti di Fausto Bertinotti, iscritti a suo tempo ad un prestigioso asilo romano dal metodo di insegnamento rivoluzionario. Ma a pagamento. E in effetti non è sempre la caccia alla lingua straniera la molla che fa scappare i genitori democratici dalle pubbliche. È il caso dell’ex ministro dell’Istruzione Giuseppe Fioroni, contestato dai giovani del centrodestra per aver mandato il figlio ad un Liceo scientifico paritario di Viterbo, proprio negli anni in cui era in carica nel dicastero di viale Trastevere.&lt;br /&gt;La seduzione del privato-straniero ha fatto breccia anche tra i più intransigenti girotondini. È il caso di Nanni Moretti, il cui figlio frequenta la scuola americana di  Roma, la «Ambritt». Stessa scelta per il discendente di un vero e proprio outsider del Partito democratico: Mario Adinolfi. Proprio in questi giorni l’ex esponente del Ppi, per sua stessa ammissione allergico alle occupazioni, ha lodato la nuova ondata di studenti contestatori vedendoci l’embrione di un «conflittogiovanile di massa contro queste destre ». Chissà se anche dalle parti della scuola americana di Roma farà breccia l’atteso nuovo Sessantotto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Scuola privata catanese anche per le figlie diAnna Finocchiaro, presidente dei senatori Pd. Al club del «no alle statali» si è iscritto anche Francesco Rutelli, Anche lui negli ultimi giorni si è espresso, non tanto a favore della protesta studentesca, quanto controla linea «dura» di Berlusconi. Sicuramente nessuna delle sue due figlie dovrà subire interruzioni delle lezioni:una è iscritta al liceo privato «Kennedy» e l’altra alla prestigiosissima «San Giuseppe De Merode», scuola con vista su Piazza di Spagna.Da quelle parti di okkupazioni, e cortei, se ne vedono pochi.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:times new roman;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;see u,&lt;br /&gt;Giangiacomo&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8744820345372214504-1806238507201128665?l=giangiacomosthinktank.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://giangiacomosthinktank.blogspot.com/feeds/1806238507201128665/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8744820345372214504&amp;postID=1806238507201128665' title='4 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8744820345372214504/posts/default/1806238507201128665'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8744820345372214504/posts/default/1806238507201128665'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://giangiacomosthinktank.blogspot.com/2008/10/i-figli-dei-vip-di-sinistra-tutti-alle.html' title='I figli dei vip di sinistra? Tutti alle scuole private'/><author><name>G.</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03096557084871773528</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>4</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8744820345372214504.post-3204670451948919939</id><published>2008-10-24T02:38:00.000-07:00</published><updated>2008-10-24T02:41:33.634-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='economia'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='politica interna'/><title type='text'>I risultati del monopolio sull'energia in Italia</title><content type='html'>&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;Volentieri pubblico lo sfogo di un'amica che si trova davanti ad una ingiustizia del mercato italiano e che scrive a Specchio dei Tempi de La Stampa (e che magari non verrà pubblicato perchè troppo di parte...)&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:times new roman;"&gt;Un racconto veloce dell'esperienza degli ultimi due mesi nella speranza che presto si concluda. Prendo in affitto un appartamento dove è stato installato un nuovo impianto di riscaldamento. Attualmente in Italia bisogna passare prima da Eni Gas &amp;amp; Power e poi c'è possibilità di scelta, ma il mercato non è ancora totalmente liberalizzato. Chiamo all'inizio di Settembre il numero verde di Eni Gas &amp;amp; Power per l'attivazione, la verifica dell'impianto e la prima accensione. Oggi 24 Ottobre nulla è successo. Dopo una trentina di chiamate al numero verde, più pratiche aperte e poi riallineate, solleciti scritti, il nulla! Sembra, e sottolineo sembra, che per un errore informatico del gestionale la pratica non riesca a passare dal call center all'ufficio tecnico. Si rendono conto che dall'altra parte della cornetta c'è una famiglia che non ha acqua calda per una doccia, non ha riscaldamento e non può cucinare? Che Dio ci assista!!&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:times new roman;"&gt;Firmato&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;see u,&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;Giangiacomo&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8744820345372214504-3204670451948919939?l=giangiacomosthinktank.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://giangiacomosthinktank.blogspot.com/feeds/3204670451948919939/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8744820345372214504&amp;postID=3204670451948919939' title='6 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8744820345372214504/posts/default/3204670451948919939'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8744820345372214504/posts/default/3204670451948919939'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://giangiacomosthinktank.blogspot.com/2008/10/i-risultati-del-monopolio-sullenergia.html' title='I risultati del monopolio sull&apos;energia in Italia'/><author><name>G.</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03096557084871773528</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>6</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8744820345372214504.post-1456343981167902106</id><published>2008-09-27T12:16:00.000-07:00</published><updated>2008-09-27T12:18:38.957-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='politica interna'/><title type='text'>Scuola: la scelta di Veltroni</title><content type='html'>&lt;span style="font-family:verdana;font-size:85%;"&gt;La settimana prossima si voterà alla Camera il decreto Gelmini per la scuola. Sul sito &lt;/span&gt;&lt;a href="http://www.governoberlusconi.it/"&gt;&lt;span style="font-family:verdana;font-size:85%;"&gt;www.governoberlusconi.it&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-family:verdana;font-size:85%;"&gt; si possono trovare le indicazioni dei provvedimenti e le loro motivazioni.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:verdana;font-size:85%;"&gt;Dopo le rituali proteste di queste settimane, a Veltroni spetta una scelta.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:verdana;font-size:85%;"&gt;Ripercorrere la strada battuta (con qualche successo, purtroppo per la scuola) tra il 2002 e il 2006 o scegliere di cambiare strada. Allora la sinistra scelse la scuola come il terreno privilegiato per la battaglia politica contro il governo, demonizzando le iniziative del ministro e della maggioranza, terrorizzando le famiglie con false notizie (tempo pieno abolito, insegnamenti tagliati, insegnanti di sostegno licenziati, attacco alla scuola statale, ecc.), strumentalizzando i bambini e usando gli edifici scolastici come strumenti per comunicare falsamente ai cittadini e ai media.&lt;br /&gt;Lo stesso è accaduto purtroppo finora. Veltroni e i suoi sembrano non capire che la scuola è come l'Alitalia, un carrozzone destinato al fallimento se non si interviene subito e a fondo. I provvedimenti presi finora - educazione civica, voto in condotta, pagelle con i voti, maestro unico,riorganizzazione dell'impiego dei docenti nelle scuole elementari (potenziando il tempo pieno e mantenendo gli insegnati di sostegno) blocco della progressione della spesa - vanno nella direzione di creare nel giro di pochi anni le condizioni per una scuola migliore, più capace di istruire ma anche di educare, con insegnanti riconosciuti nel loro ruolo sociale e meglio pagati. Sono provvedimenti facili da comprendere, apprezzati dai cittadini, che mettono la sinistra davanti a un bivio. Oggi l’alternativa è quella di collaborare in una riforma non più rinviabile o continuare a lasciare le cose come stanno e giungere alla bancarotta economica, formativa ma soprattutto educativa.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:verdana;font-size:85%;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:verdana;font-size:85%;"&gt;Per il bene di tutti e per il futuro dell’Italia le auguriamo di avere la forza di scegliere la strada giusta, stavolta... ma, se il buon giorno si vede dal mattino, non abbiamo grandi speranze.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:verdana;font-size:85%;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:verdana;font-size:85%;"&gt;see u,&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:verdana;font-size:85%;"&gt;Giangiacomo&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8744820345372214504-1456343981167902106?l=giangiacomosthinktank.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://giangiacomosthinktank.blogspot.com/feeds/1456343981167902106/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8744820345372214504&amp;postID=1456343981167902106' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8744820345372214504/posts/default/1456343981167902106'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8744820345372214504/posts/default/1456343981167902106'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://giangiacomosthinktank.blogspot.com/2008/09/scuola-la-scelta-di-veltroni.html' title='Scuola: la scelta di Veltroni'/><author><name>G.</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03096557084871773528</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8744820345372214504.post-4648407109617048905</id><published>2008-09-27T12:11:00.000-07:00</published><updated>2008-09-27T12:14:53.161-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='politica interna; religione'/><title type='text'>Caritas... ipocriti!!</title><content type='html'>L’Osservatore Romano, in un articolo firmato dal responsabile della Caritas, critica il “giro di vite” del governo italiano in materia di immigrazione e attacca le politiche europee che prevedono restrizioni.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ancora una volta, monsignori in blue jeans che vogliono mettersi in mostra si atteggiano a maestri di solidarietà sulla pelle degli altri.&lt;br /&gt;Queste affermazioni non hanno nulla a che fare con la carità cristiana e con la sincera solidarietà e sembrano piuttosto mosse solo da un pregiudizio politico e da un inguaribile protagonismo (vizi, questi, caratteristici degli “esperti” della Caritas).&lt;br /&gt;Ma questi “professionisti del solidarismo” hanno mai conosciuto nelle nostre periferie il volto dell’immigrazione?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Propongo nei commenti una testimonianza molto cruda che dà il senso della distanza tra l’ideologia buonista e la realtà!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Le ultime della Caritas richiamano le riflessioni, più in generale, sulla Chiesa sinistrata&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;"Credevamo che dopo il Concilio sarebbe venuta una giornata di sole per la storia della Chiesa. E' venuta invece una giornata di nuvole e di tempeste, e di buio, e di incertezze" (Paolo VI, 29 giugno 1972).&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Church disfigurement "We thought that after the Council a day of sunshine would have dawned for the history of the Church. What dawned, instead, was a day of clouds and storms, of darkness, of searching and uncertainties." (Pope Paul VI, 29 June 1972).&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;see u,&lt;br /&gt;Giangiacomo&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8744820345372214504-4648407109617048905?l=giangiacomosthinktank.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://giangiacomosthinktank.blogspot.com/feeds/4648407109617048905/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8744820345372214504&amp;postID=4648407109617048905' title='3 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8744820345372214504/posts/default/4648407109617048905'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8744820345372214504/posts/default/4648407109617048905'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://giangiacomosthinktank.blogspot.com/2008/09/caritas-ipocriti.html' title='Caritas... ipocriti!!'/><author><name>G.</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03096557084871773528</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8744820345372214504.post-3078687882153865779</id><published>2008-09-18T14:26:00.001-07:00</published><updated>2008-09-18T14:27:43.503-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='economia'/><title type='text'>Trattativa Alitalia</title><content type='html'>&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;L’irresponsabilità di molti lavoratori, l’arroccamento dei privilegiati, l’ideologia dei sindacati...Speriamo che la vicenda almeno insegni dove conduce quell’economia in cui le aziende sono dello Stato: immani sprechi, schiere di intoccabili, posto assicurato, nessuna produttività.Ma prima o poi...&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Lavoro o sindacato?&lt;br /&gt;"Gli effetti economici del potere sindacale erano già penosamente chiari. I salari aumentavano eccessivamente mentre le prospettive aziendali precipitavano con l'inizio della recessione" (diario di Margaret Thatcher nei primi giorni del suo governo, 1979).&lt;br /&gt;Work or trade-union?&lt;br /&gt;"The economic results of trade-union power were already painfully clear. The salaries increased excessively whilst the corporate perspectives fell over with the beginning of the recession" (Margaret Thatcher's diary in the first days of her government, 1979).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;see u,&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;Giangiacomo&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8744820345372214504-3078687882153865779?l=giangiacomosthinktank.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://giangiacomosthinktank.blogspot.com/feeds/3078687882153865779/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8744820345372214504&amp;postID=3078687882153865779' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8744820345372214504/posts/default/3078687882153865779'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8744820345372214504/posts/default/3078687882153865779'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://giangiacomosthinktank.blogspot.com/2008/09/trattativa-alitalia.html' title='Trattativa Alitalia'/><author><name>G.</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03096557084871773528</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8744820345372214504.post-1198124828241723134</id><published>2008-09-13T10:39:00.000-07:00</published><updated>2008-09-13T10:40:45.269-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='persone'/><title type='text'>Due anni fa, la morte di Oriana Fallaci</title><content type='html'>&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;Due anni fa, la morte di Oriana Fallaci (15 sett. 2006)&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;&lt;em&gt;“La gente come me ha un bel dire: io-con-la-chiesa-cattolica-non-c’entro. C’entro, ahimè c’entro”&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;Islam ed Europa: Oriana Fallaci (1929-2006)&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;"Sveglia, Occidente, sveglia! Ci hanno dichiarato la guerra, siamo in guerra! E alla guerra bisogna combattere" (Oriana Fallaci)&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:verdana;font-size:85%;"&gt;Occident: Oriana Fallaci (1929-2006)&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:verdana;font-size:85%;"&gt;"Wake up Occident, wake up! They declared war on us and war is what they got. We have to hang tough!" (Oriana Fallaci)&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;see u,&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;Giangiacomo&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8744820345372214504-1198124828241723134?l=giangiacomosthinktank.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://giangiacomosthinktank.blogspot.com/feeds/1198124828241723134/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8744820345372214504&amp;postID=1198124828241723134' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8744820345372214504/posts/default/1198124828241723134'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8744820345372214504/posts/default/1198124828241723134'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://giangiacomosthinktank.blogspot.com/2008/09/due-anni-fa-la-morte-di-oriana-fallaci.html' title='Due anni fa, la morte di Oriana Fallaci'/><author><name>G.</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03096557084871773528</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8744820345372214504.post-2394471333873401678</id><published>2008-09-08T14:37:00.001-07:00</published><updated>2008-09-08T14:37:59.446-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='economia'/><title type='text'>La rendita dei comuni</title><content type='html'>&lt;span style="font-family:times new roman;"&gt;di Francesco Giavazzi&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:times new roman;"&gt;&lt;br /&gt;L'Italia è il Paese, dopo gli Stati Uniti e l'Australia, che consuma il maggior numero di litri d'acqua per abitante: quasi 600 litri al giorno negli Usa, 500 in Australia, 400 in Italia. In Gran Bretagna se ne consumano solo 150, in Germania 190. In parte ciò è dovuto al fatto che la nostra rete idrica è un colabrodo, con una perdita media del 30% e punte del 50%; ciononostante per migliorare i nostri acquedotti investiamo meno della metà di quanto investono gli inglesi (in realtà non tutta l'acqua persa è sprecata: una buona parte viene rubata, spesso per irrigare i campi con acqua potabile. Ad Agrigento, quando i carabinieri hanno sequestrato alcuni invasi illeciti, le cisterne in città quasi scoppiavano tanta acqua arrivava). L'elevato consumo dipende anche dal fatto che nelle nostre città il prezzo dell'acqua è fra i più bassi al mondo: circa 80 centesimi al metro cubo a Roma, contro 4,30 euro a Berlino, 3,50 euro a Copenaghen, 2 euro a Londra. La nostra acqua costa poco, ma illudendoci che sia pressoché gratuita ne consumiamo troppa e alla fine le nostre bollette non sono molto inferiori a quelle inglesi o tedesche. Ciò che accade per l'acqua accade per i rifiuti: oneri di smaltimento molto bassi e quindi, con rare eccezioni (Trento ad esempio), un eccesso di rifiuti. Un altro esempio è il trasporto pubblico locale. I biglietti coprono un terzo del costo: non c'è da stupirsi se i passeggeri, non conoscendo quanto costa davvero il servizio, trattino male gli autobus. Dovrebbero bastare questi esempi per convincerci che vi è qualcosa di profondamente sbagliato nel modo in cui sono gestiti i nostri servizi locali.&lt;br /&gt;Essi dipendono, pressoché senza eccezioni, dalla politica e i politici, anche i meglio intenzionati, si illudono che il modo per aiutare i cittadini — e ottenere i loro voti — sia far pagare poco i servizi. In realtà così facendo contribuiscono al degrado dell'ambiente e, come abbiamo visto nel caso dell'acqua, alla fine non riescono neppure a mantenere basse le bollette. Solo il 5% dei nostri acquedotti è gestito da privati ai quali il servizio è stato affidato in seguito a un'asta competitiva. Gli altri sono gestiti direttamente dagli enti locali, o comunque da società controllate dagli enti locali a cui sono stati affidati senza mai chiedersi se esistesse qualcuno disposto a offrire il servizio a condizioni migliori. Nella scorsa legislatura il ministro Linda Lanzillotta cercò, invano, di condurre in porto una riforma. Per superare il veto di Rifondazione dovette accettare che gli acquedotti rimanessero pubblici. Ma per gli altri servizi quella legge aveva il merito di porre i Comuni di fronte a una scelta chiara: o gestivano il servizio direttamente, o lo affidavano tramite una gara a società terze. Deroghe alla procedura di assegnazione tramite gara dovevano essere approvate dall'Antitrust. La legge non passò non per l'opposizione di Rifondazione, che si accontentò dell'acqua pubblica, ma perché fu considerata un attentato alla tranquilla sopravvivenza del nuovo «capitalismo pubblico locale», le centinaia di aziende a partecipazione pubblica create negli ultimi anni per gestire i servizi locali.&lt;br /&gt;Queste società sono diventate il fulcro del potere politico locale: non c'è fusione che non sia accompagnata dal passaggio al modello societario duale in modo che non un solo presidente, non un solo consigliere di amministrazione perda il suo posto. Oggi, grazie alla Lega hanno ottenuto ciò che volevano: l'art. 23-bis del decreto fiscale approvato l'1 agosto prevede che le deroghe alla procedura di gara siano solo comunicate all'Antitrust. Tolte di mezzo le gare, la sopravvivenza del capitalismo pubblico locale è assicurata. La Lega ha definito l'approvazione del 23-bis una vittoria del federalismo. In realtà anziché parte di un grande progetto di riforma delle istituzioni, sembra piuttosto la misera difesa di qualche poltrona alle spalle dei cittadini. All'interno della maggioranza l'opposizione al 23-bis è venuta soprattutto da Alleanza nazionale che ha inutilmente difeso le gare e ora annuncia la presentazione di un nuovo disegno di legge per rivedere in senso più rispettoso del mercato l'intero assetto dei servizi locali. Ma vi sarebbe un modo più concreto per segnalare la propria diversità: An gestisce Roma, una città dove i servizi pubblici sono tutti assegnati senza gara. Quale lezione ai propri colleghi, e anche all'opposizione, se il sindaco Alemanno annunciasse che d'ora in poi a Roma tutti gli affidamenti avverranno tramite gara.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:times new roman;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;see u,&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;Giangiacomo&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8744820345372214504-2394471333873401678?l=giangiacomosthinktank.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://giangiacomosthinktank.blogspot.com/feeds/2394471333873401678/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8744820345372214504&amp;postID=2394471333873401678' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8744820345372214504/posts/default/2394471333873401678'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8744820345372214504/posts/default/2394471333873401678'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://giangiacomosthinktank.blogspot.com/2008/09/la-rendita-dei-comuni.html' title='La rendita dei comuni'/><author><name>G.</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03096557084871773528</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8744820345372214504.post-3067543168249404265</id><published>2008-09-07T01:17:00.001-07:00</published><updated>2008-09-07T03:36:42.490-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='persone'/><title type='text'>Il questionario</title><content type='html'>&lt;em&gt;liberamente ispirato al famoso gioco di Marcel Proust&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Risponde: Giangiacomo&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Il tratto principale del suo carattere?&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Le pubbliche relazioni&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;La qualità che preferisce in un uomo?&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Sincerità.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;E in una donna?&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Essere donna.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Il suo principale difetto?&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Desiderare di fare meglio e quindi essere avero negli elogi... sopratutto nei miei confronti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Il suo sogno di felicità?&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Un mondo senza falsi e ipocriti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Il suo rimpianto?&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Politicamente parlando... tante.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;L'ultima volta che ho pianto?&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Al termine del film "L'albero degli zoccoli".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;L'incontro che le ha cambiato la vita?&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;1999, Comunione e Liberazione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Sogno ricorrente?&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Essere un giocatore dell'Inter.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Il giorno più felice della sua vita?&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Arriverà presto...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;E il più infelice?&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Politicamente parlando... elezioni universitarie 2004.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Quale sarebbe la disgrazia più grande?&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Non poter essere più utile.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Il suo primo ricordo?&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Nella mia cameretta a disegnare.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Materia preferita?&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Matematica&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Libro preferito di sempre?&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Fratelli di sangue&lt;/em&gt; di Chacour Elias&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Libro preferito degli ultimi anni?&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Oscar e la dama in rosa&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Autori preferiti in prosa?&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Colto impreparato...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Poeti preferiti?&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;D'Annunzio, Marinetti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Cantante preferito?&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Nessuno... ascolto solo Gigi D'Agostino.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Il suo eroe e la sua eroina?&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Sono cose da piccoli...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;I suoi pittori preferiti?&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Film cult?&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Bad boys&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Attore preferito?&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Sean Connery&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Attrice preferita?&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Sharon Stone.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Se potesse cambiare qualcosa nel suo aspetto fisico, che cosa cambierebbe?&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;I capelli&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Personaggio storico più ammirato?&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Benito Mussolini&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Personaggio politico più detestato?&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Stalin&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Il suo primo amore?&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Chiara, alle elementari&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Cosa detesta di più?&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;L'ipocrisia e la prepotenza&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;L'alternativa al mestiere che ha fatto?&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Il poliziotto della scientifica... negli States&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Stato d'animo attuale?&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Preoccupato&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Il suo motto?&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Due!&lt;br /&gt;"Che io possa vincere, a se non dovessi riuscire che io possa provare con tutte le mie forze"&lt;br /&gt;"Non per mestiere, ma per passione"&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;see u&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8744820345372214504-3067543168249404265?l=giangiacomosthinktank.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://giangiacomosthinktank.blogspot.com/feeds/3067543168249404265/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8744820345372214504&amp;postID=3067543168249404265' title='8 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8744820345372214504/posts/default/3067543168249404265'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8744820345372214504/posts/default/3067543168249404265'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://giangiacomosthinktank.blogspot.com/2008/09/il-questionario.html' title='Il questionario'/><author><name>G.</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03096557084871773528</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>8</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8744820345372214504.post-6381743446013572163</id><published>2008-09-05T10:09:00.000-07:00</published><updated>2008-09-05T10:10:43.432-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='religione'/><title type='text'>Induismo: identità e fanatismo</title><content type='html'>&lt;span style="font-family:times new roman;"&gt;Le recenti tragiche violenze contro i cristiani in India hanno riportato agli onori delle cronache un dibattito che ferve da anni fra politologi e sociologi delle religioni. Ci si chiede se possa davvero essere definita “fondamentalista” la grande organizzazione indiana Rashtriya Swayamsevak Sangh (Associazione dei Volontari della Nazione, RSS), che a diverso titolo è alle origini dell’associazione internazionale di propaganda dell’induismo Vishva Hindu Parishad (VHP) e del Bharatiya Janata Party (BJP), il partito politico che – dopo una lunga marcia dall’emarginazione al centro della scena politica, apertasi con la partecipazione a governi di coalizione – nel 1998 è diventato il partito di maggioranza relativa in India e ha espresso il primo ministro, Atal Binari Vajpayee, che è stato in carica fino al 2004. Nelle elezioni del 2004 una coalizione laica guidata dal Partito del Congresso dell’indiana di origine piemontese Sonia Gandhi ha sconfitto, contro tutti i sondaggi, il BJP, che è tornato all’opposizione. Il partito BJP, la VHP e molte altre organizzazioni fanno parte del Sangh Parivar, la “famiglia” di organizzazioni che derivano dal RSS e ne condividono gli ideali. Il Sangh Parivar propone una difesa intransigente dell’identità indù dell’India, con campagne contro i missionari cristiani e musulmani, che purtroppo non di rado trascendono in violenze, e gesti simbolici come la distruzione da parte della folla, nel 1992, della moschea eretta in epoca Mogul sul luogo, ad Ayodhya, dove la tradizione indù colloca la nascita di Rama, una delle più popolari incarnazioni di Vishnu.&lt;br /&gt;Si tratta di “fondamentalismo”? La tesi è stata sostenuta sia nella dialettica politica indiana (dagli avversari del BJP), sia da specialisti come Andreas Schworck, ed è stata vigorosamente rifiutata non solo da alcuni studiosi occidentali che hanno evidenti simpatie per il Sangh Parivar come Koenraad Elst ma anche da altri che hanno cercato una definizione accettabile del fondamentalismo come “tipo ideale”, fra i quali lo storico svizzero Jean-François Mayer. Al di là di assonanze innegabili con i fondamentalismi protestante e islamico, il problema sottolineato da Mayer – per quanto riguarda l’induismo – sembra quello di identificare in modo chiaro quale sia il plesso di principi e dottrine religiose da cui dedurre senza mediazioni una cultura e una politica. L’induismo è un mosaico di principi e di correnti diverse, che la VHP ha tentato di unificare in una sorta di “Chiesa” induista, senza però riuscire a costruire più di una federazione di gruppi che rimangono diversi e che comunque rappresentano solo una parte del variegato mondo induista. Le parole d’ordine intorno alle quali il Sangh Parivar raduna un numero cospicuo di seguaci fanno riferimento a un’immagine essenziale e mitica dell’induismo quale elemento unificatore della nazione indiana e bastione contro il colonialismo culturale “straniero” (cioè musulmano e cristiano). Perché questa immagine tenga, occorre ridurre al minimo i dettagli, così che il riferimento alla religione (senza volerlo necessariamente squalificare come strumentale o posticcio) costruisce più un “nazionalismo religioso” che non un autentico fondamentalismo.&lt;br /&gt;Ultimamente, decidere se si tratti di “fondamentalismo” o di “nazionalismo” è certamente importante per gli studiosi, ma non fa molta differenza per le vittime di violenze contro la minoranze cristiana e quella musulmana – senza dimenticare che tra queste due c’è una differenza, che è forse poco “politicamente corretto” ma è obbligatorio ricordare: i cristiani non hanno mai reagito alla violenza con la violenza, mentre i musulmani si sono organizzati per rispondere al sangue con il sangue, alimentando vari conflitti regionali e locali che hanno fatto migliaia di morti. La condanna della violenza – come ha ricordato Papa Benedetto XVI – non può che essere intransigente e assoluta. La violenza contro i cristiani non può essere giustificata o “compresa” – come purtroppo talora si legge anche su qualche giornale occidentale – in nome dell’anticolonialismo o della difesa dell’identità indiana minacciata dalla globalizzazione.&lt;br /&gt;Resta tuttavia un grande problema culturale o politico. Tutto il Sangh Parivar – un immenso movimento il cui braccio politico, il BJP, nelle elezioni indiane del 2004 ha preso (pure arretrando rispetto alla tornata elettorale precedente) ottantacinque milioni di voti – può essere squalificato come una congrega di “fondamentalisti” e di assassini di cristiani? C’è chi lo pensa, con buone ragioni che derivano dalle dichiarazioni di alcuni suoi esponenti, i quali sono almeno “cattivi maestri” rispetto alle folle ubriache di slogan nazionalisti che assaltano le parrocchie e gli orfanotrofi.  Di fatto, però, la coalizione che si esprime nel Sangh Parivar e nel partito BJP comprende una ricca varietà di correnti e gruppi che vanno da un ultra-fondamentalismo indù radicale a forme di conservatorismo piuttosto pragmatico. Il partito regionalista Shiv Sena, con base a Bombay (Mumbai) e guidato da Bal Thackeray (con cui ho avuto un’interessante conversazione qualche anno fa) non manca di accenti pressoché razzisti contro i non indù e gli immigrati. Altre componenti del movimento e del partito sono assai più moderate e pragmatiche. Di fatto sono state queste ultime a prevalere (anche se non senza compromessi con le tendenze più estremiste) nella classe dirigente del BJP. Il primo ministro Vajpayee aveva saputo coniugare ultra-antico e ultra-moderno: simboli che risalgono ai Veda e ai poemi epici e una decisa modernizzazione dell’economia in direzione del libero mercato, con risultati economici da molti definiti straordinari.&lt;br /&gt;Il rivale storico del BJP, il Partito del Congresso di Sonia Gandhi oggi al potere, guida un’eterogenea coalizione di forze unite dal richiamo al secolarismo e al laicismo anch’essi tipici di una certa tradizione indiana. Sonia Gandhi ha beneficiato del voto della minoranza cattolica promettendo l’abolizione delle leggi anti-missionarie: tuttavia in molti Stati queste rimangono in vigore, e la Gandhi ha potuto vincere solo mettendo insieme decine di partiti alcuni dei quali a loro volta fieramente anti-cattolici. Quanto al BJP, i suoi oltre ottanta milioni di elettori non sono certo tutti “fondamentalisti” con la bava alla bocca: molti votano BJP perché considerano i nazionalisti più competenti in economia e più onesti della coalizione guidata dal Partito del Congresso, la cui storia è segnata da gravi episodi di corruzione. Il BJP insieme rappresenta e in qualche modo controlla gli elementi più facinorosi della rinascita induista. La comunità internazionale deve chiedere a voce alta e con la necessaria severità a questo grande partito (che potrebbe tornare presto al potere in India) di condannare e isolare i violenti. Ma tagliare i ponti e interrompere il faticoso dialogo con il BJP che gli Stati Uniti e l’Europa hanno avviato da anni sarebbe invece un errore.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;see u,&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;Giangiacomo&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8744820345372214504-6381743446013572163?l=giangiacomosthinktank.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://giangiacomosthinktank.blogspot.com/feeds/6381743446013572163/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8744820345372214504&amp;postID=6381743446013572163' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8744820345372214504/posts/default/6381743446013572163'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8744820345372214504/posts/default/6381743446013572163'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://giangiacomosthinktank.blogspot.com/2008/09/induismo-identit-e-fanatismo.html' title='Induismo: identità e fanatismo'/><author><name>G.</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03096557084871773528</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8744820345372214504.post-947935442423707084</id><published>2008-09-03T14:24:00.000-07:00</published><updated>2008-09-03T14:25:39.371-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='economia'/><title type='text'>Se i tagli sono una nuova sfida</title><content type='html'>&lt;span style="font-family:times new roman;"&gt;Sono giustificati i tamburi di guerra di molti esponenti politici e rappresentanti di vari settori contro i tagli del ministro Tremonti, contenuti nella manovra economica in approvazione in questi giorni? Chi osservi il sistema italiano, anche prescindendo dal noto rapporto debito-Pil, vede alcune apparenti contraddittorie situazioni. La spesa pubblica per i servizi sociali, in percentuale sul Pil, è superiore in Italia rispetto ai principali Paesi europei, ma sta crescendo la disuguaglianza tra ricchi e poveri. Siamo il quarto Paese nell'Ocse per spesa per l'istruzione fino alla secondaria, ma la qualità della scuola italiana continua a peggiorare. La spesa per la sanità in Italia è in linea con quella dei Paesi più sviluppati, ma, se si eccettuano alcune Regioni virtuose, il rapporto risorse impiegate-qualità del servizio lascia spesso a desiderare. La spesa per le pensioni in Italia, rispetto al totale della spesa sociale, è molto più elevata se paragonata alla media europea, ma si dubita di poter assicurare la pensione alle generazioni future. E parlando del sistema produttivo, mentre l'impresa italiana continua ad aumentare la sua capacità di esportazione, il Pil non cresce. Perché?Quello che si dimentica, quando si è toccati in prima persona, è che lo statalismo centralista che affligge l'Italia significa rendita: politica di chi moltiplica i dipendenti pubblici e i finanziamenti a pioggia per assicurarsi il consenso; sindacale e associativa, di chi, nel corso degli anni, ha costruito privilegi per le sue corporazioni; di comodo, in chi rifiuta di essere valutato per quel che fa; da oligopolio, per le imprese decotte protette in modo artificioso. In diversi settori si spende male: si maschera come spesa per lo sviluppo e la solidarietà la spesa per alimentare la rendita, con il risultato che ad aumenti di spesa si associa un aumento dell'inefficienza e dell'iniquità. Certo, semplicemente tagliare non può bastare. Può però essere salutare se, mossi dalla necessità, si è spinti a una rivoluzione culturale che rifiuti lo statalismo e sposi il merito, l'iniziativa personale, la competizione virtuosa, la valutazione, la sussidiarietà, la costruzione di reti dal basso, la possibilità di reperire fondi privati per realtà pubbliche e soprattutto una nuova idealità che senta il bene comune come parte del proprio interesse. È una sfida che non possiamo rimandare perché perdendo tutto il Paese perderà anche la nostra vita personale, familiare, sociale.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:times new roman;"&gt;Giorgio Vittadini&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:times new roman;"&gt;Presidente Fondazioneper la Sussidiarietà&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:times new roman;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;see u,&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;Giangiacomo&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8744820345372214504-947935442423707084?l=giangiacomosthinktank.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://giangiacomosthinktank.blogspot.com/feeds/947935442423707084/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8744820345372214504&amp;postID=947935442423707084' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8744820345372214504/posts/default/947935442423707084'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8744820345372214504/posts/default/947935442423707084'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://giangiacomosthinktank.blogspot.com/2008/09/se-i-tagli-sono-una-nuova-sfida.html' title='Se i tagli sono una nuova sfida'/><author><name>G.</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03096557084871773528</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8744820345372214504.post-3918471559407956227</id><published>2008-09-03T14:23:00.000-07:00</published><updated>2008-09-03T14:24:09.358-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='economia'/><title type='text'>Ecco come la finanziaria inciderà sul sistema universitario</title><content type='html'>&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;Riporto un articolo del mio amico Tommaso Agasisti...&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:times new roman;"&gt;Il recente D.L. n. 112 contiene alcune disposizioni che incidono, in misura anche rilevante, sul sistema universitario. In particolare, le norme principali riguardano tre aspetti: (1) il blocco del turnover nell’assunzione di personale a tempo indeterminato, (2) la conseguente riduzione di fondi per il finanziamento ordinario (FFO) delle università, (3) la possibilità per gli atenei di trasformarsi in fondazioni di diritto privato. &lt;br /&gt;Il blocco del turnover appare una norma in forte controtendenza rispetto al processo di conferimento di maggiore autonomia alle università: impedire agli atenei di utilizzare liberamente le proprie risorse per l’assunzione a tempo indeterminato del proprio personale docente sembra configurare un ritorno della regolazione centrale in un sistema dove, invece, l’autonomia appare oramai un principio irrinunciabile. La legge attualmente vigente (legge 27 dicembre 1997, n. 449) impone un limite di buon senso, prevedendo che la spesa per assegni fissi per il personale non possa eccedere il 90% del trasferimento di FFO annuale; in altre parole, le università non possono spendere in stipendi più del 90% delle risorse trasferite dallo Stato. Molte università hanno oltrepassato questo limite, spesso con politiche di assunzioni irriguardose dei limiti finanziari, generando di fatto una rigidità dei loro bilanci che appare insostenibile (alcune università spendono il 100% dei loro fondi statali in stipendi!). La stessa legge 449/97 prevedeva che, in caso di superamento della soglia del 90% del FFO, scattasse un blocco automatico per le nuove assunzioni; tuttavia, poco è stato fatto dal lato dei controlli e la situazione è spesso degenerata. La norma contenuta nel DL n. 112 probabilmente vuole porre un rimedio a questo fenomeno, ma le modalità pratiche appaiono generiche e inefficaci, perché si applicano a tutti gli atenei in modo indifferenziato. Nei fatti, il provvedimento penalizza non le università che hanno speso male negli ultimi anni, ma quelle virtuose; quelle, cioè, in cui i costi del personale hanno una incidenza limitata sui bilanci. Questi atenei, che pure avrebbero la possibilità di assumere nuovo personale, con politiche di sviluppo anche mirate, si trovano invece limitate nella propria capacità di spesa. A questi atenei andrebbero lasciati margini di autonomia maggiore, non posti nuovi vincoli! &lt;br /&gt;Il ragionamento di cui sopra si lega anche con il tema dei tagli finanziari. Il fatto che all’orizzonte si profilasse una riduzione dei finanziamenti statali per gli atenei era ampiamente prevedibile e, sotto il profilo della dinamica della spesa pubblica, si tratta di una prospettiva ineludibile anche per il prossimo futuro. In tutti i paesi industrializzati il trend in atto è quello di un contenimento della spesa pubblica nel settore universitario. Tale trend è giustificato sia dalle politiche restrittive di finanza pubblica comuni a tutti i paesi europei (e non solo); sia dalla natura di “investimento” dell’istruzione universitaria che rende opportuno un aumento dei contributi degli studenti sotto forma di maggiori tasse. I laureati, infatti, ottengono benefici in termini di migliori retribuzioni e di migliore status sociale che giustificano una loro ampia partecipazione ai costi della propria istruzione  - a questo ovviamente affiancando strumenti efficaci per sostenere un reale diritto allo studio per studenti meritevoli a basso reddito. Inoltre, con riferimento alla spesa pubblica nel settore, i paragoni con i livelli di spesa degli altri paesi europei sono inutili: nessun altro paese ha un debito pubblico come il nostro, e l’esigenza di risanare e riqualificare la spesa pubblica richiede di effettuare tagli in tutti i settori, compreso dunque quello universitario. Richiedere più spesa pubblica, oppure richiedere di non includere il comparto universitario nei tagli, appare inutile e irrealistico. Il problema, dal punto di vista della finanza pubblica (e il DL . n. 112 assume questo punto di vista), non è “se” tagliare, ma “come” e “quanto” tagliare. Se sul “quanto” ovviamente è il dibattito politico che deve guidare le scelte, sul “come” la norma desta qualche perplessità. Infatti, ipotizzare un taglio lineare che colpisce tutti gli atenei indiscriminatamente significa definire un incentivo perverso: gli atenei che hanno speso meglio negli anni precedenti otterranno una riduzione del proprio finanziamento, esattamente proporzionale a quella degli atenei che hanno speso in modo dissennato. Ritengo, invece, che si dovrebbero differenziare i criteri di riduzione delle risorse statali destinate alle università, tagliando di più agli atenei che hanno speso male e mantenendo invece stabili i livelli di finanziamento delle università “virtuose”. Il problema diviene così quello di definire i criteri migliori per effettuare questa selezione; inutile, invece, sprecare tempo a chiedere più soldi. Se anche le forme di protesta riuscissero ad evitare i tagli quest’anno, che ne sarebbe l’anno prossimo? E l’anno ancora venturo? Ipotizzare una reiterazione negli anni della protesta, per avere qualche milione di euro in più all’anno (su un fondo di oltre 7 miliardi di euro…) sembra una strada francamente poco produttiva. Se si cominciasse a ragionare su criteri di spesa ritenuti “virtuosi” il dibattito sarebbe, probabilmente, più costruttivo. &lt;br /&gt;Infine, la possibilità di trasformare gli atenei in fondazioni private può rappresentare uno stimolo al ripensamento di alcuni problemi delle nostre università. Prima di entrare nel merito è importante ricordare che questa proposta è stata avanzata, negli anni scorsi, da numerosi accademici nonché da vari esponenti politici di destra e di sinistra; è dunque ragionevole ipotizzare che questa idea abbia alcuni aspetti positivi. Così non è, chiaramente, per coloro che vedono nella trasformazione in fondazioni lo “smantellamento dell’università”; per essi infatti qualunque provvedimento in questa direzione sarebbe lesivo della natura “pubblica” dell’istruzione. I vantaggi che si potrebbero ottenere dalla trasformazione in fondazione sono, fondamentalmente, quelli di una maggiore flessibilità nella gestione e di un coinvolgimento di soggetti terzi, pubblici e privati, al finanziamento degli atenei. Occorre però non nascondersi dietro un dito: non è sufficiente ipotizzare la soluzione delle fondazioni per risolvere i vari problemi del sistema universitario, che rimangono aperti: modalità di reclutamento dei docenti, sistemi incentivanti di finanziamento per le performance della produttività scientifica, valutazione della qualità della didattica e della ricerca, ecc. Allo stesso tempo, però, occorre riconoscere che la trasformazione in fondazioni (che, ricordiamo, deve avvenire su base volontaria) potrebbe rappresentare, per le università più intraprendenti, la prima opportunità per differenziarsi, ricercando una maggiore autonomia ed una maggiore qualità.&lt;br /&gt;Per concludere, ritengo dunque che il DL. n. 112 contenga, tutti assieme, elementi ineludibili (il contenimento della spesa pubblica), elementi discutibili e negativi (il blocco indiscriminato del turnover), ed elementi potenzialmente positivi (la possibilità di trasformare gli atenei in fondazioni). La natura del provvedimento, però, è di natura finanziaria e come tale deve essere trattato; la vera discussione intorno al settore universitario non può limitarsi ai soldi e alle regole amministrative, ma deve concentrarsi sugli aspetti “core”, come la qualità della didattica, della ricerca, della gestione delle proprie attività, la rilevanza internazionale dei nostri atenei, la valutazione dei docenti e delle strutture.&lt;br /&gt;Quando si (ri)comincerà a parlare, ma soprattutto a riformare, in relazione a questi aspetti? Il timore è che, a forza di decidere (il Governo) o di lamentarsi (le università) avendo a mente solo la questione delle risorse finanziarie, si dimentichi che l’università è un’altra cosa.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:times new roman;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;see u,&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;Giangiacomo&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8744820345372214504-3918471559407956227?l=giangiacomosthinktank.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://giangiacomosthinktank.blogspot.com/feeds/3918471559407956227/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8744820345372214504&amp;postID=3918471559407956227' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8744820345372214504/posts/default/3918471559407956227'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8744820345372214504/posts/default/3918471559407956227'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://giangiacomosthinktank.blogspot.com/2008/09/ecco-come-la-finanziaria-incider-sul.html' title='Ecco come la finanziaria inciderà sul sistema universitario'/><author><name>G.</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03096557084871773528</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8744820345372214504.post-5238366313058764831</id><published>2008-09-03T09:49:00.000-07:00</published><updated>2008-09-03T09:50:02.572-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='religione'/><title type='text'>Lo scontro di civiltà con la fede al dito</title><content type='html'>&lt;span style="font-family:verdana;font-size:85%;"&gt;La Chiesa cattolica italiana ha ormai una vasta esperienza di matrimoni misti fra cattolici e musulmani. Ha condotto diverse indagini interne, e dispone di enti come il Centro Federico Peirone a Torino che da anni sono vicini alle coppie miste. La disponibilità all’aiuto in tutti i casi concreti non significa che la Chiesa non segnali con realismo i rischi. Del resto, su questo punto la posizione dei vescovi italiani non è lontana da quella di un combattivo apologista dell’islam come Tariq Ramadan, il quale usa parole piuttosto severe nei confronti di quei musulmani che sposano un coniuge cristiano con una buona dose di superficialità, andando incontro nella maggior parte dei casi a un inevitabile fallimento.&lt;br /&gt;Il problema è anzitutto teologico. La nozione del matrimonio non è la stessa nel cristianesimo e nell’islam. Il diritto islamico – sia pure con precisazioni e limitazioni – ammette la poligamia, e permette al marito di ripudiare la moglie semplicemente dichiarandolo, mentre la donna per divorziare deve passare attraverso un tribunale. Una musulmana non può sposare un uomo di un’altra religione; un musulmano può sposare una cristiana o un’ebrea ma dev’essere chiaramente stipulato che i figli saranno educati nella religione islamica. L’idea soggiacente è che il matrimonio non è, come per i cristiani, anzitutto un’istituzione di diritto naturale, per quanto elevata da Gesù Cristo alla dignità di sacramento. Per l’islam il matrimonio è un contratto rigorosamente normato dal Corano e dal diritto islamico, e l’idea che un musulmano sia coinvolto in un legame matrimoniale meramente “naturale”, non regolato dalla sua religione, non ha senso.&lt;br /&gt;Quando questa mentalità entra in contatto con il diritto occidentale iniziano i problemi. Per cominciare, in Italia una donna ha diritto di sposare chi vuole, prescindendo dalla religione. Ma una donna musulmana che non sia cittadina italiana in pratica avrà molte difficoltà a sposare un non musulmano. Il suo consolato, nella maggior parte dei casi, le negherà il nulla osta matrimoniale. Se il fidanzato italiano non ha una forte identità cristiana si presenterà al consolato per una “falsa” conversione all’islam, che dimenticherà poco dopo il matrimonio, salvo però esporsi a un’accusa di apostasia ove dovesse tornare alla pratica del cristianesimo. In mancanza di conversione dello sposo più o meno fasulla, ci sono oggi sentenze dei nostri tribunali che permettono a donne musulmane straniere di sposarsi in Italia anche senza il nulla osta del Paese di origine. Ma per il loro Paese questo matrimonio è illecito, e se tornano in patria le conseguenze possono essere molto serie.&lt;br /&gt;In realtà, in Italia sono più spesso donne cristiane a sposare immigrati musulmani. Non mancano casi di poligamia, i più gravi, perché il matrimonio poligamo per la legge italiana non esiste e la seconda (o terza, o quarta) moglie potrà essere ripudiata senza godere di alcuna tutela giuridica. La Chiesa sa però che anche i matrimoni misti monogamici spesso falliscono. L’uomo musulmano ha difficoltà a rinunciare all’idea del ripudio facile, evidentemente incompatibile con la nozione cattolica di matrimonio, e certamente non accetta che nel percorso educativo ai figli sia proposto il cristianesimo. Ha ragione – per una volta – Tariq Ramadan: il romanticismo non è un sostituto per la prudenza, e i richiami all’amore non bastano a superare una differenza culturale che si rivela nella maggior parte dei casi insormontabile.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:verdana;font-size:85%;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:verdana;font-size:85%;"&gt;see u,&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:verdana;font-size:85%;"&gt;Giangiacomo&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8744820345372214504-5238366313058764831?l=giangiacomosthinktank.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://giangiacomosthinktank.blogspot.com/feeds/5238366313058764831/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8744820345372214504&amp;postID=5238366313058764831' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8744820345372214504/posts/default/5238366313058764831'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8744820345372214504/posts/default/5238366313058764831'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://giangiacomosthinktank.blogspot.com/2008/09/lo-scontro-di-civilt-con-la-fede-al.html' title='Lo scontro di civiltà con la fede al dito'/><author><name>G.</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03096557084871773528</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8744820345372214504.post-1046531213578962610</id><published>2008-08-22T00:14:00.000-07:00</published><updated>2008-08-22T00:16:30.247-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='politica estera'/><title type='text'>8-24 Agosto 2008, Olimpiadi insanguinate</title><content type='html'>&lt;span style="font-family:verdana;font-size:85%;"&gt;8-24 August&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:verdana;font-size:85%;"&gt;The blood Olympic Games&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;La Cina che ospita i giochi olimpici è una terribile macchina di oppressione e di menzogna&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;Comunismo in Asia: Cina&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;La Cina, lo Stato comunista più popoloso del mondo, il più sovraffollato lager («Laogai», in cinese) mai esistito, si sta trasformando in una macchina industriale e commerciale dalle sconfinate potenzialità volta alla conquista economica del mondo.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:verdana;font-size:85%;"&gt;Communism in Asia: China&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:verdana;font-size:85%;"&gt;China, the most populated Communist country in the world, the most overcrowded lager («Laogai», in Chinese) never existed, is changing into an industrial and commercial machine with endless capability turned to the economic conquest of the world.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;see u,&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;Giangiacomo&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8744820345372214504-1046531213578962610?l=giangiacomosthinktank.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://giangiacomosthinktank.blogspot.com/feeds/1046531213578962610/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8744820345372214504&amp;postID=1046531213578962610' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8744820345372214504/posts/default/1046531213578962610'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8744820345372214504/posts/default/1046531213578962610'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://giangiacomosthinktank.blogspot.com/2008/08/8-24-agosto-2008-olimpiadi-insanguinate.html' title='8-24 Agosto 2008, Olimpiadi insanguinate'/><author><name>G.</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03096557084871773528</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8744820345372214504.post-5420903668626023547</id><published>2008-08-21T04:45:00.000-07:00</published><updated>2008-08-21T04:48:15.500-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='economia'/><title type='text'>FS non deve reintegrare De Angelis</title><content type='html'>&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;Chi sbaglia paga!&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;e deve servire da esempio...&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;Rappresentanti sindacali che pensano più alla politica, a farsi vedere dai funzionari, a far carriera all'interno del sindacato, quando...&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;prima di tutto sono dipendenti di un'azienda&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;dovrebbero tutelare gli interessi dei loro colleghi e, "bontà loro", pensare agli interessi dell'azienda per la quale lavorano!!&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;si può crescere anche lì... ed è più stimolante... sicuramente!&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;see u,&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;Giangiacomo&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8744820345372214504-5420903668626023547?l=giangiacomosthinktank.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://giangiacomosthinktank.blogspot.com/feeds/5420903668626023547/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8744820345372214504&amp;postID=5420903668626023547' title='3 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8744820345372214504/posts/default/5420903668626023547'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8744820345372214504/posts/default/5420903668626023547'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://giangiacomosthinktank.blogspot.com/2008/08/fs-non-deve-reintegrare-de-angelis.html' title='FS non deve reintegrare De Angelis'/><author><name>G.</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03096557084871773528</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8744820345372214504.post-4700759763185465796</id><published>2008-08-21T04:32:00.001-07:00</published><updated>2008-08-21T04:32:53.451-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='economia'/><title type='text'>Gli atenei diventino fondazioni private</title><content type='html'>&lt;span style="font-family:times new roman;"&gt;Nelle polemiche di questi giorni riguardanti i tagli di spesa all’università contenuti nel Dl n. 112 si dimentica un aspetto non secondario della recente vita dell’università italiana.&lt;br /&gt;Negli ultimi anni Camere di commercio, associazioni ed enti locali, pubblici e privati, hanno promosso, anche in piccole località, dei comitati per dar vita a nuove università. Dopo un po’ di anni, queste università hanno richiesto di essere riconosciute e finanziate dallo Stato centrale, cosa che è puntualmente avvenuta nella quasi totalità dei casi. Invece di creare sedi staccate di grandi università, come è avvenuto in pochi casi virtuosi, si è voluto premiare interessi locali, che con la qualità della ricerca e della didattica non c’entrano nulla. Le spese per il sistema universitario sono così ora disperse in mille rivoli. Come uscire allora, da questa situazione?&lt;br /&gt;Per rispondere si pensi agli Stati Uniti, dove ci sono miriadi di università e college, molti anche di valore discutibile. L’unica sostanziale differenza è che questi college non sono finanziati in maniera preponderante con trasferimenti statali, che invece sono erogati in gran parte come borse e prestiti agli studenti che scelgono dove spenderli. La qualità delle strutture universitarie diventa criterio determinante nella loro capacità di reperire risorse.&lt;br /&gt;Per questo appare come potenzialmente “rivoluzionaria” la norma, finora ignorata nel dibattito, secondo cui le università si possono trasformare in fondazioni di diritto privato. Le università sarebbero autonome, giuridicamente e finanziariamente, libere di cercarsi partner privati, non appiattite sulle norme burocratiche di gestione delle amministrazioni pubbliche, in particolare quelle inerenti collaborazioni di ricerca con imprese ed altri enti pubblici e privati. Progressivamente si potrebbe favorire il fatto che, almeno in parte, le università si procurino da sole le risorse necessarie per vivere, come accade oggi negli Usa. E ciò prevedibilmente avverrebbe sulla base di qualità di didattica e ricerca, con un naturale riassestarsi in alto del sistema. Certo, c’è molto da lavorare perché questa idea sia perfezionata già a partire da questo decreto e risponda alle molteplici necessità, anche nella fase di transizione. Ma c’è qualcuno disposto veramente ad accettare la sfida della qualità?"&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:times new roman;"&gt;Giorgio Vittadini&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:times new roman;"&gt;Il Giornale, 30 Luglio 2008&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:times new roman;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;"&gt;see u,&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;"&gt;Giangiacomo&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8744820345372214504-4700759763185465796?l=giangiacomosthinktank.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://giangiacomosthinktank.blogspot.com/feeds/4700759763185465796/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8744820345372214504&amp;postID=4700759763185465796' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8744820345372214504/posts/default/4700759763185465796'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8744820345372214504/posts/default/4700759763185465796'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://giangiacomosthinktank.blogspot.com/2008/08/gli-atenei-diventino-fondazioni-private.html' title='Gli atenei diventino fondazioni private'/><author><name>G.</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03096557084871773528</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8744820345372214504.post-8589436811548277286</id><published>2008-08-21T04:16:00.000-07:00</published><updated>2008-08-21T04:17:34.679-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='economia'/><title type='text'>Meeting dell'Amicizia dei Popoli 2008, Rimini</title><content type='html'>&lt;a href="http://www.clonline.org/articoli/ita/dvEcon300708.pdf"&gt;Qui l'economia fa meeting&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.clonline.org/articoli/ita/dvEcon300708.pdf"&gt;Economy&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.clonline.org/articoli/ita/dvEcon300708.pdf"&gt;30 Luglio 2008&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;see u,&lt;br /&gt;Giangiacomo&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8744820345372214504-8589436811548277286?l=giangiacomosthinktank.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://giangiacomosthinktank.blogspot.com/feeds/8589436811548277286/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8744820345372214504&amp;postID=8589436811548277286' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8744820345372214504/posts/default/8589436811548277286'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8744820345372214504/posts/default/8589436811548277286'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://giangiacomosthinktank.blogspot.com/2008/08/meeting-dellamicizia-dei-popoli-2008.html' title='Meeting dell&apos;Amicizia dei Popoli 2008, Rimini'/><author><name>G.</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03096557084871773528</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8744820345372214504.post-7164436150267889611</id><published>2008-08-19T23:43:00.000-07:00</published><updated>2008-08-19T23:44:32.751-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='religione'/><title type='text'>Non nobis, Domine</title><content type='html'>&lt;div align="center"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;"Non nobis, Domine, sed nomine Tuo da gloriam"&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;&lt;/span&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;span style="font-family:verdana;font-size:85%;"&gt;Non a noi, o Signore, ma al Tuo nome da gloria&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;Motto templare che esprime l’aspirazione al retto agire secondo la dottrina tradizionale&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;see u,&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;Giangiacomo&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8744820345372214504-7164436150267889611?l=giangiacomosthinktank.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://giangiacomosthinktank.blogspot.com/feeds/7164436150267889611/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8744820345372214504&amp;postID=7164436150267889611' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8744820345372214504/posts/default/7164436150267889611'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8744820345372214504/posts/default/7164436150267889611'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://giangiacomosthinktank.blogspot.com/2008/08/non-nobis-domine.html' title='Non nobis, Domine'/><author><name>G.</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03096557084871773528</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8744820345372214504.post-5536147568152399346</id><published>2008-08-19T09:17:00.001-07:00</published><updated>2008-08-19T09:18:12.772-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='politica interna; religione'/><title type='text'>Famiglia Cristiana nuovamente sconclusionata</title><content type='html'>&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;Forse è tramontata la moda del cattocomunismo (tanto spesso abbracciata dal settimanale venduto nelle parrocchie), ma pare rafforzarsi il catto-idiotismo&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;see u,&lt;br /&gt;Giangiacomo&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8744820345372214504-5536147568152399346?l=giangiacomosthinktank.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://giangiacomosthinktank.blogspot.com/feeds/5536147568152399346/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8744820345372214504&amp;postID=5536147568152399346' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8744820345372214504/posts/default/5536147568152399346'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8744820345372214504/posts/default/5536147568152399346'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://giangiacomosthinktank.blogspot.com/2008/08/famiglia-cristiana-nuovamente.html' title='Famiglia Cristiana nuovamente sconclusionata'/><author><name>G.</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03096557084871773528</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8744820345372214504.post-2507321190491621833</id><published>2008-08-02T07:29:00.001-07:00</published><updated>2008-08-02T07:29:57.998-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='U.S.A.'/><title type='text'>Love of Country</title><content type='html'>&lt;span style="font-family:times new roman;"&gt;My Friends,&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:times new roman;"&gt;I am often asked why I want to be President of the United States. And my answer is that I believe in the greatness of this nation as a beacon of goodwill throughout the world. I believe each and every one of us has a duty to serve a cause greater than our own self-interest. &lt;/span&gt;&lt;a href="http://www.johnmccain.com/videolanding/love.htm"&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-family:times new roman;"&gt;I've spent my life in service to my country, and I've spent my life putting my country first.When I was held as a prisoner of war in North Vietnam from 1967 to 1973, I was given the option to come home early because my father was an admiral in the U.S. Navy. I refused to go, because I took an oath of service to put my country first. My ca mpaign released a new television ad outlining my years of service to our country and I ask that you take one minute out of your day to &lt;/span&gt;&lt;a href="http://www.johnmccain.com/videolanding/love.htm"&gt;&lt;span style="font-family:times new roman;"&gt;watch this ad&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-family:times new roman;"&gt; and &lt;/span&gt;&lt;a href="http://www.johnmccain.com/actioncenter/forwardtofriends.aspx?tpl=flex&amp;amp;r=3946f3d6-7ff6-41e0-b881-d03255f1d71d"&gt;&lt;span style="font-family:times new roman;"&gt;pass it along&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-family:times new roman;"&gt; to any friends and family who may be interested in watching. As President of the United States I will always put my country first, I want to promise you that. You can count on me because it is what I have done my entire life. As a candidate for president, I have an enormous sense of responsibility and duty. That's why I am not in the habit of making promises to my country that I do not intend to keep. If I am so fortunate to be elected to our nation's highest office, I give you my word that I will always put the needs of country above my own. It is my hope that by &lt;/span&gt;&lt;a ref="http://www.johnmccain.com/videolanding/love.htm"&gt;&lt;span style="font-family:times new roman;"&gt;watching this ad today&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-family:times new roman;"&gt; you will see why I truly believe that I owe America more than she has ever owed me. Sincerely,John McCain P.S. When I was offered a chance to go home early from prison camp in North Vietnam, I put my country first, and I've been putting my country first in life ever since. I believe that the challenges I have faced in service to my country have better prepared me to lead our country as president. Our campaign has released a new ad, and I'd like you to be one of the first to see it. Please &lt;/span&gt;&lt;a href="http://www.johnmccain.com/videolanding/love.htm"&gt;&lt;span style="font-family:times new roman;"&gt;follow this link today&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-family:times new roman;"&gt; to learn a little more about my life and why I owe so much to our great country. Thank you for your time.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;see u,&lt;br /&gt;Giangiacomo&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8744820345372214504-2507321190491621833?l=giangiacomosthinktank.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://giangiacomosthinktank.blogspot.com/feeds/2507321190491621833/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8744820345372214504&amp;postID=2507321190491621833' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8744820345372214504/posts/default/2507321190491621833'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8744820345372214504/posts/default/2507321190491621833'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://giangiacomosthinktank.blogspot.com/2008/08/love-of-country.html' title='Love of Country'/><author><name>G.</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03096557084871773528</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8744820345372214504.post-162283413445467576</id><published>2008-08-02T05:02:00.000-07:00</published><updated>2008-08-02T05:04:30.748-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='economia'/><title type='text'>Giusto il provvedimento della maggioranza in materia di lavoro</title><content type='html'>&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;Indegno lo sciacallaggio propagandistico della Sinistra e di Casini che si atteggiano a difensori dei “precari”&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:verdana;font-size:85%;"&gt;Lavoro o sindacato?&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:verdana;font-size:85%;"&gt;"Gli effetti economici del potere sindacale erano già penosamente chiari. I salari aumentavano eccessivamente mentre le prospettive aziendali precipitavano con l'inizio della recessione" (diario di Margaret Thatcher nei primi giorni del suo governo, 1979).&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:verdana;font-size:85%;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:verdana;font-size:85%;"&gt;Work or trade-union?&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:verdana;font-size:85%;"&gt;"The economic results of trade-union power were already painfully clear. The salaries increased excessively whilst the corporate perspectives fell over with the beginning of the recession" (Margaret Thatcher's diary in the first days of her government, 1979).&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;see u,&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;Giangiacomo&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8744820345372214504-162283413445467576?l=giangiacomosthinktank.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://giangiacomosthinktank.blogspot.com/feeds/162283413445467576/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8744820345372214504&amp;postID=162283413445467576' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8744820345372214504/posts/default/162283413445467576'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8744820345372214504/posts/default/162283413445467576'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://giangiacomosthinktank.blogspot.com/2008/08/giusto-il-provvedimento-della.html' title='Giusto il provvedimento della maggioranza in materia di lavoro'/><author><name>G.</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03096557084871773528</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8744820345372214504.post-83539368710951647</id><published>2008-07-27T13:30:00.000-07:00</published><updated>2008-07-27T13:31:46.074-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='politica estera'/><title type='text'>Anche di Hitler e Stalin non riuscimmo a vedere il pericolo</title><content type='html'>&lt;span style="font-family:times new roman;"&gt;Molti contemporanei non riuscirono a vedere Adolf Hitler, Benito Mussolini e Joseph Stalin per quello che erano; oggi Hezbollah, al Qaeda, i khomeinisti iraniani e i Wahabiti sauditi proclamano apertamente la loro intenzione di distruggerci, ma, ancora una volta, non stiamo prendendo sul serio tali minacce.Perché c’è una così grande riluttanza ad agire? Dopo la seconda guerra mondiale siamo stati guidati dal forte desiderio di capire come il genocidio, il terrorismo e la guerra totale si manifestino e come prevenirli in futuro, e – soprattutto - abbiamo cercato risposta ad alcune domande fondamentali: Perché l’Occidente non è riuscito a vedere l’arrivo della catastrofe?Perché ci sono stati così pochi sforzi per impedire la marea fascista, e perché praticamente tutti i leader occidentali – e così tanti intellettuali – hanno trattato i fascisti come se fossero dei normali capi politici invece che come i pericolosi rivoluzionari che erano? Perché gli ebrei – le vittime maggiormente designate – fallirono ugualmente nel riconoscere l’entità della loro imminente distruzione? Perché la resistenza è stata così sporadica? La maggioranza alla fine ha accettato una doppia “spiegazione”: l’unicità di quel male e la mancanza di precedenti storici. L’Italia e la Germania erano due tra le nazioni più civilizzate e acculturate del mondo.Era difficile capire che un grande male sarebbe diventato supremo nei Paesi in cui sono nati Kant, Beethoven Dante e Rossellini. Eppure, non siamo mai riusciti a vedere la forza crescente dei nostri nemici. Perché li trattiamo come se fossero normali fenomeni politici, come fanno i leader occidentali quando abbracciano i negoziati come la migliore strada percorribile? Non possiamo biasimare i capi di Stato di allora, per non parlare delle vittime, per non aver visto qualcosa che era quasi totalmente sconosciuto come lo sterminio di massa su vasta scala e una minaccia alla stessa civiltà. Prima d’allora, infatti, non c’era mai stata una campagna organizzata per distruggere un’intera “razza”, ed era perciò quasi impossibile rendersene conto o riconoscerla come tale. Tuttavia l’incapacità di percepire il pericolo segue una prassi ben conosciuta: il sistematico rifiuto di vedere i nostri nemici. Le invettive di Hitler, contenute sia nel Mein Kampf che nelle manifestazioni del partito nazista, erano spesso minimizzate come espressioni “politiche”, un modo per mantenere il sostegno popolare, e raramente venivano prese sul serio.L’appello di Mussolini per la creazione di un nuovo impero italiano e la sua successiva alleanza con Hitler sono stati definiti semplici bravate. Qualche studioso ha ampliato l’analisi per includere altri regimi come la Russia di Stalin, responsabile anch’essa della morte di milioni di individui, le cui ambizioni minacciavano ugualmente l’Occidente. Come con il fascismo, la maggior parte dei contemporanei trovò quasi impossibile credere che l’Arcipelago Gulag fosse quello che era, e - come con il fascismo - abbiamo studiato il fenomeno in modo da riconoscere il male abbastanza in tempo per evitare che ci colpisca di nuovo. Ormai è veramente poco quello che non sappiamo su questi regimi e movimenti; alcuni dei nostri maggiori studiosi li hanno descritti, analizzato le ragioni del loro successo e raccontato la guerra che abbiamo combattuto per sconfiggerli. La nostra conoscenza a riguardo è notevole, così come l’onestà e l’intensità del desiderio che cose simili non si ripetano, eppure sta succedendo di nuovo: stiamo agendo come nel secolo scorso.Il mondo reagisce sonnecchiando alle note retoriche e azioni di movimenti e regimi come Hezbollah e al Qaeda, i khomeinisti iraniani e i wahabiti sauditi che giurano di distruggere noi e quelli come noi. Come i loro predecessori del ventesimo secolo, proclamano apertamente le loro intenzioni e le attuano quando e ovunque possono, e - come i loro predecessori - raramente li prendiamo sul serio o agiamo di conseguenza. Più spesso sottovalutiamo la portata delle loro parole, come se si trattasse di una versione islamica o araba di “politica” destinata al consumo interno e ideata per portare avanti obiettivi nazionali. È chiaro che le spiegazioni che ci siamo dati riguardo la nostra incapacità di agire nel secolo scorso sono sbagliate. La nascita di movimenti messianici di massa non è una novità, ed è davvero poco quello che non sappiamo su di loro, né abbiamo scuse per sorprenderci del successo di leader crudeli anche in Paesi con una lunga storia, una grande cultura e stabilità politica. Sappiamo tutto, quindi dobbiamo porci di nuovo le solite domande: perché non riusciamo a vedere la forza crescente dei nostri nemici? Per molte ragioni.Una è l’idea, profondamente radicata, che tutte le persone siano fondamentalmente uguali e buone. La maggior parte della storia umana dimostra l’opposto, ma è difficile accettare il fatto che molte persone siano cattive e che intere culture, anche la migliore, possano cadere preda di leader crudeli e marciare a comando. Molta della cultura occidentale è profondamente impegnata a credere nella bontà dell’umanità, e siamo riluttanti ad abbandonare questo rassicurante articolo di fede; nonostante l’evidenza del contrario, preferiamo inseguire la strada della ragionevolezza anche con i nemici il cui fanatismo totalmente irrazionale è palese. Questa non è filosofia, perché accettare la minaccia contro di noi vuol dire agire, a meno che non si preferisca il suicidio nazionale. Come nel ventesimo secolo, significa guerra; significa che, almeno temporaneamente, dobbiamo fare sacrifici su molti fronti: la comodità delle nostre vite, il rischio di morire, l’oggetto quotidiano dei nostri sforzi – le carriere e le libertà personali soggette a spiacevoli ed anche pericolose restrizioni – e la destinazione della ricchezza dalla soddisfazione personale alla sicurezza nazionale. Tutto questo è doloroso; anche il solo pensarlo fa male. Poi c’è l’antisemitismo.Vecchi testi dell’odio antiebraico, ora anche in farsi e arabo, si stanno diffondendo in tutto il Medio Oriente, e incitazioni alla distruzione di Israele appaiono regolarmente nelle televisioni iraniane, egiziane, saudite e siriane, e sono ascoltate nelle moschee europee e americane. Non c’è da stupirsi se ogni condanna occidentale che non è seguita da praticamente nessuna azione suggerisca, come minimo, una diffusa indifferenza verso il destino degli ebrei. Infine c’è la natura del sistema politico. Nessuna democrazia era adeguatamente preparata alla guerra degli anni Quaranta prima di esserne coinvolta, e nessuno era preparato all’aggressione terrorista del ventunesimo secolo.La natura della politica occidentale rende molto difficile ai leaders nazionali – nonostante alcuni uomini e donne che capiscono cosa stia succedendo e vogliano agire – prendere opportune e attente misure prima che la guerra gli piombi addosso. Uomini come Winston Churchill sono stati relegati all’opposizione fino a quando la battaglia è divenuta inevitabile. Allora come oggi, l’iniziativa spetta ai nemici dell’Occidente. Fino ad oggi, impegnati nei campi di battaglia dell’Iraq e dell’Afghanistan, c’è stato uno scarso riconoscimento del fatto che siamo sotto attacco da parte di un nemico comune, e grande riluttanza ad agire di conseguenza: questa volta l’ignoranza non può essere addotta come giustificazione. Se saremo sconfitti sarà per mancanza di volontà, non di nozioni.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:times new roman;"&gt;Michael Ledeen -  Liberal&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;see u,&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;Giangiacomo&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8744820345372214504-83539368710951647?l=giangiacomosthinktank.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://giangiacomosthinktank.blogspot.com/feeds/83539368710951647/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8744820345372214504&amp;postID=83539368710951647' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8744820345372214504/posts/default/83539368710951647'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8744820345372214504/posts/default/83539368710951647'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://giangiacomosthinktank.blogspot.com/2008/07/anche-di-hitler-e-stalin-non-riuscimmo.html' title='Anche di Hitler e Stalin non riuscimmo a vedere il pericolo'/><author><name>G.</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03096557084871773528</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8744820345372214504.post-7901259054371580168</id><published>2008-07-20T13:08:00.000-07:00</published><updated>2008-07-20T13:09:38.357-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='politica interna'/><title type='text'>Solidarietà ai poliziotti condannati per la Diaz</title><content type='html'>&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;see u,&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;Giangiacomo&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8744820345372214504-7901259054371580168?l=giangiacomosthinktank.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://giangiacomosthinktank.blogspot.com/feeds/7901259054371580168/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8744820345372214504&amp;postID=7901259054371580168' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8744820345372214504/posts/default/7901259054371580168'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8744820345372214504/posts/default/7901259054371580168'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://giangiacomosthinktank.blogspot.com/2008/07/solidariet-ai-poliziotti-condannati-per.html' title='Solidarietà ai poliziotti condannati per la Diaz'/><author><name>G.</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03096557084871773528</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry></feed>
